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IL 2017 DI EXTRATIMEBLOG IN CINQUE LIBRI, CINQUE ALBUM E CINQUE FILM

The Fabulous Five- 2017

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Le sensazioni e le storie che ci hanno accompagnato lungo il 2017 sono state così numerose che scegliere quali siano le più significative è davvero complesso.

Abbiamo provato a ricordare le suggestioni di questo anno appena concluso con una selezione di cinque libri, cinque album e cinque film, in un percorso tra storie, atmosfere e generi.

LEGGO!
La bambina dimenticata dal tempo- Siobhan Dowd
Le otto montagne- Paolo Cognetti
A volte ritorno- John Niven
L’acchiappasogni- Stephen King
Your name.- Shinkai Makoto

ASCOLTO!
Sonic Highways- Foo Fighters
That’s live – Live in Cesena 2016- Rockin’1000
La fine dei ventanni- Francesco Motta
Lindsey Stirling- Lindsey Stirling
Terra- Le Luci della Centrale Elettrica

GUARDO!
Thirteen Reasons Why- Brian Yorkey
The voices of a distant star- Shinkai Makoto
Spider-man. Homecoming- Jon Watts
It- Andrés Muschietti
Dark- Baran bo Odar

Volete passare con noi un meraviglioso 2018? Potete partecipare alla nostra speciale reading challege Extra Reading: A challenge!

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Baran bo Odar

Dark

2017, Netflix
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La domanda non è dove ma quando?

Nella cittadina tedesca di Winden un bambino scompare nella notte. La ricerca metterà in moto alcune relazioni tra le diverse famiglie e gli abitanti della comunità, sita nei pressi di una centrale nucleare prossima alla chiusura. Tra tradimenti, misteri, disperazione e alcuni loschi figuri che si aggirano nella notte, la soluzione dell’enigma della scomparsa sembra risiedere in una grotta, al cui interno si manifesta una strana attività spazio-temporale che permette di spostarsi avanti e indietro nel tempo.  Ogni 33 anni l’universo si resetta, motivo per cui la cittadina di Windem ha già visto, nel passato, importanti episodi di rapimenti di bambini (nel 1953, nel 1986 e nel prossimo 2019): quasi tre generazioni, dunque, che hanno vissuto lo stesso dramma e mistero. La scoperta di questo elemento chiave da parte di due tra i tanti protagonisti, Urlich e Jhonas, renderà l’intreccio vivo, e sposterà l’interesse sui paradossi e cicli temporali.

Questo piccolo gioiello non ha nulla da invidiare a un romanzo di Dostoevskij o, addirittura, alle speculazioni metafisiche di Nietzsche, Hegel, Bergson, Spinoza e Heidegger. Di fatto è la filosofia e la fisica a dominare la trama (difficoltosa ebbene si – era ora) in particolare è la teoria dei Whormole detto anche Ponte di Einstein – Rosen  a dare forma a un intreccio spettacolare in un crescendo estetico. Il filosofo Heidegger affermava che l’ambiente e la natura in cui l’uomo è inserito a determinare il carattere e il rapporto con la propria interiorità (se non il proprio destino), infatti, boschi e sentieri aprono a un labirinto di intrecci e rimandi simbolici per tutta la durata della serie. Il filo di Arianna e il labirinto classico sono di fatto le figure archetipiche che ci conducono in una narrazione in cui classicismo, filosofia e fisica si fondono dando forma a un disegno caotico e magistrale in cui ogni personaggio trova collocazione.

Stupenda la fotografia, la regia è ottima anche nei tempi narrativi e gli attori sono estremamente convincenti.

A causa della crudezza delle scene proposte, dell’ambientazione volutamente cupa e ossessiva, la serie è vietata ai minori di 16 anni.

