Archivio tag: arte

Kraftwerk

Autobahn

Philips Vertigo, 1974
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Wir fahr’n fahr’n fahr’n auf der Autobahn

Vor uns liegt ein weites Tal
Die Sonne scheint mit Glitzerstrahl

Die Fahrbahn ist ein graues Band
Weisse Streifen, gruener Rand

Jetzt schalten wir ja das Radio an
Aus dem Lautsprecher klingt es dann:
Wir fah’rn auf der Autobahn

Anche i meno avvezzi alla storia della musica hanno sentito almeno una volta il nome Kraftwerk: gruppo che ha influenzato anni di produzioni musicali in tutto il mondo.
Autobahn, il loro quarto album, è ancora più rivoluzionario dei precedenti.
È un non-luogo (fisico prima di tutto: autobahn significa autostrada in tedesco, cioè qualcosa che serve per spostarsi da un luogo all’altro ma che luogo non è); è un non-luogo dove l’elettronica è impulso di vita nascente, coinvolge in una stasi di problemi, perdurando quasi un’ipnosi sinaptica, impulso ad immergersi nella descrizione musicale.
L’eloquenza quasi stilnovista che compenetra i riff ripetuti dei sintetizzatori e delle chitarre sembra creare un’atmosfera trance ante litteram, quasi un premonitorio omaggio del gruppo ad un genere in voga molti anni dopo.
Basterebbe la title track, ma allarghiamo il pensiero a tutto l’album: un intero lavoro che ha gettato i semi dell’elettronica come oggi l’intendiamo, dell’electro-funk, della musica ambient, del synth pop solo per citarne alcuni.
Wirh far’n far’n far’n auf der autobahn” (andiamo andiamo andiamo per l’autostrada) assume una doppia valenza: oltre ad essere parte della canzone, assume il significato di andare oltre, sperimentare, creare unioni di sacro e profano.

Ascolta l’album:
Autobahn

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Album dei Kraftwerk presenti in Opac RBBC
Daft Punk – Random Access Memories
Andy Stott – Too Many Voices
Royksopp – Melody A.M.

… e leggi anche
David Buckley – Kraftwerk publikation
Gabriele Lunati – Kraftwerk
Luca Beatrice – Robot

… e guarda anche
Steven Lisberger : Joseph Kosinski – Tron / Tron Legacy
Zack Snyder – Sucker Punch
David Cronenberg – eXistenZ

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MUSEO EGIZIO – TORINO

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Articolo di Paola Vailati

La strada per Menfi e Tebe passa da Torino
(Jean-Francois Champollion)

Bellezza. Fascino. Mistero.

Un viaggio nel tempo di oltre 4000 anni di storia, arte e archeologia.
Una raccolta di statue, papiri, sarcofagi e oggetti di vita quotidiana che avvicinano il visitatore alla conoscenza di una delle civiltà più affascinanti del passato.

Tutto questo a Torino, nel Museo Egizio più antico del mondo, secondo per importanza ed estensione solo a quello de Il Cairo.

Anche coloro che hanno già visitato la collezione in passato saranno meravigliati; dal 2015 infatti, il Museo Egizio ha più che raddoppiato la sua superficie espositiva che oggi si sviluppa su quattro piani secondo un percorso di visita cronologico.

A conclusione della visita, la Galleria dei Re, progettata dallo scenografo italiano tre volte premio Oscar Dante Ferretti, lascerà senza fiato.

Per saperne di più:
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Lindsey Stirling

Lindsey Stirling

Bridge Tone, 2012
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Lindsey Stirling è una vera e propria artista in tutti i sensi ed ha uno stile e una tecnica tutta sua: è riuscita a fondere il suono del violino e il timbro della musica classica all’elettronica moderna e all’hip hop, accompagnandolo con coreografie eseguite da lei stessa.
[ Mariano Trissati ]

