Archivio tag: francesco de gregori

Paolo Genovese

Sei mai stata sulla luna?

2015, Pepito Produzioni
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Guarda che magari pensiamo di conoscere una persona da sempre, di sapere tutto, invece poi magari ignoriamo la parte più importante, quella nascosta, quella che ti ha fatto sognare, che ti ha fatto stare bene.

Guia è una giovane donna in carriera nel mondo della moda, vive a Milano ed ha un fidanzato per cui ogni espediente è buono per realizzare escamotage fiscali. Improvvisamente scopre di essere l’unica erede di una masseria in Puglia, dove vivono suo cugino Pino, che per la legge non è in grado di intendere e di volere e Renzo, un fattore vedovo con il figlio.
La prima idea di Guia e del suo fidanzato Marco è di vendere tutto il prima possibile, ma gli abitanti del piccolo paese, affezionati a Pino e a Renzo, non le rendono facili le cose.
Guia sarà costretta a passare del tempo in campagna per risolvere tutti i problemi che si vengono a creare giorno per giorno, senza quasi accorgersi che la sua vita sta prendendo una piega inaspettata.
Questo film è una commedia spassosa ricca di personaggi peculiari e stravaganti, che si completano nel contesto tradizionale di una piccola realtà di campagna.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:
Paolo Genovese, Perfetti sconosciuti
Ben Stiller, I sogni segreti di Walter Mitty

E ascolta anche:
Fabrizio de Gregori, Sei mai stata sulla luna?  
KT Tunstall, Horse and Cherry tree
Bahamas feat The Wheather Station, Don’t you want me 
Joan Jett, I love rock And roll 

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Lingua originale: italiano
Paese di produzione: Italia
Anno: 2015
Durata: 111 min
Genere: commedia
Regia: Paolo Genovese
Soggetto: Enrico Vanzina, Paolo Genovese, Carlo Vanzina, Riccardo Milani, Alessio Maria Federici
Sceneggiatura: Paolo Genovese, Pietro Calderoni, Gualtiero Rosella
Casa di produzione: Pepito Produzioni, Rai Cinema
Distribuzione (Italia): 01 Distribution
Fotografia: Fabrizio Lucci
Musiche: Francesco De Gregori

Interpreti e personaggi
Liz Solari: Guia
Raoul Bova: Renzo
Simone Dell’Anna: Tony
Giulia Michelini: Carola
Pietro Sermonti: Marco
Dino Abbrescia: Dino
Nino Frassica: Oderzo
Sabrina Impacciatore: Mara
Neri Marcorè: Pino
Rolando Ravello: Paolo
Sergio Rubini: Delfo
Emilio Solfrizzi: Felice
Paolo Sassanelli: Rosario

 

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Francesco De Gregori

Il bandito e il campione

1993, Serraglio Edizioni
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Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent’anni e nelle pieghe della mano,
una linea che gira
e lui risponde serio “E’ mia”;
sottintende la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un po’ di tempo fa
e ora si è fermata qua.
(Pezzi di vetro)

Il bandito e il campione prende il proprio nome dal brano scritto da Luigi Grechi, dedicato alla storia di Sante Pollastri e Costante Girardengo, amici d’infanzia che si trovano a percorrere strade molto diverse: mentre il primo diventerà un fuorilegge, il secondo sarà destinato ad una brillante carriera nel ciclismo.

L’album contiene 19 tracce registrate durante il tour del 1993 di Francesco De Gregori attraverso l’Italia. Si tratta di alcune tra le canzoni più note dell’artista a cui sono affiancate due cover: Vita spericolata di Vasco Rossi e Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci.

Trovano qui posto Titanic e I muscoli del capitano, due delle canzoni della trilogia sul Titanic, originalmente contenute nell’album che prende il nome dallo sfortunato transatlantico (manca L’abbigliamento di un fuochista) e alcuni tra i brani romantici più significativi di De Gregori, come la bellissima Pezzi di vetro.

Come sempre avviene con i lavori di questo artista, ogni testo è una descrizione vivissima e dettagliata di una storia dalla forte valenza simbolica.

Niente riesce a rendere in modo più efficace l’atmosfera di questo album delle parole di De Gregori stesso:
“Un disco dal vivo in fondo è quanto di meno definito e definitivo possa pubblicare un autore di canzoni. O un cantante. Non un’antologia, non un riepilogo; né tanto meno, un autoritratto; solo il maldestro tentativo di fermare qualcosa che col passare del tempo (nei mesi e negli anni, ma anche sera dopo sera) si modifica continuamente, sfugge, si disperde, ritorna. Le canzoni cambiano nella testa di chi le ha scritte molto di più e molto più velocemente di quanto non accada nella memoria di chi le ascolta. Questo disco, perciò, potrebbe essere paragonato in qualche modo ad una foto perfettamente a fuoco ma anche perfettamente mossa. O ad uno specchio in movimento. E al suo autore non resta che correre il rischio, come capitò ad Alice nel Paese delle Meraviglie, di passare involontariamente attraverso questo specchio nel quale (lo giura) ha soltanto desiderato vedere per un attimo il proprio riflesso.”