Se ti è piaciuto leggi anche:

La grande storia del tempo – Stephen Hawking

Ascolta anche:

Sleep whit the beast – The national

Guarda anche:

Damon Lindelof, Tom Perrotta - The Leftovers 

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Regia: Baran bo Odar
Genere: Thriller, Horror
Sceneggiatura: Baran bo Odar
Produzione: Netflix
Cast: Louis Hofmann, Oliver Masucci,  Jördis Triebel, Maja Schöne, Sebastian Rudolph, Anatole Taubman, Mark Waschke

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The National

Sleep with the beast

2017, 4AD, Usa
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You’re sleeping night and day
How’d you do it
Me and I am wide awake
Feeling defeated
I say your name
I say I’m sorry

Settimo disco per il gruppo di Cincinnati. è un lavoro dolente, melodico, livido, suadente e intriso di riflessioni sul senso di essere genitori, figli e compagni di vita. In Sleep Well Beast si riscontra un ruolo importante dell’elettronica, unito a un gusto evocativo quasi da colonna sonora filmica merito dell’impegno del chitarrista Bryce Dressner in questo ambito. Differenza che fa emergere una maturità nuova del gruppo e una possibile svolta futura. E’  un album sull’eterna battaglia che ingaggiamo per non spezzarci. Parla di invecchiare con qualcuno, di quando sei tu a cambiare e non riesci più a riconoscerti. Di vedere il tuo partner trasformarsi proprio nella persona che aveva giurato di non diventare mai. Abbiamo testi sul pericolo di perdersi schiacciati dalla stretta impietosa del lavoro – che non si trova-  e del crescere i figli. Ci mette in guardia dal rischio di svegliarci relitti solitari, incapaci di comunicare con un cuore ormai indurito abituato a stare solo.

Con la sua miscela di post punk, rock, elettronica e glitch pop i National confezionano un disco che entra già  nei grandi classici della musica contemporanea. album che trova nell’equilibrata alternanza fra morbide ballad al piano (Born To Beg, la struggente love story Dark Side Of The Gym) e increspature elettriche (The System Only Dreams In Total Darkness ).  Nella spettrale lullaby Guilty Party i figli vengono presentati come creature alle quali vengono tarpate le ali esattamente come avviene alla canzone lasciandola in uno stato di perenne incoscienza. La bestia del titolo rappresenta il futuro una nuova minaccia a cui non eravamo assolutamente pronti a rispondere, e troviamo il tutto riassunto nella magistrale Day I Die.

Disco da ascoltare e avere assolutamente.

Se ti è piaciuto ascolta anche:

The National -Trouble Will Find Me 

The National – Boxer

Leggi anche:

Richard Ford – Canada

Una specie di solitudine di John Cheever

Guarda anche:

Matt Ross -Capitan Fantastic

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Epica

Best Of

2013, Nuclear Blast
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No heat for shadows on your way
That try to steal your laughter
Your lights will drive them all away
Be confident

Gli Epica sono un gruppo olandese symphonic- metal. Il gruppo si fonda nel 2002 con il nome iniziale di Sahara Dust grazie all’incontro tra Mark Jansen con la cantante Helena Michaelsen, che nel 2003 viene sostituita dall’attuale cantante Simone Simons.
Il nome  Epica, con cui il gruppo è conosciuto dal 2003 ad oggi, è un omaggio all’omonimo album dei Kamelot.
L’attuale composizione della band, oltre alla cantante Simone Simons è: Mark Jansen (voce e chitarra), Isaac Delahaye (chitarra), Rob Van Der Loo (basso), Coen Janssen (tastiera), Arien Van Weesenbeek (voce e batteria).

Cifra stilistica della band, oltre alle atmosfere gotiche medievali, è la voce da soprano di impostazione lirica, raffinata ed elegante, capace di estendersi per ben tre ottave e che crea un notevole contrasto con la voce tradizionalmente metal di Janssen.
Di notevole importanza per la band sono anche i testi delle canzoni e le tematiche affrontate, come il fondamentalismo religioso, il terrorismo, il destino e i fatti di cronaca.