Lindsey Stirling prima ancora di essere un’artista, è un folletto.
Sembra un personaggio uscito da un manga giapponese: quando si esibisce balla e saltella sul palcoscenico per tutta la durata dello spettacolo, si contorce in mille moine in una maniera tale che si fatica a capire se sia reale o sia un artefatto di gommapiuma.
Lei è una scenografia vivente.
Dopo questo si nota e ci si compiace di quanto sia virtuosa col violino, pare un’estensione di lei: in questo album eponimo è un brivido costante la bravura con la quale imbastisce note e sensazioni, melodie e stati d’animo.
Lindsey ha creato qualcosa di veramente unico, raffinato, che strizza l’occhio alla musica classica unendo però tutta la forza della musica contemporanea con spruzzate di elettronica, ritmi dance, dubstep.
Insomma crossover, ma di classe.
Non annoia nei live, anzi, si ascolta piacevolmente nella nostra sala audio privata; si potrebbe forse obbiettare che forse è ancora un’artista un poco di nicchia.
Ma crediamo resterà tale ancora per poco.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Electric Daisy Violin, Minimal Beat, Crystallize.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
David Garrett – Rock Symphonies
Vanessa Mae – Storm (Vivaldi Techno)
Valentina Giovagnini – Il passo silenzioso della neve

… e leggi anche
Paolo D’Antonio – Paganini
Enzo Porta – Il violino nella storia
Uto Ughi – Quel diavolo di un trillo

… e guarda anche
Scott Hicks – Shine
Milos forman – Amadeus

… e visita anche
Il Museo del Violino di Cremona

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IX Biennale di Soncino. A Marco

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Ogni edizione si arricchisce di nuove idee, nuovi luoghi e nuovi volti consolidando ed ampliando al tempo stesso, un circuito cittadino sempre più atteso e stimato.
(http://www.quartiere3.org)

Ci sono situazioni nelle quali la sinergia tra diversi fattori crea piccoli gioielli.

Uno di questi è la Biennale di Soncino. A Marco: un ottimo gruppo di artisti, la volontà di ricordare nel migliore dei modi un amico che non c’è più, un’ambientazione suggestiva e tante persone che hanno voglia di scoprire forme di espressione sorprendenti e inaspettate.

La nona edizione ospita un numero considerevole di artisti provenienti da tutto il mondo, raccolti in un percorso ben studiato che attraversa tutto il paese passando per case, parchi, strade del centro storico, senza tralasciare alcuni dei luoghi più caratteristici di Soncino: la rocca e il Museo della Stampa.

Per informazioni:
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Abraham Joffe

Racconti di luce

Usa, 2016
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Da circa un mese è disponibile sul catalogo di Netflix Italia la seconda stagione di Racconti di Luce – Tales by Light, una miniserie in sei puntate prodotta da Canon e National Geographic.

La fotografia è raccontare con la luce così diceva Salgado: in ogni episodio, un fotografo professionista si confronta con le sfide della sua ispirazione. Cogliere in uno scatto perfetto i paesaggi alieni dell’Antartide, i gorilla nella loro foresta, i funamboli sospesi tra le pareti di un canyon, la nuotata delle balene, i rituali ancestrali delle ultime tribù selvagge e farci vedere il nostro mondo sotto una luce narrante. Tra avventura, viaggio di ricerca abbiamo la possibilità di seguire l’immagine prendere forma nella mente del fotografo, che ci racconta il suo progetto, le sue tecniche, le difficoltà, i suoi sogni. Ogni modo di raccontare è quindi un modo di svelare noi stessi attraverso gli altri.La serie è soprattutto ancorata a una grande domanda: perchè sto raccontando questo? E attraverso le parole dei fotografi impariamo che dietro a ogni scatto c’è un’idea, un sentimento ma soprattutto un’urgenza a cui noi siamo chiamati a rispondere quando parliamo di arte: ascoltare.

La serie è girata interamente in 4k UHD e offre riprese di qualità eccezionale, probabilmente tra le più belle mai viste in una serie di documentari. Grazie all’abbonamento Netflix potete godervela su smartphone, tablet, pc e smart tv. Perfetta per una domenica pomeriggio.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Il sale della terra di Wenders e Salgado

Leggi anche:

Il mondo di Steve McCurry a cura di Gianni Riotta

tales-by-light

Genere: Documentario
Direzione artistica: Abraham Joffe
Direttore della fotografia: Jason Mclean

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Mark Cartier

Lift me up

Usa, 2015
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La grande responsabilità di essere vulnerabili

Emma si trova in una situazione complicata. Appena morta la madre è costretta a vivere con il patrigno John, un perfetto sconosciuto ai suoi occhi mentre il padre biologico è completamente assente assorbito da un vita trafficata. John vuole essere un padre per Emma e cerca di mettere da parte il lutto che lo affligge pur di avvicinarsi alla ragazza. L’una l’opposto dell’altro scopriranno quanto le proprie passioni possano avvicinare le persone aiutandole a mostrare chi sono veramente, una fra tutte la danza di cui Emma è una promettente stella nascente.

