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Jack White

Lazaretto

Third Man – XL Recordings – Columbia, 2014
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And even God herself
Has fewer plans than me
But she never helps me out with my scams for free,
though she grabs a stick and then she points it at me
When I say nothing, I say everything
Yeah when I say nothing, I say everything

“ ?!?! ”
Beh si, è vero: forse intitolare un album Lazaretto non è il massimo, però è una parola dal suono secco e deciso, che ben prefigura le canzoni che troveremo al suo interno, particolari, concise, di sostanza.
A cominciare dalla title track.
Registrata e incisa in meno di quattro ore, rappresenta Jack White in pieno: ti spettina al primo ascolto e riesce a prenderti sempre in contropiede, con quel mix di violino, elettronica e chitarra elettrica. Già, quella chitarra, protuberanza delle mani del nostro beniamino, inscindibile presenza nel processo creativo con dei riff sempre azzeccati e con arrangiamenti che distinguono le buone canzoni dalle ottime.
E pare che il ragazzo di Detroit riesca a scrivere solo queste ultime.
Brani disincantati, parlano della vita che ti sorprende, che ti fa fare cose e dire cose in totale libertà, senza un perché, senza il pressante bisogno di giustificarsi con chicchessia
Dopo l’esperienza con i White Stripes e il debordante successo dell’album Elephant, con questa seconda prova da solista, Jack dà dimostrazione di sentirsi perfettamente a suo agio come mattatore, un perfetto animale da palcoscenico, attorniato dalle note di un rock misto blues misto indie che ci piace davvero tanto.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Lazaretto, High Ball Stepper, Would You Fight for My Love?

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
White Stripes – Elephant
Heike Has The Giggles – Crowd Surfing
The Strokes – Is This It

… e leggi anche
Il giorno che segammo il braccio a Andy – Marnix Peeters

… e guarda anche
Il lato positivo – David O. Russell

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Dennis Gansel

L’onda

Germania, 2008
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Ci siamo ritenuti esseri speciali, migliori di tutti gli altri ma la cosa peggiore è che abbiamo escluso dal gruppo chi non la pensava come noi. Li abbiamo feriti. E non voglio immaginare che altro avremmo potuto fare.

 
Spiegare il nazismo sembra una cosa ormai scontata. Tutti conoscono i fatti e sanno cosa è accaduto. Ma cosa farebbero dei ragazzi qualunque se si trovassero a vivere in una società fascista? Quanto sarebbe per loro semplice lasciarsi coinvolgere da un movimento che gran parte di loro ritiene giusto? E quanti, invece, avrebbero il coraggio di opporsi? L’Onda nasce nel corso di una lezione di storia, dal desiderio di un insegnante di far capire davvero ai propri studenti cosa ha vissuto la Germania con il nazismo. L’omologazione del pensiero si trasforma però in esclusione di chiunque non appartenga al movimento, con conseguenze devastanti soprattutto tra i ragazzi più emarginati, che avevano visto nella nuova eguaglianza instauratasi uno strumento di riscatto sociale. Tanto il film quanto il libro da cui è stato tratto sono ispirati alla storia vera dell’esperimento denominato “La terza onda” che si è svolto in una scuola californiana negli anni ’60.

 
Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche…
Un gioco da bambini- J.G. Ballard
L’onda- Todd Strasser
 
… e guarda anche
Elephant- Gus Van Sant

 
L'onda- Dennis Gansel
 
Regia: Dennis Gansel
Sceneggiatura: Johnny Dawkins- Ron Birnbach
Durata: 107′
 
Interpreti e personaggi
Jurgen Vogel: Rainer Wenger
Christiane Paul: Anke Wenger
Max Riemelt: Marco
Jennifer Ulrich: Karo

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Carla Cucchiarelli

Ho ucciso Bambi

0111Edizioni, 2012, 154 pp.
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Voglio sparare a tutti quelli che mi hanno fatto del male. Però adesso che sono qui, in questo letto, sola, non saprei più dire davvero perchè Alessandro mi ha fatto del male. Oddio, forse sono io che ho le idee confuse. E non ho più amici. Voglio dire non ho più amici vivi.

“Ho ucciso Bambi” racconta, sotto forma di diario, la storia di due ragazze di un liceo romano, Silvia e Debora, che decidono di compiere una strage a scuola.  Ne programmano ogni dettaglio nel corso di lunghi pomeriggi a casa, devastate da droga e alcol, totalmente abbandonate a se stesse da famiglie inesistenti. La strage viene compiuta, quattro compagni di classe ed una prof vengono uccisi. Una delle ragazze, Silvia, sopravvive alla sparatoria con la polizia, finisce in stato di coma irreversibile,  e proprio in questa angosciante condizione  rivede la propria vita e si racconta. La storia e’ inventata, ma appare  quasi reale grazie alla grande  capacita’ dell’autrice di delineare psicologicamente la personalita’ delle ragazze e dei compagni di classe e di riportare eventi e riflessioni in modo crudo e del tutto verosimile. E’ una storia di bullismo, di adulti assenti ed incapaci di cogliere segnali e richieste di aiuto: e’ un libro sulla “banalita’” del male. Soprattutto e’ un libro molto equilibrato, che indaga sulle dinamiche dei gesti estremi, senza tuttavia mai giungere a giustificarli.

Ti e’ piaciuto questo libro? Allora leggi anche Kill all enemies – Melvine Burgess

… vedi anche
Bowling a Columbine – Michel Moore
Elephant – Gus Van Sant

ed ascolta anche
La cura – Franco Battiato
Hai un momento Dio? – Luciano Ligabue
Who killed Bambi? – Sex Pistols
Fata Morgana – Litfiba

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The White Stripes

Elephant

XL Recordings, 2003
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Chitarra, basso e batteria. Immediatezza e semplicità: pochi ingredienti sapientemente miscelati per un grande disco. Jack White & Megan White ci accolgono nelle loro note chiassose e astute dove pare di essere in compagnia di vortici metallici un attimo prima e di placide distese di brughiera poi.
Seven Nation Army non ha una cassa, ma un cuore tribale che pulsa all’unisono con chi ascolta e vibra insieme ad un giro di basso da storia della musica.
In The Cold, Cold Night è quasi intimista, trattenuta, massimamente minimale, quasi a predisporre le ormai disincantate orecchie ad un successivo florilegio di puro blues-rock.
The Hardest Button to Button ti fa sorridere e pronunciare ” Oooh, yeah…” perchè sapevi che il beat si sarebbe impossessato di te. E di nuovo.
Pause e accelerazioni: questo disco è come la vita, dove a tratti ti sembra di aver perduto la passione per qualcosa, un attimo dopo la ritrovi, più completa e migliore di prima e ti ci avventi con una foga quasi bestiale.
E’ quello che fanno i White Stripes: liberare la loro energia per scatenare un nuovo universo.

 

Ascolta tre brani tratti dall’album
Seven Nation Army, In The Cold, Cold Night, The Hardest Button to Button

 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
The Strokes – Is This It
Babyshambles – Delivery
The Jon Spencer Blues Explosion – Bellbottoms

 

… e guarda anche il documentario
The White Stripes – Under Great White Northern Lights

 

… e leggi anche
Rumore Bianco: storia e musica dei White Stripes – Carmen Azarian
 

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