Best Of è la seconda raccolta del gruppo musicale olandese Epica, pubblicato l’11 ottobre 2013 dalla Nuclear Blast solo ed esclusivamente in formato digitale.

sito ufficiale

Ascolta tre brani dell’album:
Storm the Sorrow
Cry for the moon
Unleashed

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Epica, The Quantum Enigma
Evanescence, Bring me to life
Eluveite, The call of the mountains (contenuto nell’album Origins)

E guarda anche:
Stuart Beattie, I, Frankenstein
Mel Gibson, Braveheart
Uwe Boll, In the name of the king

E leggi anche:
Licia Troisi, Pandora
Simon Rowd, Drow

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Stuart Beattie

I, Frankenstein

Lakeshore Entertainment, 2014
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Non abbiamo chiesto noi la vita che ci è stata donata, ma ognuno di noi ha il diritto di difenderla.
Io ho lottato per difendere la mia e quando le forze dell’oscurità faranno ritorno, sappiate che io sarò là fuori e lotterò per difendere la vostra vita.Io che ho fatto discendere un esercito di demoni,
io figlio di mio padre,
io Frankenstein.

Il film si basa sulla storia ben nota del dottor Victor Frankenstein che riesce a superare il confine tra vita e morte. Ma in questo film, il grande scienziato si spaventa per ciò che è riuscito ad ottenere e cerca inutilmente di uccidere la sua creatura, la quale si vendica assassinando la moglie di Frankenstein. Poco dopo anche lo scienziato muore mentre cerca di seguire il mostro a cui ha dato vita. La Creatura, pur non sentendosi minimamente in debito con lo scienziato, decide comunque di seppellirlo nel cimitero di famiglia, ma qui viene attaccato da alcuni demoni; riesce ad ucciderne uno, ma si salva grazie all’intervento di due guardiano gargoyle.
Questi lo portano dalla loro regina Leonor, che gli da un nome, Adam, e gli spiega che è in atto una battaglia secolare tra i demoni e i gargoyle, discendenti dell’Arcangelo Michele, per salvare l’umanità. Leonor chiede ad Adam di unirsi a loro, ma il mostro preferisce non immischiarsi.
I demoni però continuano a cercarlo, perché il loro principe Naberius, vuole scoprire il segreto che gli ha dato vita. Sentendosi braccato Adam decide di uscire allo scoperto e di combattere per recuperare il diario del Dottor Victor Frankenstein, l’unica testimonianza che potrà dargli una spiegazione su come è nato.
In questa guerra millenaria tra il Bene  e il Male che si dipana itra il gotico e la fantascienza, Adam, creatura unica nel suo genere, dovrà capire quale sia lo scopo della sua vita.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche:
Len Wiseman, Underworld
Mel Brooks, Frankenstein Junior

E leggi anche;
Kevin Grevioux  I, Frankenstein
Kevin Grevioux , The Pale Horsemen
Mary Shelley, Frankenstein

E ascolta anche:
8mm, Scream Where My Heart Should Be
Maker, Misgiving

poster_IFrankenstein

Scheda Film
Titolo originale: I, Frankenstein
Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Australia
Anno: 2014
Durata: 93 min
Genere: azione, fantastico, fantascienza, orrore
Regia: Stuart Beattie
Soggetto: Kevin Grevioux (graphic novel), Mary Shelley (personaggio)
Sceneggiatura: Stuart Beattie
Casa di produzione: Lakeshore Entertainment, Hopscotch Features
Fotografia: Ross Emery
Montaggio: Marcus D’Arcy
Effetti speciali: Brenden Barry Brown
Musiche: Reinhold Heil, Johnny Klimek
Scenografia:Michelle McGahey
Costumi: Cappi Ireland

