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Joyce Carol Oates

Due o tre cose che avrei dovuto dirti

Mondadori, 2016
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E all’improvviso, tutto svaniva: provava solo dolore. Una sensazione che era stata lei a causare, che era lei a controllare: un segreto di cui nessuno era al corrente. Una sensazione di immediata felicità. 

Tre sono le protagoniste di questo romanzo. Una è sullo sfondo, un motore silente e catalizzatore delle emozioni che attraverseranno le altre due amiche, intimamente legate e al contempo profondamente distanti. Siamo al liceo e la crudeltà che serpeggia dentro quelle pareti rende satura la vita e le aspettative di tutti gli studenti che lo popolano. Messaggi minatori, bullismo, omofobia, problemi del comportamento alimentare, autolesionismo, in poche parole: segreti. Segreti che tutti conoscono e di cui nessuno vuole parlare, segreti abitati e abitanti. E Tinni non regge, abbandona tutte le sue amiche, anche Merissa e Nadia. Questa trinità umana ci accompagna come un vortice pagina dopo pagina attraverso un affresco spietato e doloroso di una realtà sempre più alienata ma carica di speranza, come in procinto di riscattarsi.

Tinni, Merissa e Nadia sono le protagoniste di questo coro plurale fatto di personalità già molto delineate, nonostante la giovanissima età. Tinni è dolorosamente consapevole della propria malattia, Merissa del fallimento famigliare dei propri genitori e per questo è in grado di perdonarli ma non conosce il prezzo di quel sacrificio, Nadia cerca di arginare un crescente disagio dovuto alla percezione del proprio corpo rifugiandosi in emozioni scorciatoia ben sapendo che prima o poi dovrà affrontarsi. Sullo sfondo abbiamo una società immobile e immatura, nulla che non appaia meschino e ottuso rispetto alla bellezza tragica di queste ragazze e della loro età irripetibile. Gli adulti sono uno scherzo del destino, la competizione è una legge biblica irrevocabile, la scuola un incidente in cui si è incappati per accumulare nozioni e fuggire indenni dai messaggi anonimi, dai bulli, dalle insinuazioni, dagli scherzi, dalla seduzione obbligatoria.

Joyce Carol Oates è un gigante della narrativa. Attraverso i suoi personaggi si incontra l’adolescenza nella sua essenza più profonda, senza alcun compromesso, e proprio per questo vivificante. Come in ogni suo romanzo, mai consolatorio o bonario, ci muoviamo attraverso dei nemici che obbligano i protagonisti a rivelarsi per quello che sono nella loro più intima natura. Fedele allo stile del suo romanzo più famoso e curato, Ragazze Cattive da cui è tratto il film FoxFire del 2012 , le protagoniste sono sole contro un mondo ostile e intrecciano nell’amicizia e nella femminilità le premesse per la propria sopravvivenza – o conseguente disfatta.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche:

Joyce Carol Oates – Ragazze cattive
Joyce Carol Oates – Figli randagi

Ascolta anche:

The Cure - Wild Mood Swings ( in particolare This is a Lie)

Guarda anche:

Foxfire - Laurent Cantet 

 

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Anne Tyler

Una vita allo sbando

Guanda, 2011, 217 pp.
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Evie rimase dov’era per diversi minuti, a guardare la porta aperta. Era abituata a finali netti. Andandosene, Drum Casey aveva seminato pezzetti di conversazione come i pelucchi di un batuffolo d’ovatta, rimasti sospesi nell’aria alle sue spalle. La sua voce aleggiava nel corridoio, scorporata.

Anni Sessanta. Evie, timida diciassettenne, vive in una cittadina della provincia americana. Ha una linea non proprio perfetta, un carattere spaesato ed insicuro, una vita mediocre. Ascoltando alla radio un’intervista a Drum Casey, leader di un gruppo rock della zona, se ne innamora e decide di farsi notare da lui, in qualsiasi modo. Niente a che vedere con l’isterismo esibito da certe teenager per i propri idoli. Lei decide di compiere un gesto in solitudine, con atteggiamento dimesso, ma assolutamente clamoroso. Un comportamento autolesionista, pazzesco ed incomprensibile ai più, che la condurrà all’obiettivo di entrare in confidenza con Drum. La storia inizia qui e racconta, con tono pacato, quasi ordinario, una vita insieme, in cui qualcuno cresce e qualcuno invece resta indietro, allo sbando.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Elogio alla bruttezza – Loredana Frescura

… ascolta anche At Folsom Prison – Johnny Cash

e guarda anche Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

 

 

 

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