Archivio tag: emancipazione

Sarah Gavron

Suffragette

Gran Bretagna, 2015
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Non sottovalutate mai il potere che abbiamo di essere artefici del nostro destino.

Maud Watts è un giovane donna inglese che si trova, quasi suo malgrado, coinvolta nel movimento delle suffragette, coloro che hanno lottato per decenni per far sì che anche alle donne inglesi fosse concesso il diritto di voto.
Maud ha una vita ordinaria, segnata da un lavoro massacrante ma anche dall’amore per il marito e per il figlio George.
Nel suo modo di vivere, però, c’è tanta rassegnazione verso quanto non va come dovrebbe, come il suo datore di lavoro che si sente in diritto di molestare le sue dipendenti.

Anche se Maud si è rassegnata alla sua condizione, l’incontro con alcune delle persone che portano avanti la lotta per i diritti delle donne, cambia completamente il suo modo di pensare e le fa comprendere di non essere la sola a sentire che le cose dovrebbero andare in modo differente.

Una volta intrapresa la strada della consapevolezza, tornare indietro sarà impossibile, anche quando il prezzo da pagare sarà altissimo. Maud viene arrestata, allontanata dal suo bambino, ripudiata dal marito e licenziata.
Ma è proprio quando non si ha più nulla da perdere che si può rischiare fino in fondo, senza timori.

Suffragette non si limita a raccontare la lotta per il diritto al voto delle donne inglesi ma porta lo spettatore in un mondo di possibilità negate, di frustrazione di fronte all’impossibilità di poter decidere del proprio destino e di consapevolezza di dover subire, senza la possibilità di ribellarsi, quanto deciso dagli uomini.
Le donne raccontate sono disposte a proseguire la propria battaglia fino alla morte.
Le loro azioni sono state fondamentali perché venissero riconosciuti alcuni dei diritti che noi oggi diamo per scontati. Dobbiamo ringraziarle tutte per essersi impegnate a rendere il mondo migliore di come è stato loro lasciato.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Il diritto di contare- Theodore Melfi
Mustang- Deniz Gamze Ergüven
E ora dove andiamo?- Nadine Labaki

… leggi anche…
La randagia- Valeria Montaldi
Siria mon amour- Amani El Nasif- Cristina Obber
Miss Charity- Marie-Aude Murail

suffragette-sarah-gavron

Regia: Sarah Gavron
Sceneggiatura: Abi Morgan
Musiche: Alexandre Desplat
Fotografia: Eduard Grau
Durata: 106′

Interpreti e personaggi
Carey Mulligan: Maud Watts
Anne- Marie Duff: Violet Miller
Ben Whishaw: Sonny Watts
Helena Bonham Cater: Edith Ellyn
Natalie Press: Emily Wilding Davison
Maryl Streep: Emmeline Pankhurst
Brendan Gleeson: Arthur Steed

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Theodore Melfi

Il diritto di contare

USA, 2017
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Mi occorrono dei numeri che ancora non esistono. Trovatemi un matematico prima che i russi piantino una bandiera sulla luna.

“Il diritto di contare” racconta la storia vera di tre donne matematiche di colore, particolarmente dotate, impiegate negli anni Sessanta nella NASA per dare attuazione al programma che avrebbe portato John Glenn (primo americano) in orbita nello spazio.
Una storia che prima questo film non aveva mai raggiunto il grande pubblico (e forse nemmeno quello di nicchia).

Siamo nell’America segregazionista, ossessionata dalla Guerra Fredda ed intrisa di pregiudizi contro le donne e gli afro-americani. Manca ancora qualche anno alla campagna pacifica per il riconoscimento dei diritti dei neri portata avanti da M.L. King e J.F. Kennedy.
In questo clima ancora profondamente razzista, le tre giovani donne (Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson) riescono ad imporsi in un ambiente ostile e a svolgere un ruolo chiave nella buona riuscita del primo volo orbitale americano (programma spaziale Mercury).

Bel film, bellissima storia di coraggio e determinazione, ottimo cast. Avrebbe meritato un Oscar.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The last man on the moon – Marc Craig
Apollo 13 – Ron Howard

e leggi anche Il diritto di contare – Margot Lee Shetterley

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Regia: Theodore Melfi
Sceneggiatura: Margot Lee Shetterley, Allison Schroeder
Durata: 127′

Personaggi ed interpreti:
Katherine Johnson: Taraji P. Henson
Dorothy Vaughan: Octavia Spencer
Mary Jackson – Janelle Monae
Al Harrison – Kevin Costner

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Rob Zombie

Le streghe di Salem

Notorius Pictures, Usa, 2012
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Dio non perdona gli Angeli quando peccano