Interpreti e personaggi
Aaron Eckhart: Adam Frankenstein/La Creatura
Yvonne Strahovski: Terra
Bill Nighy: Naberius
Jai Courtney: Gideon
Miranda Otto: Leonore
Caitlin Stasey: Keziah
Kevin Grevioux: Dekar
Aden Young: Dott. Victor Frankenstein
Virginie Le Brun: Elizabeth Lavensa Frankstein
Socratis Otto: Zuriel
Samantha Reed: Eve
Deniz Akdeniz: Barachel
Chris Pang: Levi
Goran D. Kleut: Rekem
Angela Kennedy: Demon
Steve Mouzakis: Helek
Mahesh Jadu: Ophir

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Jonathan Dayton e Valerie Faris

Little Miss Sunshine

2006, Usa, 20th Century Fox
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C’era una volta una famiglia allargata e sgangherata. Sherly madre e moglie a tempo pieno, un po’ per vocazione un po’ per rassegnazione, non riesce più a reggere le fila di questo difficile collage famigliare. Richard padre alla ricerca di un (improbabile) successo editoriale rischia il tracollo nervoso inseguendo le promesse degli agenti letterari.  Poi ci sono i figli un adolescente ribelle, cinico e nichilista affascinato dal decadentismo, e Olive una bambina che desidera a tutti i costi vincere il concorso di bellezza provinciale. Abbiamo anche un nonno cocainomane cacciato dalla casa di riposo e uno zio gay sopravvissuto al suicidio ma ancora preda di una forte depressione. Obiettivo? Portare Olive al concorso della sua vita e, inutile dirvelo, risulterà un’impresa titanica.

La pellicola diretta da Jonathan Dayton e Valerie Faris è un mix travolgente che ci regala un’opera tenera e rara in cui si mescolano emozioni a piccole tragedie. Non esistono stereotipi ma viene rappresentata la vita con le sue infinite sfumature in cui a vincere sarà il senso di profonda umanità che lega i personaggi; saldati da una reciproca appartenenza che va ben oltre il legame di sangue. Questo viaggio on the road celebra con ironia e dolcezza l’imprevedibilità dell’esistenza (a tratti tragicomica) il tutto condito con intelligente black humor ma senza scivolare mai nel grottesco. Questa Odissea moderna riesce a distruggere quel sistema che divide il mondo fra “perdenti” e “vincitori” mostrando la crudeltà e l’intrinseca follia del giudizio umano che ci porta ad escludere persone e a precluderci delle esperienze vitali.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Noi siamo infinito - Stephen Chbosky
Juno – Jason Reitman 

Leggi anche:

Dana Reinhardt – Il giorno in cui imparerai a volare
Aidan Chambers – Breaktime

Ascolta anche:

The Smiths- The queen is dead
The Smiths – Hatful of Hollow

lms-locandina

Regia : Jonathan Dayton e Valerie Faris
Sceneggiatura: Michael Arndt
Distribuzione: 20th Century Fox
Fotografia: Tim Suhrstedt
Montaggio: Pamela Martin
Musiche: Mychael Danna
Cast: Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Paul Dano, Alan ArkinAbigail Breslin

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Simon Rowd

Drow

2015, ElectaYoung, 406 p.
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La tua vera natura riposa dentro di te, in attesa di essere svegliata. Che tu lo voglia o no, il tuo destino è già scritto.

Eric Arden si è sempre sentito diverso dagli altri ragazzi: è in grado di vedere perfettamente al buio, è più veloce dei suoi compagni e spesso ha degli attacchi di rabbia improvvisi ed incontrollabili.
Pensa di essere un ragazzo particolare ma non immagina nemmeno quanto, finché incontra Sophie, di cui si innamora perdutamente a prima vista, e Jimmy,  il miglior amico della ragazza. Proprio confrontandosi con lui, Eric scoprirà la sua vera natura: non è umano, è un elfo. Ma non un elfo qualsiasi; lui è un drow, cioè un elfo oscuro, figlio di Logan e Arline, due drow fuggiaschi che sono stati costretti ad abbandonarlo da piccolo alla custodia di una coppia di umani che non poteva avere figli.
Grazie alla conoscenza del Professor Haufmann, Eric scoprirà di essere in pericolo: i drow sono creature malvage e violente, per questo gli elfi hanno ingaggiato alcuni umani,  chiamati drowhunter, per cacciarli ed imprigionarli. A questo punto Eric viene contattato da Kaine, un drow che conosce suo padre e che progetta di liberarlo dalla prigione in cui è rinchiuso.  Eric dovrà decidere se seguire la sua natura di Drow e seguire Kaine o se tornare dalla sua amatissima Sophie, che inconsapevolmente nasconde un pericoloso segreto.

