Archivio tag: anoressia

Andrea Marcolongo

La misura eroica. Il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare

Mondadori 2018, 209 p.
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Eroe, per i Greci, era chi sapeva ascoltarsi, scegliere se stesso nel mondo e accettare la prova richiesta a ogni essere umano: quella di non tradirsi mai.

Andrea Marcolongo, dopo il successo de La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco, parte ancora dalla cultura greca per parlare del mondo contemporaneo.
L’autrice rivisita l’impresa di Giasone e degli Argonauti, narrata da Apollonio Rodio, per spiegare come tutti noi dobbiamo superare le nostre paure ed essere capaci di abbandonare i porti sicuri per andare in alto mare: solo affrontando i rischi della vita, infatti, potremo realizzare noi stessi e non tradire la nostra essenza.
Accanto a Giasone e ai suoi compagni spicca Medea, la principessa maga della Colchide che, per amore dell’eroe, lo aiuterà a conquistare il vello d’oro, abbandonerà la famiglia e la terra natìa e seguirà il compagno nel viaggio di ritorno in Grecia.

La vicenda degli Argonauti ha un curioso controcanto nelle citazioni tratte dal manuale inglese Come abbandonare una nave, scritto nel 1942 da un marinaio scampato a un naufragio, ma dedicato a chi vuole sopravvivere ai fallimenti della vita.

A questi due spunti narrativi si aggiungono le notazioni autobiografiche dell’autrice – che svela le tappe dolorose del suo passato e come sia riuscita a superarle – oltre alle riflessioni sull’origine delle parole e il loro significato profondo.
Il libro, scritto con uno stile piano e accessibile, si può leggere come un racconto di formazione, una guida che ci aiuta a crescere attraverso il superamento degli scogli e delle tempeste che tutti, giovani e meno giovani, ci troviamo ad affrontare nelle nostre esistenze.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco – Andrea Marcolongo
L’amore prima di noi – Paola Mastrocola
Argonautiche – Apollonio Rodio

e guarda …
Medea – Pier Paolo Pasolini

… e ascolta…
Something just like this – The Chainsmokers & Coldplay

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Joyce Carol Oates

Due o tre cose che avrei dovuto dirti

Mondadori, 2016
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E all’improvviso, tutto svaniva: provava solo dolore. Una sensazione che era stata lei a causare, che era lei a controllare: un segreto di cui nessuno era al corrente. Una sensazione di immediata felicità. 

Tre sono le protagoniste di questo romanzo. Una è sullo sfondo, un motore silente e catalizzatore delle emozioni che attraverseranno le altre due amiche, intimamente legate e al contempo profondamente distanti. Siamo al liceo e la crudeltà che serpeggia dentro quelle pareti rende satura la vita e le aspettative di tutti gli studenti che lo popolano. Messaggi minatori, bullismo, omofobia, problemi del comportamento alimentare, autolesionismo, in poche parole: segreti. Segreti che tutti conoscono e di cui nessuno vuole parlare, segreti abitati e abitanti. E Tinni non regge, abbandona tutte le sue amiche, anche Merissa e Nadia. Questa trinità umana ci accompagna come un vortice pagina dopo pagina attraverso un affresco spietato e doloroso di una realtà sempre più alienata ma carica di speranza, come in procinto di riscattarsi.

Tinni, Merissa e Nadia sono le protagoniste di questo coro plurale fatto di personalità già molto delineate, nonostante la giovanissima età. Tinni è dolorosamente consapevole della propria malattia, Merissa del fallimento famigliare dei propri genitori e per questo è in grado di perdonarli ma non conosce il prezzo di quel sacrificio, Nadia cerca di arginare un crescente disagio dovuto alla percezione del proprio corpo rifugiandosi in emozioni scorciatoia ben sapendo che prima o poi dovrà affrontarsi. Sullo sfondo abbiamo una società immobile e immatura, nulla che non appaia meschino e ottuso rispetto alla bellezza tragica di queste ragazze e della loro età irripetibile. Gli adulti sono uno scherzo del destino, la competizione è una legge biblica irrevocabile, la scuola un incidente in cui si è incappati per accumulare nozioni e fuggire indenni dai messaggi anonimi, dai bulli, dalle insinuazioni, dagli scherzi, dalla seduzione obbligatoria.

Joyce Carol Oates è un gigante della narrativa. Attraverso i suoi personaggi si incontra l’adolescenza nella sua essenza più profonda, senza alcun compromesso, e proprio per questo vivificante. Come in ogni suo romanzo, mai consolatorio o bonario, ci muoviamo attraverso dei nemici che obbligano i protagonisti a rivelarsi per quello che sono nella loro più intima natura. Fedele allo stile del suo romanzo più famoso e curato, Ragazze Cattive da cui è tratto il film FoxFire del 2012 , le protagoniste sono sole contro un mondo ostile e intrecciano nell’amicizia e nella femminilità le premesse per la propria sopravvivenza – o conseguente disfatta.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche:

Joyce Carol Oates – Ragazze cattive
Joyce Carol Oates – Figli randagi

Ascolta anche:

The Cure - Wild Mood Swings ( in particolare This is a Lie)

Guarda anche:

Foxfire - Laurent Cantet 

 

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Martita Fardin

valeANA

Elliot, 2009, 117 pg
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Quod me nutrit, me destruit

Qui niente è sincero

Valentina vive apparentemente tranquilla: un famiglia come tante, una bella casa sul lago, amicizie, una vita agiata.
Ma dentro il suo corpo un demone la possiede, un demone fatto di bugie e di segreti inconfessati, di un’apatia nei confronti della vita quasi come missione.
Come combattere contro tutto questo? Con il cibo, o meglio, con la mancanza di cibo: quel poco che riesce ad assumere è visto come veicolo di redenzione e l’autodistruzione come il salvataggio da se stessa.
Circondata da persone perse nei loro pensieri, in umori alti e bassi, quasi complici della sua esistenza problematica, Valentina dovrà trovare quella forza per saltare dall’altra parte del baratro.
Emozionando mente e cuore, Martita Fardin rende solida l’impalpabile crudezza spirituale nella quale conduce uno dei peggiori mali di vivere.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l’anoressia – Isabelle Caro
Brutta! – Briscoe Constance

… e ascolta anche
Save Me – Simple Plan
Mia sorella – Povia
90-60-90 – Flor Villagra
Quella che non sei – Ligabue

… e guarda anche
Primo amore di Matteo Garrone
Ragazze interrotte di James Mangold

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