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Giacomo Mazzariol

Mio fratello rincorre i dinosauri

Einaudi, 2016, 176 p.
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Articolo di Laura Cavallanti

Insomma, è la storia di Giovanni, questa.
Giovanni che va a prendere il gelato.
- Cono o coppetta? – Cono! – Ma se il cono non lo mangi?
- E allora? Neanche la coppetta la mangio!

Giovanni ha tredici anni e un sorriso più largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: “Mi sono sposato”.

Questo è l’incipit del libro scritto dal giovane Giacomo Mazzariol, 20 anni, che, con estrema semplicità, ci apre le porte sul suo vissuto, il suo e quello della sua famiglia, composta da mamma, papà, due sorelle e un fratello, affetto dalla sindrome di Down.

Giacomo inizialmente aveva pubblicato un video su Youtube intitolato A simple interview nel quale raccoglieva spezzoni di vita di suo fratello, il video in breve tempo ha avuto un successo clamoroso. Così dal video nasce il libro che, in realtà, parte da molto più lontano, da quando Giacomo apprende dai suoi genitori che avrà un fratellino, un fratellino super eroe, un fratello speciale.

L’attesa, però, sfuma ben presto in delusione, quando Giacomo si accorge che suo fratello non è un super eroe, ma pare arrivato da un altro pianeta, se ne vergogna e non l’accetta, perché Giovanni non è un bambino come gli altri.

Si susseguono storie del quotidiano, tra episodi bizzarri e storie che fanno ridere e piangere allo stesso tempo, fino a quando Giacomo cambia radicalmente atteggiamento, apre il suo cuore verso quello di Giovanni, accettandolo nella sua vita.

Racconto toccante e ironico allo stesso tempo, dove le lacrime si alternano ai sorrisi, un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere, un romanzo di formazione adatto sia ai ragazzi sia a chi ragazzo lo è stato, ma che, di fronte alla diversità, prova imbarazzo o disagio.

Forse il modo migliore per spiegare cosa realmente ci vuol trasmettere l’autore attraverso questo racconto autobiografico è riprendere le sue stesse parole.

Mazzariol, infatti, in un articolo pubblicato su La Repubblica dice: “Non sono qui ad invocare rispetto per la diversità. Non sono qui a parlare per dirvi che è giusto e doveroso conoscere e apprezzare tutti. Sono qui per dirvi che nella mia breve storia, essere entrato nel mondo di mio fratello mi ha riempito la vita. Tutto qui. All’inizio del mio libro, che racconta la nostra storia, ho voluto mettere una famosa frase di Einstein: “Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità ad arrampicarsi su un albero, lui passerà tutta la vita a credersi uno stupido”.
Beh, sono qui per dirvi che la stessa frase potrebbe iniziare con “Ognuno è un disabile”, perché è proprio così, ognuno di noi, semplicemente, ha qualcosa che non sa fare. Io, ad esempio, non so fare la lavatrice. E voi?

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile- Massimiliano Verga
Lo zaino di Emma- Martina Fuga
Bianca come il latte, rossa come il sangue- Alessandro D’Avenia
Tredici- Jay Asher

…ascolta anche…
Red Hot Chili Peppers, Slow Cheetah e Scar Tissue

…e guarda anche…
Giovanni Mazzariol, The simple interview

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Alessandro D'Avenia

Ciò che inferno non è

Mondadori, 2014, 317 pp.
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Se nasci all’inferno, hai bisogno di vedere almeno un frammento di ciò che inferno non è per concepire che esista altro.

Difficile sognare una vita diversa quando non si ha nemmeno l’idea di un’alternativa al presente. Arduo rifiutare la violenza se fin da piccoli e’ stata l’unica regola imposta. Impossibile rispettare il prossimo se si e’ soffocati ogni giorno dalla sopraffazione altrui.
Occorrerebbe avere una guida, un modello positivo: qualcuno disposto a mettersi in gioco per noi, anche rischiando la vita.

Don Pino Puglisi, insegnante in un liceo classico palermitano e fondatore di un centro ricreativo nei primi anni Novanta, ha voluto essere questo per i ragazzi palermitani del quartiere Brancaccio: un esempio di amore ed altruismo. Ha voluto contrastare le crudeli logiche mafiose proprio nei territori in cui Cosa Nostra coltivava i suoi seguaci “migliori”, tra i bambini, tra i ragazzi, cercando di offrire un’alternativa di legalita’ alla barbarie.
Ha pagato con la vita questo suo smisurato amore per il prossimo. Un esempio importante che D’Avenia (autore del romanzo “Bianca come il latte rossa come il sangue”) ricorda con sincera partecipazione in questo bel libro.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Don Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia col sorriso – Francesco Deliziosi

e vedi anche
Alla luce del sole – Roberto Faenza
I cento passi – Marco Tullio Giordana
La mafia uccide solo d’estate – Pif
U parrinu – Christian Di Domenico (spettacolo teatrale)

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