Archivio tag: distopia

Frank Spotniz

The Man in the High Castle

2016, Amazon Studio
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Non ho paura di morire, solo di una morte senza onore.

The Man in the High Castle è la serie di Frank Spotniz prodotta dagli Amazon Studios che immagina cosa sarebbe accaduto se le potenze dell’Asse avessero vinto la II Guerra Mondiale. La Germania e l’Impero Giapponese si sono spartiti gli Stati Uniti d’America e una terra senza legge (la Zona Grigia) fa da cuscinetto tra le due potenze. Le mire espansionistiche del Reich, forte di tecnologie avanzate e di un potente arsenale nucleare, sono tenute a freno solo dalla volontà del Führer di mantenere la pace con Tokyo, ma le ambizioni personali dei gerarchi tedeschi e le pulsioni nazionaliste tra quelli giapponesi minano questo delicato equilibrio. In questo contesto, un gruppo di rivoluzionari si oppone ai vincitori e cerca di recuperare dei pericolosi e misteriosi film, fulcro dell’intera serie e desiderati da ognuna delle fazioni. L’enigmatica figura dell’Uomo nell’Alto Castello sembra intimamente legata ai film, che potrebbero mettere completamente in discussione lo status quo.

The Man In The High Castle è basata sul romanzo ucronico (cioè fanta-storico) di Philip K. Dick La Svastica sul Sole. La serie risulta, tuttavia, essere molto più complessa del libro e si regge sulla profondità e la caratterizzazione dei personaggi. Per la resistenza abbiamo Giuliana figura enigmatica e risoluta, camaleontica sempre in bilico fra il dovere e il sentimento e dall’altra il manipolatore Obergruppenführer John Smith, che riesce più di ogni altro a farci entrare nell’intimità della mente del suo personaggio. Gli altri tre protagonisti sembrano invece cristallizzati nelle loro espressioni di sorpresa e dolore, completamente smarriti mentre si muovono a tentoni sulla scacchiera cieca.

The Man in The High Castle è anche una metafora sulla potenza della creatività, sulla grande suggestione che hanno le immagini nella nostra vita e su come l’arte agisca nella realtà attraverso la percezione che abbiamo di essa.

Magistrale.

Per la violenza delle tematiche proposte è un prodotto destinato alla visione di maggiori di 14 anni.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Robert Zemechicks – Allied. Un’ombra nascosta

Leggi anche: P.K.Dick – La svastica sul sole 

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Regista: Frank Spotniz
Genere: Distopico ucronico
Cast: Alexa Davalos, Rufus Sewell, Luke Kleintank, Cary-Hiroyuki Tagawa, Joel de la Fuente

 

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Muse

Simulation theory

2018, Uk
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The pressure is growing exponentially
I’m trying to keep up to speed with you
Your lane changing is oscillating me

Il trio britannico riesce ancora una volta a sorprendere per la metamorfosi continua a cui si sottopongono ad ogni disco. Già la copertina di questo “Simulation Theory” (realizzata da Kyle Lambert, autore della locandina della serie-tv “Stranger Things”) apre a una dimensione del tutto nuova per il gruppo britannico abituato a impronte molto più cupe e molto più rock. Il gruppo ci catapulta in un disco dai toni fortemente distopici, ironici, crudeli che tanto caratterizzano il fenomeno cyberpunk.

Simulation Theory rientra nel filone iniziato con Drones,  con ormai i consueti riff e assoli e l’enfatico rock elettronico suonato a massimo volume sperimentando, però, nuovissimi territori. I Muse in questo lavoro hanno usato diversi stili dal pop all’hip-hop generando nuove prospettive sonore. Accompagnato da una copertina che strizza l’occhio alla retro mania lanciata da Netflix e Ready Player One, con richiami a film sci-fi e fantasy anni ’80, “Simulation theory” è il disco più pop dei Muse. Le atmosfere sono meno cupe rispetto ai precedenti lavori, lo stato d’animo meno pessimista, è più semplice e leggero. “The dark side”, ad esempio, si apre con un ritmo e una frase di tastiera da synth pop anni ’80, mentre “Break it to me” ha il carattere essenziale del pop contemporaneo, con l’aggiunta di un riff meccanico ed echi mediorientali. È più radicale l’esperimento di “Propaganda” con il team di Timbaland.

