Archivio tag: fate

Holly Black

La fata delle tenebre

Mondadori, 2005, 665 pagine
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Si fermò in un parcheggio e girò verso di sé lo specchietto di un’auto in modo da potersi guardare. I capelli, bagnati di pioggia, erano un groviglio in mezzo al quale si intravedevano ramoscelli e foglie. Notò che il colore della sua pelle era dello stesso verde scuro del muschio.[...] Le orecchie erano più lunghe del normale, le spuntavano dai capelli e le arrivavano fino in cima alla testa. Le guance erano incavate e affilate, e gli occhi, scuri e a mandorla, di un nero brillante con un unico puntino bianco al centro della pupilla

Kaye è una ragazza ribelle dalla vita sregolata: non va a scuola, non si integra con i suoi coetanei che la giudicano stramba. Buona parte della sua diversità è dovuta al fatto che fin da bambina lei riusciva a vedere ciò che ai più è precluso. le creature fatate.
La protagonista è cresciuta giocando con fate e folletti, ma i suoi amici erano visibili solo a lei e quando provava a parlarne con sua madre o con qualche suo coetaneo veniva derisa, tuttavia grazie al suo carattere forte non si lascia ingannare: sa di non essere una visionaria, sa che le creature fatate vivono in mezzo a noi, si nascondono in bella vista, si mascherano e si celano ai nostri occhi, ma misteriosamente non ai suoi.
Una notte incontra un personaggio bello  e dannato, una creatura fatata costretta ad obbedire alla regina delle tenebre. Kaye con furbizia riesce a scoprire il suo nome, Robein, e da quel momento i loro destini sono legati alla lotta senza esclusione di colpi tra il Regno delle Tenebre e quello della Luce.
La fata delle tenebre è il primo libro di una serie Urban Fantasy a tratti cruda, in cui la narrazione diretta e schietta di Holly Black non si cela dietro finti buonismi.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Holly Black, Doll bones
Holly Black, Magisterium
Cassandra Clare, Shadowhunters

E guarda anche:
Robert Styrmberg, Maleficient
Richard LaGravenese, Beautiful Cretures-La sedicesima luna

 

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Cornelia Funke

Reckless : lo specchio dei mondi

Mondadori, 2010, 275 p.
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La pietra gli rigava il collo con striature simili alle screziature del sole fa i rami fondo si nel bosco. Clara passò con cautela le dita su quelle venature verde opaco. Così fredde e lisce. Così belle e terrificanti al tempo stesso. Pelle di giada.

Dopo la scomparsa di suo padre, Jacob Reckless scopre nel suo studio un specchio magico che si rivela un portale tra il suo mondo e quello delle fiabe, popolato però da fare crudeli e da creature magiche e pericolose.

Per sfuggire alla sia vita Jacob si rifugia sempre più spesso nel mondo fatato dove lavora come cercatore di tesori e dove  ha conosciuto Volpe, una ragazza mutaforma in gradoni trasformarsi a suon piacimento appunto in una volpe.

Jacob, diventato adulto per anni passa cautamente da un mondo all’altro, ma in un momento di disattenzione suo fratello Will lo segue nel mondo dello specchio e cade vittima di un attacco dei Goyl, creature simili agli uomini ma con la pelle di pietra. Per un sortilegio dell’amante del re dei Goyl, la temibile Fata Oscura, ogni uomo che viene graffiato da un Goyl si trasforma in quella creatura. Questo è ciò che succede a Will: si sta trasformando nel leggendario Goyl di giada. Jacob, con l’aiuto di Clara, la ragazza di Will, e di alcune creature fatate, inizia una corsa contro il tempo per cercare una cura. Ma dovrà guardarsi bene le spalle, perchè è sempre rischioso fidarsi degli abitanti di quel mondo fatato.

Reckless è il primo volume di una saga di cinque libri, il secondo episodio si intitola Fearless, mentre il terzo Heartless  è stato pubblicato in Italia il 26 aprile 2016.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Timothée de Fombelle, Il favoloso libro di Perle
Kerstin Gier, Silver
Lewis Carrol, Alice attraverso lo specchio

E guarda anche:
Robert Stromberg, Maleficient
Tarsem Singh, Biancaneve
Iain Softley,Inkheart

E ascolta anche:
Michael Jackson, Man in the mirror
Justin Timberlake, Mirrors

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Soviet Soviet

Fate

Felte, 2013
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Sorpresa tra le più belle di un’annata, il duemilatredici, che anche in Italia ha regalato grandi e grandissime opere (pensiamo a Simona Gretchen, Fine Before You Came, Baustelle, Fast Animals And Slow Kids, giusto per fare qualche nome), Fate, secondo album dei pesaresi Soviet Soviet resta una vera meraviglia anche a distanza di mesi dalla pubblicazione. Merito innanzitutto di un’estetica musicale precisa e rifinita, maturata nel corso di anni di attività: logico, a pensarci, dato che qui si parla di una band che da tempo si esibisce su palchi d’importanza internazionale.
Ma soprattutto merito di canzoni splendide, classicissime in una proposta che sposa le ritmiche squadrate e i bassi gotici del post-punk a un gran gusto per il wall of sound dello shoegaze. Cattedrali di chitarre effettate e cieli densi, color del piombo; anche la voce di Andrea Giometti si fa puro suono, strumento al pari degli altri cucito perfettamente tra le pieghe delle composizioni.
Duri e veloci, laceranti e melodici come i grandi capolavori del passato su cui sono modellati, i brani condensano malinconie e ansie in strutture perfette e ritornelli istantanei, regalando una mezz’ora che non si dimentica. Tutti i titoli in programma valgono emozioni intense, ma una menzione particolare la guadagnano almeno Ecstasy, le melodie ampie e ariose di Introspective Trip e Gone Fast, le tiratissime 1990 e No Lesson e la chiusa Around Here.
Memorabile e toccante, Fate stringe i pugni in tasca e fa socchiudere gli occhi come di fronte a una luce accecante, di quelle che però non puoi smettere di fissare.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Heartland – The Sound
Just Like Heaven – The Cure
Twenty Four Hours – Joy Division
Captured Heart – Be Forest
Special K – Placebo

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