Archivio tag: fotografia

Bradley Walsh

Il calendario di Natale

USA, 2018
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Il Calendario di Natale (The Holiday Calendar) è uno dei titoli attuali proposti su Netflix durante questo periodo natalizio. Il film è del 2018 e vede comparire nel cast alcuni attori già conosciuti, soprattutto nelle serie televisive guardate dai più giovani: Kat Graham  (che ha recitato nel rulo di Bonnie in The Vampire Diaries), Quincy Brown e Ron Cephas Jones ( apparsi in This is us) e Ethan Peck (che ha recitato nella serie 10 cose che odio di te, tratta dall’omonimo film anni ’90).

La protagonista Abby (Kat Grahm) è una giovane aspirante fotografa, disillusa, che non è ancora riuscita a sfondare e si mantiene scattando ritratti di famiglie e bambini  in un grande centro commerciale durante il periodo natalizio. Abby riceve in dono dal nonno un antico calendario dell’avvento, appartenuto alla cara nonna, deceduta da poco. Questo oggetto però è magico, infatti riesce a prevedere per qualche assurda ragione il futuro: ogni notte una delle finestrelle del calendario si apre regalando alla nostra protagonista un piccolo oggetto natalizio che in qualche modo sembra predire quanto si avvererà il giorno dopo nella vita di Abby. Quindi inizia a pensare che l’incontro con il dottor Ty (Ethan Peck), papà single, super corteggiato e ambito da tutte le donne single della piccola cittadina, sia stato predetto dal calendario magico.
Abby persa nell’interpretazione dei segni del destino, non si accorge che il suo migliore amico Josh, fotoblogger, apprezzatissimo, dopo anni di sola amicizia si è innamorato di lei.
Abby continuerà a raccogliere i doni mandati dal suo caro calendario o imparerà a guardare al suo migliore amico con gli occhi dell’Amore? Nessun Natale sarà più per Abby, magico come questo.

Un film dolce e leggero sullo spirito del Natale e i buoni sentimenti da seguire senza impegno, per passare una serata spensierata immersi in un atmosfera davvero magica.

calendario-de-navidad

Regia: Bradley Walsh, USA 2018
Genere: sentimentale
Cast:  Kat Graham, Ron Cephas Jones, Quincy Brown, Genelle Williams, Laura de Carteret, Ethan Peck

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Helena Janeczek

La ragazza con la Leica

Guanda, 2017, 333 p.
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Articolo di Laura Festari

Oggi nessuno sa più chi è Gerda Taro. Si è persa traccia persino del suo lavoro fotografico, perché Gerda era una compagna, una donna, una donna
coraggiosa e libera, molto bella e molto libera.

Spesso si dice che dietro ad una grande uomo c’è sempre una grande donna.
Credo proprio che sia vero. Non fosse stato per una donna, Robert Capa non sarebbe mai esistito. La domanda sorge spontanea: chi è Robert Capa?
Ma soprattutto: chi è la donna “dietro” di lui?
Helena Janeczek ricostruisce la storia, le emozioni e gli ideali della fotoreporter Gerda Taro, morta tragicamente all’età di ventisette anni a Brunete durante la Guerra Civile Spagnola.
Attraverso il ricordo, più o meno romanzato, di Willy, Ruth e George la figura di Gerda emerge e prende forma tra le pagine. La sua energia, la sua voglia di
fare, di vivere, di amare, di combattere, di catturare la realtà anche a costo della vita sempre con la sua Leica al collo ti avvolgono in modo così dirompente
che è inevitabile rimanere affascinati.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Istantanea di un amore di Susana Fortes
Il mondo di Steve McCurry- a cura di Gianni Riotta

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Le foto che hanno segnato un’epoca

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“… cerco di condividere con voi sul web tutta la mia passione per il mondo della fotografia! Ho creato “Le foto che hanno segnato un’epoca” come un semplice passatempo, come una pagina Facebook dove raccogliere le più belle fotografie della storia!” (da http://www.lefotochehannosegnatounepoca.it)

Alcune fotografie riportano alla mente in modo chiaro un determinato evento storico anche per in non ha vissuto l’epoca in cui sono state scattate.

Il blog Le foto che hanno segnato un’epoca si spinge oltre, approfondendo il contesto da cui sono tratte le immagini e andando a recuperare eventi non così conosciuti.

La fotografia ha un incredibile potere evocativo e poter approfondire la storia che sta dietro ad uno scatto è un’opportunità per imprimere ancora più chiaramente nel nostro ricordo eventi, personaggi e luoghi.

Sul blog, ogni fotografia è accompagnata da un’ottima e precisa ricostruzione dei fatti. Per questo, è consigliato non solo agli amanti della fotografia o della storia ma anche ai curiosi cronici che non vogliono fermarsi al primo impatto.