“Simulation theory” descrive una parabola che va dalle visioni claustrofobiche di “Algorithm”, che su un ritmo meccanico e note ascendenti di sintetizzatore ci descrive come intrappolati in mondo di algoritmi, al messaggio di speranza di “The void”, accompagnato da un arpeggio classicheggiante di pianoforte. Il disco prende la tecnologia come un dato di fatto, cerca di raccontare come cambia la nostra identità e i nostri rapporti con il mondo senza però sfociare nell’apologetica distopica.

Un risultato sorprendente per una band storica che ha deciso di buttarsi completamente nella più pura sperimentazione.

Se ti è piaciuto guarda:

Stranger Thinghs Stagione 1 e Stagione 2

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Anders Walter

I Kill Giants

2018, Usa, Netflix
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Siamo sempre più forti di quel che crediamo

Barbara Thorson è una dodicenne, geek e amante dei giochi di ruolo, che fa a botte (letteralmente) con gli altri adolescenti che non riescono a comprenderla.  Nessuno di loro sa che Barbara li protegge da una minaccia incombente: i Giganti. Queste creature arriveranno presto a devastare la città e l’unica in grado di fermarli è Barbara in possesso di un martello magico, l’unica arma in grado di danneggiarli. La guardiana monta trappole, esche, scruta i presagi per cogliere i segnali di arrivo dei Giganti. Suo fratello e sua sorella non si curano della sua missione, mentre Sophia la nuova arrivata dall’Inghilterra sembra prenderla in simpatia e inizia a seguirla con diffidenza.

I Kill Giants è approdato su Netflix portando sullo schermo la trasposizione del pluripremiato fumetto di Joe Kelly e Ken Niimura.
Fumetto gigantesco molto complesso e profondamente allegorico, I Kill Giants è stato tradotto fedelmente in questo ottimo prodotto curato dai creatori della saga filmica di Harry Potter e da Anders Walters, regista esordiente che ha saputo trovare le giuste atmosfere per una storia non facile, molto significativa e che colpisce al cuore. Le atmosfere, la solitudine maestosa di Barbara, la crudeltà del bullismo, la ferocia della vita, l’amore dei famigliari e degli amici fanno sì che questo racconto diventi una vera e propria parabola di speranza e di vita. A differenza del fumetto l’azione e i combattimenti sono resi ai minimi termini per lasciare spazio al thriller psicologico e alla tensione della protagonista che prova in tutti i modi ad adattarsi ed emergere in una società che la rifiuta in toto.

Se ti è piaciuto leggi anche:

il fumetto I Kill Giants – J.Kelly e Ken Nimura 

Guarda anche:

Stranger Things – Matt e Ross Duffer 

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Regia: Anders Walter

Sceneggiatura: Joe Kelly

Musiche: Laurent Perez Del Mar

Cast: Madison Wolfe, Imogen Poots, Sydney Wade, Rory Jackson, Zoe Saldana

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Patrick Ness

Chaos. La guerra

2016, Mondadori, 538 p.
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“Credevo ti avessero colpito” dico, la testa fra le mani.
“Ho visto una di quelle cose abbattersi su un cavallo e un cavaliere, e ho pensato fossi tu.” Alzo gli occhi su di lui, esausta e tremante. “Credevo ti avessero ucciso, Todd.” Spalanca le braccia e mi premo addosso a lui e lui mi stringe, mi stringe semplicemente mentre piango (…)
Ero da solo. E un mattino che pensavo questo, un mattino in cui ero ritto sulla sponda del fiume, nel quale mi guardavo e non vedevo che me stesso, solo 1017 con il marchio permanente che bruciava sul braccio…
Ho pianto. Sono crollato al suolo e ho pianto.


