Archivio tag: documentario

Jamie E. Lochhead

Inside Einstein’s Mind

Nova, 2015
avatar

Postato da
il

Credo che la cosa più importante che si impara da Einstein sia il potere di un’idea. Se è corretta, è inarrestabile

Questa è la storia di una grande scoperta scientifica e di un grande scienziato, uno dei più grandi di sempre!

Elaborando la teoria della relatività generale nel 1916 e riuscendo a tradurla in una formula matematica, Albert Einstein ha rivoluzionato il mondo della scienza, offrendo una visione del tutto nuova dell’universo e delle leggi che lo regolano.

Fin da piccolo Albert ha potuto contare su una straordinaria capacità di ricostruire nella propria mente modelli fisici e di simularne gli effetti. La mente diventava così’ un laboratorio ove sperimentare quotidianamente le sue geniali intuizioni, che da oltre cento anni influenzano lo studio delle forze gravitazionali.

Non è semplice comprendere la teoria della relatività: questo documentario ci aiuta a farlo e ci conduce in un viaggio meraviglioso nelle leggi della fisica!

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Genius – Serie televisiva
La teoria del tutto – James Marsh
A beautiful mind – Ron Howard
Imitation Game – Morten Tyldum

e leggi anche Come io vedo il mondo – Albert Einstein

einstein

Regia: Jamie E. Lochhead
Durata: 53′

Personaggi ed interpreti:
Albert Einstein – J. O. Sanders

Leggi tutto ►

Foo Fighters

Sonic Highways

Roswell, RCA- 2014
avatar

Postato da
il

Nothing left within, I’ve been mined
Hell and back again, subterranean
I’ve been digging in down inside
I will start again, subterranean
But the truth is so unkind
What do you know, how low the sky
(Subterranean)

Sonic Highways è una mappa musicale attraverso otto città degli Stati Uniti (Chicago, Austin, Nashville, Los Angeles, Seattle, New Orleans, Washington e New York).

L’album fa parte di un progetto, ideato da Dave Grohl, che comprende una serie di documentari, ciascuno dedicato ad un singolo luogo, significativo per la nascita della musica americana di oggi.

In ogni città, è stato scelto uno studio di registrazione, visto come luogo privilegiato di scoperta e, quindi, di memoria, dei lavori dei più significativi artisti degli scorsi decenni.

Il racconto prende forma da ricordi personali di artisti, produttori ecc. e degli stessi membri dei Foo Fighters.

Dall’esperienza fatta in questo viaggio, nascono le otto canzoni dell’album.
In ognuna di esse, si possono ritrovare dettagli raccolti nelle interviste fatte.
Tuttavia, il semplice ascolto dell’album in sé, a prescindere dalla visione dei documentari, non sminuisce affatto i brani che sembrano, anzi, acquisire sempre più fascino man mano che li si ascolta.

Sonic Higways è, senza dubbio, soprattutto una dichiarazione d’amore per la musica, un racconto di come, in certi momenti, incontrare l’opera di un determinato artista ci possa letteralmente cambiare la vita.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
One by One- Foo Fighters

…leggi anche…
Blues, Jazz, Rock, Pop- Ernesto Assante
Alta fedeltà- Nick Hornby

…e guarda anche…
That’s live. Live in Cesena 2016- Rockin’1000
Almost Famous (Quasi famosi)- Cameron Crowe
I love Radio Rock- Richard Curtis

Leggi tutto ►

Mimmo Calopresti

L’ora della Lucertola

Italia, 2004
avatar

Postato da
il

Il mio lavoro è un divertimento.

Sono nato a Catanzaro, ma mi dichiaro cittadino del mondo.
Perché dire calabrese fa subito brigante.

