Archivio tag: autismo

Kim Slater

Smart

il Castoro 2015, 231 p.
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Qualche volta, se fai finta di non vedere le cose, riesci a dimenticartene. È come se non le avessi neppure viste. Ma non potevo farlo, perché quei lividi erano troppo grossi.

Kieran è un ragazzino autistico che abita in un quartiere degradato di Nottingham; da quando la madre convive con un uomo violento che maltratta entrambi e li ha allontanati dall’amata nonna, la sua esistenza non è più serena. Anche se ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, Kieran è un ottimo osservatore e disegna molto bene: tali doti gli saranno utili il giorno in cui verrà ritrovato il cadavere di un barbone, amico  di Jean, una senzatetto cui Kieran è legato. Nonostante la morte stia per essere archiviata come accidentale, Kieran e Jean si ostinano a cercare il colpevole di quello che ritengono un omicidio.
Partendo da questa vicenda, si entra nel mondo del protagonista: la scuola con l’insegnante di sostegno che è un importante punto di riferimento, la mamma resa sempre più fragile dalle violenze subìte, i bulletti del quartiere che infastidiscono Kieran e un sottobosco di piccoli criminali e poveracci che vivono alla giornata. Ma per fortuna non tutto va male.
Apparentemente indirizzato a un pubblico di preadolescenti, il libro in realtà descrive situazioni molto dure, specie riguardo ai maltrattamenti in famiglia, che spingono a consigliarlo anche a lettori più adulti.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
Il mistero del London Eye – Siobhan Dowd
Le case degli altri – Jodi Picoult

E guarda anche…
Atypical – Seth Gordon

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Seth Gordon

Atypical

Sony Pictures Television - Netlix
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Hanno fatto uno studio a Toronto qualche anno fa, i ricercatori hanno scoperto che solo il 9% degli adulti con autismo si è sposato. Non perché non ne sentono il bisogno, solo che non sanno proprio come fare. Suo figlio ha lo stesso desiderio di essere amato che abbiamo tutti, perché non dovrebbe provarci?

Atypical è una serie distribuita da Netflix l’11 Agosto 2017 e racconta le vicissitudini di Sam, un ragazzo diciottenne affetto da autismo che, spronato dalla sua terapista, decide di trovare una ragazza.
Da questa decisione si svilupperà poi una trama che parla di indipendenza da una parte, e la difficoltà di lasciar andare il proprio figlio dall’altra.

Nonostante sia una commedia leggera e non impegnativa, Atypical riesce a destreggiarsi bene tra il disturbo del ragazzo adolescente e i problemi (e le rispettive soluzioni) suoi e delle persone a lui vicino.
Ciò che appare sullo schermo sono le difficoltà quotidiane di una famiglia normale in una particolare condizione.
Ma le difficoltà sono appunto “normali”, affrontabili e superabili: una grande prova per un telefilm che riesce a trattare un argomento difficile e spinoso come può esserlo l’autismo nell’adolescenza nella maniera più idonea e corretta, senza ovvietà o patetismi.

L’intera produzione è stata seguita dalla Dott.ssa Michelle Dean, della University of California. Il Centro per la Ricerca e il Trattamento dell’Autismo di Los Angeles ha poi approvato l’intento divulgativo della serie.
Un plauso quindi a Netflix che, dopo Tredici e To the Bone, continua a produrre ottime serie tv che trattano di argomenti delicati e qualche volta conosciuti, ma spesso sottovalutati o ai più.

Se ti è piaciuta guarda anche: Tredici - Brian Yorkey
To the Bone - Marti Noxon

Leggi anche: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

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Paolo Genovese

Sei mai stata sulla luna?

2015, Pepito Produzioni
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Guarda che magari pensiamo di conoscere una persona da sempre, di sapere tutto, invece poi magari ignoriamo la parte più importante, quella nascosta, quella che ti ha fatto sognare, che ti ha fatto stare bene.

Guia è una giovane donna in carriera nel mondo della moda, vive a Milano ed ha un fidanzato per cui ogni espediente è buono per realizzare escamotage fiscali. Improvvisamente scopre di essere l’unica erede di una masseria in Puglia, dove vivono suo cugino Pino, che per la legge non è in grado di intendere e di volere e Renzo, un fattore vedovo con il figlio.
La prima idea di Guia e del suo fidanzato Marco è di vendere tutto il prima possibile, ma gli abitanti del piccolo paese, affezionati a Pino e a Renzo, non le rendono facili le cose.
Guia sarà costretta a passare del tempo in campagna per risolvere tutti i problemi che si vengono a creare giorno per giorno, senza quasi accorgersi che la sua vita sta prendendo una piega inaspettata.
Questo film è una commedia spassosa ricca di personaggi peculiari e stravaganti, che si completano nel contesto tradizionale di una piccola realtà di campagna.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:
Paolo Genovese, Perfetti sconosciuti
Ben Stiller, I sogni segreti di Walter Mitty

