Archivio tag: Festivaletteratura

Andrea Vitali

Le belle cece

Garzanti, 2015, pag. 224
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Perchè, delle due l’una. Se quelle mutande non erano della Selina erano di un’altra. Sul fatto che fosse indumento prettamente femminile, invece… «Siamo d’accordo», rispose il Semola. «Bene», fece il Maccadò. «Sua moglie conferma che sono di sua proprietà.» Il Semona corrugò la fronte annusando odor di trappolone. E che cazzo, non era mica un bambino dell’asilo! L’aveva sbirciato il viso della Selina poco prima, incrociandola mentre lei usciva e lui entrava e c’era scritto che non vedeva l’ora di trovarsi faccia a faccia con lui: per fare cosa, non voleva nemmeno immaginarlo, una disgrazia per volta.

Dell’ironia e della commedia all’italiana di Andrea Vitali non potremo mai stancarci, e questa sua opera letteraria ne è di certo, ancora una volta, l’ottima conferma. Della sorridente Bellano, in questo romanzo conosciamo gli anni ’30, alla nascita dell’Impero fascista quando la sera del 9 maggio 1936 il segretario del partito Fulvio Semola, in occasione del discorso radiofonico del Duce, organizza un concerto di campane in suo onore. Ma la vicenda che gira poco intorno alle faccende di politica, e molto più alle chiacchiere di paese, coinvolge bensì i personaggi più tipici: il parroco, il carabiniere, il maresciallo, il farmacista, il segretario di partito e… come avete ben letto dalla citazione iniziale anche qualche paio di mutande! L’intrigo si svolge tutto nell’arco di pochi giorni e alla base di questa commedia degli equivoci, oltre al dettaglio divertente delle mutande (esclusive e ricamate), ci sarà una storia di corna e passioni primordiali, che da sempre fanno girare il mondo, molto più che politica e denaro: i vizi e i pettegolezzi, ecco cosa stuzzica la curiosità umana.
Molto divertenti sono le scene di fraintendimento, e i momenti in cui quest’oggetto del contendere si scopre essere proprio un paio di mutande, fanno sorridere anche i vari e diversi riferimenti alle abitudini al tempo del fascismo, l’obbligo del Voi anzichè del Lei, il dovere per il bene di partito (che può consistere anche nel ricamare un paio di mutande da donna), il conteggio dell’anno dall’inizio dell’epoca fascista, e il tipo di riscatto o carriera che si poteva compiere arruolandosi nelle forze armate. La vicenda si chiude, come potete immaginare con una bolla d’aria, dispetto fatto: presto dimenticato.

Se vuoi puoi leggere le prime pagine del libro subito QUI. Se ti è piaciuto leggi anche:

Le opere di Andrea Vitali

I libri di Marco Ghizzoni, Il cappello del Maresciallo e I peccati della bocciofila (editi da Guanda)

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PAULA HAWKINS

La ragazza del treno

Piemme, 2015, pag. 306
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Il fatto è che mi sento coinvolta nella vicenda e nel suo mistero. Non sono più soltanto una ragazza sul treno, una che va avanti e indietro senza motivo, senza scopo.

Questo romanzo di cui non si può far a meno di ricordare la copertina, dato che svetta in ogni classifica di vendita e consiglio di lettura, ci ha proprio catturati. La protagonista, la ragazza del titolo, si chiama Rachel abita vicino a Londra e tutti i giorni prende il treno alla stessa ora per andare al lavoro, o almeno questo è quello che vuol farci credere. La vicenda inizia dalle scene di vita quotidiana che appaiono dal finestrino ogni mattina, all’approssimarsi del semaforo il treno resta fermo, si avvicina a delle case con giardino, e gli abitanti diventano prima personaggi osservati e poi, progressivamente, protagonisti.

I brevi capitoli che si susseguono con un ritmo inizialmente tranquillo e descrittivo, per poi accelerare verso il finale, sono tutti di voci femminili. Tre donne: Rachel, Anna e Megan che vivono con lo stesso tormento, ma che avranno ruoli e poi subiranno finali molto diversi. Si parla di alcolismo, di violenza domestica, della difficoltà di essere o diventare madri; ma ciò che più cattura in questo romanzo sono le menzogne, la finzione, il far credere che, ci lasciano in costante dubbio: siamo proprio certi di conoscere le persone che abbiamo vicino? Siamo sicuri che nelle piccole ombre di un atteggiamento, una frase, non ci si annidi qualcosa di più che maschera sotto sotto un problema più complesso inespresso o non risolto?

Certamente avvicinabile al thriller di Gillian Flynn: L’amore bugiardo, anche questo libro diventerà presto un film, dato che la DreamWorks ne ha acquistato i diritti. Molto probabilmente il caso letterario è stato creato ad hoc con una riuscitissima campagna pubblicitaria, ma certamente è un libro che vi possiamo consigliare perchè apprezzabile e appassionante.

L’autrice Paula Hawkins è al suo esordio narrativo, nata nel 1972 ha lavorato come giornalista per quindici anni, ora si dedica alla scrittura seguendo la sua inclinazione verso il genere thriller, è stata presente all’edizione 2015 del Festivaletteratura.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche L’amore bugiardo.

Se ti è piaciuto questo libro guarda il film Gone girl di cui il trailer QUI.

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FESTIVALETTERATURA

Festivaletteratura 2015

DAL 9 AL 13 SETTEMBRE A MANTOVA
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Grandi novità per questa diciannovesima edizione di Festivaletteratura a Mantova; che si conferma come ogni anno la migliore kermesse mantovana letteraria di richiamo internazionale; e contemporaneamente si rinnova nella sua veste digitale, attraverso un nuovo sito, ed offrendo un OPAC dedicato al suo ormai nutrito archivio. Le particolarità di quest’anno riguardano la scrittura, sia dal punto di vista calligrafico con laboratori ed eventi dedicati tenuti da Ewan Clayton, fino a degli help-desk di scrittura corsiva in piazza Erbe, per quelli che non si ricordano come si tiene in mano una penna; e poi da un punto di vista più astratto con il cantiere letterario prototipi.

Gli eventi numerati sono 260, ma oltre a questi, un altro centinaio sono laterali e collegati al Festival. Grande punto di forza sono anche i gruppi di lettura e la collaborazione con le biblioteche del territorio, da sempre strumento naturale per diffondere universi letterari sconosciuti. L’edizione Duemilaquindici vedrà quindi le terribili ed oscure meraviglie del gotico italiano: una raccolta di libri sia cartacei che digitali realizzata sotto la guida di Luca Scarlini.

Tra i più di Duecento autori presenti dal prossimo 9 al 13 settembre a Mantova ricordiamo certamente: Mario Vargas Llosa, Pupi Avati, Andrea Vitali, Zerocalcare, Antonia Arslan, Melania Mazzucco, Paolo Nori, Mauro Covacich, Richard Ford, Kevin Brooks, Michele Mari, Kazuo Ishiguro, e davvero tantissimi altri nomi imperdibili del panorama letterario vivente.

Per conoscere nel dettaglio tutti i nomi degli autori presenti QUI, per scaricare dal sito ufficiale il programma delle cinque giornate QUI, mentre per conoscere i luoghi dove si svolgeranno gli eventi cliccate QUI.

 

 

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