Ora della lucertola: la parte più calda della giornata, caldo opprimente che solo le lucertole sopportano. Le lucertole e i bambini che le catturano. E Rotella era fra questi.
Ora della lucertola: sembra il titolo è un’opera d’arte.
Per questo è anche il titolo di un documentario che racconta di Mimmo Rotella, esponente del Nouveau Realisme (pur non avendone mai firmato il manifesto) e soprattutto inventore delle tecniche artistiche del décollage, dell’artypo, dell’effaçage.
Dalle scorribande della giovinezza in Calabria passando per prime esperienze artistiche a Roma, arrivando alla consacrazione artistica internazionale.
Tre parole riassumono questo racconto visuale:
- POESIA: la poesia epistaltica (termine senza significato creato da Rotella). Una poesia di suoni, plasmabile, d’avanguardia, senza alcuna logica. E con un pregio notevolissimo: poter creare parole nuove.
- LACERAZIONE: il gesto artistico che ha reso Rotella immortale. «Avevo una cameretta dietro piazza del Popolo e un giorno uscendo dal mio studiolo vedo che i muri della zona sono coperti da manifesti stracciati, talmente forti e belli che ho avuto un’intuizione: il manifesto lacerato come messaggio della città. La notte scendevo in strada, strappavo i cartelloni e poi li mettevo sotto il mio lettino». I decollages nascono così. Un nuovo spazio espressivo, al pari dei tagli di Lucio Fontana o delle cuciture dei sacchi o alle plastiche di Alberto Burri.
- UMANITA’: la semplicità e la naturalezza dell’uomo Rotella, prima ancora dell’essere artista. Un uomo che a piccoli passi è entrato nella storia dell’arte.

Ti è piaciuto questo documentario? Allora guarda anche
Lucy Walker – Waste Land
Mario Schifano tutto – Luca Ronchi
Exit through the gift shop : il primo disaster movie sulla street art – Banksy

…e leggi anche …
Mimmo Rotella
Jacques Villeglè
Arte contemporanea : le ricerche internazionali dalla fine degli anni ’50 a oggi – Francesco Poli

… e ascolta anche …
Mimmo Rotella – Poemi Fonetici
Claudio Coccoluto – It’s New Funky
Uno di Noi Mimmo Rotella Artista e Pittore Italiano

L'ora della Lucertola

Regia : Mimmo Calopresti
Fotografia : Paolo Ferrari
Musica : Claudio Coccoluto
Durata: 60’

Interpreti e personaggi principali:
Mimmo Calopresti
Mimmo Rotella
Achille Bonito Oliva
Pierre Restany

Leggi tutto ►

Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado

Il sale della terra

Brasile, Italia, Francia, 2014
avatar

Postato da
il

Siamo animali feroci, siamo animali terribili noi umani. La nostra è una storia di guerre, una storia senza fine, una storia folle.

La vita solitamente fa giri infiniti ma sicuramente la sorte di Sebastião Salgado è singolare. Dopo studi scientifici si è iscritto alla facoltà di Economia e Statistica nel suo paese natale, il Brasile. Abbandona una brillante carriera di banchiere per dedicarsi alla fotografia, complice l’aiuto della moglie Lelia Wanick Salgado e di un viaggio folgorante nelle terre africane. Salgado si occupa soprattutto di reportage di impianto umanitario e sociale, consacrando mesi, se non addirittura anni, a sviluppare e approfondire tematiche di ampio respiro che lo porteranno in America Latina, Brasile, foreste pluviali, deserti ma soprattutto in Africa. Fotografo della miseria e della tribolazione umana, Salgado ha raccontato l’avidità di milioni di ricercatori d’oro brasiliani sprofondati nella più grande miniera a cielo aperto del mondo, ha denunciato i genocidi africani, ha immortalato i pozzi di petrolio incendiati in Medio Oriente, ha testimoniato i mestieri e il mondo industriale dismesso, ha perso la fede per gli uomini davanti ai cadaveri accatastati in Rwanda e ‘ricomposti’ nella perfezione formale e compositiva del suo lavoro.

Il documentario racconta queste vicende arricchendole di sfumature biografiche narrate attraverso le voci del figlio, Juliano Ribeiro Salgado, il padre Salgado e la stessa Lelia Wanick Salgado. Wenders ci regala un vero proprio affresco che non è semplice descrizione biografica ma un viaggio attraverso un fotografo che è stato in grado di raccontare il destino dell’umana natura. L’uomo è appunto il sale della terra, colui che nel bene e nel male condiziona l’esistenza del pianeta e delle sue creature. Questa esperienza estetica potentissima viene raccontata con la consueta poesia a cui Wenders ci ha abituati. Luci e ombre restituiscono le emozioni del narratore, voci che irrompono negli ambienti incontaminati, colonne sonore essenziali che trascinano esattamente al centro di ogni cosa: l’uomo. L’uomo in tutta la sua ferocia, nella sua poesia bestiale. Eppure questo film risulta essere anche la storia di uomo che grazie alla sua straordinaria empatia è riuscito a fotografare l’oblio ma anche la grandezza antica ed estenuante della vita senza arrendersi alla disperazione.