Per saperne di più:
Blog
Pagina Facebook

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Abraham Joffe

Racconti di luce

Usa, 2016
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Da circa un mese è disponibile sul catalogo di Netflix Italia la seconda stagione di Racconti di Luce – Tales by Light, una miniserie in sei puntate prodotta da Canon e National Geographic.

La fotografia è raccontare con la luce così diceva Salgado: in ogni episodio, un fotografo professionista si confronta con le sfide della sua ispirazione. Cogliere in uno scatto perfetto i paesaggi alieni dell’Antartide, i gorilla nella loro foresta, i funamboli sospesi tra le pareti di un canyon, la nuotata delle balene, i rituali ancestrali delle ultime tribù selvagge e farci vedere il nostro mondo sotto una luce narrante. Tra avventura, viaggio di ricerca abbiamo la possibilità di seguire l’immagine prendere forma nella mente del fotografo, che ci racconta il suo progetto, le sue tecniche, le difficoltà, i suoi sogni. Ogni modo di raccontare è quindi un modo di svelare noi stessi attraverso gli altri.La serie è soprattutto ancorata a una grande domanda: perchè sto raccontando questo? E attraverso le parole dei fotografi impariamo che dietro a ogni scatto c’è un’idea, un sentimento ma soprattutto un’urgenza a cui noi siamo chiamati a rispondere quando parliamo di arte: ascoltare.

La serie è girata interamente in 4k UHD e offre riprese di qualità eccezionale, probabilmente tra le più belle mai viste in una serie di documentari. Grazie all’abbonamento Netflix potete godervela su smartphone, tablet, pc e smart tv. Perfetta per una domenica pomeriggio.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Il sale della terra di Wenders e Salgado

Leggi anche:

Il mondo di Steve McCurry a cura di Gianni Riotta

tales-by-light

Genere: Documentario
Direzione artistica: Abraham Joffe
Direttore della fotografia: Jason Mclean

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Brescia Photo Festival- Mostre

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Se sai aspettare le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto. Steve McCurry

Il Brescia Photo Festival accoglie, tra le altre attività, diverse esposizioni che riuniscono alcuni degli scatti che hanno fatto la storia della fotografia.
Tra queste, spiccano Steve McCurry- Leggere, Magnum’s First e Magnum. La première fois.

Steve McCurry- Leggere
Si tratta di una raccolta di immagini davvero sorprendente.
Accolti dai meravigliosi colori, tipici della fotografia di McCurry, si viene trascinati in un mondo di lettori, ripresi nelle situazioni e nei luoghi più disparati.
La mostra è corredata da una serie di citazioni dedicate all’amore per i libri, tratte da brani letterari di celebri autori (le frasi sono state selezionate da Roberto Cotroneo).

Magnum’s First
Gli scatti qui raccolti, che erano stati esposti nella prima mostra del gruppo Magnum “Gesicht der Zeit”, presentata tra il giugno 1955 e il febbraio 1956 in cinque città austriache, hanno una storia singolare: sono stati ritrovati in una una cantina di Innsbruck nel 2006.
In seguito al restauro, vengono proposti ai visitatori con l’ordine esatto che era stato ideato per la mostra originale.

Magnum. La premiére fois
…ciascuno dei 20 selezionatissimi fotografi di Magnum è presente con quel gruppo di immagini, quel preciso reportage che segna appunto il magico momento in cui l’abile fotografo si è evoluto a vero artista. Da abile coleottero a magnifica farfalla.

Ciascun artista presente racconta attraverso le immagine e le parole la sua Première fois, rivelando la ragione che lo ha portato a individuare esattamente quelle immagini o non altre.” (tratto da bresciaphotofestival.it)

Si possono trovare maggiori informazioni sulle mostre legate al Brescia Photo Festival, sul sito ad esse dedicato.

Ti è piaciuta questa mostra? Allora leggi anche…
Il mondo di Steve McCurry- A cura di Gianni Riotta

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Magnum Life

IL FOTOGIORNALISMO CHE HA FATTO LA STORIA
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Vedere la vita; vedere il mondo; essere testimoni oculari di grandi eventi; osservare il volto dei poveri e i gesti dei superbi; vedere cose strane: macchine, eserciti, moltitudini, ombre nella giungla e sulla Luna; vedere l’opera dell’uomo: dipinti, torri e scoperte; vedere cose distanti migliaia di chilometri, cose nascoste dietro muri o dentro stanze, cose pericolose da avvicinare; le donne che gli uomini amano e molti bambini; vedere e gioire nel vedere; vedere ed essere sorpresi; vedere ed “apprendere”.

(Manifesto di Life che apparve nel numero del 23 novembre del 1936)

Life con i suoi contenuti editoriali, ma soprattutto grazie al ruolo affidato alla fotografia, contribuì a creare un’identità e una cultura nazionale americana, dagli anni della grande depressione alla guerra del Vietnam.