E ascolta anche:
Fabrizio de Gregori, Sei mai stata sulla luna?  
KT Tunstall, Horse and Cherry tree
Bahamas feat The Wheather Station, Don’t you want me 
Joan Jett, I love rock And roll 

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Lingua originale: italiano
Paese di produzione: Italia
Anno: 2015
Durata: 111 min
Genere: commedia
Regia: Paolo Genovese
Soggetto: Enrico Vanzina, Paolo Genovese, Carlo Vanzina, Riccardo Milani, Alessio Maria Federici
Sceneggiatura: Paolo Genovese, Pietro Calderoni, Gualtiero Rosella
Casa di produzione: Pepito Produzioni, Rai Cinema
Distribuzione (Italia): 01 Distribution
Fotografia: Fabrizio Lucci
Musiche: Francesco De Gregori

Interpreti e personaggi
Liz Solari: Guia
Raoul Bova: Renzo
Simone Dell’Anna: Tony
Giulia Michelini: Carola
Pietro Sermonti: Marco
Dino Abbrescia: Dino
Nino Frassica: Oderzo
Sabrina Impacciatore: Mara
Neri Marcorè: Pino
Rolando Ravello: Paolo
Sergio Rubini: Delfo
Emilio Solfrizzi: Felice
Paolo Sassanelli: Rosario

 

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Matthew Dicks

L’amico immaginario

Giunti, 2012
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Articolo di Debora Vailati Canta

Ecco quello che so: Mi chiamo Budo. Esisto da cinque anni. Cinque anni è una vita lunghissima, per uno come me. È stato Max a darmi questo nome. Max è l’unico essere umano che riesce a vedermi. I genitori di Max mi chiamano l’amico immaginario. Voglio molto bene alla signora Gosk, la maestra di Max, invece l’altra maestra, la signora Patterson, non mi piace per niente. Non sono immaginario.

Un libro apparentemente semplice, scorrevole, ma che tratta al suo interno molte tematiche importanti: la vita, la morte, l’amicizia, le difficoltà di un bambino “speciale” e quelle del suo migliore amico, Budo. Un amico immaginario che, tra tanti dilemmi, riflessioni e peripezie, si rivelerà l’unico in grado di aiutare il suo amico umano, Max, a scappare dal suo rapitore.
Sì, perchè Max è stato rapito da una maestra di sostegno durante un normalissimo giorno di scuola, e nessuno sospetta di lei. Il suo obiettivo è quello di portare Max fuori città con sé e diventarne la mamma.
Una storia appassionante e avvincente, che fa riflettere senza troppe pretese sul complicato mondo intellettivo dei bambini, specialmente quelli autistici.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

… e guarda anche
Touch – Tim Kring (serie tv)

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Franco e Andrea Antonello

Sono graditi visi sorridenti

Feltrinelli, 2013, 234 pp.
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“Non tenetemi fuori dal mondo io sento e vedo oltre”

Franco è il padre di Andrea, ragazzo autistico la cui malattia si è manifestata quando aveva due anni e mezzo. Il libro, narrato in prima persona da Franco, parte dalla sua adolescenza inquieta e operosa nel Veneto degli anni Ottanta per arrivare ai successi lavorativi, alla serenità nella vita affettiva e alla nascita di Andrea, il primogenito, bambino bellissimo e vivace che improvvisamente accusa i sintomi di un disturbo ancora misterioso. Le angosce dei genitori, i problemi quotidiani, le difficoltà della gente a comprendere i comportamenti imbarazzanti del bambino prima, dell’adolescente poi, sono narrati da Franco con grande schiettezza.
Quest’uomo abituato a lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi, passato il primo scoramento non si arrende davanti alla malattia del figlio e si batte continuamente per migliorare le condizioni sue e di altri ragazzi con le stesse problematiche.
Dopo il grande successo di “Se ti abbraccio non aver paura”, arriva il secondo libro di Franco e Andrea Antonello, questa volta scritto senza la mediazione di altri autori.
“Sono graditi visi sorridenti” è la storia di una malattia, ma anche un esempio di come si può affrontare la vita senza arrendersi alle situazioni difficili, e la cronaca del rapporto sempre più forte tra un padre e un figlio.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Se ti abbraccio non aver paura – Fulvio Ervas

…e guarda anche…
Buon compleanno, Mr. Grape – Lasse Hallstrom

…e ascolta anche
Marlon Brando è sempre lui – Ligabue

Prendi in prestito questo libro su MediaLibraryOnLine e, se non sai di cosa stiamo parlando, corri nella biblioteca più vicina a casa tua per scoprirlo!

