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Michael Mohan, Ry Russo-Young

Everything Sucks!

2018, Usa
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Mi sembra di essere stata in silenzio per così tanti anni

Ci troviamo nel 1996, alla Boring High School (il Boring non è solo una licenza poetica). I protagonisti sono un trio di ragazzi un po’ nerd, ma neanche troppo, e un po’ sfigati. Uno di loro, di nome Luke, bravissimo cineasta in fasce che si innamora della schiva Kate, figlia del preside della scuola.  Aiutato dai due amici cerca di fare breccia nel cuore della giovane che però non è sicura del suo orientamento sessuale e inizia una fase di scoperta che seminerà nuovi teen drama ma anche tanto divertimento e nuove avventure. Kate e i ragazzi entrano a fare parte del club audiovisivo scolastico l’AV club che darà battaglia al gruppo di teatro per contendersi il prestigio scolastico che porterà a un brillante epilogo.

L’effetto nostalgia (come in  Stranger Things) è immediato. Ci troviamo immersi in oggetti che hanno costellato la nostra infanzia. Le VHS, i Blockbuster, gli Oasis, Tori Amos, i Cranberries, la musica dance. Ma anche i telefoni di casa divisi con i genitori che cercano di ascoltare le conversazioni, i primi piercing al naso, le fughe ai concerti rock, i primi accenni di internet che dava bella mostra di sé come la prima grande enciclopedia globale, i poster in camera di idoli della tv e delle prime serie televisive (Leonardo di Caprio appena sceso dal Titanic quanto tempo è passato!) ritagliati da pessimi giornali per adolescenti.  E’ la particolarità della coppia di protagonisti, tuttavia, la vera forza della storia che non lascia arenare la serie in un piatto revival. Lui, di origine afroamericana, è stato abbandonato dal padre appassionato di cinema da cui ha ereditato l’interesse per la regia; lei, aspirante camerawoman, ha perduto la mamma ed è stata cresciuta da un dolcissimo padre single che è anche il preside della scuola. Uno è innamorato dell’altra come lo si può essere a quattordici anni, ma l’altra lo vede come amico perché alle prese con la scoperta della propria omosessualità. Sta in quest’ultimo aspetto, nello specifico, la forza della serie: nel ritratto di una giovane donna diversa dalle altre che conquista lo spettatore al primo sguardo e non si lascia dimenticare.

La regia è creativa e ben costruita, forse i dialoghi e alcune sensazioni andavano approfondite ma il racconto è molto umano e divertente.  Tutto questo vale 10 episodi da 30 minuti l’uno da guardarsi tutto di un fiato.

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Lukas Moodysson Fucking Amal 

Matt e Ross Duffer Stranger Things 1 e 2

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E.Galiano, Eppure cadiamo felici 

Ascolta anche l’intera discografia di Tori Amos in particolare:

Tori Amos Collections: Tales of a Librarian che contiene Silent All these Years a cui si ispira l’intera serie

everything_sucks

Genere: Commedia drammatica

Ideatore:  Ben York Jones, Michael Mohan

Regia: Michael Mohan, Ry Russo-Young

Cast: Jahi Di’Allo Winston, Peyton Kennedy, Patch Darragh, Claudine Mboligikpelani Nako, Quinn Liebling,  Elijah Stevenson, Sydney Sweeney, Abi Brittle, Nicole McCullough, Zachary Ray Sherman

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Mark Cartier

Lift me up

Usa, 2015
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La grande responsabilità di essere vulnerabili

Emma si trova in una situazione complicata. Appena morta la madre è costretta a vivere con il patrigno John, un perfetto sconosciuto ai suoi occhi mentre il padre biologico è completamente assente assorbito da un vita trafficata. John vuole essere un padre per Emma e cerca di mettere da parte il lutto che lo affligge pur di avvicinarsi alla ragazza. L’una l’opposto dell’altro scopriranno quanto le proprie passioni possano avvicinare le persone aiutandole a mostrare chi sono veramente, una fra tutte la danza di cui Emma è una promettente stella nascente.

