Archivio tag: carabinieri

Marco Ghizzoni

Il cappello del maresciallo

Guanda, 2014, p. 215
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Il suo piano era quello di fargli credere di essere invaghita di lui così da tenerlo buono e tranquillo. Nel caso non avesse funzionato, aveva sempre il suo cappello come arma di ricatto.

Il cappello del maresciallo è certamente una commedia all’italiana, scritta dal giovane autore Marco Ghizzoni nato e cresciuto nella campagna cremonese, dove effettivamente è ambientata la nostra storia. E il cappello della citazione è proprio quello del Maresciallo.

Boscobasso, un nome di fantasia ma non molto lontano dalla realtà, è una piccola cittadina della Provincia di Cremona che ospita duemila anime di cui tre carabinieri, un sindaco, un parroco con la sua perpetua, l’oste e tutta una serie di personaggi tipici; delle vere e proprie macchiette che scheggiano nella storia come se entrassero ed uscissero da un palcoscenico. Il fatto è che il famoso liutaio Arcari, viene trovato senza vita nella piccola stazione del paese, con i pantaloni calati, particolare piuttosto piccante, che farà prendere alle indagini una certa piega. Non sarà tuttavia l’unico accadimento insolito, per un piccolo paese della provincia lombarda, dove la nebbia avvolge tutto come un cappotto ben cucito, e dove tutti sanno cosa pensa il proprio vicino di casa.

La trama non è innovativa, ma è lo stile della narrazione che ci tiene incollati al romanzo. Non succede effettivamente nulla che possa considerarsi un colpo di scena, ma la prosa è scorrevole e divertente. Inoltre ci ritroviamo nel romanzo come probabili abitanti di Boscobasso, proprio per la vicinanza con le nostre origini, ci rivediamo a camminare tra quelle vie, quasi con il rischio d’incontrare i personaggi per strada.

Se volete potete leggere questo libro QUI, e se vi è piaciuto leggere anche I peccati della bocciofila, sempre edito da Guanda e suo seguito ideale.

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Andrea Vitali

Le belle cece

Garzanti, 2015, pag. 224
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Perchè, delle due l’una. Se quelle mutande non erano della Selina erano di un’altra. Sul fatto che fosse indumento prettamente femminile, invece… «Siamo d’accordo», rispose il Semola. «Bene», fece il Maccadò. «Sua moglie conferma che sono di sua proprietà.» Il Semona corrugò la fronte annusando odor di trappolone. E che cazzo, non era mica un bambino dell’asilo! L’aveva sbirciato il viso della Selina poco prima, incrociandola mentre lei usciva e lui entrava e c’era scritto che non vedeva l’ora di trovarsi faccia a faccia con lui: per fare cosa, non voleva nemmeno immaginarlo, una disgrazia per volta.

Dell’ironia e della commedia all’italiana di Andrea Vitali non potremo mai stancarci, e questa sua opera letteraria ne è di certo, ancora una volta, l’ottima conferma. Della sorridente Bellano, in questo romanzo conosciamo gli anni ’30, alla nascita dell’Impero fascista quando la sera del 9 maggio 1936 il segretario del partito Fulvio Semola, in occasione del discorso radiofonico del Duce, organizza un concerto di campane in suo onore. Ma la vicenda che gira poco intorno alle faccende di politica, e molto più alle chiacchiere di paese, coinvolge bensì i personaggi più tipici: il parroco, il carabiniere, il maresciallo, il farmacista, il segretario di partito e… come avete ben letto dalla citazione iniziale anche qualche paio di mutande! L’intrigo si svolge tutto nell’arco di pochi giorni e alla base di questa commedia degli equivoci, oltre al dettaglio divertente delle mutande (esclusive e ricamate), ci sarà una storia di corna e passioni primordiali, che da sempre fanno girare il mondo, molto più che politica e denaro: i vizi e i pettegolezzi, ecco cosa stuzzica la curiosità umana.
Molto divertenti sono le scene di fraintendimento, e i momenti in cui quest’oggetto del contendere si scopre essere proprio un paio di mutande, fanno sorridere anche i vari e diversi riferimenti alle abitudini al tempo del fascismo, l’obbligo del Voi anzichè del Lei, il dovere per il bene di partito (che può consistere anche nel ricamare un paio di mutande da donna), il conteggio dell’anno dall’inizio dell’epoca fascista, e il tipo di riscatto o carriera che si poteva compiere arruolandosi nelle forze armate. La vicenda si chiude, come potete immaginare con una bolla d’aria, dispetto fatto: presto dimenticato.

Se vuoi puoi leggere le prime pagine del libro subito QUI. Se ti è piaciuto leggi anche:

Le opere di Andrea Vitali

I libri di Marco Ghizzoni, Il cappello del Maresciallo e I peccati della bocciofila (editi da Guanda)

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