Articolo di Valentina Carioni Vienna

L’inizio. La fine. Ognuno di noi, vivendo, si convince del fatto che il male e la sofferenza siano lontani, che non potrebbero mai toccarci veramente. Ma è veramente così? E’ forse vero che siamo tutti invulnerabili e tremendamente vivi, convinti che non ci saranno catastrofi o morti, convinti che tutti noi avremo un futuro, e che non potrebbe mai accaderci nulla di assolutamente letale?
Non è così. Non è questo il mondo di Chaos: un universo che pareva tanto sereno, un universo che, apparentemente, sarebbe stato un perfetto baluardo difensivo. Ma anche quest’ultima certezza è stata distrutta, rasa al suolo da coloro che sono assetati di potere.
Ed è in questo contesto arduo che si scatena la Guerra per il dominio di Mondo Nuovo.
I dissidenti della truppa d’Assalto sono in marcia contro le milizie del Presidente, mentre un’armata sconosciuta e terribile avanza imperterrita lungo la collina. Passeggia lenta come un morbo, senza farsi riconoscere.
E poi esplode, esplode e devasta ogni angolo più puro, macchiandolo di violenza e colpa.
Loro sono i carnefici. Loro sono coloro nei cui occhi pullula la fiamma ardente del fuoco. Un fuoco che non è alimentato dal solo potere.
Ma una fiamma che il mondo conosce come Guerra, e la voglia di farla. Il desiderio irrefrenabile di prendere le armi e ridurre ogni uomo in cenere, senza lasciarne traccia.
Ogni andito è ormai avvelenato e tossico per coloro che aspirano alla pace, e nessuno sa dire con certezza quale sarà la sorte delle migliaia di esistenze che si fronteggiano ad armi pari.
Todd e Viola sperano solo di riuscirci. Insieme.
La guerra non è facile, la guerra è dolore. E fa ancora più male se a combatterla sono degli adolescenti, adolescenti che sono stati costretti a crescere troppo in fretta.
Patrick Ness è un genio delle descrizioni. Le sue parole sono forti e dirette, e sono in grado di condurti nel loro mondo, senza che tu possa esserne consapevole.

L’ultimo stravolgente capitolo di una straordinaria trilogia che ti lascia con l’apprensione del sapere. Una trilogia combattuta da due giovani ragazzi innocenti. Una trilogia in cui nulla è dato per scontato.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La fuga. Chaos 1- Patrick Ness
Il nemico. Chaos 2- Patrik Ness
Delirium- Lauren Oliver

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Graeme Manson, John Fawcett

Orphan Black

2013, BBC America
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Si bè, a me preoccupano più gli scienziati che la scienza

Mettiamo un mix tra fantascienza, distopia, black humor, commedie americane e avremo Orphan Black, una serie tv tanto affascinante quanto attuale. Non si riesce ad inquadrare il genere essendo un cocktail esplosivo e una citazione più o meno velata di altre serie tv cult. La trama è articolata e il prologo ci introduce senza mezzi termini sulla scena. Ignari di tutto esattamente come la protagonista Sarah Manning, ci ritroviamo in una stazione ad assistere al suicidio di una donna identica alla stessa Sarah. Di lì un furto d’identità spalancherà la ragazza in un mondo che fino a quel momento le era stato risparmiato. Nuove persone entreranno nella vita di Sarah, ognuna di esse uguale nell’aspetto, ma completamente differente nel carattere, nell’estrazione sociale, addirittura nella nazionalità. Si potrebbe pensare, in primo momento, che il nucleo della storia sia la ricerca della verità, ma riusciamo ad andare oltre vivendo tante verità differenti finendo per farci travolgere dall’apprensione per tutte le protagoniste e le loro tribolazioni.

Orphan Black vive grazie ad una complicazione costante della trama. È un divertente thriller fantascientifico nel quale il tema della clonazione non è il punto d’arrivo, ma quello di partenza. I protagonisti interpretati dalla medesima attrice sono credibili e retti da una bravura straordinaria che le permette di differenziare i cloni attraverso i dettagli caratteriali, l’accento, la lingua di provenienza, l’atteggiamento e le fobie e non solo attraverso il cambio di look. Siamo quindi  impegnati a conoscere i vari cloni, dalla apparente pacata Alison, alla nerd e brillantissima genetista Cosima, alla killer Helena e le loro costellazioni di personaggi. Tatiana Maslany è talmente brava da farci dimenticare che i personaggi sono interpretati dalla stessa attrice grazie anche ad un intelligente lavoro di costruzione dei caratteri estremizzati e ipercaricati per accentuarne le differenze ma senza eccedere.

Un prodotto originale e denso di fascino, unico nel suo genere.

