Archivio tag: cantautrice

Lissie

Castles

2018, Cooking Vinyl / Lionboy Records
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Somewhere we are together
Somewhere in the stars
Imagine we are together
in a world that isn’t ours

Lissie,  nome d’arte per Elisabeth Corrin Maurus è una cantautrice trentacinquenne dell’Illinois. Alcune sue canzoni sono comparse in serie televisive come Doctor House, Twin Peaks  e Veronica Mars, senza contare importanti collaborazioni come il duetto Losers con Robbie Williams.
Castles è il quarto album dell’artista statunitense che, dopo My wild west, lascia la California e torna alle origini della sua musica pop-folk ritirandosi nella campagna del midwest per liberare la sua arte da ciò che è superfluo ed arrivare al centro della ricerca della felicità senza frenesia.
Un lavoro sicuramente introspettivo, dai tempi dilatati e risultato di una serie di bilanci personali, da cui ripartire per il proprio futuro.
Ne esce un album in cui la voce della cantante è la parte essenziale, l’asse portante.

Ascolta tre canzoni dell’album:
Castles
Somewhere
Crazy girl 

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Lissie, My wild west
DJ Harry, All my life
Sia, 1000 forms of fear 

E leggi anche:
Jack Cheng, Arrivederci tra le stelle

E guarda anche:
Miyazaki, Il castello errante di Howl

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L'Aura

Okumuki

Sony BMG, 2005
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If she can swim through yellow seas
i blame it all on you!
you tie your tie around her thigh
and bow to lick her shoe…
slither through the mud for the next
somebady New!

L’eterno delle tue parole sparse
Hai, hai scritto me, su un foglio senza nome
e hai raccontato una storia trasparente

Che esordio!
L’esordio di un’intensa personalità artistica, di una virtuosa voce quasi irreale, terrena e paradisiaca al tempo stesso, che penetra fino al cuore facendolo battere più forte.
Una commistione di italiano e inglese come parti di una stessa medaglia, di una vocalità ai limiti del vuoto contornato da melodie dall’ampiezza quasi sospesa ma riposata, magica eppur ancorata a terra.
L’Aura non è semplicemente una “cantante di musica leggera” e Okumuki non è semplicemente un album: non a caso okumuki è una parola giapponese che indica la parte più interna della casa e quindi più intima.
Le canzoni non sono mai banali, trasmettono emozioni senza travalicare e sopraffare gli animi: si svelano per quello che sono. Racconti, grida, felicità, passeggiate, amori, silenzi.
Possiamo ben dire che sono come i sentieri delle gocce d’acqua, creati su di un vetro appannato. Talvolta sono rettilinei e delineati, altre volte sono ondivaghi o si interrompono senza un motivo…facendo così a cosa assomigliano se non al nostro essere umani? Sono la nostra espressione.
L’album è un quadro formato da pennellate di sentimenti: il giallo delle nostre esitazioni, il nero delle nostre paure, il grigio dell’attesa, il rosso della nostra passione e voglia di vivere, il verde del futuro, il marrone della riflessione, l’azzurro dell’allegrezza.
In definitiva un album vero.

Ascolta tre brani tratti dall’album
Radio Star, Una favola, Today

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale – Sempre più vicini
Negrita – 9
Baby K – Kiss Kiss Bang Bang

… e leggi anche
Mario Calabresi – Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
Sharon M. Draper – Melody
Jonathan Coe – La pioggia prima che cada

… e guarda anche
Spike Jonze – Lei
Richard Curtis – Questione di tempo
Jillian Schlesinger – Maidentrip

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Levante

Abbi cura di te

Carosello Records, 2015
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Prendi tutto quello che ho
Crollami addosso
E quel che posso
E quel che mostro
E qualche mostro mi dirà che
Noi non ci avremo mai

E basta con le pose plastiche ed i proforma
I sorrisi indossati all’occorrenza, la riverenza
È la voglia che mi manca poi
di ascoltare i soliti cliché
sgomitare per un posto tra
celebrità in disgrazia dei preziosi anni novanta

