Archivio tag: azione

J.A. Bayona

Jurassic World: Il regno distrutto

USA, Spagna, 2018
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La vita non si imprigiona. La vita si libera. La vita… trova una strada.

A distanza di 25 anni dal film sui dinosauri più famoso della storia, Jurassic Park (film del 1993 diretto da Steven Spielberg), ha da poco lasciato le sale Jurassic World: Il Regno Distrutto, secondo film della nuova trilogia del sequel di Jurassic Park.
La storia si svolge tre anni dopo la distruzione di Jurassic World. Isla Nublar, il luogo dove sorgeva il parco giurassico ,  ora diventato un luogo selvaggio dominato dai dinosauri messi in pericolo da un’imminente eruzione vulcanica che sommergerà di lava l’intera isola decretando così l’estinzione dei dinosauri. E mentre il mondo si domanda se lasciare che la natura faccia il suo corso ristabilendo una sorta di equilibrio oppure battersi per salvare questi animali, l’ex socio di John Hammond (il fondatore del parco) contatta Claire (Bryce Dallas Howar),  e organizza una missione di salvataggio per salvare i dinosauri e per recuperare il raptor super-intelligente Blue addestrato nel film precedente da Owen (Chris Pratt).
I due protagonisti  partono in direzione dell’isola dove scopriranno che la missione nasconde intenzioni tutt’altro che buone…

Il ritmo del film è incalzante a partire dalla prima scena, che ci proietta immediatamente nel mondo ormai popolato da queste creature preistoriche. Tutte le scene d’azione del film sono strutturate benissimo e ricche di numerosi colpi di scena che rendono il film molto ben strutturato e gradevole anche se non riesce ad eguagliare il primo Jurassic Park, unico vero grande capolavoro dell’intera saga.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche:
Godzilla
Pacific Rim
Lo Squalo

e leggi anche:
Jurassic Park - Michael Crichton
Viaggio al centro della terra – Jules Verne

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Regia: J.A. Bayona
Durata: 128′

Cast:
Bryce Dallas Howard, Chris Pratt, Jeff Goldblum, Daniella Pineda, Ted Levine, James Cromwell, BD Wong, Rafe Spall, Toby Jones, Geraldine Chaplin, Justice Smith, Isabella Sermon, Daniel Stisen

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Zack Snyder

Sucker Punch

USA - Canada, 2011
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Se non combatti per qualcosa ti ritroverai con niente!

Hai paura… non devi. Per raggiungere il tuo paradiso, lasciati andare.
Quello che stai immaginando in questo momento? Tu controlli questo mondo.

Articolo di Kastalya von Dunst

Onestamente, io l’ho trovato un film che fa riflettere: ogni cosa è inserita per un motivo ben preciso, nulla è lasciato al caso. Forse è solo la ridondanza barocca dei combattimenti che rischia di depistare, ma è una scelta stilistica fatta consapevolmente, con cognizione di causa.
Andiamo per gradi.
Che ci siano tre livelli di realtà è ben chiaro praticamente a tutti: ma cosa sono questi tre livelli? Come per Inception, è complicato riuscire a tenerli a mente e incastrarli correttamente, rischiando difatti di dare una lettura diacronica invece che sincronica del film, facendo perdere di valore a tutta la costruzione narrativa.

1 – Baby Doll e il Reale
Come diceva Leopardi, in questo livello si parla dello “squallido Vero e del solido Nulla”. Al mancare della figura materna, subentra un paterno deviato e pericoloso che porta all’evento chiave (il Sucker Punch, appunto): per cercare di proteggere la sorellina, Baby Doll si sporca le mani ma, dato che quello che la muove al momento è la disperazione più che la volontà di farcela, distrugge la sua stessa innocenza venendo rinchiusa in un manicomio. Un’emblematica caduta dalla grazia tipica di ogni evoluzione dall’infanzia all’età adulta: la sorellina da lei uccisa è sia un’azione da redimere, sia l’emblema della perdita della sua fanciullezza.
C’è un teatro però, un Teatro dell’anima, dove la terapia psicanalitica cerca di smuovere i rimossi di queste povere anime perdute, facendo loro letteralmente portare in scena quei grandi psicodrammi che le hanno condotte in quel luogo senza futuro. Un’esaltazione del percorso interiore che si compie nei momenti drammatici che si affrontano durante la vita e che se non si trova il coraggio di affrontare non ci renderanno mai liberi.

