Archivio tag: Due o tre cose che avrei dovuto dirti

Gillian Flynn

Sulla pelle

Piemme, 2008, 316 p.
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La faccia che mostri al mondo dice al mondo come trattarti.

Camille Preaker è una giornalista di scarso successo. Il suo carattere cupo e solitario sembra andare a genio solo al direttore del giornale per cui lavora, che l’ha presa sotto la sua ala protettiva.

E’ proprio lui ad affidarle il compito che mai avrebbe voluto: scrivere un articolo sugli omicidi di due bambine, avvenuti nella cittadina dove Camille è cresciuta e dove vivono ancora la sua ossessiva madre (da cui ha fatto di tutto per allontanarsi), il suo patrigno e la sua sorellastra.

Ricca proprietaria di una fabbrica ereditata dai genitori, sua madre Adora ha sempre avuto un rapporto morboso con le figlie, reso ancora più malsano dalla morte della sua secondogenita.

Camille porta letteralmente impresso sulla pelle il suo disagio: fin da quando era una ragazza, si incide sulla pelle delle parole.

La sua non sembra, però, essere la sola famiglia a nascondere dei segreti. Ostacolata dalla polizia, allontanata dai genitori delle bambine uccise, la giornalista non può che rassegnarsi ad immergersi nuovamente nell’ambiente della piccola cittadina di provincia da cui ha fatto di tutto per fuggire.

Schiacciata dalla presenza della madre da una parte e dall’impossibilità di portare a termine il compito affidatole dall’altra, Camille sembra risprofondare nella depressione da cui era così faticosamente uscita.
La scoperta di chi ha realmente ucciso le due bambine porterà alla luce numerosi altri segreti che coinvolgono non solo la sua famiglia ma l’intera comunità.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Rosso il sangue- Salla Simukka
Te la sei cercata- Louise O’Neill
La verità sul caso Harry Quebert- Joel Dicker
Due o tre cose che avrei voluto dirti- Joyce Carol Oates

…e guarda anche…
Thirteen Reasons Why- Brian Yorkey
Gone girl. L’amore bugiardo- David Fincher

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Louise O'Neill

Te la sei cercata

Hot Spot, 2018, 273 p.
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Stupro.
E’ come uno schiocco di frusta sulla schiena.
Quella parola riempie la stanza finché non rimane più niente e non riesco a respirare altro che quella parola (stupro) e non riesco a sentire altro che quella parola (stupro) e non riesco ad annusare altro che quella parola (stupro) e non riesco ad assaporare altro che quella parola (stupro).
“No.” Scuoto la testa cercando di impedire a quella parola di riecheggiarmi nella testa, ancora e ancora e ancora, di tambureggiare dentro di me.

Emma è una ragazza bellissima e consapevole di esserlo.
Ama essere al centro dell’attenzione ed è il fulcro di un gruppo di amici, disposti praticamente a tutto pur di accontentarla.
Durante una festa, Emma però esagera con alcool e droghe, tanto da avere un buco di alcune ore nelle quali non sa cosa le sia successo. Nei giorni successivi lo scopre nel modo più umiliante: su Facebook compare una pagina anonima sulla quale vengono postate delle foto di quella notte e dei quattro ragazzi che l’hanno violentata.
Per Emma inizia un incubo: vorrebbe mettere tutto a tacere ma, spinta dall’adorato fratello e da un’insegnante, acconsente a denunciare i quattro ragazzi.
La sua decisione diventa l’inizio di un vero e proprio incubo che la trascina in una spirale autodistruttiva, a due tentativi di suicidio e al totale isolamento dal mondo.
Perché nessuno è disposto a credere ad Emma. Persino persone che conosce da quando era solo una bambina solidarizzano con quelli che tutti definiscono “quattro bravi ragazzi”.

In questo suo secondo romanzo, Luoise O’Neill ci presenta una protagonista con la quale, all’inizio del racconto, è davvero impossibile empatizzare: una ragazza superficiale ed egocentrica, del tutto indifferente persino ai sentimenti delle sue più strette amiche.

L’autrice sfida i propri lettori a mettere di continuo in discussione le proprie convinzioni, tanto che è impossibile non fermarsi a pensare a come ci si sarebbe comportati nei panni dei vari personaggi.