Magnum Photos riunì le migliori capacità ed esperienze del mondo della fotografia con il fine di tutelarne il lavoro e permetterne un pieno controllo.

La mostra è un viaggio all’interno di nove reportage pubblicati da Life, storie che ebbero un grande impatto sull’opinione pubblica con immagini che divennero icone del XX secolo.” (Dal sito della mostra Magnum Life)

La guerra civile spagnola, il conflitto in Vietnam, James Dean, le riprese del film Gli spostati con Clark Gable e Marilyn Monroe: questa coinvolgente esposizione dell’opera prodotta dagli artisti dell’agenzia fotografica Magnum segue le vicende di mezzo secolo di storia, rappresentati con una moltitudine di temi, stili e punti di vista.

I toni usati dai differenti fotografi sono variegati e rispecchiano appieno la linea editoriale di una rivista come Life che, ad ogni sua uscita, presentava al lettore approfondimenti sui più disparati argomenti.

Un pregio della mostra, ospitata negli spazi del Museo del Violino di Cremona, è proprio il costante rinvio all’uso che delle fotografie veniva fatto all’interno della rivista.

MAGNUM LIFE- Il fotografismo che ha fatto la storia
Cremona- Museo del Violino
Fino all’11 giugno 2017

Per saperne di più:
Sito
Facebook
Instagram

Ti è piaciuta questa mostra? Allora visita anche…
le mostre del Brescia Photo Festival

… guarda anche…
Il sale della terra- Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado

… e leggi anche…
Il mondo di Steve McCurry- A cura di Gianni Riotta

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a cura di Gianni Riotta

Il mondo di Steve McCurry

Mondadori, 2016
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Nel XXI secolo noi dobbiamo ancora decidere chi siamo e perchè viviamo. Il patto col diavolo del progresso deve per forza essere a nostro sfavore, oppure c’è un modo di portare i poveri al benessere senza condannarli ad essere fantasmi?

Indubbiamente tra i più grandi fotografi viventi, lo statunitense Steve Mc Curry si racconta qui a Gianni Riotta, attraverso una serie di brevi, ma significative conversazioni. I venti capitoli del volume (in buona parte fotografico) ci offrono un assaggio su filosofia di vita, avventure e scelte tecniche di Mc Curry. Emerge così il profilo di un uomo che ha voluto – e saputo – fin da subito definire un’etica nella propria arte, documentando la realtà nel modo più empatico possibile, senza perdere lo sguardo attento e coraggioso del fotoreporter.
Mc Curry non smette mai di guardare al presente con occhio critico e con sincera volontà di comprensione. Non rinuncia ad interpretare la vita, le guerre, la povertà dei popoli che ha conosciuto da vicino, approfondendone senza pregiudizi tradizioni, cultura, storia.
Attraverso l’obiettivo, Mc Curry ci racconta delle guerre succedutesi in Afghanistan, dell’esplosiva situazione in Pakistan, della permanenza in India, dell’inferno del Kashmir, della guerra nel Golfo, dell’11 Settembre a New York. E di tanto altro, condividendo con i lettori una visione del mondo profondamente permeata dai principi buddisti che predicano introspezione, compassione, non-violenza.

Proprio in questi giorni è stata prorogata fino al 16 Ottobre l’apertura al pubblico della mostra Il mondo di Steve Mc Curry allestita presso la Reggia di Venaria (TO): un’occasione per approfondire la conoscenza di questo grande artista.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ritratti – Steve McCurry
Le storie dietro le fotografie – Steve McCurry
Leggere – Steve McCurry
New York 9/11 – Steve McCurry DJ Morvan Jung Gi Kim

… vedi anche
Il mondo di Steve McCurry – Venaria Reale
In cerca della ragazza afgana – National Geographic

cammelli kuwait

ragazza afgana

treno pakistan

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Museum of Modern Art di New York

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Il museo d’arte moderna di New York, conosciuto anche con l’acronimo di MoMA, si trova nel cuore della città, non molto lontano dal Rockefeller Center e da Central Park.

La collezione, conosciuta in tutto il mondo, offre una visione d’insieme dell’arte moderna e contemporanea mondiale. Comprende, oltre a dipinti e sculture, progetti d’architettura, design, fotografie, illustrazioni, film e opere multimediali. Mentre la biblioteca e gli archivi raccolgono oltre 300mila libri e periodici, oltre alle schede personali di più di 70mila artisti.

