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Pam Smy

Thornhill

Uovonero, 2017, 533 p.
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Sapevo che era troppo bello per durare. Lei è tornata. L’ho capito senza nemmeno vederla. Ho sentito la sua risata risuonare per le scale, il solito bussare a tutte le porte del corridoio mentre tornava alla sua vecchia stanza. Sentire questi suoni mi ha paralizzato. La paura mi ha dato un brivido nel collo e nella schiena, come se quell’antica sensazione mi fosse penetrata nelle ossa.
Non ci credo.
E adesso cosa faccio?

All’inizio degli anni ’80, Thornhill è una casa famiglia.
Qui vive Mary, una ragazza solitaria che ha scelto il silenzio per mascherare il mondo di soprusi e ingiustizia nel quale l’ha trascinata un’altra delle abitanti della struttura.
Mary ha il dono di costruire bellissime bambole ma non riesce ad integrarsi e ad interagire con le altre persone.

Ella si è appena trasferita con il padre in una nuova casa che si affaccia proprio su Thornhill.
Siamo nel 2017 e l’orfanotrofio è ormai chiuso d decenni.
Guardando nel giardino della vecchia casa, però, Ella vede una ragazza che sembra invitarla a raggiungerla.

Seguendo lo stratagemma narrativo usato da Brian Selnick nei suoi romanzi, Pam Smy ci trascina in una vera e propria discesa agli inferi di due ragazze che, ciascuna a modo suo, devono affrontare la solitudine.
La storia di Ella è narrata attraverso i bellissimi disegni in bianco e nero realizzati dall’autrice. Mary, invece, parla di sé in un diario, compensando, attraverso lo scritto, la propria impossibilità di comunicare con la parola.

Qui puoi vedere il booktrailer di Thornhill.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La casa dei cani fantasma- Allan Stratton
Anya e il suo fantasma- Vera Brosgol
Rosso il sangue- Salla Simukka
Giro di vite- Henry James
Il tesoro dei Marvel- Brian Selznick

…e guarda anche…
It- Andrés Muschietti
Stoker- Chan-Wook Park
The Others- Alejandro Amenábar

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Vera Brosgol

Anya e il suo fantasma

Bao Publishing, 2013, 223 pp.
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voler essere come tutti, desiderare ciò che hanno…la vita degli altri sembra sempre così semplice…ma questo è ciò che credi tu! Non puoi sapere quello che succede nella testa degli altri!

Quando uno sconosciuto le chiede quale sia il suo cognome, Anya Borzakovskaya preferisce dire qualcosa come “Brown”. Non è stato facile per lei superare le distanze imposte dalle sue origini russe con i coetanei americani, ma ormai ci è riuscita e somiglia alla più classica delle liceali, senza nemmeno un briciolo di accento buffo. Pur con tutti i problemi del caso: la famiglia, lo studio, la paura di finire grassa come sua madre, gli amici/nemici, le ragazze più carine di lei, i ragazzi che non vogliono saperne di notarla. Eccetera.
Un giorno, durante una passeggiata per smaltire l’ennesima serie di disavventure, Anya inciampa e cade in un pozzo in cui trova uno scheletro e il piccolo fantasma di Emily, morta novant’anni prima. Da qui prende le mosse una storia che parrebbe semplicemente un’amicizia insolita e riserva invece sviluppi inquietanti quanto le tonalità violacee della tavolozza di colori usata dall’autrice.
Vera Brosgol, qui all’esordio, riesce a offrire realismo a un “racconto di formazione con fantasma” e diverte e commuove con una galleria di personaggi dalla grande espressività, tratteggiata con splendida semplicità: basti pensare alla goffaggine di Anya quando s’imbatte per la prima volta in Sean (che non salutava lei, ma la fidanzata ovviamente bionda e bellissima); alle sue memorabili smorfie di fastidio e affetto nei rari contatti con Dima, che, a differenza sua, è ancora vittima della crudeltà riservata ai diversi; alle microvariazioni che rendono il fantasma di Emily di volta in volta dolce, amichevole e terrificante.
Anya E Il Suo Fantasma è insomma un piccolo gioiello da custodire con cura, che con un paio di occhi sgranati e una scrollata di spalle racconta l’adolescenza meglio di tante parole.

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Persepolis – Marjane Satrapi
American Born Chinese – Gene Luen Yang

…e ascolta anche…
Friendly Ghost – Eels
New Slang – The Shins

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