2 – Baby Doll e la Sublimazione del Reale
Siamo ora al secondo livello, il reale è una prigione e se non possiamo uscirne… beh, cambiamolo!
Come in una fiaba, siamo nel punto in cui si deve cercare di risolvere il problema: si cercano quindi stratagemmi magici, alleanze e spinte motivazionali che permettano di lavorare come un corpus unico contro il nemico comune.
Ecco quindi che il manicomio diventa un bordello, le pazienti delle prostitute, gli inservienti i padroni, la psichiatra una prostituta con la sindrome di Stoccolma e il dottore un cliente facoltoso per il quale è motivato l’ingresso di Baby Doll nella struttura. Sarà infatti il suo regalo, lei è qui solo per lui.
È questo il valore catartico di questo livello: permettere alla nostra psiche di accedere alle soluzioni che ci possono salvare, è un trait d’union tra il Reale e l’Ideale, escamotage volto a dare scacco matto al Reale e saccheggiare l’Ideale per trovare nel fondo della nostra anima le vie di fuga dal Dolore. Spesso il solo modo di combattere la sofferenza è di arrendersi, messi con le spalle al muro, così da poter affrontare tutte le nostre paure. Il vero valore del processo sta proprio in questo: da questo confronto con la nostra Anima.

3 – Baby Doll e l’Ideale
Questo livello fa da contrappunto simmetrico del Reale. E tanto è squallido e doloroso l’uno, tanto è immaginifico e catartico l’altro: il suo essere così barocco e ridondante, sovrabbondante di suoni e colori, serve ad equilibrare il reale. Se nel mondo del manicomio l’individualità è annullata, qui le protagoniste sono ben marcate, ognuna ha una sua caratteristica, una sua unicità, una sua forza e soprattutto una sua capacità di influenzare il mondo. Emblematico il combattimento con i samurai di pietra, immensi ed enormi, apparentemente invincibili per una piccola ragazzina disarmata.
Estremamente importante è la figura del Saggio Maestro che insegna a Baby Doll come combattere e quindi a come essere libera. Se si bada bene, non le mostra come scappare, bensì le dice semplicemente che l’avrebbe aiutata ad essere libera. È questo quello che conta.

In definitiva, Sucker Punch è un viaggio iniziatico.
Essere liberi è il punto di partenza per poter vivere davvero. La prigionia metaforica dell’ospedale e quella sublimata del bordello sono emblemi di una prigionia interiore che non permette di essere quello che vogliamo.
Il Viaggio della Vita ha portato la protagonista a lottare con i propri strumenti: per questo una delle cose che più ha depistato gli spettatori è stata di fatto la fine del film. Bisogna passare oltre i normali schemi narrativi. Baby Doll realizza solo verso la fine che il solo modo per fuggire, quel quinto elemento, la quintessenza necessaria per terminare il rituale magico per la fuga, è lei stessa. In questo modo si offre spontaneamente alle proprio paure. Solo ridendogli in faccia, facendo loro vedere che non sono nulla se non parti di noi stessi che siamo in grado di controllare, possiamo vincerle, e possiamo quindi essere davvero liberi.
Baby Doll è martire a imperitura memoria di una battaglia epocale contro se stessi, dove spesso si impara che quando si perde si vince, perché di fatto, quando si combattono queste battaglie non ci sono sconfitti, ma solo vincitori.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
James Mangold – Wolverine, L’immortale
Alex Proyas – Il Corvo
Neil Marshall – Doomsday: Il giorno del giudizio

… e leggi anche
Oliver Bowden – Assassin’s Creed : Rinascimento
Kevin Brooks – Bunker Diary
Kazuo Ishiguro – Non lasciarmi

