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September

In Orbit

Family Tree, 2005
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I never had to say goodbye
You must have known I wouldn’t stay
While you were talking about our life
You killed the beauty of today

You’ll never gonna see me again
So now who’s gonna cry for you
You’ll never gonna see me again
No matter what you do

La proverbiale saggezza nordica parrebbe fare a pugno con la musica di September… invece sono le due facce di una stessa medaglia.
In questo caso la saggezza nordica si fa tranquillamente da parte e si rilassa ascoltando i beat certamente consistenti e mai invadenti, note che inebriano un senso di divertimento unito alla tecnica vocale di Petra Eos Marklund (il vero nome di September).
Petra gioca molto sulla parola e sul tono che le si può dare: ogni canzone ha una forte personalità che sia una ballata o un brano da dancefloor.
Diciamolo: In Orbit è un album principalmente da ballare.
Tuttavia i brani hanno un che di virtuoso e cristallino insieme, a tratti sussurrato; son canzoni che se andranno dalla mente dopo molto molto tempo, la loro ritmica circolare persiste in un impasto di note e fascinazioni che conquista in una magmatica (ma controllata: non dimentichiamo che siamo in Svezia) assonanza con il nostro star bene.

Ascolta quattro brani tratti dall’album
Cry for You, Satellites, It Doesn’t Matter, Cry for You (Extended Dance Edition)

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Royksopp – Melody A.M.
George Michael – Older
Daft Punk – Random Access Memories

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Jonas Jonasson – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

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Nomani

Lascia il segno

1no, 2015
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Articolo di Riccardo Bisleri

E non c’è tempo da perdere
quel che resta da prendere
insieme
contro ogni dolore, insieme e poi
accenderemo il motore
e non ci sono più scuse
c’è solo il tempo di tornare
insieme
a sorridere per le strade
insieme
a cercare una luce
nelle case

… e sono trenta. 30 album di inediti, 52 anni di carriera e non sentirli.
Cambiare per restare sempre I Nomadi.
Pop e rock si mischiano in un album di 10 inediti. Si parla di degrado morale (Non c’è tempo da perdere), si riflette sul razzismo e sul nostro mondo dominato dalle Banche (Rubano le fate),
e si parla di Amore (Chiamami).
Ascoltando l’album si sente la voglia di modernità dei Nomadi senza dimenticare i 52 anni di carriera.
Il nuovo cantante Cristiano Turato, che si porta sulle spalle la responsabilità di sostituire il tanto acclamato Danilo Sacco, non sfigura anzi con la sua voce calda ed avvolgente scopre nuove dimensioni di sogno.
Beppe Carletti sintetizza l’album in queste poche parole: «Noi siamo menestrelli che devono cantare quanto vedono intorno, stando dalla parte della gente; e se qui siamo più duri del solito è voluto perché il razzismo esiste, la crisi c’è, i banchieri che ad alcuni danno soldi e ad altri no sono tanti: e se anche le canzoni non possono fermare una guerra devono far pensare, mettere in scena l’Italia di adesso. Magari chiudendo con dolcezza, parlando di fede, valori, serenità per spingere le persone a non sentirsi sconfitte».
Canzoni importanti i Nomadi ne hanno cantate ma la loro vera forza è quella di restare sempre fedeli alla loro linea. E anche nel 2015 ce l’hanno fatta. Ora tutti pronti per la vera realtà dei Nomadi.
I Concerti che si snoderanno su tutto il territorio nazionale sia in grandi spazi che nei piccoli borghi.
Ed il Popolo Nomade è già pronto a partire.

Ascolta due brani dell’album
Non c’è tempo da perdere, Tutto vero

Se ti è piaciuto questo album ascolta anche:
Danilo Sacco – Minoranza Rumorosa

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