Archivio tag: dinosaur jr.

Weezer

Everything Will Be Alright In The End

Republic, 2014
avatar

Postato da
il

so open your arms
and let me come in

Già la copertina – tenera e terribile, da vero fumettone – e il titolo del nono disco dei Weezer hanno il sapore del ritorno a casa. Alla fine Rivers Cuomo e compagni hanno ripreso a fare quel che gli riusciva meglio, un power-pop adolescenziale che alla metà degli anni ’90 li aveva portati a pubblicare almeno un paio di album – l’omonimo con la copertina blu e Pinkerton – indimenticabili per chiunque abbia avuto almeno una volta sedici anni.
Nelle tredici canzoni di Everything Will Be Alright In The End c’è davvero tutto quel che dovrebbe esserci: le chitarre che pescano tanto dall’indie-rock quanto dagli anni ’70 più tamarri; le melodie assassine, i crescendo piazzati dove fanno più male, i ritornelli e i cori perfetti; i testi che invariabilmente si concentrano su sfighe amorose e rapporti problematici, filtrati dagli occhiali di nerd quarantenni per cui il tempo sembra non passare mai.
E così, dall’apertura strepitosa di Ain’t Got Nobody e Back To The Shack, passando per il fantastico singolo Lonely Girl – provate a non cantarle con il sorriso stampato in faccia, se ci riuscite – e il malinconico ballo a due voci Go Away, con Bethany Cosentino dei Best Coast, il disco va a spegnersi sulla speranza di Foolish Father e l’ambiziosa suite in tre parti che in otto minuti racchiude tutto l’universo Weezer, tra chitarre scintillanti e una gioia evidente nell’esecuzione.
Everything Will Be Alright In The End, insomma, non cambierà di una virgola il mondo musicale di oggi né quello di domani, ma grazie a canzoni belle e bellissime è un conforto per chiunque si senta solo al mondo e stia cercando qualcuno da abbracciare. Male che vada, qui troverà una melodia.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Almost Ready – Dinosaur Jr.
Breakin’ Up – Tony Molina
Jesus Of Suburbia – Green Day
Cannonball – The Breeders

Leggi tutto ►

Tony Molina

Dissed And Dismissed

Slumberland, 2014
avatar

Postato da
il

I’ve got to leave this town
’cause all my friends
they like me more
when I am not around

Dodici pezzi in undici minuti, ritornelli e melodie perfette che non raggiungono mai i cento secondi di durata e si fermano sempre un attimo prima di aggiungere qualcosa di troppo. Less is more come motto e stile di vita, insomma.
Uscito un anno fa per la piccola etichetta Melters, Dissed And Dismissed, esordio solista dell’iperprolifico Tony Molina, viene ristampato oggi da Slumberland e si capisce bene perché: l’album è una vera gioia per tutti gli amanti dell’indie-rock più rumoroso e del pop chitarristico che non ha paura di sporcarsi le mani con i suoni grossi dell’hard rock.
Da Nowhere To Go, con una progressione melodica micidiale replicata nelle gemelle Tear Me Down, See Me Through e The Way Things Are, fino all’epica chiusura di Walk Away, solare e malinconica insieme, i pezzi sono un puro concentrato di Guided By Voices e Weezer, Dinosaur Jr. e Teenage Fanclub, proiettato attraverso la lente deformante del talento di Molina. Ne escono brani autografi di gran valore come Change My Ways e Nothing I Can Do, una fedelissima cover acustica di Wondering Boy Poet e, soprattutto, due piccoli capolavori power-pop quali Can’t Believe e Don’t Come Back.
Disco perfetto per quelle giornate primaverili indecise tra pigrizia ed euforia, Dissed And Dismissed riempie un angolo di cuore con meravigliose canzoni pop in miniatura, di quelle che fanno venir voglia di premere il tasto play a ripetizione.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Everything’s The Same – Ovens
Game Of Pricks – Guided By Voices
Why Bother? – Weezer
Almost Ready – Dinosaur Jr.
Radio – Teenage Fanclub
Sugarcube – Yo La Tengo

Scaricatelo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo.

Leggi tutto ►

J Mascis

Several Shades Of Why

Sub Pop, 2011
avatar

Postato da
il

Nascosto per quasi tutta la vita dietro un muro di assordante elettricità, J Mascis abbandona per un attimo la catarsi indie-rock, si tuffa in uno scintillante sogno acustico e ne riemerge con un sorriso.
Several Shades Of Why è un’emozione semplice e sorprendente, che offre sfumature inedite di un uomo che forse non avevamo mai conosciuto davvero. Anche a spina staccata Mascis regala melodie pop di rara immediatezza (Listen To Me, Where Are You) e accartoccia l’emotività in bozzoli raggelati (Very Nervous And Love, Can I), ma dipinge pure teneri acquerelli dalle delicate tinte soul (Not Enough, Is It Done) e country (Make It Right).
Su tutto svettano due brani che vantano la statura dei piccoli classici, Several Shades Of Why e Too Deep.
Se la prima, dopo un delicatissimo arpeggio introduttivo, si apre a un commovente incantesimo per voce, chitarra e archi, la seconda è un bozzetto che J sembra suonare solo per sé: dietro quegli accordi smozzicati e una voce strascicata, però, vive una melodia dolce e purissima che a un certo punto l’autore tronca di netto, come un bimbo che abbia scoperto un mondo tutto nuovo e subito sia passato ad altro, per non rovinarlo standoci troppo a pensare.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Kurt Vile – Baby’s Arms
Thurston Moore – Circulation
Neil Halstead – Digging Shelters
Dinosaur Jr. – Over It

Leggi tutto ►

Yuck

Yuck

Fat Possum, 2011
avatar

Postato da
il

Daniel, Max, Mariko, Jonny.
Quattro ragazzi poco più che ventenni da Londra, una passione divorante per le chitarre dolcemente rumorose dei ’90, un sacco pieno di sogni e melodie memorabili.
Questi sono gli Yuck e questo è il loro esordio, dodici canzoni belle e bellissime che sanno del vento caldo e lieve dei primi giorni di primavera, degli anni giovani e importanti, quando ogni piccolo sospiro del cuore è un momento da ricordare.
Le voci affogano nel magma chitarristico dei pezzi più tirati, indie-rock d’alta scuola che letteralmente travolge in Get Away, Holing Out e Operation; dipingono paesaggi da sogno pop in The Wall e Georgia.
Shook Down, Suicide Policeman e Sunday sono carezze che hanno l’aria di essersi appena svegliate, tutte melodie sussurrate e chitarre sopite e gentili; un altro mondo rispetto ai sette rumorosissimi minuti della conclusiva Rubber.
Canzoni da custodire come segreti preziosi, in attesa di qualcuno.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Get Away, Holing Out, Shook Down
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Bob Mould – The Descent
Yo La Tengo – Sugarcube
Dinosaur Jr. – The Wagon
The Smashing Pumpkins – Today
Pavement – Summer Babe
 
…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Juno – Jason Reitman

Leggi tutto ►