Archivio tag: Dance Rock

September

In Orbit

Family Tree, 2005
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I never had to say goodbye
You must have known I wouldn’t stay
While you were talking about our life
You killed the beauty of today

You’ll never gonna see me again
So now who’s gonna cry for you
You’ll never gonna see me again
No matter what you do

La proverbiale saggezza nordica parrebbe fare a pugno con la musica di September… invece sono le due facce di una stessa medaglia.
In questo caso la saggezza nordica si fa tranquillamente da parte e si rilassa ascoltando i beat certamente consistenti e mai invadenti, note che inebriano un senso di divertimento unito alla tecnica vocale di Petra Eos Marklund (il vero nome di September).
Petra gioca molto sulla parola e sul tono che le si può dare: ogni canzone ha una forte personalità che sia una ballata o un brano da dancefloor.
Diciamolo: In Orbit è un album principalmente da ballare.
Tuttavia i brani hanno un che di virtuoso e cristallino insieme, a tratti sussurrato; son canzoni che se andranno dalla mente dopo molto molto tempo, la loro ritmica circolare persiste in un impasto di note e fascinazioni che conquista in una magmatica (ma controllata: non dimentichiamo che siamo in Svezia) assonanza con il nostro star bene.

Ascolta quattro brani tratti dall’album
Cry for You, Satellites, It Doesn’t Matter, Cry for You (Extended Dance Edition)

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Royksopp – Melody A.M.
George Michael – Older
Daft Punk – Random Access Memories

… e leggi anche
Per Petterson – Fuori a rubar cavalli
Lars Berge – Ninja in ufficio
Jonas Jonasson – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

… e guarda anche
Film ambientati in Svezia presenti in Opac RBBC

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Depeche Mode

Spirit

Sony BMG, 2017
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You’ve been kept down
You’ve been pushed ’round
You’ve been lied to
You’ve been fed truths
Who’s making your decisions?
You or your religion
Your government, your countries
You patriotic junkies

Where’s the revolution
Come on, people
You’re letting me down
Where’s the revolution
Come on, people
You’re letting me down

Bentornati Depeche Mode.
Bentornata atmosfera elettronica potente, stratificata: grassi turbinii di bassi evocativi, spettacolari beat su più registri e naturalmente sintetizzatori e campionatori a go-go che fanno erompere carezze per le orecchie. Sperimentale come sempre.
Bentornate alle canzoni che sembrano parlano direttamente a chi ascolta: a volte ambigue, a volte dirette, a volte arrabbiate. Personalità si intrecciano e si mescolano tra i brani, dicono quello che devono dire senza mezzi termini, mai fuori luogo perfino quando paiono protestare contro il vuoto evocativo della vita stessa. È chiaro il loro pensiero e anche il suo contrario, le loro verità e le loro antitesi.
Bentornata alla pirotecnica attenzione compositiva costante e quasi maniacale, ben intessuta e furibonda di un impasto sonoro talvolta imprevedibile: ti si cuce addosso fino alle ossa, quasi un deliquio sonoro.
Bentornata alla voglia di rinascita, si sussegue in una catena ininterrotta di indagini sugli stati d’animo, così complessi, veritieri, brutali, personali, imprevedibili. Ci si rivede negli eventi con equilibrio e slancio verso il futuro
Bentornati Depeche Mode.
…ah! L’ho già scritto?

Ascolta quattro brani tratti dall’album
Where’s the Revolution, Scum, Poison Heart, So Much Love

Ascolta i remixes
Where´s The Revolution (Dominatrix Remix)
Scum (Difference electric remix)
Poison Heart (Tripped Mix)
So Much Love (Master Beat Remix)

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Album dei Depeche Mode
Wicked Expectation – Visions
Royksopp – Melody A.M.

… e leggi anche
Jonathan Miller, Jonathan – Stripped : i Depeche Mode messi a nudo
Laura Gerevasi – Le canzoni dei Depeche Mode

… e guarda anche
Depeche Mode. 101
Depeche Mode – Touring the angel

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P!nk

The truth about love

RCA Records, 2012
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“Mi sentivo come in un videogioco in cui ho collezionato tutte le monete d’oro e i talismani che puoi ottenere. Dovevo muovermi su un altro livello o smettere”

Lasciati i panni dell’irriverente rocchettara un po’ trash che derideva le patinate principessine pop, Pink in questo suo sesto album troviamo un’artista più matura, che non nega di esprimere anche un lato più dolce e materno, ma che non dimentica mai il suo stile irriverente e scanzonato, la voglia di divertirsi e di prendersi un po’ in giro.
La metamorfosi è in pieno compimento, in quest’album si affiancano, oltre ai soliti brani molto ritmati e funk, anche ballad dolci e melodiche.
Il disco è stato pubblicato sia nel formato standard, in cui sono presenti 13 tracce, sia nella versione Deluxe, contenente quattro tracce aggiuntive. Inoltre per chi decidesse di scaricare il disco in down load sono previste altre due tracce, mentre nella versione giapponese è presente anche la canzone The King Is Dead But the Queen is Alive.
Da ricordare le collaborazioni con importanti artisti come Nate Ruess, Lily Allen ed Eminem.

