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Yorgos Lanthimos

La favorita

Irlanda, Regno Unito e Stati Uniti, 2018
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Articolo di Laura Festari

Io sono dalla mia parte, sempre.

Gran Bretagna, 1706.
Alla corte inglese si intrecciano le vite di tre donne molto diverse tra loro: la regina Anna, Lady Sarah e Abigail.
La prima, ormai vecchia e malata, rasenta quasi la follia, sembra il ritratto della decadenza e della sofferenza.
La seconda, nobile e senza scrupoli, sembra sfruttare la sua amicizia con la regina per i propri fini.
La terza, senza un soldo e un futuro, sembra avere a cuore la salute della sovrana e la fedeltà della cugina.
In un complesso e contorto groviglio di vicende, complotti e giochi di potere le protagoniste si rivelano per quello che sono fino ad arrivare alla scena finale dove i ruoli sono completamente ribaltati.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
The Young Victoria- Jean-Marc Valeé
Elizabeth- Shekhar Kapur

…e leggi anche…
La sovrana lettrice- Alan Bennett

locandina

Regia: Yorgos Lanthimos
Sceneggiatura: Deborah Davis e Tony McNamara
Musiche: Komeil S. Hosseini

Interpreti e personaggi
Olivia Colman: Regina Anna
Rachel Weisz: Lady Sarah
Emma Stone: Abigail

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Ruben Fleischer

Benvenuti a Zombieland

USA, 2009
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La sua fissazione più di uccidere gli zombie era trovare un Twinkie. C’era una cosa nei Twinkie che gli ricordava il tempo passato, quando le cose erano semplici e innocenti, non così assurde. Era come se pensasse che mangiando quella merendina, il mondo avrebbe recuperato quella innocenza e sarebbe tornato normale.

Il film è ambientato in America versione post-apocalittica, due mesi dopo un’epidemia mortale causata morbo della “mucca pazza”, che poi è diventato il virus della “persona pazza” e poi quello dello “zombie pazzo”.
Il protagonista, Columbus (interpretato da Jesse Eisenberg), viaggia per vedere se i suoi genitori sono ancora vivi. Poco dopo incontra Tallahassee (interpretato da Woody Harrelson), un uomo duro ossessionato dai Twinkie, merendine che gli ricordavano il passato senza zombie. Decidendo di viaggiare insieme, incontrano due giovani sorelle, Wichita (Emma Stone) e Little Rock (Abigail Breslin). Inizierà così il viaggio di questi quattro singolari elementi verso Los Angeles dove, si dice, ci sia un parco divertimenti libero dagli zombie. Il loro viaggio sarà pieno di demenziali (ma efficaci) regole da tenere a mente per evitare di essere mangiati, singolari incontri (Bill Murray non infetto che si traveste da zombie per poter giocare a golf senza dover fare la fila) e memorabili dichiarazioni d’amore di Tallahasse verso i Twinkie.

Un film spassoso, quasi una commedia, che però non perde la vena horror dei film con protagonisti gli zombie.
Oltretutto, recentemente, i produttori hanno confermato il sequel con il cast originale! Inizio della produzione fissato ad inizio 2019.

Se ti è piaciuto guarda anche: The Walking Dead – Frank Darabont
leggi anche: Io sono leggenda – Richard Matheson
ascolta anche: Colonna sonora del film

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Interpreti
-Woody Harrelson: Tallahassee
-Jesse Eisenberg: Columbus
-Emma Stone: Wichita/Krista
-Abigail Breslin: Little Rock
-Amber Heard: 406
-Bill Murray: Se stesso
Regia
-Ruben Fleischer

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Damien Chazelle

La La Land

Usa, 2016
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Come puoi essere un rivoluzionario se sei così tradizionalista?

La La Land è ambientato a Los Angeles, ai nostri giorni: Ryan Gosling interpreta Sebastian, un musicista con una grande e pura passione per il jazz; Emma Stone interpreta Mia, una cameriera che prova a fare l’attrice ma i cui provini vanno sempre male. Riusciranno a realizzare i loro sogni? Sapranno proteggere la loro passione rispetto alla bruttura della realtà sempre in agguato per rovinare ogni cosa?