Te la sei cercata non è solo un viaggio nella mente di una ragazza che ha subito una violenza terribile ma anche una riflessione sul concetto di giusto e sbagliato, vittima e carnefice, in un racconto che resta addosso al lettore anche dopo aver concluso la lettura.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Il coraggio della libellula- Deborah Ellis
Un elefante nella stanza- Susan Kreller
Il seggio vacante- J.K. Rowling
Due o tre cose che avrei dovuto dirti- Joyce Carol Oates

…e guarda anche…
Therteen reasons why- Brian Yorkey
Speak. Le parole non dette- Jessica Sharzer

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Sabrina Rondinelli

Camminare correre volare

EL 2008, 155 p.
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Adora la musica di Eminem: bello, controcorrente, coraggioso; ce l’ha fatta solo con le sue forze, nonostante la madre alcolizzata, nonostante la vita in una squallida roulotte.

Il bullismo visto anche dalla parte del bullo, anzi, della bulla.
Maria è la classica secchiona, vestita in modo antiquato e con qualche chilo di troppo, dovuto ai gran piatti di pasta che la madre le prepara amorevolmente: la vittima ideale per Asja e le sue tirapiedi. Le angherie, le prese in giro e le umiliazioni continuano fino a quando qualcuno si fa male veramente. Allora, per fortuna, emerge tutto quello che la vittima non aveva voluto denunciare, gli adulti intervengono e il terzetto di persecutrici si scioglie. Ma anche i bulli possono avere dei problemi. Così, la storia segue Asja e la sua vita, in una Torino anonima, delineata solo dagli squallidi quartieri di periferia e dai centri commerciali dove si va per rubare i vestiti e i trucchi che tanto si desiderano e non si possono comprare.
Famiglie problematiche, adulti fragili e immaturi, ambienti deprimenti e una profonda solitudine: se le azioni dei bulli non possono mai essere giustificate, a volte le condizioni in cui crescono non aiutano a fare di loro delle persone perbene.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Tredici – Jay Asher
Due o tre cose che avrei dovuto dirti – Joyce Carol Oates

… e ascolta anche
Mean – Taylor Swift
Popular Song – Mika

…guarda anche
Il ragazzo invisibile – Gabriele Salvatores

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Levante

Abbi cura di te

Carosello Records, 2015
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Prendi tutto quello che ho
Crollami addosso
E quel che posso
E quel che mostro
E qualche mostro mi dirà che
Noi non ci avremo mai

E basta con le pose plastiche ed i proforma
I sorrisi indossati all’occorrenza, la riverenza
È la voglia che mi manca poi
di ascoltare i soliti cliché
sgomitare per un posto tra
celebrità in disgrazia dei preziosi anni novanta

Levante.
Un nome che porta con sé aria di novità: non a caso è un vento che spira da est verso ovest.
Claudia Lagona lo ha scelto come nome d’arte e se ne serve per volteggiare tra la musica indipendente e il mainstream, con ottimi risultati.
In questo lavoro (Abbi cura di te è il suo secondo album) evoca l’amore e la vita. Intendiamoci: nulla di smielato o peggio, ma la sincera presa di coscienza che se una cosa finisce va bene così, non c’è bisogno di essere schizzinosamente emotivi o di piangere in modo arzigogolato.
Indipendentemente da quello che le canzoni possono raccontare, è la loro costruzione e le loro parole che ti avvolgono. Suoni apparentemente neomelodici sbocciano in un abbraccio di note fresche, bucaneve che fanno capolino da un tappeto indie-rock. Anche l’elettronica si fa sentire, senza però essere eccessiva, anzi: ben si amalgama con la classicità delle chitarre.
Tutto conferma la grande capacità compositiva di Claudia, nonché l’abilità cantautorale ed autoriale: raccontare del vissuto senza scadere in banalità come amore/dolore ed altre rime prevedibili non è da tutti e la sua voce agrodolce accarezza il presente accompagnandolo in un futuro più sereno.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Le lacrime non macchiano, Ciao per sempre, Lasciami andare

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Levante – Manuale Distruzione
La Tarma – Antitarma
I Cani – Il sorprendente album d’esordio de I Cani

… e leggi anche
Joyce Carol Oates – Due o tre cose che avrei dovuto dirti
Murakami Haruki – Tokyo Blues : Norwegian Wood
John Fante – Chiedi alla polvere

… e guarda anche
Gus Van Sant – Scoprendo Forrester
Jonathan Dayton e Valerie Faris – Little Miss Sunshine
Paolo Virzì – Caterina va in città

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