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MARC WEBB

GIFTED – IL DONO DEL TALENTO

2017, USA
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Ti prego non mi ci far andare, puoi continuare a farmi lezione tu.
Ti ho già insegnato tutto quello che so.
Ma io non ci voglio andare.
Ma tu ci devi andare. Fine della storia. Ne abbiamo parlato ad nauseam.
Che vuol dire ad nauseam?
Ah non lo sai? Lo vedi che hai bisogno di andare a scuola?

Mary Adler ha sei anni e vive in una piccola cittadina in Florida insieme allo zio Frank.
La madre Diane, sorella di Frank, è morta suicida pochi mesi dopo averla data alla luce mentre il padre è uscito dalla sua vita ancor prima che la piccola nascesse.
Mary è una bambina gifted, dotata cioè di prodigiose capacità cognitive che le hanno permesso di sviluppare un innato talento per i numeri e la matematica.

Le sue incredibili possibilità hanno risvegliato l’affetto della nonna materna Evelyn la quale, dopo aver negato per anni le sue attenzioni al figlio Frank e alla nipote, si ritiene l’unica persona adatta a prendersi cura della bambina e l’unica intenzionata a far fruttare il suo talento iscrivendola a corsi accademici d’eccellenza.
Le pretese della donna si scontrano però con l’esempio educativo dello zio Frank, sicuramente anticonvenzionale ma amorevole e sinceramente volto ad assicurare a Mary un’infanzia serena e spensierata.

L’aspra battaglia legale che ne segue sfocia in una riflessione sui complessi rapporti familiari e spinge lo spettatore a domandarsi quale sia il futuro migliore per Mary: continuare a permetterle di condurre una quotidianità semplice ma dignitosa in una scuola pubblica normale o inserirla in un contesto sociale più stimolante arricchito da programmi di formazione specifici che esaltino le sue potenzialità?

Ti è piaciuto questo film? allora guarda anche…
Will hunting- genio ribelle – Gus Van Sant
21 – Robert Luketic

…leggi anche…
Storie della buona notte per bambine ribelli: 100 vite di donne straordinarie – Elena Favilli, Francesca Cavallo
Storie per bambini che hanno il coraggio di essere unici: storie vere di bambini straordinari che hanno cambiato il mondo senza dover uccidere draghi – Ben Brooks
Normal kid – Greg James, Chris Smith

…ascolta anche…
Something just like this – The Chainsmokers ft Coldplay
Esseri umani – Marco Mengoni
To be human – Sia

gifted

Regia: Marc Webb
Sceneggiatura: Tom Flynn
Musiche: Rob Simonsen
Durata: 101′

Interpreti e personaggi:
Chris Evans: Frank Adler
Mckenna Grace: Mary Adler
Lindsay Duncan: Evelyn Adler
Jenny Slate: Bonnie Stevenson
Octavia Spencer: Roberta

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J. K. Rowling

Harry Potter- La serie

Salani, Dal 1998
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I romanzi di Harry Potter sono stati tanto significativi, per noi della redazione di ExtratimeBlog, che, per anni, non ce la siamo sentita di parlarne.
In questo 2018, con i festeggiamenti per i suoi primi venti anni, era per noi essenziale celebrarli.
Per questo, abbiamo deciso di creare un post particolare: non una recensione ma una raccolta dei nostri pensieri sulla serie di romanzi di J.K.Rowling.

Ecco cosa Harry Potter è stato per noi.

L’Harry Potter di Elena

Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.
(Silente in Harry Potter e la Camera dei Segreti.)

Harry Potter è un personaggio sicuramente complesso e straordinario. E’ un eroe, ed in quanto tale è dotato di innumerevoli qualità.
La mia preferita, quella che ho sempre apprezzato di più, è la sua determinazione.
Che si tratti di vincere una partita di Quiddich, di affrontare un pericoloso nemico, di imparare un nuovo incantesimo, di mettersi nei pasticci con Ron ed Hermione, l’atteggiamento di Harry non cambia.
Indipendentemente da quale sia la prova di fronte a lui, l’unica cosa importante è  buttare il cuore oltre l’ostacolo e superarlo.

