Archivio tag: david bowie

Mika

No place in Heaven

2015, Republic Records
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if we are all in the gutter
it doesn’t change who we are
‘cuz some of us in the gutter
are looking up at the stars

No place in Heaven,quarto album di Mika, presenta delle indubbie sonorità pop, in quello stile unico e scanzonato che il cantautore ha mostrato fin dagli esordi dell’indimenticabile Grace Kelly. Però in quest’ultimo lavoro del cantautore anglo-libanese si scopre anche un lato più maturo,quasi intimista, che deriva dalla capacità di chi può cantare di amore, di sofferenza e delle proprie fragilità perché ormai ha imparato ad accettarle con allegria.

La copertina coloratissima e quasi futurista è la cornice perfetta per contenere ballate malinconiche alternate a canzoni più ritmate,  rese con semplicità e suoni puliti, senza mai però scadere nel banale.
Le canzoni sono costellate dalla presenza quasi costante di cori e prestando attenzione si potranno facilmente percepire omaggi e citazioni a dei colossi della musica, come George Michael, Elton John, David Bowie e Freddy Mercury.

Dell’album è stata pubblicata sia una versione deluxe con, tra le altre, due tracce in francese (L’amour fait ce qu’il veut  e Boum Boum Boum ) sia una versione Deluxe italiana con tracce bonus, tra cui il duetto con Fedez Beautiful Disaster.

Ascolta tre brani dell’album:
Good Guys
Talk about you
Staring at the sun

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Ricchi e poveri,Sarà perché ti amo
Rufus Wainwright, Out Of The Game
Stromae, Racine Carrée

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Ridley Scott

The Martian

2015, 20th Century Fox
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In ogni essere umano c’è l’istinto primordiale di aiutare il prossimo. Se un escursionista si perde tra le montagne, verranno organizzate delle ricerche. Se un terremoto distrugge una città, arriveranno rifornimenti di emergenza da tutto il mondo. Questo istinto è presente in ogni cultura, senza alcuna eccezione.

La storia inizia con una spedizione su Marte costretta ad essere abortita a causa di un’improvvisa tempesta. Nel parapiglia della partenza uno degli astronauti viene colpito da una maceria e scompare tra le dune del pianeta rosso. I suoi compagni, convinti della sua morte, sono costretti a lasciarlo lì.
Per un incidente fortuito però l’astronauta sopravvive e si ritrova a dover sopravvivere per quattro anni, questo il tempo necessario perchè una nuova missione possa venire a recuperarlo, in una struttura progettata per durare un paio di mesi e con delle provviste limitate.
Mark non si arrende ad un destino ormai segnato e sfruttando le sue conoscenze di botanico inizia a coltivare delle patate in un pianeta in cui non cresce nulla, affrontando mille difficoltà e giocando i l tutto per tutto, mentre la NASA e i suoi compagni di equipaggio cercano una soluzione, al limite dell’impossibile, per tornare indietro a recuperarlo.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:
Robert Zemeckis, Cast Away

E ascolta anche:
Donna Summer, Hot Stuff
David Bowie, Starman
Gloria Gaynor, I Will Survive

E leggi anche:
Andy Weir, L’uomo di Marte

poster-the-martian

Scheda film:
Titolo originale:
  The Martian
Paese di produzione:  Stati Uniti d’America
Anno:  2015
Genere:  fantascienza, avventura, drammatico
Regia:  Ridley Scott
Soggetto:  L’uomo di Marte di Andy Weir
Sceneggiatura:  Drew Goddard
Casa di produzione:  Scott Free Productions, Kinberg Genre, TSG Entertainment
Distribuzione (Italia) :  20th Century Fox
Fotografia:  Dariusz Wolski
Montaggio:  Pietro Scalia
Effetti speciali: Chris Lawrence, Anders Langlands, Richard Stammers, Steven Warner
Musiche: Harry Gregson-Williams
Scenografia: Arthur Max
Costumi: Janty Yates

Interpreti e personaggi
Matt Damon:
Mark Watney
Jessica Chastain: Melissa Lewis
Kristen Wiig: Annie Montrose
Jeff Daniels: Teddy Sanders
Michael Peña: Rick Martinez
Kate Mara: Beth Johanssen
Sean Bean: Mitch Henderson
Sebastian Stan: Chris Beck
Donald Glover: Rich Purnell
Chiwetel Ejiofor: Vincent Kapoor
Mackenzie Davis: Mindy Park

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Mark Craig

The last man on the moon

Gravitas Ventures,2014
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Sognate l’impossibile e lavorate per realizzarlo.
Io ho camminato sulla Luna. Tutto è possibile.