Questo piccolo film è distribuito sulla piattaforma Netflix italia diretto da Mark Cartier ed è un vero gioiello di dolcezza e sincerità. Ci mostra come il bene, soprattutto quello delle persone che amiamo, ci risulti scontato e in qualche modo dovuto. Niente è più fragile della fortuna di essere amati e troppo spesso anteponiamo i nostri legami biologici a quelli che nascono per casuale circolazione di sentimenti. La sincerità si intravede negli interstizi della figura dell’amico di Emma quando la supporta (e sopporta la superficialità) nella triste divergenza  con le compagne di liceo – snob e meschine-  ma avendo il coraggio di rimproverarla nel momento esatto del suo declino più rapido senza, tuttavia, compatirla. John nella sua marziale e ferma condotta cela quell’amore sincero che sprona restituendo alle persone che gli sono vicino la fiducia necessaria per esprimere se stessi e provare a superare gli ostacoli che la vita ci pone di fronte. Siamo di fronte a protagonisti dal fortissimo carattere con passioni e idee che li guidano nonostante le avversità. Emma riuscirà, infatti, a trovare un legame profondo con la danza che prima praticava come una piacevole routine e solo affrontando il dolore ne scoprirà il valore profondo e le enormi possibilità che l’arte può offrire.

Un film piacevole carico di tensione emotiva e ottimi attori in esordio.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Stephen Daldry, Molto forte incredibilmente vicino

Leggi anche:

Tra le infinite cose, Julia Pierpont

Ascolta anche:

Lady Gaga, The fame monster

lift-me-up

Regia: Mark Cartier
Distribuzione: Marvista, Netflix
Genere: Drammatico
Sceneggiatura: Mark Cartier, Aviv Rubinstien
Cast: Todd Cahoon, Sarah Frangenberg, Shane Harper

 

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Toulouse – Lautrec. La Belle Epoque

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Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio.
Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intelliggibile il carattere della figura.

Avete sempre sognato di vivere nella Parigi de La Belle Epoque? Non disperate a Torino è in corso una mostra dedicata a questo frizzante periodo e più precisamente a uno dei suoi personaggi più celebri: Henri de Toulouse Lautrec.

La mostra ospita 170 opere dell’artista che provengono dall’Herakleidon Museum di Atene. Il percorso oltre a mettere in luce l’arte eccentrica e la ricercata poetica anticonformista e provocatoria dell’artista, ci trasporta nella Parigi “nottambula” e colorata di fine ’800. Qui troverete oltre a litografie e manifesti dell’artista, anche una piccola sala che ricorda il celeberrimo Moulin Rouge, molti oggetti dell’epoca e la musica del can can.

Toulouse Lautrec ( 1864 – 1901 ) è uno degli ultimi artisti impressionisti. La sua vita fu segnata da due cadute da cavallo avvenute da bambino che non gli permisero di crescere. Questo lo portò alla vita bohemien nel caratteristico quartiere parigino di Montmatre. E’ proprio in questo universo fatto di alcol, ballerine e serate che Henri ha trovato l’ispirazione per gran parte delle sue opere.

Egli è stato il primo pittore ad utilizzare le sue capacità artistiche per la produzione di grafica d’autore, soprattutto in occasione di spettacoli teatrali e cabarettistici.
La sua breve vita rimane un esempio emblematico dell’artista di fine secolo; ovvero di artista maledetto che vive la propria vita e la propria arte su un unico piano di intensa partecipazione emotiva.

Per maggiori informazioni visita il sito.

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Ron Howard

Inferno

U.S.A. 2016
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Io sono l’Ombra.
Attraverso la città dolente, io fuggo.
Attraverso l’eterno dolore, io prendo il volo
.

Dopo Il codice Da Vinci e Angeli e Demoni, il regista Ron Howard torna sui grandi schermi con Inferno; film tratto, come i precedenti, da un romanzo di Dan Brown. Attore protagonista è sempre un ottimo Tom Hanks il quale interpreta lo studioso di simbologia Professor Landon.

Il film si apre con il protagonista che si sveglia in stato confusionale in un ospedale di Firenze, arriva poi un giovane carabieniere dall’aria sospetta così, con l’aiuto della dottoressa Sienna Brooks decide di scappare. Inizia una dura e lunga corsa contro il tempo per salvare la popolazione mondiale dal genio malato Bertrand Zobrist, studioso di genetica, il quale vuole risolvere il sovrappopolamento mondiale diffondendo un virus letale.