Drow è il primo volume dell’omonima trilogia urban fantasy, in cui è inserita anche una vena di thriller.

sito autore

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Sally Green, Half Bad
Robert Louis Stevenson, Lo strano cado del Dottor Jackill e Mister Hide
Holly Black, La fata delle tenebre
Holly Black- Cassandra Clare, Magisterium

E guarda anche:
Richard LaGravenese, La sedicesima luna
Teen Wolf (serie televisiva)

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Halsey

Badlands

Astralwerks Capitol, 2015
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We are the new Americana,
High on legal marijuana,
Raised on Biggie and Nirvana,
We are the new Americana.

a cura di Claudio D’Errico

“Badlands” è il concept album della ventunenne cantautrice  Halsey (al secolo Ashley Nicolette Fragipane), nota inizialmente al pubblico grazie a Youtube.

Pensato come una sorta di percorso interiore, l’album rispecchia probabilmente lo stato d’animo dell’artista, affetta da disturbi bipolari.
Appare infatti quasi diviso in due: da un parte brani come Hold me down, Roman holiday, Colors,  New Americana e Drive, solari e pop; dall’altra Castle, Ghost e Control, dal mood desolato e permeato di solitudine.Il brano più conosciuto – e più commerciale – dell’opera è senza dubbio New americana.

Il cd oscilla con eleganza tra il genere pop contemporaneo ed atmosfere underground e dark: propone ritmi piani ed indolenti (Castle) e ci invita a proseguire nel viaggio al nostro interno, esortandoci ad aprirne una dopo l’altra le molteplici porte.

Secondo la critica, “Badlands” sarebbe da vedere come una sorta di continuazione del precedente EP Room 93: dalla desolazione provata in una camera d’albergo, ci si imbatte in un intero mondo di sconforto e sogni.

Potrai ascoltare Halsey dal vivo in Italia nel 2016: il tour internazionale prevede infatti anche una tappa a Milano.

Ti è piaciuto questo album? Allora guarda anche
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky
The Hours – Stephen Daldry

e ascolta anche:
Nevermind – NIrvana

 

 

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Alice Cooper

Trash

1989, Epic Records
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Your cruel device
Your blood like ice
One look could kill
My pain, your thrill

Alice Cooper, (nome d’arte per Vincent Damon Furnier Detroit, 4 febbraio 1948), è noto per Ia spettacolarità dei suoi concerti macabri e cruenti, grazie all’uso di oggetti scenici come ghigliottine, forche, bambole decapitate e alla presenza di animali, come ad esempio un boa attorcigliato al collo.
I testi delle canzoni, spesso ispirati dalla narrativa horror, e il make up cadaverico definito “corpse paint”, si abbinano perfettamente al genere shock rock.

Dopo un lungo periodo di essenza dalle scene musicali,  Alice decise di abbandonare le scelte stilistiche dark e sperimentali dei primi anni di carriera e di seguire un filone più pop-metal. Per riuscire nel progetto Cooper realizzò l’album con l’aiuto del celebre compositore Desmond Child  e invitando alcuni ospiti speciali a collaborare, tra cui Steven Tyler, Joe Perry, Steve Lukather, Michael Anthony, così come Kane Roberts, il chitarrista con cui aveva realizzato i due album precedenti (Constrictor e Raise Your Fist and Yell). Alla scrittura dei brani parteciparono artisti  come Joan Jett, Diane Warrent, Jon Bon Jovi, Richie Sambora e lo stesso Desmond Child.