…e ascolta anche
Emily Browning – Sweet Dreams (Are Made of This) [Sucker Punch OST 01]
Lords Of Acid – The Crablouse Instrumental
Queen (feat. Armageddon) – I Want It All / We Will Rock You (Mash-Up) [Sucker Punch OST 04]

sucker

Regia :  Zack Snyder
Sceneggiatura : Zack Snyder – Steve Shibuya
Fotografia : Larry Fong
Musica : Tyler BatesMarius De Vries
Durata: 105’

Interpreti e personaggi principali:
Emily Browning : Baby Doll
Abbie Cornish : Sweet Pea
Jena Malone : Rocket
Vanessa Hudgens : Blondie
Jamie Chung : Amber

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Oliver Bowden

Assassin’s Creed : Rinascimento

Sperling Paperback, 2011, 405 pg
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Quando gli altri seguono ciecamente la verità, ricorda: nulla è reale. Quando gli altri si piegano alla morale e alle leggi, ricorda: tutto è lecito.
Agiamo nell’ombra per servire la luce.
Siamo Assassini.

Nulla è reale, tutto è lecito.

Ci sono fatti che cambiano la vita, a volte in meglio, a volte in peggio.
E talvolta ti costringono a diventare, tuo malgrado, una figura quasi leggendaria.
Questo è toccato ad Ezio Auditore: la quieta e ricca Firenze gli ha riservato un trattamento ben poco amichevole: i fratelli e il padre impiccati sulla pubblica piazza, accusati ingiustamente di essere traditori del governo cittadino dei Medici.
Accuse che provengono dalla famiglia rivale dei Pazzi e da emissari dei Borgia.
Il suo essere cambia: l’unico sentimento che ora conta è la vendetta, come ideale e come pratica di vita. Gli viene naturale: ha scoperto che suo padre era membro della Setta degli Assassini da sempre avversari dei Templari dove, guarda caso, militano Borgia e Pazzi.
Tutti i Templari dovranno scomparire.
Letale arma umana, Ezio porterà a termine il suo compito silente, quasi invisibile, senza mai sbagliare, fedele al Credo degli Assassini e a quella che è divenuta la sua esistenza: «Sono entrato nell’abisso e non sono mai più tornato».

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Saga di Assassin’s Creed
V per Vendetta – Alan Moore, David Lloyd
Drood – Dan Simmons

… e ascolta anche
Assassin’s Creed: Anthology Music Mix
Riva Taylor – The Creed
Massive Attack – Teardrop

… e guarda anche
Richard Donner – Ladyhawke
Russell Mulcahy – Highlander : L’ultimo immortale
Assassin’s Creed (2016)

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Tru Calling

Usa, 2003 - 2005
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Per una volta, per una sola volta, vorrei andare in un posto dove tutti restano vivi.

<<Aiutami>>

Diciamocelo: non tutti sono soddisfatti del proprio lavoro.
Si attende qualcosa che faccia voltare pagina, che vivacizzi tutto.
Ed è quello che spera Tru Davies: ha trovato lavoro in un obitorio e aspetta che la situazione si animi.
Oh. Succederà. Letteralmente.
<<Aiutami>> sente provenire una notte dalla parte di obitorio dove vengono portati i cadaveri in attesa di autopsia, ma non c’è nessuno…di vivo. Scoprendo il corpo da dove sembra provenire la voce, il cadavere apre gli occhi e girandosi verso di lei dice <<Aiutami>>.
A questo punto Tru rivive le ultime 24 ore dove, in tutti i modi, cerca di impedire la morte di questa persona, intervenendo in luogo del Destino: si rende conto di avere un dono enorme, scoprendo di averlo ereditato dalla madre.
Un potere ha però due facce: l’altra è Jack, anche lui agente del destino e anche lui rivive le giornate, ma si batte affinché gli eventi scorrano come stabilito e non vengano cambiati o alterati in alcun modo.
In definitiva chi è destinato a morire deve, in effetti, morire.
Sia Tru che Jack dipendono dallo stesso potere che assicura una stabilità al mondo, talvolta in modo subdolo e capriccioso: Jack asseconda gli eventi, Tru si ribella, interferisce e dovrà prima o poi risponderne…
…ma allora Tru fa parte dei buoni o è una dei cattivi inconsapevoli?

