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Dutch Nazari

Ce lo chiede l’Europa

Undamento, 2018
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L’economia ha un movimento oscillante, ogni tanto dà un contraccolpo
Come un barcone nel mare con trecento persone a bordo
Qualcuno strilla “Chiudete il porto!”
E intanto suo figlio è in un aeroporto
E ha in una mano un biglietto di solo andata per Toronto
E nell’altra un passaporto

“Ce lo chiede l’Europa”: una frase fatta, un titolo provocatorio per l’ultimo album di Dutch Nazari, cantautore padovano.
Parole con le quali per lungo tempo si è cercato di gestire il malcontento dell’opinione pubblica di fronte a scelte sgradite: una scusa per scrollarsi di dosso la responsabilità politica. E così l’Europa è stata spesso ridotta a capro espiatorio, sminuita nella sua valenza aggregante, di stimolo alla conoscenza reciproca ed allo scambio tra nazioni.

L’album di Dutch Nazari veicola proprio questo messaggio: parla di incertezza, perdita di fiducia nel futuro, contraddizioni, conflitto tra generazioni, ma anche di sogni, ricordi, speranza.
Emozioni e riflessioni presentate attraverso tredici brani: istantanee appese in una bacheca ideale, tutte diverse, alcune allegre, altre acide, altre ancora sfocate e caotiche.

Il genere musicale è hip-hop, rap.

Di grande impatto è il brano di apertura Calma le onde: parole importanti per un messaggio forte.
Bellissima poi la canzone “Girasoli”, dedicata al fratello che vive a Londra: parole di una dolcezza disarmante, molto evocative.
Il brano “Mirò” ci descrive il mondo come un quadro astratto, che pare svelarsi agli occhi del cantante come il luogo in cui tutto è possibile: uno spazio in cui sperare che i propri sogni si realizzino, astratti o concreti che siano.

Ti è piaciuto questo album? Allora leggi anche Generazione Erasmus – Davide Faraldi

e vedi anche L’appartamento spagnolo – Cedric Klapisch

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Baran bo Odar

Dark

2017, Netflix
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La domanda non è dove ma quando?

Nella cittadina tedesca di Winden un bambino scompare nella notte. La ricerca metterà in moto alcune relazioni tra le diverse famiglie e gli abitanti della comunità, sita nei pressi di una centrale nucleare prossima alla chiusura. Tra tradimenti, misteri, disperazione e alcuni loschi figuri che si aggirano nella notte, la soluzione dell’enigma della scomparsa sembra risiedere in una grotta, al cui interno si manifesta una strana attività spazio-temporale che permette di spostarsi avanti e indietro nel tempo.  Ogni 33 anni l’universo si resetta, motivo per cui la cittadina di Windem ha già visto, nel passato, importanti episodi di rapimenti di bambini (nel 1953, nel 1986 e nel prossimo 2019): quasi tre generazioni, dunque, che hanno vissuto lo stesso dramma e mistero. La scoperta di questo elemento chiave da parte di due tra i tanti protagonisti, Urlich e Jhonas, renderà l’intreccio vivo, e sposterà l’interesse sui paradossi e cicli temporali.

Questo piccolo gioiello non ha nulla da invidiare a un romanzo di Dostoevskij o, addirittura, alle speculazioni metafisiche di Nietzsche, Hegel, Bergson, Spinoza e Heidegger. Di fatto è la filosofia e la fisica a dominare la trama (difficoltosa ebbene si – era ora) in particolare è la teoria dei Whormole detto anche Ponte di Einstein – Rosen  a dare forma a un intreccio spettacolare in un crescendo estetico. Il filosofo Heidegger affermava che l’ambiente e la natura in cui l’uomo è inserito a determinare il carattere e il rapporto con la propria interiorità (se non il proprio destino), infatti, boschi e sentieri aprono a un labirinto di intrecci e rimandi simbolici per tutta la durata della serie. Il filo di Arianna e il labirinto classico sono di fatto le figure archetipiche che ci conducono in una narrazione in cui classicismo, filosofia e fisica si fondono dando forma a un disegno caotico e magistrale in cui ogni personaggio trova collocazione.

Stupenda la fotografia, la regia è ottima anche nei tempi narrativi e gli attori sono estremamente convincenti.

A causa della crudezza delle scene proposte, dell’ambientazione volutamente cupa e ossessiva, la serie è vietata ai minori di 16 anni.

