Archivio tag: fascismo

Tullio Kezich

Il campeggio di Duttogliano

Sellerio, 2001
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Non mi troveranno, questo è certo. Quando si accorgeranno della mia fuga sarò lontano: cinquanta, cento chilometri, non mi stancherò tanto presto. Forse potrei sparire per sempre, attraversare a piedi tutta l’Europa ed infilarmi di notte, passeggero clandestino, in un transatlantico diretto a New York.

Anni ’40 del Novecento. Paolo Rancovich, undici anni, triestino di origine slava, dopo lunghe insistenze convince il padre ad iscriverlo al campeggio estivo organizzato dalla Gioventù Italiana del Littorio.
Paolo è entusiasta di partecipare a questa avventura, sicuro di divertirsi e vivere esperienze esaltanti.
In realtà l’ambiente del campeggio appare fin da subito molto diverso dalle aspettative: violenza, bullismo e meschinità dei capigruppo sui giovani balilla sono all’ordine del giorno.
Paolo decide così di scappare: una scelta consapevole, che verrà però mal interpretata come atto di immaturità.
Lo stile della scrittura è concreto, asciutto, privo di espliciti giudizi, ma fortemente evocativo e coinvolgente.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche ‘45 – Maurizio Quarello (graphic novel)

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Andrea Vitali

Le belle cece

Garzanti, 2015, pag. 224
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Perchè, delle due l’una. Se quelle mutande non erano della Selina erano di un’altra. Sul fatto che fosse indumento prettamente femminile, invece… «Siamo d’accordo», rispose il Semola. «Bene», fece il Maccadò. «Sua moglie conferma che sono di sua proprietà.» Il Semona corrugò la fronte annusando odor di trappolone. E che cazzo, non era mica un bambino dell’asilo! L’aveva sbirciato il viso della Selina poco prima, incrociandola mentre lei usciva e lui entrava e c’era scritto che non vedeva l’ora di trovarsi faccia a faccia con lui: per fare cosa, non voleva nemmeno immaginarlo, una disgrazia per volta.

Dell’ironia e della commedia all’italiana di Andrea Vitali non potremo mai stancarci, e questa sua opera letteraria ne è di certo, ancora una volta, l’ottima conferma. Della sorridente Bellano, in questo romanzo conosciamo gli anni ’30, alla nascita dell’Impero fascista quando la sera del 9 maggio 1936 il segretario del partito Fulvio Semola, in occasione del discorso radiofonico del Duce, organizza un concerto di campane in suo onore. Ma la vicenda che gira poco intorno alle faccende di politica, e molto più alle chiacchiere di paese, coinvolge bensì i personaggi più tipici: il parroco, il carabiniere, il maresciallo, il farmacista, il segretario di partito e… come avete ben letto dalla citazione iniziale anche qualche paio di mutande! L’intrigo si svolge tutto nell’arco di pochi giorni e alla base di questa commedia degli equivoci, oltre al dettaglio divertente delle mutande (esclusive e ricamate), ci sarà una storia di corna e passioni primordiali, che da sempre fanno girare il mondo, molto più che politica e denaro: i vizi e i pettegolezzi, ecco cosa stuzzica la curiosità umana.
Molto divertenti sono le scene di fraintendimento, e i momenti in cui quest’oggetto del contendere si scopre essere proprio un paio di mutande, fanno sorridere anche i vari e diversi riferimenti alle abitudini al tempo del fascismo, l’obbligo del Voi anzichè del Lei, il dovere per il bene di partito (che può consistere anche nel ricamare un paio di mutande da donna), il conteggio dell’anno dall’inizio dell’epoca fascista, e il tipo di riscatto o carriera che si poteva compiere arruolandosi nelle forze armate. La vicenda si chiude, come potete immaginare con una bolla d’aria, dispetto fatto: presto dimenticato.

Se vuoi puoi leggere le prime pagine del libro subito QUI. Se ti è piaciuto leggi anche:

Le opere di Andrea Vitali

I libri di Marco Ghizzoni, Il cappello del Maresciallo e I peccati della bocciofila (editi da Guanda)

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