Il MoMA è nato nel 1928, grazie all’idea di Abby Aldrich Rockefeller (moglie del magnate americano John D. Rockefeller), e di due sue amiche: Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan. Il museo è stato aperto al pubblico il 7 novembre 1929, pochi giorni dopo il crollo della borsa di Wall Street. La collezione era inizialmente composta da sole otto stampe e un disegno, si ampliò velocemente. La collezione cambio spesso sede, fino ad arrivare nell’edificio attuale alla fine degli anni ’30. Edificio rinnovato poi negli anni 2000 sotto la guida dell’architetto giapponese Yoshio Taniguchi.

La collezione del MoMA comprende più di 150.000 opere, oltre 22.000 film e 4 milioni di fermo immagine. Fra le tante vi sono opere di Boccioni, Cezanne, Chagall, Dalí, Degas, e poi Picasso, Pollock, Van Gogh, Kandinsky e molti altri. Tra gli,artisti americani ricordiamo: Sherman, Basquiat, Johns, Hopper e O’Keefe.

Il museo organizza molte mostre temporanee, fra le tante attualmente in corso troviamo Picasso Sculpture e Jackson Pollock: A Collection Survey.

L’importanza della sua collezione e i milioni di visitatori che ogni anno percorrono le sale del museo rendono il MoMA uno dei più famosi centri culturali al mondo.

INFORMAZIONI

ORARI

Sunday 10:30 a.m.–5:30 p.m.
Monday 10:30 a.m.–5:30 p.m.
Tuesday 10:30 a.m.–5:30 p.m.
Wednesday 10:30 a.m.–5:30 p.m.
Thursday 10:30 a.m.–5:30 p.m.
Friday 10:30 a.m.–8:00 p.m.
Saturday 10:30 a.m.–5:30 p.m.

INGRESSO 25$ ( ingresso gratuito ogni venerdì pomeriggio dalle 16.00 alle 20.00 )

Per maggiori informazioni visita il sito.

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Natural History Museum - BBC Wildlife Magazine

50 Wildlife Photographer of the year

Associazione Culturale Radicediunopercento
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Una mostra fotografica emozionante, che raccoglie i cento migliori scatti tra gli oltre 40000 pervenuti agli organizzatori della cinquantesima edizione del Wildlife protographer of the year, concorso di fotografia a livello internazionale.

Il prestigioso concorso è proposto dal Natural History Museum di Londra, in collaborazione con il BBC Wildlife Magazine.

L’esposizione – che raccoglie opere di fotografi professionisti ed amatoriali, provenienti da tutto il mondo, suddivise per temi e fasce di età – è ospitata a Milano dal 9 Ottobre al 23 Dicembre nelle belle sale della Fondazione Luciana Matalon, in Foro Bonaparte, a cura dell’associazione culturale Radicediunopercento.

Le fotografie esposte (selezionate tra le finaliste e le vincitrici delle varie sezioni) ritraggono la natura in tutte le proprie forme: paesaggi, mondo animale e regno botanico.

Da segnalare sicuramente per originalità e taglio poetico lo scatto di Alexander Badyaev “The mouse, the moon and the mosquito”, che immortala una bellissimo faccia a faccia lunare tra un topino ed un piccolo insetto.
Di impatto anche la fotografia dell’italiano Bruno D’Amicis “The price they pay”, che ritraendo un piccolo fennec al guinzaglio, denuncia la vendita illegale in Tunisia di questi dolcissimi animaletti dalle orecchie lunghe.

Se ti è piaciuta questa mostra, allora tieniti informato sulle mostre fotografiche a Milanoin Italia e nel mondo

 

 

 

 

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Jonathan Coe

La pioggia prima che cada

Feltrinelli, 2007, pag. 222
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Dicono che una frazione di secondo e un’eternita’ diventano intercambiabili quando provi emozioni intense.

Difficile immaginare che questo romanzo sia stato scritto da un uomo, permeato com’e’ di una sensibilita’ squisitamente femminile. Qui pero’ si ha a che fare con Jonathan Coe, l’ottimo autore inglese che negli ultimi vent’anni ci ha abituato ad una scrittura raffinata e profonda, ed entusiasmato grazie alla straordinaria capacita’ di immedesimarsi nei protagonisti dei propri libri. Alle doti di Coe si aggiunga la buona qualita’ della traduzione in italiano ed ecco un romanzo delicato, coinvolgente, a tratti struggente.

Rosamunde, donna anziana e solitaria, ripercorre la propria vita attraverso la descrizione – registrata su cassetta e rivolta ad una sconosciuta interlocutrice – di immagini che hanno rappresentato per lei momenti significativi: fotografie per lo piu’, ma anche quadri.
Attraverso il racconto Rosamunde rivive drammaticamente gli episodi piu’ salienti della propria giovinezza e maturita’, svelando a poco a poco le verita’ anche scomode di un’esistenza tutt’altro che scontata.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
La banda dei brocchi – Jonathan Coe
La famiglia Winshaw – Jonathan Coe 

e ascolta anche Chants d’Auvergne Bailero – Joseph Canteloube

 

 

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