Il grande protagonista di questo “musical” è però il sogno, l’ambizione, ma soprattutto un’idea di arte che abbiamo dimenticato. La la land è uno stato d’animo da cui non vorremmo mai svegliarci dove la realtà arriva graduale e ci riporta a terra carichi di una malinconia nuova, come se ci avesse restituito qualcosa di sepolto. E’ la nostra passione per il cinema, per l’arte ma soprattutto il nostro diritto di essere sognatori, di non arrenderci, di coltivare noi stessi perchè siamo unici e il destino brinda con noi quando ci lasciamo andare e proviamo a costruire qualcosa di unico. La nostra gioventù bruciata non ha l’arroganza degli anni ‘60, la nostra gioventù ama il proprio passato al punto da renderlo mitico e non volerlo cambiare. Eppure tutto muta e quel mito deve essere tradito per poter progredire. Mixare il passato è un atto d’amore ed è quello che compie Damien Chezelle (32 anni già regista del grandioso Whiplash e vincitore di 8 golden globe) con questo film straordinario. Un film che esalta il vecchio jazz (e il vecchio cinema) eppure lo tradisce e lo strapazza proprio mentre ne esalta le straordinarie virtù.  Guarda formalmente e nostalgicamente al cinema e alla musica del passato, ma con gli strumenti e le pratiche culturali di oggi che di fatto hanno una onestà e una profondità di sguardo che polverizza il finto ottimismo dei musical (e il sogno americano) per diventare una malinconica serenata alla nostra passione e al nostro amore per la vita per quella che è… con sue le cadute, i fallimenti, i sogni che non si avverano, le persone che prima si amavano e poi non si amano più, senza per sempre o c’era una volta ma non per questo meno magici o romantici.

Dobbiamo solo avere il coraggio di tornare a sognare e di non accontentarci di una realtà brutale in cui trionfano persone senza poesia e senza amore per la vita (soprattutto in tempi così profondamente violenti e bui). Non arrendiamoci mai.

Emma Stone e Ryan Gosling sono dotati di una chimica rara e profonda eleganza.

Indimenticabile.

Se ti è piaciuto ascolta anche la colonna sonora del film:

Guarda anche:

Wihplash – Damien Chezelle
Bird Man – Alejandro Inarritu

Leggi anche

Colazione da Tiffany – Truman Capote

lala land

 

Regia e sceneggiatura: Damien Chezelle
Distribuzione: 01 Distribution
Fotografia: Linus Sandgren
Montaggio: Tom Cross
Musiche: Justin Hurwitz
Scenografia: David Wasco
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, J. K. Simmons, Rosemarie DeWitt, Finn Wittrock:

 

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Alejandro Gonzalez Inarritu

Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Usa, 2014
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“La popolarità è la piccola cuginetta del prestigio!”

Riggan Thompson è una celebrità che cerca disperatamente di mostrare al mondo di avere talento (non serve avere talento per essere famosi diceva qualcuno…). E’ attore che disperatamente tenta di allontanarsi dalla figura che tanto lo ha reso celebre, il supereroe Birdman mezzo uomo e mezzo uccello, tentando di mettere in scena a  Broadway, uno spettacolo teatrale tratto dall’opera Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver.  Le anteprime si rivelano disastrose a causa della tensione creatasi tra i componenti del cast sfociando in episodi imbarazzanti e liti furiose, oltre che dover fare i conti anche con la figlia Sam, ex tossicodipendente, con la quale ha un rapporto molto instabile. Il problema più grande però, riguarda il tentativo di mettere a tacere il suo ego, rappresentato in questo caso dal suo personaggio Birdman, la cui voce, che Riggan sente nella sua testa, tenta di dissuaderlo dal continuare con il teatro e lo spinge a ritornare a fare blockbuster.

