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Naomi Novik

Cuore oscuro

2017, Mondadori, 432 pagine
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 A diciassette anni ero ancora una ragazzetta molto magra, con i piedi sproporzionati e i capelli castano sporco tutti arruffati, e il mio unico talento, se così lo si poteva definire, era il fatto che strappavo, macchiavo o perdevo nel giro di una giornata qualsiasi cosa mi mettessero addosso.

Agnieszka ha diciassette anni e vive in un villaggio della Polnya al limitare di un bosco stregato, le cui creature malefiche rapiscono ed infettano con la loro magia oscura gli abitanti della valle.
Il villaggio di Agnieszka però è protetto da un potentissimo stregone, chiamato Il Drago, che come pegno per la dofesa del villaggio e dei suoi abitanti ogni dieci anni pretende per sé una ragazza di diciassette anni, che reclude nella sua torre.
Agnieszka è nata nell’anno della scelta, ma è talmente goffa ed impacciata che la sua famiglia esclude la possibilità che venga presa dallo stregone, a differenza della sua migliore amica Kasia, talmente perfetta da rendere scontata la scelta.
Contro ogni aspettativa però Il Drago sceglie Agnieszka, cambiandole totalmente la vita e rivelandosi una persona completamente diversa da quello che tutti credevano.
Da questo momento la vita calma e dimessa della ragazza cambierà drasticamente in un turbinio di nuove scoperte, difficoltà da affrontare e nemici da battere.

Cuore Oscuro non si presenta come il classico romanzo fantasy: la sua protagonista non è la tipica eroina spavalda e sicura di se’, ma una ragazzina pasticciona e cocciuta; la trama si dipana in diversi filoni e a tratti i contorni della storia si sfilacciano tra i diversi elementi della fiaba, l’ambientazione che ricorda l’Europa dell’est, gli intrighi di corte e gli elementi magici.

Sito dell’autrice

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Terry Pratchett, L’arte della magia
Cornelia Funke, Fearless
Charles Perrault, Barbablu

 

 

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Luc Besson

Leon

Francia, 1994
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- Leon, esattamente che lavoro fai per vivere?
- Faccio le pulizie.

Leon per (soprav)vivere elimina dalla vita le persone.
Mathilda è l’unica sopravvissuta della sua famiglia.

Leon è un freddo, analfabeta, noncurante, apatico killer.
E si nutre di solo latte.
Mathilda è un dolce, innocente, amorevole scricciolo.
E si nutre di sola vendetta.

Ora, l’unico scopo e aspirazione di Mathilda è vendicare la morte del suo fratellino, trucidato insieme al resto della sua famiglia, e vuole che Leon le insegni ad uccidere: è il suo eroe, nel quale nessuno vorrebbe identificarsi.
Leon è l’antieroe per eccellenza, ma è proprio questo a renderlo speciale.
Non un film sulla vita o sulla morte, non uno smielato sentimental-drama, non un action movie, Leon non è questo: è colmo del vuoto vitale dei due protagonisti, dei loro silenzi, simbolo di tensione emotiva, degli sguardi poetici in mezzo ad eventi più grandi di loro.
Leon è il malvagio e Mathilda la buona? E perché non il contrario?
Una vicenda fatta di poche parole, che permea d’assoluto e d’umano, creando un’atmosfera, un legame tra due destini in modo indissolubile, in cerca di una vita migliore ed una rinascita.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’immortale di Richard Berry
The Transporter di Cory Yuen – Louis Leterrier
Wasabi di Gerard Krawczyk

Locandina del film Leon

Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Musiche: Éric Serra
Fotografia: Thierry Arbogast
Durata: 119′ (versione integrale 155′)

Interpreti e personaggi principali:
Jean Reno : Leon
Nathalie Portman : Mathilda
Gary Oldman : Stanfield
Danny Aiello : Tony

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