Camminare per primo sulla Luna sarà stato di sicuro entusiasmante per l’astronauta statunitense Neil Armstrong.

Ma cosa avrà provato nel compiere gli stessi passi Eugene Cernan, l’ultimo a toccare il suolo lunare nel 1972? E come si sarà sentito in tutti questi anni, realizzando che dopo di lui nessuno ha più avuto questa strabiliante opportunità?

Il documentario “The last man on the moon” ripercorre la vita di Cernan dall’iniziale attività come pilota da combattimento fino alla chiamata nella NASA per le missioni preparatorie ed attuative degli allunaggi.

La biografia fornisce informazioni dettagliate sul progetto aerospaziale statunitense, intensificato nei modi e nei tempi dopo lo smacco del primo volo orbitale russo con Jurij Gagarin nel 1961.

Con un celebre discorso nello stesso anno il presidente americano John F. Kennedy definì “obiettivo nazionale” far atterrare un uomo sulla Luna, dando avvio al progetto Apollo.

Proprio nell’ambito di questo progetto (Apollo 17) Eugene Cernan , dopo anni dedicati in modo totalizzante alla preparazione della missione, mise piede sulla Luna.

Da quel giorno la sua vita cambiò, con inesorabili ripercussioni sulla vita quotidiana e sul rapporto con la propria famiglia.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche

Gravity – Alfonso Cuaron
2001 Odissea nello spazio – Stanley Kubrick
Interstellar – Christopher Nolan

… leggi anche
The last man on the moon – Eugene Cernan (in inglese)
I ragazzi della Luna – Walt Cunningham

ed ascolta anche
Space Oddity/David Bowie – Chris Hadfield
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars – David Bowie
Dark side of the moon – Pink Floyd

the last man

Regia: Mark Craig
Sceneggiatura: Mark Craig, Eugene Cernan
Musica: Lorne Balfe
Durata: 95′

Interpreti e personaggi:
Eugene Cernan: se stesso, astronauta
Alan Bean: se stesso, astronauta
Charlie Duke: se stesso, astronauta
Richard Gordon: se stesso, astronauta
Eugene F. Kranz: se stesso, direttore di volo NASA

 

 

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Jim Henson

Labyrinth- Dove tutto é possibile

Gran Bretagna- USA, 1986
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Ho sovvertito l’ordine del tempo. Ho messo sottosopra il mondo intero. E tutto questo l’ho fatto per te. Non ti sembra abbastanza generoso?

Sarah vive in costante conflitto con il padre e la matrigna.
Una sera, viene lasciata sola con il fratellino.
Per quanto odi la sua nuova famiglia, non esita, quando il bambino viene rapito da Jareth, re dei Goblin, a fare di tutto per salvarlo.
Se dovesse fallire, non riuscendo a superare il labirinto che conduce al palazzo di Jareth, suo fratello non potrà più tornare a casa.

Nel film gli effetti speciali volutamente artigianali (il regista, Jim Henson è il creatore dei Muppets) raggiungono picchi inaspettati di genialità (splendida la scena in cui le mani del pozzo in cui cade Sarah si uniscono a formare dei volti).

Il cameleontico David Bowie è il personaggio chiave della storia ed è probabilmente l’unico attore in grado di diventare un cattivo affascinante e magnetico pur indossando una calzamaglia argentata.
Le canzoni da lui interpretate per la colonna sonora sono, a dir poco, indimenticabili.

Sono passati trent’anni dall’uscita nelle sale di questo film. Vale, però, la pena di riscoprirlo per la sua storia semplice ma coinvolgente e per ricordare il compianto Duca Bianco in una delle sue storiche interpretazioni.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Alice in Wonderland- Tim Burton
Maleficent- Robert Stromberg
Il labirinto del fauno- Guillermo Del Toro

…leggi anche
Stardust- Neil Gaiman
Il labirinto- James Dashner

…ascolta anche
Blackstar- David Bowie

Labyrinth- Jim Henson

Regia: Jim Henson
Soggetto: Jim Henson- Dennis Lee
Sceneggiatura: Terry Jones
Musiche: Trevor Jones
Durata: 102′

Interpreti e personaggi
David Bowie: Jareth
Jennifer Connelly: Sarah

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Noah Baumbach

Frances Ha

Usa, 2012
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Frances, infidanzabile.