Se ti è piaciuta questa serie tv allora leggi anche:
Non lasciarmi – Ishiguro Kazuo
Roberto Recchioni – Orfani

Ascolta anche:
Iron Maiden – The book of souls 

Guarda anche il film:
Lana Wachowski, Andy Wachowski, Tom Tykwer – Cloud Atlas

OrphanBlack-cover

Regista e sceneggiatore: Graeme Manson, John Fawcett
Produttore: BBC America
Genere: Fantascienza, Thriller
Stagioni: 4 – in corso
Interpreti: Tatiana MaslanyDylan BruceJordan GavarisMichael MandoMaria Doyle KennedyEvelyne Brochu

 

 

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Andrea Destro

Hokuto No Ken – Ken il Guerriero

Iacobelli, 2010, 125 pg
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Siamo alla fine del Ventesimo Secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia la razza umana era sopravvissuta…

Ho colpito un tuo punto segreto di pressione.
Ti restano 10 secondi di vita.

Ken il Guerriero.
A buon diritto il manga che ha segnato la fine degli anni ’80 in Italia e non solo.
Ideato da Buronson e Tetsuo Hara, arrivò in Italia nel 1987 e da allora è stato continuamente replicato ed è divenuto un cult.
Ma chi è Ken? È uno dei sopravvissuti all’olocausto atomico, belloccio (un misto fra Mel Gibson e Sylvester Stallone): ma questo è niente. È l’ultimo discendente della Divina Scuola di Hokuto, arte marziale dalle potentissime e micidiali mosse e difende i deboli come nella migliore tradizione giapponese, intrisa di onore e di simbolismi legati al bushido.
Il libro di Andrea Destro non si limita a raccontare la vicenda: analizza i 152 episodi della serie televisiva, i film derivati, i prequel, i sequel. Descrive accuratamente i molti personaggi della saga: chi sono, il loro peso nelle vicende, le loro caratteristiche morali e di combattimento.
In altre parole: siamo di fronte ad una piccola bibbia di un fenomeno che non si è mai fermato. Una piacevole scoperta per chi non lo conosce oppure un ripercorrere appassionato di ricordi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Ken il guerriero – Buronson & Tetsuo Hara
Ken il guerriero – Buronson & Tetsuo Hara (La Trilogia)
Le bizzarre avventure di JoJo – Hirohiko Araki

…e ascolta anche
Spectra – Ken Il Guerriero
TOM★CAT – Tough Boy
TOM★CAT – Love Song
Spectra – Ken Il Guerriero (Live @ Mantova Comics & Games)

… e guarda anche
Ken il guerriero – Serie Televisiva
Ken il guerriero
Ken il guerriero – La Leggenda di Hokuto
Ken il guerriero – La Trilogia
La serie di Mad Max

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Wes Ball

Maze runner- Il labirinto

USA, 2014
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O usciamo adesso o moriamo provandoci.

Thomas si sveglia in una radura, senza ricordare nulla di se o del proprio passato. La stessa cosa è accaduta agli altri ragazzi che vivono nel luogo in cui si è ritrovato.
Attorno a loro, un immenso labirinto.
Ogni mattina le porte che permettono di accedervi si aprono, dando la possibilità ai ragazzi più veloci e forti di esplorarlo.
Ogni sera, quando gli ingressi si chiudono, vengono liberate le feroci creature che gli abitanti della radura chiamano Dolenti.

Nessuno è mai riuscito a sopravvivere ad una notte trascorsa nel labirinto.

Nonostante i ragazzi abbiano ormai rinunciato a capire la ragione per la quale si trovano in questo luogo, Thomas non vuole rassegnarsi e decide di trovare ad ogni costo una via d’uscita.

L’arrivo di Teresa, prima ragazza a comparire nella radura, sconvolge l’equilibro trovato dai ragazzi: lei sembra essere l’unica a conservare un ricordo della sua vita precedente e, soprattutto, sembra conoscere già Thomas.

Il film di Wes Ball è un’ottima trasposizione del primo romanzo dell’omonima serie scritta da James Dashner (pubblicato nella prima edizione italiana con il titolo Il labirinto).