L’Harry Potter di Roberta

Giuro solennemente di non avere buone intenzioni.
(Frase da dire per far comparire la Mappa del Malandrino, pronunciata per la prima volta in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban da George Weasley)

E’ davvero difficile descrivere quanto sia incredibile e magico leggere Harry Potter. J.K. Rowling ha un talento unico nel trasportare il lettore all’interno di un mondo, tanto simile al nostro da farci sospettare che sia al cento per cento reale.
Una volta presi in mano i libri, non si torna indietro: si fa parte di quella dimensione a tratti bellissima, a tratti terribile, ricca di personaggi di cui ci si innamora per tutta la vita.
Chi non vorrebbe far parte della famiglia Weasley, avere come amici Ron ed Hermione o avere un professore come Lupin?
Insomma, non ringrazierò mai abbastanza J.K. Rowling per avermi dato la possibilità di entrare nel suo incredibile universo.

L’Harry Potter di Paola

Certo che sta succedendo dentro lo tua testa. Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?
(Albus Silente in Harry Potter e i Doni della Morte)

Dopo aver letto i libri di Harry Potter e aver visto e rivisto i film chiederai di ricevere anche tu un mantello dell’Invisibilità per Natale, lascerai la squadra di pallavolo per iscriverti ad un torneo di Quidditch e, di notte, ti eserciterai per accendere la luce sussurrando Lumos anziché tirando il braccio fuori dalle coperte.
Ti accorgerai di quanto la tua prof. più antipatica assomiglia alla Umbridge… anche se questo purtroppo non aumenterà le possibilità che il tuo preside abbia qualcosa in comune con Albus Silente.
E poi, siamo sicuri che i nargilli non esistano? Perché per me esistono e gironzolano soprattutto il lunedì mattina.

L’Harry Potter di Cinzia

Non bisogna soffermarsi sui sogni e dimenticare di vivere.
(Albus Silente in Harry Potter e la Pietra Filosofale)

Harry Potter fece il suo esordio nel 1997 ma lo conobbi solo nel 1999, all’età di dodici anni quasi tredici, a ridosso dell’uscita del secondo volume La Camera dei Segreti.
Devo ad Harry Potter moltissime cose, la prima fra tutte quella di avermi risolto la più grande crisi di lettura della vita.
All’età di dodici anni non avevo più stimoli; i classici ormai me li ero giocati e le nuove uscite non suscitavano in me alcun interesse. Per puro caso vidi un’edizione intonsa nella biblioteca del mio paese recante sulla copertina un bambino con uno strano cappello intento a giocare a scacchi. Amandoli alla follia ho preso il libro in prestito completamente all’oscuro della trama.
Fu una folgorazione: una scuola di magia, incantesimi, bacchette, un castello incantato, libri misteriosi e un mondo celato oltre a quello che conosciamo.
Sono cresciuta nell’attesa spasmodica del libro successivo che giungeva a Natale in un intervallo di due o tre anni.
Harry cresceva inesorabile cacciandosi nei guai più disparati (come disse Lupin “hai una enorme propensione per i guai”), Ron combatteva contro le proprie profonde contraddizioni ed Hermione cercava disperatamente di sconfiggere la sua natura babbana duellando con la morte.
Cambiavano desideri, passioni, si subivano lutti, perdite, si creavano eserciti resistenti al male più estremo ma soprattutto si imparava ad amare anche nel buio pesto. Harry, Ron ed Hermione uscirono poi dall’adolescenza ed io con loro. Passavo giorni senza smettere di leggere e di notte sotto le coperte mi munivo di una torcia per poter andare avanti fino alla fine del libro (la agitavo con tanto di incantesimo Lumos Maxima nella speranza di non crollare in un sonno immeritato).
All’uscita de I Doni della Morte avevo ormai vent’anni. Nel frattempo erano usciti anche i film che avevano sedimentato nella mente di tutti le immagini del Golden Trio scatenando un fenomeno mondiale di fanfiction, fandom, forum di discussione senza precedenti. Potrei raccontare di quanto la saga sia un universo meraviglioso ma preferisco dire che senza Harry Potter sarei una persona diversa. La saga ha segnato la mia vita in modo definitivo: devo alla Rowling il mio amore infinito per la lettura, l’immaginazione, ma anche la strenua convinzione che la libertà sia un dono meraviglioso, anche nelle avversità più estreme, e che sia nostra responsabilità difenderla ad ogni costo.

Immagine di copertina

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Sean McNamara

soul surfer

Usa, 2011
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Articolo scritto da Paola Vailati

La normalità è così sopravvalutata!

