Archivio tag: eroismo

Albert Camus

La peste

Bompiani 1994, 246 p.
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Ma lei sa, io mi sento più solidale coi vinti che coi santi. Non ho inclinazione, credo, per l’eroismo e per la santità. Essere un uomo, questo m’interessa.

Tutto comincia con una gran moria di topi nelle strade e sulle scale dei palazzi. Poi, totalmente inaspettata, a Orano, prefettura francese della costa algerina, scoppia una pestilenza gravissima che falcia migliaia di vite umane. Mentre le autorità isolano la città dal resto del mondo, un gruppo di uomini tenta di arginare il contagio: il dottor Rieux, che con altri medici presta senza tregua soccorso ai malati cercando disperatamente una cura; il bonario Jean Tarrou, che organizza le squadre di volontari a sostegno di medici e polizia, l’impiegato Grand, che tiene un meticoloso registro dell’andamento del morbo, il giornalista Rambert, che inizialmente cerca di scappare per raggiungere la donna amata. Il panorama urbano si fa sempre più straniante: sotto un sole implacabile che fa bollire i muri e le strade vuote nei lunghi mesi estivi, con un vento gelido che sferza i viali nel desolato autunno e soffia lungo un inverno ormai senza speranze, mentre il bollettino dei decessi si fa sempre più tragico e non si sa più come seppellire i morti, si svolge un dramma che è metafora della condizione umana. La lotta fra la peste e chi la affronta, pur nella consapevolezza della propria fragilità, è il simbolo dell’incessante conflitto fra bene e male vissuto dall’uomo.
Un libro commovente, che fotografa la nostra debolezza, ma anche l’eroismo di chi va avanti nonostante tutto, perché “la grandezza dell’uomo è nella decisione di essere più forte della sua condizione.”

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Steven Pressfield

Le porte di fuoco

Rizzoli, 1999, 446 pp.
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“Spartani, arrendetevi e deponete le armi!” “Venite a prenderle.”

Grecia, estate del 480 a.C.: le forze dell’imperatore persiano Serse marciano verso Atene per sottomettere l’intera Ellade. Gli Spartani e i loro alleati si dirigono al passo delle Termopili per tentare l’impresa disperata di rallentare l’avanzata nemica. Sono settemila Greci contro trecentomila fra Persiani e altri popoli asiatici. Per due giorni i difensori tengono testa agli invasori. Poi Leonida, re di Sparta, congeda il grosso delle truppe e rimane a difendere il passo con i suoi trecento spartiati insieme a settecento Tespiesi e quattrocento Tebani.
La lotta eroica, immane di questi uomini votati all’annientamento finirà con lo sterminio di tutti i soldati greci, ma non sarà stata inutile: il sacrificio di Leonida e dei suoi compagni permetterà ai Greci di riorganizzarsi. Nell’autunno e nella primavera successivi, infatti, i Persiani verranno sconfitti a Salamina e a Platea. Le truppe di Serse si ritireranno per non tornare mai più in Grecia.
Le porte di fuoco racconta una delle vicende più famose della storia antica attraverso le parole di Xeone, arciere e scudiero dell’esercito di Leonida, unico sopravvissuto alla battaglia. La vita di Xeone dall’infanzia all’età adulta, l’amicizia e la lealtà verso i propri commilitoni, le scene di battaglia vengono descritte con tale vividezza da farci sentire sul posto, accanto al protagonista. Steven Pressfield segue fedelmente la narrazione di Erodoto, creando un personaggio che coinvolge e commuove.

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