Se ti è piaciuto leggi anche:

La grande storia del tempo – Stephen Hawking

Ascolta anche:

Sleep whit the beast – The national

Guarda anche:

Damon Lindelof, Tom Perrotta - The Leftovers 

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Regia: Baran bo Odar
Genere: Thriller, Horror
Sceneggiatura: Baran bo Odar
Produzione: Netflix
Cast: Louis Hofmann, Oliver Masucci,  Jördis Triebel, Maja Schöne, Sebastian Rudolph, Anatole Taubman, Mark Waschke

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Dany Boon

Niente da dichiarare?

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Non ho nulla a che spartire con questo francioso!

Siamo alla vigilia del 1° gennaio 1993, data in cui in Europa cadono le frontiere tra i vari paesi, grazie al Trattato di Maastricht.
La trama si dipana tra la Francia e il Belgio, dove apertura delle frontiere significa scomparsa delle frontiere per il dispiacere del doganiere belga Benoît Poelvoorde, integerrimo e francofobico al 100%, più ostile ai francesi che ai trafficanti di droga che tentano di varcare il confine.
Ben diverso è il collega francese Mathias Ducatel, più tranquillo e aperto al cambiamento. Anche se qualcosa da dire contro i belgi ce l’ha.
Così inizia la storia: il resto è una commedia intelligentemente divertente e ingenuamente gustosa tra dogane, doganieri e il microcosmo che circonda il tutto.
In secondo piano, ma non troppo, la storia è un pretesto per parlare d’intolleranza e di cliché duri a morire fra i popoli, il razzismo (quello del collega belga verso il collega francese cos’altro è?) e il pregiudizio verso chi consideriamo diverso ed alieno per il semplice fatto di non conoscerlo a sufficienza.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
Giù al nord – Dany Boon
Supercondriaco – Dany Boon
Joel ed Ethan Coen – A proposito di Davis

… e leggi anche
Christopher Moore – Un lavoro sporco
Tony Hawks – Mr. Fridge. L’Irlanda in autostop con un frigo
Vite brevi di idioti – Ermanno Cavazzoni

…e ascolta anche
Festa Festa – Crookers ft Fabri Fibra & Dargen D’Amico
R. Kelly – I Believe I Can Fly
Eiffel 65 – Viaggia insieme a me

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Regia : Dany Boon
Sceneggiatura : Dany Boon – Yaël Boon
Montaggio : Géraldine Rétif
Musica : Philippe Rombi
Durata: 108′

Interpreti e personaggi principali:
Dany Boon – Mathias Ducatel
Benoît Poelvoorde – Ruben Vandevoorde
Karin Viard – Irène Janus
François Damiens – Jacques Janus
Michel Vuillermoz – Il corrire sfortunato
Julie Bernard – Louise Vandevoorde

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Morgan Library & Museum

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La Morgan Library & Museum è una biblioteca – museo situata nel cuore di Manhattan, piccolo gioiellino culturale della Grande Mela.

Nata dalla collezione privata del banchiere J. P. Morgan, è stata convertita in istituzione pubblica nel 1924 dal figlio. L’edificio, costruito appositamente per conservare la collezione nel 1902, ha subito diversi interventi successivi, tra i quali un progetto di ampliamento diretto dall’architetto Renzo Piano, conclusosi nel 2006.

La collezione comprende oltre al patrimonio librario, a stampa e manoscritto, oggetti d’arte, dipinti e più di 20 mila opere su carta. I dipinti sono principalmente di scuola rinascimentale italiana e nordica, fra gli artisti troviamo H. Membling, P. Perugino, D. Tintoretto. L’oggettistica invece copre un arco temporale che va dal terzo millennio A.C. all’Ottocento.

Dopo la morte del fondatore la collezione è stata in parte venduta al Metropolitan Museum e al Wadsworth Atheneum di Hartford, città nativa di J.P. Morgan. Il patrimonio, come tutte le collezioni d’arte, è stato poi modificato e ampliato negli anni seguenti.

La Morgan Library & Museum, ancora sconosciuta a gran parte dei turisti che visitano New York, vale sicuramente una visita, lasciatevi stupire dalle sue stanze e trasportare dall’aria di sapienza che si respira all’interno dell’edificio.

Per maggiori informazioni visita il sito.

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Salone Internazionale del Libro di Torino 2016

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La ventinovesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si svolgerà da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2016  presso Lingotto Fiere. L’inaugurazione avverrà alle 10.30 di giovedì 12 maggio alla presenza del Ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini confermandola come una delle manifestazioni editoriali più importanti d’Europa.

L’edizione avrà come tema principale le Visioni e per questa ragione accanto a tanti scrittori e uomini di lettere ci saranno anche scienziati, ricercatori e divulgatori del sapere scientifico. Come ospiti d’onore ci saranno l’astronauta Samantha Cristoforetti e Carlo Rovelli il fisico autore di Sette brevi lezioni di fisica. Ospite d’onore anche Alberto Angela. Tantissimi gli eventi che vedono in dialogo il mondo della scienza e della tecnologia con il sapere umanistico e l’intrattenimento.