Questo piccolo film è distribuito sulla piattaforma Netflix italia diretto da Mark Cartier ed è un vero gioiello di dolcezza e sincerità. Ci mostra come il bene, soprattutto quello delle persone che amiamo, ci risulti scontato e in qualche modo dovuto. Niente è più fragile della fortuna di essere amati e troppo spesso anteponiamo i nostri legami biologici a quelli che nascono per casuale circolazione di sentimenti. La sincerità si intravede negli interstizi della figura dell’amico di Emma quando la supporta (e sopporta la superficialità) nella triste divergenza  con le compagne di liceo – snob e meschine-  ma avendo il coraggio di rimproverarla nel momento esatto del suo declino più rapido senza, tuttavia, compatirla. John nella sua marziale e ferma condotta cela quell’amore sincero che sprona restituendo alle persone che gli sono vicino la fiducia necessaria per esprimere se stessi e provare a superare gli ostacoli che la vita ci pone di fronte. Siamo di fronte a protagonisti dal fortissimo carattere con passioni e idee che li guidano nonostante le avversità. Emma riuscirà, infatti, a trovare un legame profondo con la danza che prima praticava come una piacevole routine e solo affrontando il dolore ne scoprirà il valore profondo e le enormi possibilità che l’arte può offrire.

Un film piacevole carico di tensione emotiva e ottimi attori in esordio.

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Stephen Daldry, Molto forte incredibilmente vicino

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Tra le infinite cose, Julia Pierpont

Ascolta anche:

Lady Gaga, The fame monster

lift-me-up

Regia: Mark Cartier
Distribuzione: Marvista, Netflix
Genere: Drammatico
Sceneggiatura: Mark Cartier, Aviv Rubinstien
Cast: Todd Cahoon, Sarah Frangenberg, Shane Harper

 

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Julia Pierpont

Tra le infinite cose

Mondadori, 2016
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Kay e Simon sono i figli di una ricca e culturalmente importante famiglia di New York. Il padre Jack è uno stimato insegnante d’arte e un artista contemporaneo di ampia fama, Deb invece è un’ex ballerina ormai impegnata in lavori sociali e a crescere i due figli in una giungla urbana. Tutto inizia ad incrinarsi con l’arrivo di un pacchetto indirizzato espressamente a Deb che svelerà un segreto pesantissimo che si ripercuoterà sulla vita di tutti.

Tra le infinite cose è il romanzo d’esordio della giovanissima Julia Pierpont salutato in tono entusiasta da uno dei massimi scrittori americani Jonathan Safran Foer. E’ un romanzo danzante e splendido che ruota attorno alle “infinite cose” che non vanno; quelle che si frantumano senza risparmiare nessuno. Attraverso queste pagine scopriamo come a caratterizzare i personaggi non siano lunghe descrizioni quanto le azioni che essi compiono per aggiustare proprio quelle infinite cose, che sono i sentimenti, lo stare insieme, i desideri degli altri e i propri, mettendocela tutta oppure lasciando che tutto accada senza muovere un muscolo. La scrittrice gioca con il tempo tagliando quelle parti della vita che scorrono senza modificare il corso degli eventi liquidandoli in poche righe per poi concentrarsi negli avvenimenti cruciali dei protagonisti con ampi zoom quasi maneggiasse una macchina da presa e noi stessimo assistendo a un documentario di altissima qualità.

Un romanzo di formazione agile e godibile consigliato a chi vuole vivere interamente i dubbi e le sensazioni dei protagonisti.

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Domenico Starnone, Lacci

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Veronica Falls, Veronica Falls

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Derek Cianfrance, Come un tuono

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Joyce Carol Oates

Due o tre cose che avrei dovuto dirti

Mondadori, 2016
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E all’improvviso, tutto svaniva: provava solo dolore. Una sensazione che era stata lei a causare, che era lei a controllare: un segreto di cui nessuno era al corrente. Una sensazione di immediata felicità. 

