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Paolo Cognetti

Le otto montagne

Einaudi, 2016
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Sotto di noi, da una parte, la pendenza della montagna aumentava, e il ghiacciaio si spaccava in una ripida seraccata; oltre quel tormento di blocchi rotti, crollati, ammassati, il rifugio da cui eravamo partiti veniva inghiottito dalla nebbia. Allora mi sembrò che non saremmo più tornati indietro.

“Le otto montagne” è un libro che si respira, si sente dentro, si vive in modo intimo. La prova definitiva che la qualità vera di un romanzo – la sua attitudine a diventare poi un “classico” – risiede nell’uso di una scrittura limpida e lineare per esprimere pensieri profondi, poetici, non banali.
La semplicità dello stile è il punto d’arrivo dello stile di Cognetti, non un punto di partenza: considerazione assolutamente condivisibile, questa proposta da Paolo Di Paolo su “La Stampa”, e che meglio di ogni altra riesce a fotografare le grandissime doti letterarie del giovane scrittore milanese, destinato secondo noi a lasciare un segno nella letteratura italiana.
Il romanzo parla di amicizia tra due ragazzi, parla del difficile – ma ricercato – rapporto tra padre e figlio, parla della vita, con il respiro ampio delle grandi riflessioni e la naturalezza delle cose vere.
Ci racconta la montagna nella sua crudezza e nel suo grande fascino, con linguaggio ed immagini evocativi, con frasi quasi mormorate, sussurrate, eppure dirompenti nella propria profondità.
Insomma un bel romanzo di formazione, ma non solo, che racconta l’esistenza, cercando di fotografarne le sfumature più interiori, senza indugiare in alcuna ridondanza.

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La pelle dell’orso – Matteo Righetto
L’estate alla fine del secolo – Fabio Geda
Sofia si veste sempre di nero – Paolo Cognetti

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Matteo Righetto

La pelle dell’orso

Guanda, 2016
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Il ragazzo guardò fuori dalla finestra incastonata della spessa e profonda imbotte di legno. Si trovavano oltre i duemila metri di altitudine, e solo allora realizzò quanto bello fosse il panorama che si vedeva da quell’angolo di mondo.

 

Questa è la storia di un orso, di una montagna, di un padre e di un figlio.
Pietro è un padre inadeguato, scontento, violento. Domenico è il figlio dodicenne, orfano di madre, incantato dall’avventura, un po’ sognatore.
Ambientato negli Anni Cinquanta ai piedi delle Dolomiti, il romanzo racconta della dura caccia all’enorme orso che da anni terrorizza le valli. Narra di vite spezzate e crudeltà, ma anche di coraggio e rivalsa.
Fa da sfondo alla storia una natura aspra e selvaggia, apparentemente insensibile alle vicende umane, ma pronta in realtà ad accoglierne la durezza in un abbraccio partecipe.

 

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
L’estate alla fine del secolo – Fabio Geda
Il ragazzo selvatico – Paolo Cognetti
Il peso della farfalla – Erri De Luca

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La pelle dell’orso – Marco Segato
Into the wild – Sean Penn

 

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