Archivio tag: beat generation

Kings Of Leon

Mechanical Bull

Usa, RCA Records, 2013
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I got my hands in my pockets
And I’m crossing my fingers
She’ll find I am simple
Stone washed up and so slow

I Kings of Leon sono un gruppo rock statunitense formatosi a Franklin (Tennessee). Il sound dei loro primi lavori era molto influenzato dal southern rock e dal blues, ma gradualmente hanno incluso nel loro stile una varietà di generi che va dall’alternative rock fino a scivolare verso influenze più melodiche. Dopo l’uscita di Only by the Night nel 2008, sono arrivati ad ottenere per nove volte il disco di platino diventando una band riconosciuta a livello internazionale.

Parliamo del loro sesto album, Mechanical Bull, uscito ormai nel lontano 2013. E’ il disco più maturo della band dove si fondono non solo generi musicali, ma anche temi come la guerra, la spiritualità e le emozioni che attraversano le diverse fasi della vita. Il disco è semplice e chiaro. Scorre veloce alternando momenti ritmati e dichiarazioni intime e romantiche, grazie a una voce sensuale e ruvida divenuta un marchio distintivo e unico. A differenza degli splendidi singoli precedenti come Closer e Sex on fire, che vivevano di ombrosità e tensioni, questo disco è vitale attraverso il quale si possono toccare temi molto delicati e complessi con una leggerezza armonica e un’ironia arrabbiata che però lascia spazio una grande speranza, come sottolinea la magnifica Temple. Non mancano gli assoli di chitarra che sviluppano un vero e proprio concentrato di energia; uno su tutti il compatto ed aspro Don’t Matter o il coinvolgente blues di Family Tree. Non manca lo spazio per l’introspezione che suona quanto mai sincero ed autentico in Wait For Me, l’andamento springsteeniano di Beautiful War o i suggestivi archi della superba Comeback Story. Mechanical Bull sembra essere proprio completo, e come più volte i componenti della band hanno confessato, sembra essere proprio arrivato ciò che aspettavamo: l’album maturo, pacato, l’album perfetto e tranquillo ma anche sofisticato al punto giusto e senza pretese se non quella di regalarvi una vera e pura magia.

Se ti è piaciuto questo album ascolta anche:
The Black Keys – Attack & Release
The White Stripes – Elephant
Cousteau – Cousteau

Leggi anche:
Nick Cave, La morte di Bunny Murno

Guarda anche:
Rob Epstein, Jeffry Friedman – Urlo
Quentin Tarantino – Django Unchained

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Rob Epstein, Jeffrey Friedman

Urlo

Usa, 2010
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La Beat Generation non esiste. E’ solo una banda di ragazzi che vogliono farsi pubblicare

La Beat Generation fu un movimento, uno stile di vita, una passione, un eco che ancora oggi non smette di suscitare clamore e profonda fascinazione per la sua dirompente lucidità nell’individuare le fragilità insite nella società e nei suoi schemi ripetitivi. Il manifesto di questo movimento è stato sintetizzato dal suo padre fondatore Allen Ginseberg nel 1955 con Howl, appunto Urlo, raccolta poetica che narra le sensazioni dell’autore di fronte all’angoscia della maturazione e alla presa di coscienza sulla società americana. Qualche anno dopo, in seguito alla pubblicazione del poema da parte del City Lights Bookstore, l’editore Lawrence Ferlinghetti e Howl furono messi sotto accusa da una parte della comunità americana per i contenuti osceni e il dubbio valore letterario. Ed è qui che parte il film. Impostato come una lunga intervista a Ginseberg, interpretato magistralmente da James Franco,  durante i mesi del processo inizia a sviscerare la disperazione creativa dietro al poema che ha consegnato Allen ad una fama ormai mondiale.

I due documentaristi Epstein e Friedman utilizzano gli strumenti di ricerca del documentario a fini funzionali e costruiscono la struttura del loro lavoro su frammenti discontinui e paralleli, alternando così una messa in scena dal taglio documentaristico per ricostruire il celebre reading della Six Gallery, le interviste a Ginsberg,il processo all’editore e le dichiarazioni dei vari critici letterari intervenuti prima e dopo il processo. La poesia diventa visiva grazie alle meravigliose animazioni che rompono il ritmo della narrazione, grazie alle quali possiamo assaporare una vera allucinazione visiva, uditiva e musicale. Urlo diviene così un affresco di questo sentimento rivoluzionario che attraversa la borghesia perbenista degli anni ’50, in pieno Maccartismo, in quell’America che ancora non riesce a scrollarsi di dosso gli orrori della guerra ed è in questa atmosfera da caccia alle streghe che a finire sotto accusa per oscenità è il sentimento stesso di evasione, libertà ma soprattutto di realizzazione. Come sottolinea Ginsberg la Beat Generation non esiste è solo una manica di ragazzi che desiderano essere pubblicati, ovvero desiderano essere parte di una società che li ha ormai esclusi.

Se ti è piaciuto ascolta:

Il poema Howl , letto da James Franco
On The Road, Walter Salles
Giovani Ribelli (Kill your darlings), John Krokidas

Leggi anche:

On the Road, Jack Kerouac
Urlo & Kaddish, Allen Ginsberg

Ascolta anche:

Patti Smith, Horses

urloposteritaliano

 

Regia: Rob Epstein, Jeffrey Friedman
Sceneggiatura: Rob Epstein, Jeffrey Friedman
Cast:  James Franco, Todd Rotondi, Jon PrescottAaron TveitDavid Strathairn
Distribuzione (Italia): Fandango
Fotografia: Edward Lachman
Montaggio: Jake Pushinsky
Musiche: Carter Burwell

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