Archivio tag: fantasma

Allan Stratton

La casa dei cani fantasma

2015, Mondadori, 252 p.
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Per tutta la notte mi tormento al pensiero che la mamma mi creda pazzo. E che creda pazzo anche papà.
Ha ragione lei?
Siamo matti tutti e due?

Come si può sapere qualcosa di qualcuno?
Come si può sapere qualcosa anche semplicemente di se stessi?

Cameron ha passato tutta la vita vagando da una città all’altra per sfuggire al padre violento, che ha quasi ucciso sua madre.

All’arrivo nell’ennesima anonima cittadina di campagna, a minacciarli non sarà l’ormai abituale sensazione di essere inseguiti, ma il mistero che avvolge la fattoria in cui si trasferiscono.

Nel passato della casa, si nasconde un oscuro segreto, legato alla morte del precedente proprietario e alla scomparsa di suo figlio e sua moglie.
Tutti pensano che i due siano scappati con l’amante di lei. Ma come si spiega la presenza di Jacky, il fantasma che appare a Cameron e che dice di essere il ragazzo sparito tempo prima?

La casa dei cani fantasma è un romanzo che mischia horror, thriller e giallo in un racconto appassionante e mai scontato.
La verità su quello che sta accadendo a Cameron e su quello che è accaduto decenni prima a Jacky diviene sempre più sfuggente e impalpabile man mano che Allan Stratton ci accompagna nel racconto. Tanto che la chiave per capire cosa sia successo nel passato di entrambi i ragazzi sembra proprio legata alla scoperta di ciò che è reale e di ciò che è creato dalla mente dei protagonisti.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Abbiamo sempre vissuto nel castello- Shirley Jackson
Un gioco da bambini- J.G. Ballard
Bunker diary- Kevin Brooks
Un elefante nella stanza- Susan Kreller

…e guarda anche
The Others- Alejandro Amenàbar

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Vera Brosgol

Anya e il suo fantasma

Bao Publishing, 2013, 223 pp.
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voler essere come tutti, desiderare ciò che hanno…la vita degli altri sembra sempre così semplice…ma questo è ciò che credi tu! Non puoi sapere quello che succede nella testa degli altri!

Quando uno sconosciuto le chiede quale sia il suo cognome, Anya Borzakovskaya preferisce dire qualcosa come “Brown”. Non è stato facile per lei superare le distanze imposte dalle sue origini russe con i coetanei americani, ma ormai ci è riuscita e somiglia alla più classica delle liceali, senza nemmeno un briciolo di accento buffo. Pur con tutti i problemi del caso: la famiglia, lo studio, la paura di finire grassa come sua madre, gli amici/nemici, le ragazze più carine di lei, i ragazzi che non vogliono saperne di notarla. Eccetera.
Un giorno, durante una passeggiata per smaltire l’ennesima serie di disavventure, Anya inciampa e cade in un pozzo in cui trova uno scheletro e il piccolo fantasma di Emily, morta novant’anni prima. Da qui prende le mosse una storia che parrebbe semplicemente un’amicizia insolita e riserva invece sviluppi inquietanti quanto le tonalità violacee della tavolozza di colori usata dall’autrice.
Vera Brosgol, qui all’esordio, riesce a offrire realismo a un “racconto di formazione con fantasma” e diverte e commuove con una galleria di personaggi dalla grande espressività, tratteggiata con splendida semplicità: basti pensare alla goffaggine di Anya quando s’imbatte per la prima volta in Sean (che non salutava lei, ma la fidanzata ovviamente bionda e bellissima); alle sue memorabili smorfie di fastidio e affetto nei rari contatti con Dima, che, a differenza sua, è ancora vittima della crudeltà riservata ai diversi; alle microvariazioni che rendono il fantasma di Emily di volta in volta dolce, amichevole e terrificante.
Anya E Il Suo Fantasma è insomma un piccolo gioiello da custodire con cura, che con un paio di occhi sgranati e una scrollata di spalle racconta l’adolescenza meglio di tante parole.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Persepolis – Marjane Satrapi
American Born Chinese – Gene Luen Yang

…e ascolta anche…
Friendly Ghost – Eels
New Slang – The Shins

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Baustelle

Fantasma

Warner, 2013
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E vieni a vivere con me un mondo atroce, vieni qua a sopportarne la follia. E dammi figli e oscenità e tenerezza e dignità. Non ho amato mai nessuno come te.
 

Inizia come un film horror, il sesto album dei Baustelle, una voce di bimba che emerge dal buio a intonare un canto che si schiude in una soffusa fiaba corale. Poi è il pianoforte a introdurre uno dei pezzi più clamorosi degli ultimi anni: Nessuno è una ricerca d’amore sulle macerie di tempi in rovina, indimenticabile danza sulla polvere di stelle della Film Harmony Orchestra.
Fantasma è un affresco crudele e intenso sul trascorrere del tempo, che si canti la morte come nel funereo e ironico beat La Morte (Non Esiste Più), nella maestosa apertura di Monumentale o nella tragedia omicida di Contà L’Inverni; che si giochi con le ansie d’apocalisse vestendole di abiti country-pop (Maya Colpisce Ancora) o si narri la vicenda del compositore Olivier Messiaen e del suo Quatuor Pour La Fin Du Temps (Il Finale); che ci si smarrisca in paesaggi morriconiani (L’Orizzonte degli Eventi) o nel puro vuoto esistenziale nascosto sotto un pieno orchestrale (Il Futuro).
Fino a trovare pace nel respiro universale di Radioattività, invito a stringersi ancora più forte alla ricerca del bene e del bello.
Nonostante la pioggia, la neve, l’orrore.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Scott Walker – Farmer In The City
Ennio Morricone – C’era una volta il West
Fabrizio De Andrè – Ballata degli impiccati
Mondo Cane – Il cielo in una stanza

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