È uno splendido bianco e nero ad accoglierci nella vita di Frances, ventisettenne aspirante ballerina in cerca di punti di riferimento da quando l’amica Sophie – con cui ha condiviso per anni appartamento e confidenze – ha scelto di trasferirsi altrove. Inizia così per lei un girovagare spaesato tra nuove esperienze di convivenza (con Lev e Benji: ironico e spregiudicato il primo, timido quanto lei il secondo, e comunque entrambi meravigliosi), ritorni a casa e improbabili fughe.
Quelli di Frances Ha – e solo alla fine saprete il perché del titolo – sono ottanta minuti di inciampi e disillusioni, corse goffe e speranze un po’ malconce che, tra parecchie risate dolciamare e momenti di vera commozione, si risolvono in una presa di coscienza delle necessità dell’età adulta.
Greta Gerwig – qui anche autrice della sceneggiatura, a quattro mani con il regista Noah Baumbach – è adorabile nel rendere la timidezza, i rossori e gli affanni di una ragazza che, per propri limiti e semplici scherzi del destino, deve rivedere i propri sogni senza rinunciare a sé stessa.
Lo chiamano mumblecore, questo cinema, per via dei dialoghi che sembrano non andare da nessuna parte e i trentenni presi a guardarsi dentro e a girare in tondo. Ma il personaggio di Frances è molto più di questo, un cuore grande infilato in una pellicola che mostra come anche da grandi si possa andare a sbattere un po’ dappertutto e conservare comunque uno sguardo incantato sulle cose.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Lo stravagante mondo di Greenberg – Noah Baumbach
Manhattan – Woody Allen

…e ascolta anche
Modern Love – David Bowie
Fourth Of July – Galaxie 500
How Are Things? – Goldaline, My Dear

Frances Ha

Regia: Noah Baumbach
Sceneggiatura: Noah Baumbach, Greta Gerwig
Fotografia: Sam Levy
Durata: 86′

Personaggi e interpreti
Greta Gerwig: Frances
Mickey Sumner: Sophie
Adam Driver: Lev
Michael Zegen: Benji
Patrick Heusinger: Patch
Charlotte d’Amboise: Colleen

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Alfonso Cuaron

Gravity

USA, Gran Bretagna 2013
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La colpa non sarà di nessuno: comunque vada è stato un gran viaggio

Guardate questo film! Guardatelo con la mente sgombra e gli occhi affamati, godetevelo con i sensi allertati, captatene ogni inquadratura e lasciatevi trasportare senza opporre resistenza! Vivrete con il dott. Ryan Stone e con il comandante Matt Kowalsky l’angoscia della deriva, il deflagrante silenzio dell’infinito, la stravolgente bellezza dello spazio. Resterete paralizzati dalla tensione e catturati da ogni scena. Percepirete il senso dell’umanità (se un senso davvero ha), la potenza dell’empatia, la vicinanza nel dramma.
Un film di entusiasmante spettacolarità!

Ti piaciuto questo film? Allora guarda anche
2001: Odissea nello spazio – Stanley Kubrick
 
… ascolta anche
Space Oddity/David Bowie – Chris Hadfield
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars – David Bowie
Dark side of the moon – Pink Floyd
 
… e leggi anche
2001: Odissea nello spazio – Arthur C. Clarke
Solaris – Stanislaw Lem

Locandina italiana Gravity

Regia: Alfonso Cuaron
Sceneggiatura: Alfonso Cuaron
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Alfonso Cuaron, Marc Sanger
Musiche: Teho Teardo
Durata: 91′

Interpreti e personaggi:
Sandra Bullock: dott. Ryan Stone
George Clooney: Matt Kowalsky

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Duncan Jones

Moon

UK, 2009
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Chi l’avrebbe mai pensato? Tutta l’energia di cui avevamo bisogno, proprio sopra le nostre teste. L’energia della Luna. L’energia del nostro futuro.