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Labyrinth. Dove tutto è possibile- Jim Henson
Divergent- Neil Burger
Ender’s game- Gavin Hood

…e leggi anche
Orfani- Roberto Recchioni, Emiliano Mammucari
The Giver- Il donatore- Lois Lowryù
Hunger games- Suzanne Collins
La regina rossa- Victoria Aveyard


Maze Runner- Wes Ball

Regia: Wes Ball
Sceneggiatura: Noah Oppenheim, Grant Pierce Myers, T.S. Nowlin
Soggetto: James Dashner
Musiche: John Paesano
Durata: 114′

Interpreti e personaggi
Dylan O’Brien: Thomas
Aml Ameen: Alby
Ki Hong Lee: Minho
Thomas Brodie Sangster: Newt
Kaya Scodelario: Teresa

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J.J. Abrams

Star Wars – Il Risveglio della Forza

Usa, 2015
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“Mi hanno addestrato ad un’unica cosa ma non ho niente per cui combattere”

Dalle ceneri dell’Impero sconfitto emerge il Primo Ordine, guidato dal Leader Supremo Snoke. Un assaltatore imperiale, Finn, ed una giovane scavenger, Rey, si ritrovano loro malgrado invischiati in una faccenda ben più grande di loro. Sono queste le premesse narrative di Star Wars Episodio VII – Il risveglio della forza, un nuovo capitolo che ma che funge da promettente apripista a questa nuova Trilogia.

Per tutto il film si ha la sensazione di vivere tra la nostalgia per la saga classica e un entusiasmo frizzante per questo nuovo capitolo ben riuscito e dinamico. J.J Abrams è riuscito a colmare in maniera egregia quella frattura drammatica necessaria prodotta dalla trilogia prequel,  mettendo in scena un universo “tangibile” e familiare con effetti speciali digitali ma profondamente vicini all’episodio d’esordio Star Wars IV Una nuova Speranza. Abrams utilizza il medesimo umorismo presente nei film originali, azzeccando i casting dei nuovi arrivati, riportando su schermo i volti di personaggi amati (e con cui molti di noi sono cresciuti) e lanciando un’amabile nuovo droide BB-8 un vero e proprio “personaggio” e non un semplice oggetto di gag comiche. Il fatto che la protagonista sia donna e iniziata alla forza non può che aprire un capitolo nuovo alla saga che ha accompagnato generazioni nei piccoli e grandi mutamenti sociali, combattendo i lati oscuri di ogni tempo – e facendoci innamorare anche dell’ombra che come disse Yoda “necessaria essa è” per l’equilibrio in tutte le cose.

Film consigliato ai fan – e ai nuovi futuri jedi (o sith).

Se ti è piaciuto guarda l’intera saga, trovi i Dvd sul nostro Opac a questi indirizzo:

La minaccia fantasma
L’attacco dei cloni
La vendetta dei Sith

Una nuova speranza
L’impero colpisce ancora
Il ritorno dello Jedi

Ascolta anche:

Star Wars Episode II, Attack of the clones

Leggi i romanzi della saga, li trovi tutti disponibili nel nostro Opac, in particolare:

StarWars – La vendetta dei sith
StarWars – Il ritorno dello Jedi

La saga si compone anche di un ricchissimo universo espanso in particolare sulla vicenda narrata nell’attacco dei cloni. Guarda anche la serie animata tratta da questo affascinante universo parallelo:

Clone Wars 

locandina starwars

Regia: J. J. Abrams
Sceneggiatura: Lawrence Kasdan, J. J. Abrams, Michael Arndt
Casa di produzione: Lucasfilm, Disney
Fotografia: Daniel Mindel
Montaggio: Mary Jo Markey, Maryann Brandon
Effetti speciali: Chris Corbould
Musiche: John Williams
Cast: Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Max von Sydow:

 

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M. Night Shyamalan

After earth

USA, 2013
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La paura non è reale, l’unico posto in cui può esistere è nel nostro modo di pensare al futuro, è un prodotto della nostra immaginazione, che ci fa temere cose che non ci sono nel presente e che forse neanche mai ci saranno. Si tratta quasi di una follia Kitai, cioè non mi fraintendere, il pericolo è molto reale, ma la paura è una scelta.