Se ti è piaciuto questo film leggi anche le opere di Salgado disponibili al prestito sul nostro Opac

Genesi - Sebastião Salgado
Dalla mia terra - Sebastião Salgado
La mano dell’uomo - Sebastião Salgado 

locandina sale della terra

Titolo originale:  The Salt of the Earth
Regia: Wim WendersJuliano Ribeiro Salgado.
Soggetto: Wim WendersJuliano Ribeiro SalgadoDavid Rosier,Camille Delafon
Genere: Documentario, Biografico
Fotografia: Hugo Barbier, Juliano Ribeiro Salgado
Montaggio: Maxine Goedicke, Rob Myers
Musiche: Laurent Petitgand
Scenografia: Laure-Lise Feyeux, Marine Saunier

Leggi tutto ►

Werner Herzog

Grizzly Man

Usa, 2005
avatar

Postato da
il

Ciò che mi turba è che, su tutti i volti di tutti gli orsi ripresi da Treadwell, non ho mai visto affinità, comprensione o pietà.
Vedo solo la travolgente indifferenza della natura.
Per me non esiste nessun mondo segreto degli orsi.
Questo sguardo vuoto suggerisce solo una ricerca quasi meccanica di cibo.
Ma per Timothy Treadwell quest’orso era un amico, un salvatore.

Un’infanzia e un’adolescenza serene.
E poi gli anni del college, che precipitano in un buco nero di dipendenze e alienazione.
E’ la voce infantile e dolcissima di Timothy Treadwell a raccontarci di sé e delle motivazioni che lo spingono a un’esperienza apparentemente folle: trascorrere l’estate tra gli orsi della riserva naturale del Katmai National Park in Alaska, per studiarli, proteggerli da non meglio identificati nemici (di volta in volta governo, guardiaparco, bracconieri) e diventare uno di loro, finalmente lontano da quel consesso umano che sempre aveva trovato tanto faticoso.
La sua avventura si concluderà tragicamente al tredicesimo viaggio, ucciso e divorato, con la fidanzata Amie Huguenard, da uno di quegli orsi che considerava amici.
Le oltre cento ore di filmati che Timothy raccoglie anno dopo anno divengono la base su cui il grande regista Werner Herzog costruisce un documentario memorabile, montandole con interviste a conoscenti e amici dell’uomo, che manifestano, anche con durezza, la propria opinione sul terribile finale di storia.
Lungi dall’esprimere un giudizio etico sulle scelte di Treadwell, Herzog trae dalla pura casualità dei frammenti una straordinaria riflessione sulla bellezza incidentale dell’immagine e su un’idea pura di cinema (una piccola volpe si intrufola nell’inquadratura; un momento vuoto si fa improvvisamente poesia, con il vento che spazza i rami come una sinfonia); su quel vortice scuro e insondabile che è l’animo umano, sulla totale indifferenza di una natura che è solo violenza, caos e istinto.
Un vero capolavoro, scomodo e commovente.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Cave Of Forgotten Dreams – Werner Herzog
L’enigma di Kaspar Hauser – Werner Herzog
Into The Wild – Sean Penn
 
…e ascolta anche
Glencoe – Richard Thompson
Coyotes – Don Edwards
 
Locandina di Grizzly Man, documentario di Werner Herzog
 
Regia: Werner Herzog
Sceneggiatura: Werner Herzog
Fotografia: Peter Zeitlinger
Musiche: Richard Thompson
Durata: 100′
 
Interpreti
Timothy Treadwell
Jewel Palovak
Werner Herzog

Leggi tutto ►

Kenny Ortega

This Is It

USA, 2009, 111'
avatar

Postato da
il

Nelle settimane precedenti la sua morte, Michael Jackson (29 agosto 1958 – 25 giugno 2009) stava facendo le prove per uno spettacolo dal titolo “This Is It”, che avrebbe dovuto debuttare a luglio. Tutti quanti sappiamo com’è andata a finire. Il regista di questo documentario – musical – film e chi più ne ha più ne metta, ha voluto rendere omaggio al Re del Pop intessendo una storia attorno al grande show che avrebbe dovuto essere This is it. Attraverso le riprese delle prove dello spettacolo, a partire dalle selezioni dei ballerini, Kenny Ortega ci svela quello che avrebbe dovuto essere lo show della vita della pop star tanto amata, quanto discussa. Ma indiscutibile resta il contributo dato da Michael alla musica mondiale.

Ti è piaciuto questo film? Allora ascolta anche This Is It – Michael Jackson

…e leggi anche Michael Jackson Troppo grande per una vita sola – Paolo Giovanazzi

This is it

Leggi tutto ►