Le scelte si dimostrarono azzeccate e fecero di Trash uno dei più grandi successi del cantante; l’orecchiabilità dei singoli Poison, Bed of Nails e House of Fire, garantirono a Cooper la scalata alle classifiche.
All’album fu seguito da un tour mondiale documentato nel concerto Trashes the World.

Ascolta tre canzoni dell’album
Poison
Bed of Nails

House of Fire

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche…
Bon Jovi, Bed of Roses (contenuta nell’album Keep the Faith)
Alice Cooper, Constrictor
Alice Cooper, Raise Your Fist and Yell
Diamanda Galas, The Litanies of Satan

e guarda anche…
Frank Darabont, The Walking Dead
Daniel Myrick- Eduardo Sanchez, The Balir Witch Project

e leggi anche…
Dan Simmons, Drood
Amanda Stevens, The Restorer

 

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Robert Stromberg

Maleficent

USA, 2014
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La principessa, invero, crescerà in grazia e bellezza, tutti quelli che la conoscono la ameranno! Ma, prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio e cadrà in un sonno simile alla morte!

Nelle fiabe classiche noi abbiamo sentito sempre una sola versione, quella dell’eroe. Ma non è detto che sia l’unica verità. Su questo principio di basa Maleficient, spin off della celebre fiaba de “La Bella Addormentata nel bosco”.
Per la prima volta ascoltiamo la storia raccontata dal punto di vista di Malefica, che non è una strega cattiva come ce la siamo sempre immaginata, ma una fata che cede alla rabbia dopo essere stata tradita e ferita da chi considerava un amico.
Malefica e Stefano si conoscono da piccoli, sono entrambi orfani e nonostante Stefano sia umano, Malefica lo accoglie come amico. I bambini crescono e si innamorano, ma l’ambizione di Stefano li allontana, fino al punto che, pur di diventare re, Stefano inganna Malefica e le taglia le ali.
Il dolore e il tradimento fanno impazzire Malefica, che decide di vendicarsi lanciando un maleficio sulla figlia appena nata di re Stefano.
Ma odiare una bambina solare e sorridente è difficile persino per una fata arrabbiata e Malefica si troverà ad affezionarsi alla piccola Aurora, tanto da arrivare a proteggerla.

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Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:

Tarsem Singh, Biancaneve
Rupert Sanders, Biancaneve e il cacciatore
Tim Burton, Alice in wonderland
Catherine Hardwicke,Cappuccetto rosso sangue

E leggi anche:
Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi 

E ascolta anche:
The Cranberries, Promises (contenuto nell’Album Bury the Hatchet)

 

Titolo originale: Maleficent
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2014
Durata: 97 min
Regia: Robert Stromberg
Soggetto: Charles Perrault, Fratelli Grimm, Joe Rinaldi, Winston Hibler, Bill Peet, Ted Sears, Ralph Wright[1]
Sceneggiatura: Linda Woolverton
Produttore: Joe Roth
Distribuzione (Italia): Walt Disney Pictures
Fotografia: Dean Semler
Montaggio: Chris Lebenzon, Richard Pearson
Effetti speciali: Charlie Graovac
Musiche: James Newton Howard
Scenografia: Gary Freeman, Dylan Cole
Costumi: Anna B. Sheppard
Trucco: Charmaine Fuller

Interpreti e personaggi
Angelina Jolie: Malefica
Elle Fanning: Aurora
Sharlto Copley: Stefano
Lesley Manville: Fiorina
Imelda Staunton: Giuggiola
Juno Temple: Verdelia
Sam Riley: Fosco
Brenton Thwaites: Principe Filippo
Kenneth Cranham: Re Enrico
Hannah New: Principessa Leila
Isobelle Molloy: Malefica giovane
Michael Higgins: Stefano giovane
Ella Purnell: Malefica adolescente
Jackson Bews: Stefano adolescente
Vivienne Jolie-Pitt: Aurora (5 anni)

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