Quest’anno non vi sarà un paese ospite ben sì un’intera cultura in dialogo con sé stessa e con il resto del mondo: la Cultura Araba. Parteciperanno numerosi scrittori fra cui il poeta Adonis, Tahar Ben Jelloun, l’egiziana Ahdaf Soueif e il giovane Shady Hamadi. . Presenti con il proprio stand e una sala conferenze paesi come Albania, Azerbaijan e Romania.

Tra gli ospiti internazionali spiccano i nomi di Shirin Ebadi, la prima donna mussulmana a ricevere il Premio Nobel per la pace, che nel libro Finché non saremo liberi edito da Bompiani racconta una storia di coraggio e di ribellione ma Michael Cunningham, Bernard Quiriny, Wednesday Martin, Muriel Barbéry, Amitav Ghosh, Jeffrey Deaver, Tommy Wieringa.

Gli autori italiani più attesi sono Roberto Saviano che rilancerà una versione aggiornata di Gomorra proprio attraverso il Salone. Ci sarà il premio Nobel Dario Fo, Claudio Magris,  Erri De Luca, Dacia Maraini, Corrado Augias, Diego De Silva, Enzo Bianchi, Umberto Galimberti, Luciano Canfora, Antonio Moresco, Antonio Scurati, Elena Stancanelli, Rosa Matteucci, Antonio Pennacchi, Marcello Sorgi, Donato Carrisi, Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini, Gustavo Zagrebelsky, Michela Murgia.

Qualche ora prima dell’apertura del Salone, mercoledì 11 maggio alle 20.45 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, la serata introduttiva sarà dedicata a Shakespeare con la Suite dall’opera Una Lady Macbeth di Mzensk di Dmitrij Shostakovich e la Sinfonia Incompiuta di Franz Schubert.

Dopo Calabria, Veneto e Lazio, la Regione Ospite d’onore nel 2016 è la Puglia.

Il Biglietto intero è di 10 euro, il ridotto 8 euro e un biglietto serale valido dalle 18 in poi a costo di 5 euro tramite il quale si potrà accedere al Salone by Night con concerti e eventi serali. E’ attivo il servizio di prenotazione on-line “Salta coda” utilissimo per evitare estenuanti attese ai cancelli blindati per controlli anti-terrorismo.

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Manoel de Oliveira

Un film parlato

Portogallo, Francia, Italia 2003
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Non esiste civiltà che resista per sempre. Esiste solo la storia come strumento per conservare la memoria del passato.

Una giovane insegnante di storia portoghese parte con la sua bambina da Lisbona per una crociera che la porterà a Bombay dal marito. Il viaggio nel Mediterraneo ripercorre alcune tappe fondamentali della cultura occidentale: Marsiglia, Pompei, Atene, Istanbul, il Cairo. Mentre la donna e la figlioletta visitano le città e le rovine dei luoghi dove fanno scalo, sulla nave salgono, con gli altri passeggeri, tre donne belle e famose: un’imprenditrice francese, un’ex modella italiana, una cantante greca che madre e figlia osservano incuriosite. Nel frattempo, la professoressa soddisfa la voglia di sapere della piccola spiegandole miti e vicende storiche che si dipanano lungo la rotta della nave. Una sera, nella sala da pranzo del bastimento, il capitano ospita al suo tavolo le tre belle signore: ognuno parla nella propria lingua, eppure tutti si capiscono perfettamente, merito delle comuni radici della civiltà occidentale. L’insegnante e la bambina vengono coinvolte nel gruppo e rese partecipi delle sue discussioni, ma… la barbarie è vicina.
Un film a tratti didascalico e volutamente ripetitivo, che riesce però a trasmettere l’amore del regista per la cultura europea oltre alla premonizione della fine della nostra civiltà.

Ti è piaciuto?
Allora leggi
Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale – S.P. Huntington

Andare per la Sicilia dei Greci – Franco La Cecla

film parlato

 

Titolo originale Um filme falado
Paese di produzione Portogallo, Francia, Italia
Anno 2003
Durata 96 min
Regia Manoel de Oliveira
Sceneggiatura Manoel de Oliveira
Interpreti e personaggi
John Malkovich: comandante John Walesa
Catherine Deneuve: Delphine
Irene Papas: Helena
Stefania Sandrelli: Francesca
Leonor Silveira: Rosa Maria
Luís Miguel Cintra: attore portoghese
Filipa de Almeida: Maria Joana

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