Levante.
Un nome che porta con sé aria di novità: non a caso è un vento che spira da est verso ovest.
Claudia Lagona lo ha scelto come nome d’arte e se ne serve per volteggiare tra la musica indipendente e il mainstream, con ottimi risultati.
In questo lavoro (Abbi cura di te è il suo secondo album) evoca l’amore e la vita. Intendiamoci: nulla di smielato o peggio, ma la sincera presa di coscienza che se una cosa finisce va bene così, non c’è bisogno di essere schizzinosamente emotivi o di piangere in modo arzigogolato.
Indipendentemente da quello che le canzoni possono raccontare, è la loro costruzione e le loro parole che ti avvolgono. Suoni apparentemente neomelodici sbocciano in un abbraccio di note fresche, bucaneve che fanno capolino da un tappeto indie-rock. Anche l’elettronica si fa sentire, senza però essere eccessiva, anzi: ben si amalgama con la classicità delle chitarre.
Tutto conferma la grande capacità compositiva di Claudia, nonché l’abilità cantautorale ed autoriale: raccontare del vissuto senza scadere in banalità come amore/dolore ed altre rime prevedibili non è da tutti e la sua voce agrodolce accarezza il presente accompagnandolo in un futuro più sereno.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Le lacrime non macchiano, Ciao per sempre, Lasciami andare

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Levante – Manuale Distruzione
La Tarma – Antitarma
I Cani – Il sorprendente album d’esordio de I Cani

… e leggi anche
Joyce Carol Oates – Due o tre cose che avrei dovuto dirti
Murakami Haruki – Tokyo Blues : Norwegian Wood
John Fante – Chiedi alla polvere

… e guarda anche
Gus Van Sant – Scoprendo Forrester
Jonathan Dayton e Valerie Faris – Little Miss Sunshine
Paolo Virzì – Caterina va in città

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Chiara Dello Iacovo

Appena sveglia

Believe, 2016
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Sono rinchiusa dentro al cellophane
con le mie valvole che scoppiano
e la pressione tesa al massimo
comprime il mio pensiero critico

a cura di Claudio D’Errico

La musica pare essere nel destino di Chiara Dello Iacovo sin da bambina. Ad otto anni inizia a studiare pianoforte, subito dopo scopre di avere talento per il canto. Inizia a comporre come cantautrice in inglese. Si trasferisce poi negli Stati Uniti, dove – quasi per contraddizione – si dedica a scrivere testi in italiano.
Al rientro, partecipa a vari festival e programmi televisivi, inizialmente con fortune alterne, poi con maggiore successo fino ad ottenere il terzo posto nell’edizione 2016 di Sanremo.

Il suo primo album, Appena sveglia, contiene anche brani già pubblicati. Il pezzo di punta è proprio Introverso, quello presentato a Sanremo, per il quale Chiara ha realizzato un videoclip di semplice genialità.
Gli altri brani dell’album si tingono di colori vivaci ed atmosfere intime, in un quadro che rappresenta la personalità dinamica ed introversa della giovane cantautrice. Stupisce la maturità dei testi ed il loro gioco ironico , come nel caso di La rivolta dei numeri e Scatola di sole. Con il brano Genova – le persiane sono verdi la cantautrice rende un personale tributo alla città che ama e forse anche al suo cantautore più rappresentativo, Fabrizio De Andrè.

Nell’album non manca una parte riflessiva: Soldatino trasmette tensioni e paure di una ragazza di provincia che affronta per la prima volta la vita da adulta. 1° Maggio esorta all’impegno per realizzare i propri sogni e a lottare per i diritti dei lavoratori.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Prima di partire – Irene Grandi
.. vedi anche Scialla! (stai sereno) – Francesco Bruni
e leggi anche La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano

 

 

 

 

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Cristina Donà

Così vicini

QuiBaseLuna/ Believe Recordings, 2014
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Il senso delle cose si nasconde dietro alle persone.
Il senso delle cose si racconta con parole silenziose.

a cura di Claudio D’Errico

Incantautrice: così Cristina Donà è stata definita dalla critica musicale, per la sua capacità di ammaliare il pubblico dal vivo (e non solo). In questo suo ultimo album, che contiene dieci inediti, Cristina Donà invita l’ascoltatore ad entrare in punta di piedi nel suo mondo interiore: incantandolo.
Così vicini”, brano di apertura che dà il titolo al cd, ricorda echi lontani da PFM e si sviluppa su un crescendo che avvolge pian piano.

Ne “Il senso delle cose” le chitarre spingono al centro di una scena di incomunicabilità, facendo riflettere sul differente grado di importanza attribuito da persone diverse a cose comuni.

L’avvio di “Siamo vivi” è sussurrato, per poi accendersi su un ritmo più rock.

In “Perpendicolare” la magia dei suoni introduce in una dimensione spaziale dei sentimenti: dichiarando il proprio amore questo viene percepito come “perpendicolare al cuore”, un “verticale amore”, appunto.

L’ottimo album della cantautrice rhodense si muove in una atmosfera folk, pop e d’autore, creando suggestioni di qualità che pervadono ascolto dopo ascolto.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Antitarma – La Tarma
e leggi anche Tokyo Blues Norvegian Wood – Haruki Murakami

 

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