Tre sono le protagoniste di questo romanzo. Una è sullo sfondo, un motore silente e catalizzatore delle emozioni che attraverseranno le altre due amiche, intimamente legate e al contempo profondamente distanti. Siamo al liceo e la crudeltà che serpeggia dentro quelle pareti rende satura la vita e le aspettative di tutti gli studenti che lo popolano. Messaggi minatori, bullismo, omofobia, problemi del comportamento alimentare, autolesionismo, in poche parole: segreti. Segreti che tutti conoscono e di cui nessuno vuole parlare, segreti abitati e abitanti. E Tinni non regge, abbandona tutte le sue amiche, anche Merissa e Nadia. Questa trinità umana ci accompagna come un vortice pagina dopo pagina attraverso un affresco spietato e doloroso di una realtà sempre più alienata ma carica di speranza, come in procinto di riscattarsi.

Tinni, Merissa e Nadia sono le protagoniste di questo coro plurale fatto di personalità già molto delineate, nonostante la giovanissima età. Tinni è dolorosamente consapevole della propria malattia, Merissa del fallimento famigliare dei propri genitori e per questo è in grado di perdonarli ma non conosce il prezzo di quel sacrificio, Nadia cerca di arginare un crescente disagio dovuto alla percezione del proprio corpo rifugiandosi in emozioni scorciatoia ben sapendo che prima o poi dovrà affrontarsi. Sullo sfondo abbiamo una società immobile e immatura, nulla che non appaia meschino e ottuso rispetto alla bellezza tragica di queste ragazze e della loro età irripetibile. Gli adulti sono uno scherzo del destino, la competizione è una legge biblica irrevocabile, la scuola un incidente in cui si è incappati per accumulare nozioni e fuggire indenni dai messaggi anonimi, dai bulli, dalle insinuazioni, dagli scherzi, dalla seduzione obbligatoria.

Joyce Carol Oates è un gigante della narrativa. Attraverso i suoi personaggi si incontra l’adolescenza nella sua essenza più profonda, senza alcun compromesso, e proprio per questo vivificante. Come in ogni suo romanzo, mai consolatorio o bonario, ci muoviamo attraverso dei nemici che obbligano i protagonisti a rivelarsi per quello che sono nella loro più intima natura. Fedele allo stile del suo romanzo più famoso e curato, Ragazze Cattive da cui è tratto il film FoxFire del 2012 , le protagoniste sono sole contro un mondo ostile e intrecciano nell’amicizia e nella femminilità le premesse per la propria sopravvivenza – o conseguente disfatta.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche:

Joyce Carol Oates – Ragazze cattive
Joyce Carol Oates – Figli randagi

Ascolta anche:

The Cure - Wild Mood Swings ( in particolare This is a Lie)

Guarda anche:

Foxfire - Laurent Cantet 

 

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Brock Cole

Una ragazza in gamba

E. Elle, 1996, 216 pp.
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Tutto sta nell’avere fiducia, nel credere che quelle braccia non le tradiranno. In questo consiste la prova della loro fede…Vedo Catherine, mio padre e me seduti accanto al fuoco con gli abiti buoni. Perchè io non ho un briciolo di fede? Forse sono atea. O forse ormai è troppo tardi.

 
Celine, sedici anni: genitori separati, una passione sfrenata per le creazioni artistiche, un bambino invadente, un uomo troppo grande per poter innamorarsi…Tutto questo ruota attorno alla vita di questa ragazza perennemente in conflitto con se stesssa, incapace forse di prendere decisioni definitive e, allo stesso tempo, in grado di infondere fiducia e affetto a Jake, bambino che sta vivendo la difficle separazione tra i suoi genitori. Ma nel momento di maggiore difficoltà Celine scoprirà di potere farcela da sola.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Voglia di volare – Robert Swindeless
 
ascolta anche Mai come ieri – Mario Venuti e Carmen Consoli

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