Ti è piaciuta questa serie televisiva? Allora guarda anche…
La sposa cadavere – Tim Burton, Mike Johnson
Buffy – L’ammazzavampiri
21 grammi – Alejandro González Iñárritu

…e leggi anche
The Restorer : La signora dei cimiteri – Amanda Stevens
Necronomicon

… e ascolta anche
Full Blown Rose – Somebody Help Me
Dido – White Flag
Sarah McLachlan – Angel
Fatboy Slim – Praise You

tru calling

Interpreti e personaggi:
Eliza Dushku : Tru Davies
Zach Galifianakis : Davis
Jason Priestley : Jack Harper
A.J. Cook : Lindsay Walker Thompson
Matt Bomer : Luc

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Guy Ritchie

Sherlock Holmes

Regno Unito, USA, Australia, 2009
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Nessuna ragazza vorrà sposare un uomo che non distingue un morto da un vivo.

Pratiche di magia nera stanno sconvolgendo Londra. Sherlock Holmes e il dottor Watson riescono a catturare l’assassino di cinque ragazze, lord Blackwood, e a farlo condannare all’impiccagione. Ma, qualche giorno dopo la sua esecuzione, la tomba del criminale risulta scoperchiata e nella bara viene trovato un altro corpo. Lord Blackwood è resuscitato? Inizia una frenetica caccia all’assassino, mentre la città piomba nel panico. Complotti massonici, poliziotti corrotti, un diabolico piano per asservire il Governo inglese alle mire di Blackwood: nella loro lotta contro il crimine Holmes e Watson saranno aiutati da una ladra affascinante, un ispettore di polizia apparentemente non troppo brillante, una fidanzata comprensiva. Abbondano i combattimenti pieni di effetti speciali sullo sfondo di una Londra che sembra uscita da un romanzo di Dickens, dove le dimore signorili si alternano a bassifondi sudici e claustrofobici. Una colonna sonora molto suggestiva accompagna lo svolgimento della storia.
Tratta dal fumetto di Lionel Wigram, che carica notevolmente i toni del racconto e le immagini, questa versione di Sherlock Holmes ha riscosso molti premi ed è proseguita con un secondo episodio. Ironici e affiatati i due protagonisti.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda:
Sherlock Holmes. Gioco di ombre – Guy Ritches

E leggi:
Sherlock Holmes – Arthur Conan Doyle

locandina film
Regia: Guy Ritchie
Soggetto: Arthur Conan Doyle (personaggio)
Lionel Wigram (graphic novel)
Sceneggiatura: Simon Kinberg, Mike Johnson, Anthony Peckham, Guy Ritchie
Fotografia: Philippe Rousselot
Musiche: Hans Zimmer
Scenografia: Sarah Greenwoo
Interpreti
Robert Downey Jr.: Sherlock Holmes
Jude Law: dr. John Watson
Rachel McAdams: Irene Adler
Mark Strong: Lord Blackwood
Eddie Marsan: isp. Lestrade
Robert Maillet: Dredger
Kelly Reilly: Mary Morstan

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Shinji Aramaki

Capitan Harlock

Gaippone, 2013
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A volte bisogna affidarsi a qualcosa anche se si sa che è una semplice illusione.

In ogni essere vivente è racchiuso il segreto dell’eternità.

Una Terra inabitabile, l’umanità costretta a vivere sparsa nell’universo e una società potentissima, la Coalizione Gaia, che governa tutto e tutti. Questo il mondo descritto nel film di Shinji Aramaki.
Capitan Harlock è nato con il manga di Leiji Matsumoto alla fine degli anni ’70 ed è divenuto un personaggio iconico grazie alla fortunata serie animata.
Quest’ultima trasposizione unisce al fascino della storia originale, una grande forza visiva.
L’Harlock di Aramaki è un pirata misterioso, in lotta con il potere dominante e disposto a tutto pur di dare all’umanità, colpevole di aver distrutto il proprio pianeta, una possibilità di redimersi.
A contrapporsi a lui, è il personaggio di Yama, spia della Coalizione Gaia, infiltrata nell’equipaggio della nave comandata da Harlock, la leggendaria Arcadia.
I due, accomunati dal desiderio di comportarsi in modo corretto e giusto, si scontrano, si sfidano ed, infine, arrivano a capirsi, in un’ultima scena che richiama alla memoria la conclusione della serie animata Alexander.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Star Trek- J.J. Abrams
Elysium- Neill Blomkamp
Alexander- Cronache di guerra di Alessandro il Grande- Yoshinori Kanemori

