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Jack Cheng

Arrivederci tra le stelle

2017, Bompiani, 253 p.
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La maggior parte delle persone rinuncia ai desideri. Si arrendono al primo ostacolo, e poi cercano di fare del male a quelli che invece si sforzano di portare a termine ciò che loro hanno abbandonato.

Alex Pretroski ha undici anni vive a Rockview, in Colorado, con la madre ammalata, ed il suo cane Carl Sagan, chiamato così in onore delll’ingegnere della Nasa che nel 1977 ha lanciato nello spazio il Voyager Golden Record con i suoni della terra.  Alex infatti ha una sconfinata passione per lo spazio e decide di replicare l’impresa del suo eroe, raccontando la sua vita al suo Golden Ipod, per poi lanciarlo nello spazio con il suo modellino di razzo spaziale durante la manifestazione chiamata SHARF,  il festival del modellismo aerospaziale di Albuquerque, in New Mexico.
Alex è un ba,bino molto indipendente, devev esserlo per forza, sua madre è ammalta e non può prendersi cura di lui, non ha mai conosciuto suo padre e suo fratello maggiore vive a Los Angeles per mantenere la famiglia, ed è sempre molto impegnato.
Ma pur essendo così piccolo, Alex è COSì intraprendente da partire per lo SHARF accompagnato dal fido Carl Sagan. Inizia per lui un percorso di crescita on the road, in cui conoscerà nuovi amici e ritroverà alcuni affetti perduti.

Alex è un personaggio che non si può non amare, la sua dolcezza e la sua ingenuità conquistano il lettore; Jack Cheng ha una scrittura limpida e sincera e caratterizza bene il punto di vista di un bambino.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Virginia McGregor, Quello che gli altri non vedono
Guido Tonelli, Cercare mondi

E ascolta anche:
Train, Drops of Jupiter

E guarda anche:
Steven Spielberg, E.T l’extra-terrestre

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Timur Vermes

Lui è tornato

Bompiani, 2013, p. 387
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Può sembrare difficile, tuttavia non dobbiamo guardare al passato lamentandoci, bensì dobbiamo farlo per imparare. Ciò che è stato, è stato. Non si fanno degli errori per poi rammaricarsene, ma per non commetterne più.

Hitler si risveglia da un profondo e costante sonno durato più di sessantanni, a Berlino, nelle vicinanze del bunker che secondo la storia (quella vera) fu sua ultima dimora. Incredulo ma ancora molto vigoroso il Führer osserva lo sviluppo della società intorno a sè, gli edifici, la struttura del territorio e le abitudini degli uomini nell’anno 2011. Ancora riconoscibile la sua figura, viene scambiato per un comico, un personaggio della satira del piccolo schermo; ed effettivamente la Flashlight, azienda televisiva reale solo nel romanzo, lo ingaggia e arriva ad elaborare un suo esclusivo show. Un bel romanzo con più di trecento pagine che vuole raccontare come si comporterebbe al giorno d’oggi l’Hitler che abbiamo conosciuto nei libri di storia, come si destreggerebbe con i nuovi media; perchè in effetti si tratta di una critica ed interpretazione dei nuovi mezzi di comunicazione: smartphone, PC, televisione, Youtube, et alii. Ma la vera intelligenza di questo libro sta nella lucidità con cui si guarda al passato con distacco, e al presente con medesima distanza; il che permette di essere critici verso gli errori, ma anche di comprenderli a pieno. Molto esilarante e allo stesso tempo molto profonda, una vera satira; intelligente quanto l’ultima frase di chiusura: Non era tutto sbagliato.

Consigliato alla lettura di menti aperte, se vi è piaciuto questo libro leggete anche:
La svastica sul sole – Philip K. Dick
La parte dell’altro – Eric-Emanuel Schmitt

e vedi anche…La caduta – Oliver Hirschbiegel

 

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