In un futuro ricostruito come un passato prossimo, la Lunar Industries ha trovato il modo di reperire una fonte di energia alternativa, sfruttando il suolo lunare per dare nuove opportunità alla Terra.
Sam Bell è l’unico dipendente dell’unica base, un contratto di lavoro della durata di tre anni.
Tre anni passati in solitudine, con la sola compagnia di un’intelligenza artificiale, GERTY (di volta in volta glaciale e amichevole), e dei videomessaggi della moglie Tess.
A due settimane dal rientro, Sam comincia ad avvertire seri disturbi, confuso da forti mal di testa e allucinazioni, finchè un giorno non rimane coinvolto in un grave incidente.
Si sveglierà solo dopo tempo, ristabilito eccetto una lieve amnesia, e uscirà dalla base in cerca di risposte: giunto sul luogo dell’incidente, però, si troverà di fronte a qualcosa di imprevisto e terribile.
Esordio che, con il tempo, è diventato un piccolo classico contemporaneo, Moon svela il gran talento del figlio d’arte Duncan Jones.
La passione per i grandi capolavori della science fiction degli anni Settanta e Ottanta è riversata in una pellicola preziosa, che racconta con straordinario coinvolgimento emotivo l’uomo di fronte a sé stesso, il suo rapporto con la macchina, la solitudine, la distanza.
Merito della commovente interpretazione di Sam Rockwell e di scelte di regia secche ed essenziali, che consentono di aggirare i limiti imposti da un budget risicatissimo.
Un impianto narrativo solido e convincente, dalla tensione costante, costruita scena dopo scena con una gestione magistrale delle ombre, dei vuoti e dei silenzi dello spazio. Dove nessuno può sentirti urlare.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Source Code – Duncan Jones
Blade Runner – Ridley Scott
2001: Odissea Nello Spazio – Stanley Kubrick
Alien – Ridley Scott
The Prestige – Christopher Nolan
 
…e ascolta anche
Space Oddity – David Bowie
Staràlfur – Sigur Rós
Moon – Clint Mansell (Full OST)
 
Locandina di Moon, esordio alla regia di Duncan Jones
Regia: Duncan Jones
Soggetto: Duncan Jones
Sceneggiatura: Nathan Parker
Fotografia: Gary Shaw
Musiche: Clint Mansell
Durata: 93′
 
Interpreti e personaggi
Sam Rockwell: Sam Bell
Robin Chalk: Sam Bell (clone)
Dominique McElligott: Tess Bell
Kaya Scodelario: Eve Bell

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Bernardo Bertolucci

Io e te

Italia, 2012
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Articolo di Stefano Guerini Rocco

- Io non faccio male a nessuno. Lasciatemi in pace.
- Guarda che se tu te ne stai nascosto in un buco a farti i cazzi tuoi, non è che per questo sei migliore degli altri. È troppo facile pensarla così.

Un adolescente problematico, una ragazza interrotta, una cantina che si trasforma presto in ring animato: non serve altro a Bertolucci per imbastire questa piccola storia di crescita e iniziazione, questo racconto intimista che ricorda le sue migliori opere minimaliste. Il regista si muove con levità e pudore, quasi seguendo il flusso dell’ottimo commento musicale (di Franco Piersanti) che accompagna l’avventuroso legame tra i due anomali fratelli. Ne beneficiano i due attori, Jacopo Olmo Antinori (Lorenzo) e Tea Falco (Olivia), esordienti di atipica bellezza e sensibile talento, impegnati in un passo a due di coinvolgente intensità: la macchina da presa, leggera e vibrante, si muove all’unisono con i loro corpi in divenire, ne carpisce ogni palpito, ogni sguardo, ogni tensione sottesa e ogni parola taciuta, concedendo loro una libertà inconsueta che porta alla verità dei loro personaggi. L’abbraccio conclusivo tra Lorenzo e Olivia, pronti a incamminarsi ognuno verso il proprio destino, è uno dei finali più sereni e liberatori di tutto il cinema di Bertolucci.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
The Dreamers – Bernardo Bertolucci
Il primo giorno d’inverno – Mirko Locatelli
Fish Tank – Andrea Arnold
Corpo celeste – Alice Rohrwacher
Soffio al cuore – Louis Malle
 
…e ascolta anche
Ragazzo solo, ragazza sola (Space Oddity) – David Bowie
Sing for absolution – Muse
Boys don’t cry – The Cure
Creep – Radiohead
 
Locandina di Io E Te, film di Bernardo Bertolucci
Regia: Bernardo Bertolucci
Soggetto: Niccolò Ammaniti (dal romanzo omonimo)
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Niccolò Ammaniti, Francesca Marciano, Umberto Contarello
Fotografia: Fabio Cianchetti
Montaggio: Jacopo Quadri
Musiche: Franco Piersanti
Durata: 96’
 
Interpreti e personaggi
Tea Falco: Olivia
Jacopo Olmo Antinori: Lorenzo
Sonia Bergamasco: la madre
Pippo Delbono: lo psicologo

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Stephen Chbosky

Noi siamo infinito

Usa, 2012
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Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta.
E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito.