Heidi Laroque lavora come DJ per un’emittente radio di Salem, insieme a Herman “Whitey” Salvador e Herman Jackson. Un giorno, ad Heidi viene recapitato un disco dello sconosciuto gruppo “I signori”. Whitey e Heidi decidono di ascoltare il disco e, fin dalle prime note, Heidi cade in una specie di trance. Il giorno successivo, dopo un’intervista allo scrittore Francis Matthias, il disco viene mandato in onda durante il programma, e mentre la musica si diffonde, alcune donne della città cadono in una trance simile a quella di Heidi. Rientrata a casa, Heidi fa la conoscenza di Sonny e Megan, sorelle di Lacy, proprietaria dello stabile in cui risiede. Quella notte, Heidi entra nell’appartamento numero 5 in cui, davanti a una croce di neon, cade nuovamente in trance e riceve la visita di una donna che le chiarisce cosa le stia accadendo e cosa dovrà fare per liberarsi dalle sinistre presenze.

Rob Zombie torna dopo dieci anni dal suo film d’esordio ormai vero e proprio oggetto di culto La casa dei 1000 corpi. Zombie cambia totalmente registro in questo poderoso film psichedelico e simbolico instaurando una visione a 360° dell’inquietudine come sentimento dominate all’interno dell’animo umano. Le streghe di Salem si dipana ipnotico, raccontando una witch-story contemporanea  trovando proprio nella musica il ponte perfetto tra un passato e un presente diversissimi eppure uguali nelle angosce e nelle oppressioni, soprattutto nei desideri e nei corpi femminili.  Il percorso Heidi è reso travagliato da possessioni e dipendenze (droga e alcool) dalle quali non riesce a liberarsi, cadendo in stati di profonda paranoia e ossessione, come se avessero una radice comune assumendo anche una valenza metaforica, raccontando così di una rabbiosa e dolorosa reazione ad una struttura patriarcale e paternalista dalla quale l’unica emancipazione possibile e quella di una rivolta violenta e radicale. La novità è insista nell’introspezione psicologica (e non solo sociale) dell’aspetto più inquietante della sofferenza umana: la rassegnazione al vuoto e al nulla in quella che si definisce “banalità del male” che fa rima spesso con la “semplicità del male” e autodistruzione.

Rob Zombie inaugura un film ultracitazionista in cui troviamo le atmosfere di molti film horror di culto da Russell e Kubrick passando per il nostrano Dario Argento e i b movie splatter di ultima generazione.

Il film a causa delle scene di estremo valore simbolico e lo splatter abbondante è ASSOLUTAMENTE VIETATO ai MINORI DI 16 ANNI.

Se ti è piaciuto leggi anche il libro di Rob Zombie da cui è tratto il film

Le streghe di Salem – Rob Zombie

Ascolta anche:

Black Sabbath – Black Sabbath

Guarda anche un altro horror innovativo:

The Witch – Robert Eggers anche in questo caso la visione è vietata ai minori di 16 anni

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Regia: Rob Zombie
Soggetto: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Produttore: Rob Zombie
Casa di distribuzione: Notorius Pictures
Fotografia: Brandon Trost
Montaggio: Glenn Garland
Musiche: John 5, Griffin Boice
Cast: Sheri Moon Zombie, Bruce Davison, Jeffrey Daniel Phillips, Ken Foree, Dee Wallace

 

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Marie-Aude Murail

Miss Charity

Giunti, 2013, 477 p.
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Si potrebbe pensare che io vivessi da sola nella nursery, in mezzo a rane e topi. E l’idea non è nemmeno troppo lontana dalla realtà. Venivo chiamata solo di rado in sala. Mamma era una di quelle persone per cui un bambino poteva al massimo essere visto, mai sentito.

Inghilterra, seconda metà dell’800, tra i salotti dell’alta società vittoriana vive la piccola Charity Tiddler.
Charity è curiosa del mondo che la circonda, ama la natura, conosce Shakespeare a memoria ed è abile disegnatrice di animali.
Vive al 3° piano della sua casa, nella solitudine, con rare possibilità di avere contatti con i genitori, allevando gli animali più strani (topi, conigli, rospi, corvi).
Grazie alle sue capacità, al suo coraggio e ai suoi animaletti, Charity troverà la sua strada nell’editoria per bambini diventando in breve tempo un’importante illustratrice e autrice di albi di successo.

Divertimento, riferimenti culturali, libertà ed emancipazione sono gli ingredienti principali del romanzo.
Un omaggio, probabilmente, a Beatrix Potter, autrice ed illustratrice di albi per bambini vissuta tra la seconda metà del diciannovesimo secolo e la prima del ventesimo.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Oh-Boy – Marie-Aude Murail

allora vedi anche…
Saving Mr Banks- John Lee Hancock

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