L’adolescenza idilliaca della talentuosa Bethany viene improvvisamente sconvolta quando, a tredici anni, perde il braccio sinistro a causa dell’attacco di uno squalo.
Bethany si trova davanti ad una grande prova; non solo il suo corpo è deturpato ma ciò che più conta per lei, il surf, sembra un sogno svanito.

L’incidente, oltre a rendere Bethany timorosa del giudizio altrui in merito alla sua menomazione, ha anche teso i rapporti tra i membri della famiglia e ha messo in crisi la loro fede religiosa; elemento decisivo quest’ultimo per lo sviluppo dell’intera sceneggiatura.
Sarà una missione umanitaria compiuta nella Thailandia devastata dallo tsunami a far riscoprire ad una Bethany ormai scoraggiata e decisa a lasciare il surf, la completa fiducia nelle proprie possibilità.

Soul Surfer è un film del 2011 diretto da Sean McNamara basato sulla storia vera della surfista Bethany Hamilton su cui è stato scritto anche il racconto biografico Soul Surfer: a true story of faith, family, and fighting to get back on the board che ha ispirato il titolo della pellicola.

E’ un film che offre importanti spunti di riflessione e regala un finale emozionante con i video della vera Bethany che surfa dopo l’incidente e racconta la propria testimonianza in interviste e apparizioni televisive speciali.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche…
Melody- Sharon M. Draper
Quando tutto diventò blu- Alessandro Baronciani
Colpa delle stelle- John Green

… ascolta anche…
Unstoppable – Sia
Try everything – Shakira

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Regia: Sean McNamara
Sceneggiatura: Sean McNamara, Deborah Schwartz, Douglas Schwartz, Michael Berk
Durata del film: 106 min.

Interpreti e personaggi:
AnnaSophia Robb: Bethany Hamilton
Helen Hunt: Cheri Hamilton
Dennis Quaid: Tom Hamilton
Lorraine Nicholson: Alana Blanchard

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Alessandro D'Alatri

The Startup

01 Distribution, 2017
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Egomnia sarà il motore di ricerca che vi porterà dove meritate di arrivare

“StartUp” racconta la storia di Matteo Achilli, giovane romano fondatore nel 2012 di Egomnia, social network specializzato in selezione e valutazione del personale, startup di grande successo.
All’indomani della maturità, Matteo si trova di fronte ad una importante scelta, in grado di condizionare il suo futuro. La sua domanda di ammissione alla prestigiosa Università Bocconi, infatti, è stata accolta.
Tutti – la sua famiglia in primis – danno per scontato che partirà per Milano. Lui preferirebbe continuare a vivere a Roma, proseguendo nell’attività di nuoto agonistico, che gli dà soddisfazioni.
Il suo sogno di successo sportivo naufraga però ben presto: l’allenatore lo esclude dalla squadra, preferendogli un atleta meno abile, ma raccomandato, il figlio di uno degli sponsor.
L’ennesima prova per Matteo che nella vita non è il merito ad essere premiato e che le opportunità vengono offerte ai privilegiati, non ai capaci.
Proprio mentre sta metabolizzando il significato di questa sconfitta, Matteo elabora l’idea per la creazione del social network “Egomnia”. Fortemente sostenuto dal padre e dalla fidanzata, decide con caparbietà di realizzare questo suo progetto.
In una parabola dal ritmo incalzante, si troverà a frequentare ambienti nuovi, lontani dalle proprie radici, stimolanti, ma anche potenzialmente autodistruttivi. Matteo farà i conti con la smania di successo, rischiando di perdere di vista l’obiettivo.
Non è importante quanto il film sia fedele alla realtà (da più parti ne è stata messa in dubbio la rispondenza ai fatti). Ciò che importa è il messaggio che il regista vuole veicolare e che traspare in modo diretto durante la visione: con una buona idea, sufficiente determinazione e fiducia in se stessi si possono realizzare anche i sogni più ambiziosi.

Ti è piaciuto questo film?
Allora vedi anche Social network – David Fincher
Steve Jobs – Danny Boyle
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The StartUp – Matteo Achilli

startup

Durata: 97′
Regia: Alessandro D’Alatri
Sceneggiatura: Alessandro D’Alatri

Personaggi ed interpreti:
Matteo Achilli – Andrea Arcangeli
Emma – Paola Calliari
Armando – Massimiliano Gallo

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