…e leggi anche
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

Capitan Harlock- Shinji Aramaki

 

Regia : Shinji Aramaki
Sceneggiatura : Kiyoto TakeuchiHarutoshi Fukui
Durata: 115’

Interpreti e personaggi principali:
Shun Oguri : Capitano Harlock
Haruma Miura : Logan
Yu Aoi : Mimay
Arata Furuta : Yulian
Ayano Fukuda : Torisan
Toshiyuki Morikawa : Ezra

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Transporter: The Series

Canada - Francia - Usa - Germania, 2012 - 2014
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Mai cambiare il patto.
Mai fare nomi.
Mai aprire il pacco.

Siete amanti del genere tutta azione e adrenalina su quattro ruote?
Bene: tirate il freno a mano, inchiodate e fermatevi qualche istante.
Parliamo di Frank Martin: come militare delle forze speciali in congedo non se la passa benissimo, ma al volante non se cava affatto male. Anzi.
Viene ingaggiato come “trasportatore” ovvero deve portare a destinazione la merce: ovunque, a chiunque lo chieda …
… senza mai sapere cosa trasporta,
… senza mai fare domande,
… senza mai aprire i pacchi.
Queste sono le regole da cui non transigere e non sempre è possibile rispettarle. Lo aiutano amici fidati: l’ispettore Tarconi, prima nemico e ora prezioso consigliere, Carla, ex agente segreto dalle mille informazioni, Dieter, fidato meccanico/informatico che mantiene in perfetta efficienza le macchine di Frank.
Questo serial prende spunto da una serie di film prodotti da Luc BessonThe Transporter, Transporter: Extreme, Transporter 3, The Transporter: Refueled (quest’ultimo in uscita il 19 giugno prossimo) – a base di spettacolari scene di inseguimento, evoluzioni mozzafiato di cui gli spettatori sono quasi partecipi in prima persona.
Può essere che la trama non piaccia a tutti.
Bene ragazze: scansatevi dal divano e lasciate il telecomando ai maschietti.
Maschietti, questo è quanto: giù il freno a mano e sgommate.

Ti è piaciuta questa serie televisiva? Allora guarda anche…
The Transporter – Cory Yuen & Louis Leterrier
Squadra Speciale Cobra 11
I Mercenari (The Expendables) – Sylvester Stallone

…e leggi anche
L’ arte di correre sotto la pioggia – Garth Stein

… e ascolta anche
Jamie Forsyth – Working Man (Transporter: The Series Theme Song)
Deep Purple – Highway Star
Supercar (Knight Rider)

Transporter the series

Interpreti e personaggi
Chris Vance : Frank Martin
François Berléand : Ispettore Tarconi
Andrea Osvárt : Carla Valeri
Delphine Chanéac : Juliette Dubois
Charly Hübner : Dieter Hausmann
Violante Placido : Caterina ‘Cat’ Boldieu (stagione 2, 2014)

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Takashi Miike

Sukiyaki Western Django

Giappone, 2007
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Alla fine il potente crollerà

Chi poteva dirigere un film unendo l’epica compostezza crepuscolare dei samurai alla disarmonia fangosa e perfettamente calcolata degli spaghetti western? Solo Takashi Miike. E il risultato è qualcosa d’elegantemente surreale e strambo, IL Sukiyaki Western per eccellenza (d’altra parte, il sukiyaki è il perfetto contraltare degli italici spaghetti). Miike dimostra ancora una volta sapienza registica: campiture azzeccate, colori fluidi e movimenti della cinepresa compongono un’estetica che da sola vale la visione. E la storia? I Genji e gli Heike – i bianchi e i rossi – si fanno la guerra per un gran bel mucchio d’oro, in una cittadina spossata dal tempo e dalle pallottole chiamata Nevada (proprio come lo stato americano… che caso vero?).Tutto è raccontato da Piringo, pistolero-narratore interpretato da Quentin Tarantino in uno strabiliante cameo recitativo. Non occorre dirlo, ma tutti i personaggi sono cullati dall’inizio alla fine dall’abbraccio di proiettili che accarezzano la pelle e da katane che trapassano corazze neanche fossero missili. E una domanda si insinua: chissà se Tarantino ha deciso di creare il suo Django Unchained dopo aver recitato in questo film.
Non si sa, ma se 2 colt + 2 colt fanno una squisita sparatoria… non lo si può escludere.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Django Unchained – Quentin Tarantino
Per un pugno di dollari – Sergio Leone
Yattaman – Takashi Miike