Ascolta tre canzoni:
Try
Just Give Me A Reason (ft. Nate Ruess)
True Love (ft. Lily Allen)

Se ti è piaciuto questo disco allora ascolta anche:
Pink – Greatest Hits…So Far!!!
Lily Allen – Sheezus
Nate Ruess – Grand Romantic

e guarda anche:
Charlie’s Angels: più che maiMcG 

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Klaxons

Surfing the Void

Polydor, 2010
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Echoes from the other world turn the horizons into
endless ever present
Echoes, Many other worlds true horizon makes the
endless ever present
Echoes into other worlds true horizons into the
endless ever present
Echoes, Many other-worlds true horizon start to turn

Surfing the Void è il secondo album della band londinese dei Klaxons.
Sin dal singolo Echoes si capisce cosa ci dobbiamo aspettare: grassi turbinii di bassi evocativi, spettacolari beat su più registri, e, naturalmente, sintetizzatori e campionatori a go-go che fanno erompere carezze per le orecchie. Il tutto unito ad una costruzione delle canzoni molto sperimentale.
Questo LP si ascolta con piacere, ha una sua personalità perché si sente che i brani sono scaturiti da un conflitto interiore: nel void (il vuoto) si esaltano i vocalizzi del cantato quasi come fossero fuochi pirotecnici, esaltazioni alla Donnie Darko.
Brani come Flashover esaltano l’attenzione compositiva costante e quasi maniacale, ben intessuta e furibonda di un impasto sonoro talvolta imprevedibile.
I Klaxons dicono sempre senza mezzi termini il loro pensiero e anche il suo contrario, le loro verità e le loro antitesi.
E i padiglioni auricolari vi ringraziano.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
EchoesSurfing the Void, Flashover

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
The Twang – Wide Awake
Artic Monkeys – Brianstorm
Dirty Pretty Things – Bang Bang You’re Dead

… e leggi anche
La banda dei brocchi – Jonathan Coe

… e guarda anche
Grazie, Signora Thatcher di Mark Herman

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Depeche Mode

Delta Machine

Columbia, 2013
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Sometimes I slide away
Silently
I slowly lose myself
Over and over
Take comfort in my skin
Endlessly
Surrender to my will
Forever and ever

Bene: sulla copertina del disco c’è scritto “Depeche Mode” : ma non basta. Le note e le parole devono essere in grado di tessere ragnatele di melodie evocative che distendano i sensi nelle tre dimensioni.
Succede tutto questo? Oh si, eccome.
La voce di David Gahan sobbalza drammaticamente appagata (forse in una ricerca di catarsi dovuta anche alle vicende personali) raggiungendo vette di profonda estasi, quasi una voce primordiale prestata all’elettronica.
Martin Lee Gore & Andrew John Fletcher tessono ritmi quasi augustei, fieri ed energici per poi virare verso riff terribilmente attuali, segno di una passionalità compositiva come poche.
Ancora una volta i Depeche Mode fanno centro con una raccolta a tratti indecifrabile (ma questa è la loro cifra stilistica), alternando dissonanze torve, meditative e massimamente minimal a esplosioni vigorose di energia.
Dopo più di trent’anni sulle scene, ancora una volta la band inglese regala perle musicali.

Ascolta quattro brani tratti dall’album
Heaven, Soothe My Soul, AngelShould Be Higher

Ascolta i remixies
Depeche Mode – Heaven (Fremason Radio Mix)Depeche Mode – Soothe My Soul (Steve Angello & Jacques Lu Cont Remix)Depeche Mode – Should Be Higher (Naweed Mix)

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Eurythmics – Here Comes The Rain Again
Inxs – Devil’s Party
Garbage – Blood For Poppies
Orchestral Manoeuvres in the Dark – Night Cafe

… e leggi anche
Stripped. I Depeche Mode messi a nudo – Jonathan Miller

… e guarda anche
Depeche Mode. 101

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Blur

Leisure

Food/EMI,1991
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You’re taking the fun
Out of everything
Making me run
When I don’t want to think
You’re taking the fun
Out of everything
I dont want to think at all

Inizio degli anni ’90: atmosfere stranite che attendono qualcosa di diverso sono sature di giovani uomini che a loro volta attendono di sapere la risposta all’inquietante domanda “Ma cosa ci faccio al mondo?” … ed ecco che arrivano loro, i Blur. E comincia la festa: prende corpo l’irrequietezza del trovarsi di fronte all’altro, la ribellione che si sente in corpo ma che non si sa come esprimere, lo stato d’animo confuso e un po’ annoiato di chi vuole fare, vuole dare e soprattutto vuole essere.
Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree spingono a provarci, loro stanno a guardare: sono lì solo per suonare ed accompagnare la voglia di sbanalizzare la vita di tutti i giorni, così le note prendono spinta, quasi inconsapevole, si fanno motori del cambiamento. Chi meglio della band inglese può raccontarlo?
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
She’s So High, There’s No Other Way, Bang
 
Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Oasis – Wonderwall
Supergrass – Ghost Of A Friend
The Verve – Lucky Man
Stereolab – Everybody’s Weird Except Me
 
… e leggi anche
Semiotica, pub e altri piaceri – Alexander McCall Smith
La banda dei brocchi – Jonathan Coe
 
… e guarda anche
Trainspotting – Danny Boyle
Quattro matrimoni e un funerale – Mike Newell

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