Birdman è un film estremamente puro e quindi velenoso. Ci aiuta a dissacrare i nostri miti contemporanei e i nostri pregiudizi sulla cultura. La cultura è importante a tutti i livelli sia quella più commerciale (i super eroi, i blockbuster, gli scrittori facili e scontati) sia quella più alta e raffinata come Carver e i suoi straordinari ritratti romanzati. Il vero talento è riuscire ad interpretare entrambi i ruoli e riconoscere i limiti di entrambe le direzioni: i supereroi azzerano il livello celebrale ma Carver era pur sempre un uomo violento e complessato e la sua realtà era spesso legata a questo dolore perenne, pericoloso e tossico, per chi non riesce ad individuarlo. Il nostro Riggan subisce il colpo e scopre quanto possa essere gretta e banale l’umanità, ma anche quanto delicata e maestosa essa sia. Decide di dedicarsi alla poesia dell’essere umano e viene gettato in pasto ad una realtà che non riconosce più sua: non sa usare i social network, non comprende la necessità di usare i mezzi di comunicazione, o di scendere a patto con la stampa che vizia da sempre la critica dello spettacolo da un pulpito fatato senza mai sporcarsi le mani. Riggan scopre i nuovi barbari, desiderosi di una poesia che non sono in grado di capire ma solo di intuire. Allora smette di interpretare quell’amore descritto da Carver e lo vive fino in fondo. Smette di giudicare la figlia appena uscita da una comunità di recupero, la ex moglie, tutti i suoi collaboratori allucinanti e allucinanti capendo quando sia complessa la vita, il suo desiderio perenne di poesia e amore. La regia di Alejandro González Iñárritu  ci aiuta a restare ancorati in questa realtà soffocante e senza respiro grazie ad interminabili piani sequenza e attori meravigliosamente bravi. Proverbiale è anche l’ignoranza, ma Riggan la rifiuta e il prezzo è altissimo ma questo si sa  fin dall’alba dei tempi.

Eppure si ride. Tanto, tantissimo.

Vincitore di quattro premi Oscar nell’edizione 2015 e qui abbiamo la consegna (divertentissima) dell’Oscar come miglior film.

Se ti è piaciuto questo film leggi anche:

Raymond Carver, Tutti i racconti 

Joyce Carol Oates, Figli randagi 

Guarda anche:

Alejandro González Iñárritu, 21 grammi 

Ascolta anche:

La colonna sonora del film Gnarls Barkley, Crazy

Birdman-Locandina

Regia:  Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo
Cast: Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan,  Emma StoneNaomi Watts
Genere: Commedia drammatica
Distribuzione:  20th Century Fox
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Douglas Crise, Stephen Mirrione
Musiche: Antonio Sánchez
Scenografia: Kevin Thompson
Costumi: Albert Wolsky

 

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Will Gluck

Easy Girl

Usa, 2010
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Articolo di Stefano Guerini Rocco

Che fine ha fatto la cavalleria? Esiste soltanto nei film degli anni ’80? Voglio John Cusack con un boom box fuori dalla mia finestra, voglio andarmene su un taglia erba con Patrick Dempsey, voglio Jake di “Un compleanno da ricordare” che mi aspetta fuori dalla chiesa, voglio Judd Nelson che alza il pugno al cielo perché sa di avermi conquistata! Voglio che la mia vita sia come quella di un film degli anni ’80! Preferibilmente uno di quelli dove c’è un numero da musical senza un motivo apparente.

Olive Penderghast, diciassettenne acuta e un po’ invisibile, inventa un pettegolezzo che le cambierà la vita. Per dare soddisfazione ad un’amica impicciona, racconta di aver perso la verginità con un ragazzo del college. La notizia si diffonde presto, ma quando gli eventi prenderanno una piega imprevista, la sagace ragazzina saprà riprendere le redini della situazione con un brillante espediente. Commedia sagace e puntuta, scritta benissimo da un (quasi) esordiente e recitata anche meglio da un cast in stato di grazia, riesce a divertire e a proporre allo stesso tempo una riflessione non banale sulla penosa spinta all’omologazione nella società (non solo) di oggi e sul valore della reputazione nell’era della socializzazione telematica. Ha il merito di aver rivelato e imposto la sua protagonista, Emma Stone, tutta ironia, sessappiglio e lentiggini: un talento sopra la media, che in quest’operetta (con) morale, frizzante e spensierata, ricca di battute fulminanti e con qualche notazione arguta, dà il meglio di sé. Lontano anni luce da drammi neo-romantici e goliardia pecoreccia, è un ottimo antidoto al cinema giovanilistico più in voga.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Mean Girls – Mark Waters
10 cose che odio di te – Gil Junger
Election – Alexander Payne
Saved! – Brian Dannelly
 
Locandina di Easy Girl, film di Will Gluck
Regia: Will Gluck
Sceneggiatura: Bert V. Royal
Fotografia: Michael Grady
Montaggio: Susan Littenberg
Musiche: Brad Segal
Durata: 92′
 
Interpreti e personaggi
Emma Stone: Olive
Penn Bagdley: Todd
Amanda Bynes: Marianne
Patricia Clarkson: Rosemary
Stanley Tucci: Dill
Lisa Kudrow: Signora Griffith
Malcom McDowell: Preside Gibbons

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