Addossato a una parete come a voler scomparire, Charlie osserva le cose e le persone e percepisce il peso e la fatica di ogni sentimento.
Dopo il suicidio del suo migliore amico e un’estate di totale isolamento, si trova ora ad affrontare l’inizio del liceo potendo contare solo su di sé.
Ma proprio qui incontrerà l’amore e l’amicizia di chi aspettava da una vita: Sam e Patrick, tre anni in più e, come Charlie, un terribile passato di oscurità e solitudine che li stringe in una danza dolce e unica, di cui solo loro sembrano conoscere i passi.
Stephen Chbosky trae dal proprio romanzo The Perks Of Being A Wallflower una sceneggiatura impeccabile e si affida a uno sguardo tenero e commovente, attento a cogliere le più piccole sfumature emozionali di un cast favoloso (Logan Lerman, Emma Watson, un vulcanico Ezra Miller).
Un’opera viva e bruciante, di una leggerezza capace di alternare un gelido dolore al colore caldo e confortante di una speranza luminosa.
Celebrando quegli anni importanti, che ci fanno superare il percorso obbligato da cui arriviamo per abbracciare le scelte e la vita.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Donnie Darko – Richard Kelly
The Breakfast Club – John Hughes
 
…e leggi anche
Ragazzo da parete – Stephen Chbosky
 
…e ascolta anche
David Bowie – Heroes
The Smiths – Asleep
The Smashing Pumpkins – 1979
Perfume Genius – Dark Parts
 
noi-siamo-infinito_cover
Regia: Stephen Chbosky
Soggetto: Stephen Chbosky
Sceneggiatura: Stephen Chbosky
Fotografia: Andrew Dunn
Montaggio: Mary Jo Markey
Musiche: Michael Brook
Durata: 102′
 
Interpreti e personaggi
Logan Lerman: Charlie
Emma Watson: Sam
Ezra Miller: Patrick
Mae Whitman: Mary Elizabeth
Kate Walsh: Madre di Charlie
Dylan McDermott: Padre di Charlie
Melanie Lynskey: Zia Helen
Nina Dobrev: Candace
Johnny Simmons: Brad
Paul Rudd: Professor Anderson

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Rover

Rover

Cinq7, 2012
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Puoi quasi vederla, la figura imponente di Timothée Regnier, stagliarsi nella luce su un palcoscenico altrimenti buio, stretta al microfono e alla chitarra a declamare versi pieni di serena nostalgia e ricordi, di distanza e speranza.
Rover, suo nome d’arte e album d’esordio, è un’oscura magia in undici pezzi, una voce profonda e intensa che sa però anche librarsi in un fascinoso falsetto e una scrittura sviluppata pienamente in canzoni spesso bellissime, che fondono con teatralità ed emozione Bowie, Gainsbourg, i bassi corposi della new wave contemporanea e atmosfere noir per un risultato del tutto personale.
Una sequenza perfetta che dall’opener Aqualast, uno dei grandi singoli del 2012, si snoda tra ritmi lievemente più sostenuti (Remember, Tonight) e ballate piene di fascino “nero” (l’acida Queen Of The Fools, l’ipnotica Wedding Bells, l’inquietante falsetto di Late Night Love), jangle-pop decadente (le gemelle Lou e Champagne), fino al finale orchestrale di Full Of Grace, ritornello epico che risuona come una vera dichiarazione d’identità e condensa in sé il meglio di un album memorabile.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Aqualast, Lou, Late Night Love, Full Of Grace
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Interpol – NYC
David Bowie – Life On Mars
John Grant – Queen Of Denmark
Serge Gainsbourg – Ballade de Melody Nelson
 
…e leggi anche
Tu metteresti l’universo intero – Charles Baudelaire
David Nicholls – Un giorno

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