La Terra, devastata e ormai inospitale per gli umani, è stata abbandonata.
Sul loro nuovo pianeta Nova Prime, i sopravvissuti devono affrontare la minaccia degli Ursa, mostri ciechi ma in grado di percepire la paura.
Cypher Raige è un Ranger in grado di “spettrarsi”, di annullare la paura e, quindi, di sconfiggere gli Ursa. Il figlio Kitai vorrebbe eguagliare le imprese del padre ma sembra non avere le sue stesse capacità.

A causa del guasto della navicella su cui stanno viaggiando, si trovano, unici sopravvissuti, catapultati su una Terra evoluta per annientare gli esseri umani. Per sopravvivere, devono ritrovare quella fiducia reciproca che sembrano aver perso.

Oltre ad essere un buon film di fantascienza, After Earth è, soprattutto, il racconto di un padre e di un figlio che non sanno più parlarsi e capirsi.
La sintonia tra i due attori protagonisti è evidentemente supportata dal fatto di condividere, nella vita reale, il legame famigliare che interpretano nel film.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Star Trek- J. J. Abrams
Tron Legacy- Joseph Kosinski
Capitan Harlock- Shinji Aramaki

…e leggi anche
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

After earth- M. Night Shyamalan

Regia: M. Night Shyamalan
Soggetto: Will Smith
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan- Gary Whitta
Musiche: James Newton Howard
Durata: 100′

Interpreti e personaggi
Will Smith: Cypher Raige
Jaden Smith: Kitai Raige
Sophie Okonedo: Faia Raige

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Dave Eggers

Il Cerchio

2014, Mondadori
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Mae Holland  appena varca le porte del Cerchio inizia a comprendere cosa significhi lavorare in un posto simile: la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web che ha imbarcato al suo interno le menti migliori delle ultime due generazioni. Mae adora tutto del Cerchio: le sale adibite a qualsiasi tipo di lavoro, svago, cariche di storia e ogni tipo di isprazione. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae non esita ad acconsentire alla richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta, cioè condividere sul web qualsiasi esperienza personale e trasmettere in streaming la propria vita. La vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino, anzi appare caotica e pericolosa nella sua fosca anarchia. Ma un ex collega inizia a farla riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze o rende gli esseri umani più esposti e fragili, alla fine più manipolabili?

Il Cerchio, scritto da Dave Eggers uno degli scrittori più influenti degli ultimi anni, è il libro distopico che segna il nostro tempo esattamente come fece 1984 di Orwell. Nel calderone di queste pagine, corpose ma agili, si annidano i grandi problemi che i social network hanno sollevato in questi anni. Più in generale la rete ha reso liquidi confini che prima sembravano invalicabili come quello fra diritto alla riservatezza, alla tutela dei dati personali, alla salvaguardia delle opere di ingegno. Le dittature vivono di una ingerenza sempre più consistente, da parte di uno stato tiranno, nella vita dei cittadini. L’unica differenza è che la dittatura del Cerchio è dolce, quasi evanescente. È la dittatura della trasparenza assoluta, della morale invadente che non rispetta alcuna libertà di scelta, del divertimento estremo che esiste solo se pubblicato sull’unico social network ovviamente gestito dalla dittatura stessa e che segna interamente la vita sociale a livello globale. Leggendo questo libro capiamo quanto dobbiamo tenere stretta la nostra privacy, la possibilità di nascondere alcuni aspetti della nostra vita e che solo noi possiamo scegliere con chi condividere. Anche la possibilità di mentire è preziosa e ci restituisce un lato, certo oscuro e sporco, della natura umana che denota il potere però della nostra libertà e del nostro diritto di scelta. Il Cerchio sembra urlare che la luce è positiva solo se a contrasto con la nostra capacità logica e di analisi altrimenti ci ustiona e ci lascia fragili sotto il peso del giudizio altrui, sempre presente e tiranno. Anche l’ombra ci rende umani, senza questo lato saremmo mostri luminosi magari moralmente irreprensibili ma pur sempre mostri, esattamente come il personale del Cerchio: assolute marionette manovrate da un gioco di potere molto più grande della loro stessa immaginazione.

Se ti è piaciuto leggi anche:

1984 di George Orwell 

Guarda anche:

Fahrenheit 451 diretto da Francois Truffaut 

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