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Audur Ava Olafsdottir

Rosa candida

Einaudi, 2012, 206 pp.
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Come dici tu, non è la prima notte ad essere pericolosa: è la seconda, quando è scomparsa la magia dell’ignoto ma non la magia dell’imprevisto”

Un libro “in punta di piedi”, delicato, che parla sottovoce ed incanta. Lobbi, ventiduenne, ha ereditato dalla madre, scomparsa in un incidente stradale, la passione per il giardinaggio, per le rose in particolare, che coltiva con dedizione commovente, quasi ciascuna di esse rappresentasse un aspetto della vita e scandisse le tappe dell’ingresso nell’età adulta.
In questo percorso di crescita quasi simbiotica, Lobbi sperimenta la scoperta dell’amore, della paternità, del viaggio: estende il proprio orizzonte spingendolo oltre il legame con il vecchio, affettuosissimo padre e con il fratello gemello, autistico.
Fanno da sfondo alla narrazione dapprima i paesaggi freddi dell’Islanda, poi l’atmosfera quasi incantata di un antico  monastero del nord Europa.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche Tutto per una ragazza – Nick Hornby
Un giorno questo dolore ti sarà utile – Peter Cameron
Pulce non c’è – Gaia Rayneri

e vedi anche Juno – Jason Reitman

 

 

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Jessie Nelson

Mi chiamo Sam

USA, 2001, 132'
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Tu credi veramente di avere il monopolio della sofferenza umana? Allora ti spiego una cosa sulla gente come me, la gente come me si sente persa e piccola e brutta, completamente inutile. La gente come me ha dei figli che, che… la odiano! E io urlo come una pazza, una pazza dicendo cose orribili a un bambino di sette anni, perchè non vuole salire in macchina alla fine della giornata! E allora lui mi guarda,con una tale rabbia

Sam è un padre che lotta per riavere la figlia che gli è stata tolta perchè l’uomo soffre di un grave ritardo mentale e il suo comportamento è come quello di un bambino. Sam è semi – autistico e qualcuno è convinto non possa prendersi cura della sua bambina. Ma quella figlia è la sua unica ragione di vita.
Così Sam decide di portare avanti la sua battaglia legale chiedendo aiuto ad un’avvocatessa. E i sentimenti riusciranno a prevalere sulle leggi quando emergerà l’indissolubilità del legame tra Sam e Lucy.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Ray Man - Barry Levinson

…e ascolta anche
Per te - Jovanotti

…e leggi anche
Se ti abbraccio non avere paura - Ervas Fulvio

Mi chiamo Sam

Regia: Jessie Nelson
Sceneggiatura: Jessie Nelson, Kristine Johnson
Fotografia: Elliot Davis
Musiche: John Powell
Durata: 132′

Interpreti e personaggi principali:
Sean Penn: Sam Dawson
Michelle Pfeiffer: Rita Harrison
Dakota Fanning: Lucy Diamond Dawson

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Gaia Rayneri

Pulce non c’è

Einaudi, 2009, 228 pp.
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E’ incredibile come la gente comune manchi così tanto di fantasia da mangiare sempre intorno ad un tavolo, invece Pulce si portava i suoi rubatà dappertutto, ne ammucchiava dieci in una mano e dieci nell’altra per paura che qualcuno potesse rubarglieli, poi se li infilava tutti in bocca, e se voleva conservarne qualcuno per il futuro lo nascondeva sotto i cuscini….

Di cosa parla

La voce diretta, ironica, acuta di Giovanna, sorella di Pulce, ci racconta la sua storia, la storia vera della sua famiglia e della sorella autistica. Pulce è una bambina allegra, aggrappata alla quotidianità e semplicità della vita. Adora la sua famiglia, ma un giorno viene allontanata dalla sorella, dalla mamma e soprattutto dal papà. “Provvedimenti superiori” hanno deciso che loro non sono più dei buoni genitori e Pulce è stata portata nella comunità Giorni Felici. Anita e Giovanna possono farle visita una volta alla settimana, papà Gualtiero, invece, sua figlia non può vederla, perché su di lui grava una mostruosa accusa. Giovanna ha solo tredici anni quando comincia questa storiaccia….

 
Ti è piaciuto questo libro? Allora ascolta anche

Ligabue – Il giorno di dolore che uno ha

 

… leggi anche

Il mio angolo di universo

 

…e guarda anche

Intervista di Daria Bignardi all’autrice

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