Il filo conduttore della vicenda, come deducibile dal titolo, è la Divina Commedia di Dante. La storia si svolge in tre città: Firenze, Venezia e Istanbul, ha spesso riferimenti alla storia e alla cultura del posto.

Il film è meno enigmatico dei precedenti, ma riesce comunque a creare quella sensazione di ansia e suspance, le scene si susseguono velocemente, tra pericoli da evitare e prove da superare.

Ora non resta che andare a vederlo al cinema e scoprire se ancora una volta Robert Landon riuscirà a salvare il mondo…

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche..

Il codice Da Vinci

Angeli e Demoni

Leggi anche…

D.Brown, Inferno

D.Brown, Il codice Da Vinci

D.Brown, Angeli e Demoni

Inferno_(2016_film)

 

Regia: Ron Howard

Sceneggiatura: David Koepp

Fotografia: Salvatore Totino

Durata: 121 min.

Cast: Tom Hanks, Felicity Jones, Ben Foster, Omar Sy, Irrfan Khan, Sidse Babett Knudsen, Fausto Maria Sciarappa, Ana Ularu

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Escher – Palazzo Reale di Milano

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Dal 24 giugno fino al 22 gennaio 2017 Palazzo Reale di Milano, ospita una grande mostra monografica dedicata all’incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher.

Escher ( 1898 – 1972 ), nato in Olanda, non è mai stato uno studente modello, ma si è da sempre distinto nel disegno.

Trasferitosi in Italia con la moglie, rimane affascinato dal Bel Paese, dove rimarrà fino al 1935. A causa del clima fascista, che tollera poco, decide di andare in Svizzera, in Belgio e poi in Olanda. E’ proprio in Olanda dove ” non trova nulla di così bello ad ispirarlo” che inizia a rappresentare il suo mondo interiore, la matematica e il calcolo diventano elementi chiave delle sue opere.

La mostra comprende oltre 200 opere ed è divisa in sei sezioni, un vero e proprio percorso all’interno dello sviluppo creativo dell’artista: a partire dalla radice della storia dell’arte per arrivare al Liberty, soffermandosi sull’amore per Roma e l’Italia e individuando nel viaggio a l’Alhambra e a Cordova la causa scatenante di un forte interesse per le forme geometriche.

Scale che non hanno inizio né fine, uccelli in volo vhe si fondono fra loro, mondi impossibili e deformazioni spaziali lo hanno reso noto e molto apprezzato. La sua influenza è percepibile nel mondo dei fumetti, della pubblicità, dei video musicali, del cinema.

M.C. Escher, Vincolo d’unione Aprile 1956

M.C. Escher, Convesso e concavo Marzo 1955

M.C. Escher, Mano con sfera riflettente 1935

Orario di apertura:

Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
(La biglietteria chiude un’ora prima)

Per informazioni e biglietti visita il sito.

 

 

 

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Manuela Salvi

E sarà bello morire insieme

Mondadori, 2010
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Oggi sono diventata maggiorenne. Pensando che sto diventando grande mi prende il panico. E’ come se all’improvviso mi rendessi conto di avere davanti un corridoio infinito, pieno di porte. Dietro ognuna di esse c’è una possibilità, ma anche il rischio di errore.

 

Bianca, diciotto anni, si trasferisce da Milano a Palermo con il padre – giudice – all’indomani di un avvenimento tragico che ha messo in crisi la famiglia ed inizia a frequentare il liceo artistico.

Qui incontra Manuel, orfano di padre mafioso, inserito appieno nelle logiche di violenza e potere della cosca cui appartiene. O forse semplicemente ingabbiato in un destino che non condivide fino in fondo, ma dal quale sente di non potersi svincolare.
Dovrebbero avere più elementi di differenza, rispetto a cose in comune. In realtà tra loro si crea fin da subito un’affinità speciale, che sfocia ben presto in attrazione ed innamoramento.

La storia d’amore però non potrà prescindere dal corso della giustizia e ben presto i due si troveranno coinvolti in fronti contrapposti ed in pericolo. Ciascuno di loro dovrà scegliere da che parte stare.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

… vedi anche
La mafia uccide solo d’estate – Pif
I cento passi – Marco Tullio Giordana

e ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro
The dark side of the moon – Pink Floyd

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