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Lindsey Stirling

Lindsey Stirling

Bridge Tone, 2012
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Lindsey Stirling è una vera e propria artista in tutti i sensi ed ha uno stile e una tecnica tutta sua: è riuscita a fondere il suono del violino e il timbro della musica classica all’elettronica moderna e all’hip hop, accompagnandolo con coreografie eseguite da lei stessa.
[ Mariano Trissati ]

Lindsey Stirling prima ancora di essere un’artista, è un folletto.
Sembra un personaggio uscito da un manga giapponese: quando si esibisce balla e saltella sul palcoscenico per tutta la durata dello spettacolo, si contorce in mille moine in una maniera tale che si fatica a capire se sia reale o sia un artefatto di gommapiuma.
Lei è una scenografia vivente.
Dopo questo si nota e ci si compiace di quanto sia virtuosa col violino, pare un’estensione di lei: in questo album eponimo è un brivido costante la bravura con la quale imbastisce note e sensazioni, melodie e stati d’animo.
Lindsey ha creato qualcosa di veramente unico, raffinato, che strizza l’occhio alla musica classica unendo però tutta la forza della musica contemporanea con spruzzate di elettronica, ritmi dance, dubstep.
Insomma crossover, ma di classe.
Non annoia nei live, anzi, si ascolta piacevolmente nella nostra sala audio privata; si potrebbe forse obbiettare che forse è ancora un’artista un poco di nicchia.
Ma crediamo resterà tale ancora per poco.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Electric Daisy Violin, Minimal Beat, Crystallize.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
David Garrett – Rock Symphonies
Vanessa Mae – Storm (Vivaldi Techno)
Valentina Giovagnini – Il passo silenzioso della neve

… e leggi anche
Paolo D’Antonio – Paganini
Enzo Porta – Il violino nella storia
Uto Ughi – Quel diavolo di un trillo

… e guarda anche
Scott Hicks – Shine
Milos forman – Amadeus

… e visita anche
Il Museo del Violino di Cremona

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David Garrett

Rock Symphonies

Decca, 2010
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Impossibile non amare a musica.
È poesia di suoni e melodie a cui non puoi resistere.
[ David Garrett ]

Con la musica, talvolta, bisogna flirtare…
…e David Garrett fa proprio il piacione.
Scherzi a parte: la sua bravura come violinista era già nota prima di questo disco, talmente bravo da entrare a far parte del Guinness dei Primati per aver eseguito il celeberrimo motivo de Il Volo del Calabrone di Rimskij-Korsakov in solo 1 minuto e 6 secondi.
Poi l’illuminazione: creare un crossover contaminando musica classica e generi lontani (ma neanche poi tanto) come pop, rock, grunge oppure riarrangiare brani in una chiave totalmente nuova. Rock Symphonies è questo.
Accordi dal sapor di dura roccia come quelli di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana vengono eccitati ulteriormente dalla furiosa interpretazione orchestrale.
Oppure l’unione fra Le Quattro Stagioni di Vivaldi e Vertigo degli U2 spiazza e diverte.
Da “semplice” violinista David è diventato violinista rock, mantenendo la semplicità d’esecuzione che sempre lo ha contraddistinto mentre vola di nota in nota con il suo Stradivari.
Il grande liutaio cremonese mai avrebbe pensato che dai suoi strumenti potesse sprigionarsi tutta quella energia.
…ma questo è uno dei tanti poteri della musica.

Ascolta quattro brani tratti dall’album:
Smells Like Teen Spirit, Vivaldi vs. Vertigo, November Rain, Asturias

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Niccolò Paganini
Uto Ughi
Salvatore Accardo

… e leggi anche
Paolo D’Antonio – Paganini
Enzo Porta – Il violino nella storia
Uto Ughi – Quel diavolo di un trillo

… e guarda anche
Bernard Rose – Il violinista del diavolo
Scott Hicks – Shine
Milos forman – Amadeus

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Il Museo del Violino di Cremona

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Rage Against The Machine

Rage Against The Machine

Epic, 1992
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Anger is a gift.

Pochi altri, nell’intera storia rock, hanno avuto il coraggio di far esplodere una rabbia così devastante come i Rage Against The Machine in questo esordio leggendario.
Fuori: un tremendo scatto di Malcolm Browne annuncia l’inferno cui si andrà incontro, l’immagine di un monaco buddista che nel 1963 si diede fuoco a Saigon, estremo gesto di protesta contro il regime sud-vietnamita.
Dentro: dieci inni, dieci bombe scagliate contro l’indifferenza, l’ignoranza, il pensiero unico.
La musica è un magma incandescente che unisce l’hard zeppeliniano alle scansioni sincopate del funk, l’intransigenza del punk-hardcore più violento alla metrica acrobatica delle declamazioni hip-hop.
La chitarra di Tom Morello è un miracolo di inventiva e precisione, un rasoio affilato e multiforme: nel riffarama sferragliante di Bombtrack; nella cadenza sabbathiana di Killing In The Name; nell’epocale scratching di Know Your Enemy e nello stridore metallico di Bullet In The Head; nel fragore di Wake Up e della frenesia urban di Township Rebellion.
Su tutto, l’urlo animalesco dello sciamano Zack De La Rocha, che trova apice nella conclusiva Freedom, un’orgia terrificante di feedback e grida, una chiamata a raccolta per tutti gli oppressi del pianeta, da Johannesburg a South Central.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Kashmir – Led Zeppelin
Bring The Noise – Public Enemy
Kick Out The Jams – MC5
I Against I – Bad Brains
Tool – Stinkfist
 
…e leggi anche
1984 – George Orwell
 
…e guarda anche
District 9 – Neill Blomkamp
Matrix – Lana, Andy Wachowski
 
Scaricatelo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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The Asteroids Galaxy Tour

Fruit

EMI, 2009
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I wished I lived in the golden age
Giving it up on the Broadway stage
Hang with the rats and smoke cigars
Have a break with Frank and count the stars

Quel non so che d’annata accoppiato a finte sonorità sdrucite rende perfettamente la musica de The Asteroids Galaxy Tour: uno stile che è una sorta di crossover del digitale unito all’analogico, campionamenti dance-indie e, soprattutto, freschezza compositiva.
Non appena si schiaccia play si sente nell’aria il profumo della parola divertente!!
La voce di Mette Lindberg è dolce e delicata, culla con un’energia e una raffinatezza d’esecuzione: anche quando si fa beffarda e graffia i timpani vorresti non finisse mai.
Ma anche Lars Iversen ci mette del suo: arrangia i brani in modo che siano contenitori di un sound energico e al contempo sperimentale, che smaschera anche chi si dimostra “musicalmente schizzinoso”  e si arrende a brani come Around The Bend.
Che è riuscito a stregare perfino Steve Jobs.
Un album tutto da esplorare, fresco, euforico, che trasmette voglia di playful life.

 

Ascolta tre brani tratti dall’album
The Golden AgeThe Sun Ain’t Shining No MoreAround The Bend

 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Pizzicato Five – Baby portable rock
Calvin Harris - Sweet Nothing featuring Florence Welch
Jamiroquai - Cosmic Girl

 

… e leggi anche
Un lavoro sporco – Christopher Moore

 

… e guarda anche
Tron / Tron Legacy di Steven Lisberger / Joseph Kosinski

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