Archivio tag: Experimental

Andy Stott

Too Many Voices

Modern Love, 2016
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Un disco vivo, generoso e tutt’altro che da sottovalutare.
[ Edoardo Bridda ]

L’ultimo lavoro di Andy Stott muove suoni in un flusso armonico che mescola toni tranquilli e vaporosi ad altri miscelati di ansia ritmata.
Un lavoro davvero ben congeniato, plastico come le tastiere melodiche che caratterizzano molti brani in uno svolgersi ordinato.
Ordinato si, ma non significa che i brani siano simili.
Alcuni sono schematici, minimali, quasi sincopati come alla ricerca di una via d’uscita verso l’eco finale della canzone, mentre altri sono avvolti dal cantato dei vocalist che infondono una pienezza compositiva al sounding.
Senza dimenticare i sintetizzatori, sempre perfetti, una tavolozza di colori dalle mille variazioni.
In definitiva un lavoro che si inserisce perfettamente nell’evoluzione del lavoro di Stott, ricco di variazioni sul tema dell’elettronica, ma sempre di qualità.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Butterflies, New Romantic, On My Mind

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Diamanda Galas

The Litanies of Satan

Mute Records, 1982
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Dai sussurri più stilettati alle terrifiche grida gutturali, The Litanies of Satan capta e attira verso di sé. Diamanda Galas esordisce con un album visceralmente eccitante, dove l’estrema sofferenza del canto è controbilanciata dalla glaciale indifferenza alle percezioni sonore. Composto solo da due lunghi brani, prende spunto dall’omonima poesia di Charles Baudelaire e ne coglie appieno il senso di drammatico smarrimento: la voce viene modulata senza mezze misure, con un’estensione vocale di quattro ottave che permette di dare vita ad un intricato connubio di suoni/invettive. Vengono offerti effetti sonori spiazzanti, ottenuti sovrapponendo diverse stringhe di canto in un contesto asincrono: nulla è lasciato al caso (analogamente a quanto faceva Demetrio Stratos). Il risultato è una straordinaria combinazione di vocals, di elettronica e di creatività portata all’estremo, che fa di quest’album una delle opere di sperimentazione meglio riuscite degli anni ’80, rivoluzionando il concetto stesso di “canto”, dove la voce viene usata alla stregua di un sintetizzatore.

 

Una stella brillantemente oscura, da ascoltare in una stanza buia, soli eppur in compagnia dei nostri dannati pulviscoli d’anima.

 

Ascolta i brani tratti dall’album
The Litanies of Satan
Wild Women with Steak-Knives (The Homicidal Love Song for Solo Scream)

 

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