… e leggi anche …
Django Unchained – Opac RBC

… e ascolta anche …
Sukiyaki OST (Django Sasurii) – Koji Endo
Per Un Pugno Di Dollari (Theme) – Ennio Morricone
Wild Wild West – Will Smith

western django

Regia : Takashi Miike
Sceneggiatura : Takashi Miike – Masa Nakamura
Fotografia : Toyomichi Kurita
Musica : Kôji Endô
Durata: 121’

Interpreti e personaggi principali:
Hideaki Ito : Gunman
Kaori Momoi : Ruriko
Yusuke Iseya : Minamoto no Yoshitsune
Yoshino Kimura : Shizuka
Teruyuki Kagawa : Lo sheriffo
Quentin Tarantino : Piringo

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Matthew Vaughn

Kick-Ass

Usa, UK, 2010 - V.M. 14
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La vita di tutti i giorni è davvero così eccitante? La scuola e il lavoro sono così emozionanti che io sono l’unico ad aver fantasticato su questa cosa? Andiamo, siate onesti con voi stessi… A un certo punto della nostra vita tutti abbiamo desiderato essere un supereroe!

 
E così l’idea migliore del nerdissimo liceale Dave Lizewski per dare una svolta alla propria vita e smettere di essere una nullità invisibile agli occhi delle coetanee è quella di indossare un costume per prendere a calci il crimine, con un fantastico nome di battaglia: Kick-Ass.
Una notte Dave riesce a salvare un uomo pestando (e prendendole da) tre balordi in uno scontro sanguinosissimo: un ragazzino riprende la scena, la carica su Youtube e Kick-Ass è subito una celebrità, imitata ovunque.
Durante una nuova missione, però, si imbatte in due veri supereroi: Big Daddy e Hit Girl gli sveleranno l’impero di Frank d’Amico, signore del narcotraffico e simbolo di un Male insensato e vanitoso, da fare (letteralmente) a pezzi con l’aiuto di qualunque mascherato si faccia avanti, come il misterioso Red Mist…
 
AVVERTENZA
Kick-Ass è uno straordinario e divertentissimo film d’azione supereroistico, con un ritmo da infarto e una girandola di colpi di scena. Tuttavia, le immagini sono, spesso, molto molto violente e il sangue scorre copioso. Consigliamo dunque la visione agli stomaci forti.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Le iene – Quentin Tarantino
The Avengers – Joss Whedon
Quei bravi ragazzi – Martin Scorsese
 
…e leggi anche…
Kick-Ass – Mark Millar, John Romita Jr.
Watchmen – Alan Moore, Dave Gibbons
 
…e ascolta anche
Whiplash – Metallica
Bad Reputation – Joan Jett & Foo Fighters
 
Kick-Ass
Regia: Matthew Vaughn
Soggetto: Mark Millar
Sceneggiatura: Jane Goldman, Matthew Vaughn
Musiche: Ilan Eshkeri, Henry Jackman, John Murphy, Marius de Vries
Durata: 117′
 
Interpreti e personaggi principali
Aaron Johnson: Dave Lizewski/Kick-Ass
Lyndsy Fonseca: Katie Deauxma
Mark Strong: Frank D’Amico
Nicolas Cage: Damon Macready/Big Daddy
Chloë Moretz: Mindy Macready/Hit-Girl
Christopher Mintz-Plasse: Chris D’Amico/Red Mist
Clark Duke: Marty
Evan Peters: Todd

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