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Lindsey Stirling

Lindsey Stirling

Bridge Tone, 2012
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Lindsey Stirling è una vera e propria artista in tutti i sensi ed ha uno stile e una tecnica tutta sua: è riuscita a fondere il suono del violino e il timbro della musica classica all’elettronica moderna e all’hip hop, accompagnandolo con coreografie eseguite da lei stessa.
[ Mariano Trissati ]

Lindsey Stirling prima ancora di essere un’artista, è un folletto.
Sembra un personaggio uscito da un manga giapponese: quando si esibisce balla e saltella sul palcoscenico per tutta la durata dello spettacolo, si contorce in mille moine in una maniera tale che si fatica a capire se sia reale o sia un artefatto di gommapiuma.
Lei è una scenografia vivente.
Dopo questo si nota e ci si compiace di quanto sia virtuosa col violino, pare un’estensione di lei: in questo album eponimo è un brivido costante la bravura con la quale imbastisce note e sensazioni, melodie e stati d’animo.
Lindsey ha creato qualcosa di veramente unico, raffinato, che strizza l’occhio alla musica classica unendo però tutta la forza della musica contemporanea con spruzzate di elettronica, ritmi dance, dubstep.
Insomma crossover, ma di classe.
Non annoia nei live, anzi, si ascolta piacevolmente nella nostra sala audio privata; si potrebbe forse obbiettare che forse è ancora un’artista un poco di nicchia.
Ma crediamo resterà tale ancora per poco.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Electric Daisy Violin, Minimal Beat, Crystallize.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
David Garrett – Rock Symphonies
Vanessa Mae – Storm (Vivaldi Techno)
Valentina Giovagnini – Il passo silenzioso della neve

… e leggi anche
Paolo D’Antonio – Paganini
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Uto Ughi – Quel diavolo di un trillo

… e guarda anche
Scott Hicks – Shine
Milos forman – Amadeus

… e visita anche
Il Museo del Violino di Cremona

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Damien Chazelle

La La Land

Usa, 2016
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Come puoi essere un rivoluzionario se sei così tradizionalista?

La La Land è ambientato a Los Angeles, ai nostri giorni: Ryan Gosling interpreta Sebastian, un musicista con una grande e pura passione per il jazz; Emma Stone interpreta Mia, una cameriera che prova a fare l’attrice ma i cui provini vanno sempre male. Riusciranno a realizzare i loro sogni? Sapranno proteggere la loro passione rispetto alla bruttura della realtà sempre in agguato per rovinare ogni cosa?

Il grande protagonista di questo “musical” è però il sogno, l’ambizione, ma soprattutto un’idea di arte che abbiamo dimenticato. La la land è uno stato d’animo da cui non vorremmo mai svegliarci dove la realtà arriva graduale e ci riporta a terra carichi di una malinconia nuova, come se ci avesse restituito qualcosa di sepolto. E’ la nostra passione per il cinema, per l’arte ma soprattutto il nostro diritto di essere sognatori, di non arrenderci, di coltivare noi stessi perchè siamo unici e il destino brinda con noi quando ci lasciamo andare e proviamo a costruire qualcosa di unico. La nostra gioventù bruciata non ha l’arroganza degli anni ‘60, la nostra gioventù ama il proprio passato al punto da renderlo mitico e non volerlo cambiare. Eppure tutto muta e quel mito deve essere tradito per poter progredire. Mixare il passato è un atto d’amore ed è quello che compie Damien Chezelle (32 anni già regista del grandioso Whiplash e vincitore di 8 golden globe) con questo film straordinario. Un film che esalta il vecchio jazz (e il vecchio cinema) eppure lo tradisce e lo strapazza proprio mentre ne esalta le straordinarie virtù.  Guarda formalmente e nostalgicamente al cinema e alla musica del passato, ma con gli strumenti e le pratiche culturali di oggi che di fatto hanno una onestà e una profondità di sguardo che polverizza il finto ottimismo dei musical (e il sogno americano) per diventare una malinconica serenata alla nostra passione e al nostro amore per la vita per quella che è… con sue le cadute, i fallimenti, i sogni che non si avverano, le persone che prima si amavano e poi non si amano più, senza per sempre o c’era una volta ma non per questo meno magici o romantici.

Dobbiamo solo avere il coraggio di tornare a sognare e di non accontentarci di una realtà brutale in cui trionfano persone senza poesia e senza amore per la vita (soprattutto in tempi così profondamente violenti e bui). Non arrendiamoci mai.

Emma Stone e Ryan Gosling sono dotati di una chimica rara e profonda eleganza.

Indimenticabile.

Se ti è piaciuto ascolta anche la colonna sonora del film:

Guarda anche:

Wihplash – Damien Chezelle
Bird Man – Alejandro Inarritu

Leggi anche

Colazione da Tiffany – Truman Capote

lala land

 

Regia e sceneggiatura: Damien Chezelle
Distribuzione: 01 Distribution
Fotografia: Linus Sandgren
Montaggio: Tom Cross
Musiche: Justin Hurwitz
Scenografia: David Wasco
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, J. K. Simmons, Rosemarie DeWitt, Finn Wittrock:

 

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Ken Loach

Jimmy’s Hall

Gran Bretagna, Irlanda, Francia 2014
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ll nostro è solo uno spazio sicuro in cui possiamo pensare, parlare, ridere, ascoltare, imparare, ballare. Venite a vedere con i vostri occhi cosa stiamo facendo, non abbiatene paura!

Irlanda, anni Venti. Jimmy Gralton ama la musica, la lettura, l’arte. Insieme ad alcuni amici, decide di aprire una sala da ballo nella piccola comunità in cui vive. Un luogo destinato a diventare ben presto molto più che un semplice locale per le danze: gli abitanti del paese vi si recano per leggere poesie, imparare mestieri, stare insieme. Tuttavia, si sa, da sempre il desiderio di emancipazione di alcuni è destinato a scontrarsi con la volontà repressiva di altri, di chi ha interesse a che le cose restino immutate, a proprio vantaggio. Jimmy viene quindi accusato di comunismo e costretto a chiudere il locale. Scappa negli Stati Uniti e torna solo dieci anni dopo. I compaesani gli chiedono di riaprire la sala. Ma ancora una volta i poteri forti (Chiesa e proprietari terrieri) lo ostacoleranno in tutti i modi. Un film che parla di libertà e coraggio, di ideali e sogni, di lotta per i propri diritti, di condivisione, fame di conoscenza e desiderio di leggerezza.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Il vento che accarezza l’erba – Ken Loach
La parte degli angeli – Ken Loach
Il mio amico Eric – Ken Loach

e leggi anche
The song of wanderin Aengus – W.B. Yeats

 

jimmy

Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Scenografia: Fergus Clegg
Costumi: Eimer Ni Mhaoldomhnaigh
Musiche: George Fenton
Durata: 109′

Personaggi ed interpreti:
Jimmy Gralton: Barry Ward
Oonagh: Simone Kirby
Mossie: Francis Magee
Tommy: Mikel Murfi

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