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
gli altri album di Francesco De Gregori

… leggi anche…
I luoghi più lontani- Per Petterson
La ragazza delle arance- Jostein Gaarder
Mi chiamo Lucy Barton- Elizabeth Strout

..e guarda anche…
Brooklyn- John Crowley

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Gabriel Axel

Il pranzo di Babette

Danimarca, 1987
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Così ora sarete povera per il resto dei vostri giorni…
Un artista non è mai povero.

Le stelle sono venute più vicine.
Forse verranno più vicine ogni sera.

Il pranzo di Babette fa parte di quella ristretta cerchia di lungometraggi la cui visione stimola cerebralmente lo spettatore a pensare ed al pensiero.
Basterebbe questo per giustificare la vincita del Premio Oscar come miglior film straniero nel 1988.
Siamo in un piccolo paese adagiato lungo la costa della Danimarca. I giorni si svolgono gli uni appresso gli altri, senza cambi di marcia, monotoni, austeri, senza qualsivoglia novità informale a spezzare la routine: qui vivono Filippa e Martina, sorelle, cresciute dal padre verso una vita religiosa rigida, senza piaceri. Sono solo due esempi degli abitanti che troveremo in questo borgo costiero.
Babette, rinomata cuoca d’oltralpe, giungerà e risveglierà la comunità da quel torpore quasi auto inflitto e farà riscoprire l’arte ad esempio oppure l’amore oppure la bellezza dello stare assieme.
Riuscirà a farlo attraverso il cibo, metafora materica della famosa “corrispondenza d’amorosi sensi”: il pranzo diventa un’allegoria, grazie alle portate che paiono saziare i bisogni temporali e concreti ed al vino che mesce l’umore all’allegrezza, tutti gli attriti della comunità paiono attenuati e assai meno importanti.
In definitiva non si tratta di un film, ma quasi di una favola dalla veloce lentezza tipica dell’atmosfera dei paesi nordici, che lascia spiazzati per la sottile conclusione, benché plausibile avendo a che fare con gli umani.

Per gli appassionati ecco il menu del pranzo: brodo di tartaruga, blinis demidoff, quaglie en sarcophage, insalata mista, formaggi misti, savarin, frutta mista, caffè con tartufi al rum, friandises (pinolate, frollini, amaretti).
Vini: Amontillado bianco ambra, Clos de Vougeot, champagne Veuve Clicquot.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
Lasse Hallstrom – Buon compleanno Mr. Grape
Mangia prega ama – Ryan Murphy
Damian Szifron – Storie Pazzesche

… e leggi anche
Karen Blixen – Il pranzo di Babette
Cristiano Cavina – La pizza per autodidatti
Elizabeth Gilbert – Mangia prega ama
Allegra Alacevich – A pranzo con Babette

…e ascolta anche
Wolfgang Amadeus Mozart – Là ci darem la mano
Giorgio Gaber – Barbera e champagne
Francesco De Gregori – Dammi da mangiare

babette

Regia : Gabriel Axel
Sceneggiatura : Gabriel Axel
Fotografia : Henning Kristiansen
Musica : Per Norgard
Durata: 103′

Interpreti e personaggi principali:
Stéphane Audran : Babette Harsant
Vibeke Hastrup : Martine giovane
Brigitte Federspiel : Martine vecchia
Hanne Stensgaard : Filippa giovane
Bodil Kjer : Filippa vecchia
Preben Lerdorff Rye : Il Capitano
Bibi Andersson : La signora Svedese
Bendt Rothe : Il vecchio Nielsen

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John Hay

Jimmy Grimble

Gran Bretagna - Francia, 2001
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Cosa ci può essere di meglio dello United?
Il Manchester City!

Se la magia non è negli scarpini… allora deve essere nei miei piedi.

Se hai battuto il Brasile del nord, il resto è una passeggiata.

La vita ci riserva molti periodi magici.
Uno di questi è quello fra i 10 e 15 anni: si scopre il mondo, si vuole far di tutto perché si è sicuri di poter fare di tutto. Anche Jimmy Grimble sa di poter dir la sua nel calcio (tra l’altro è tifosissimo del Manchester City, in una città votata ai divini del Manchester United), se non fosse per una specie di insicurezza cronica che lo attanaglia. O meglio: quando è in squadra sembra non saper come adoperare i piedi, quando è da solo gioca come un piccolo Van Basten.
Anche a scuola va così così, vittima del bullo di turno.
E un giorno, mentre sta cercando di sfuggire all’ennesima insensata bullaggine, si rifugia da una simpatica vecchietta che gli regala un paio di scarpini… diciamo così… piuttosto male in arnese, ma che lo fanno giocare come un navigato pallone d’oro.
È chiaro: questi scarpini hanno qualcosa di magico. O forse è solo Jimmy che crede più in sé stesso?
Una bella storia, ben costruita, dalla narrazione leggera e senza facile buonismo: riesce a mescolare la vita vera con qualche pizzico di magia ed una buona dose di humor inglese.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Gurinder Chadha – Sognando Beckham
Ken Loach – Il mio amico Eric
John Lynch – Best

… e leggi anche …
Peter Handke – Prima del calcio di rigore
Fabio Caressa – Gli angeli non vanno mai in fuorigioco. La favola del calcio raccontata a mio figlio
Eduardo Galeano – Splendori e miserie del gioco del calcio

… e ascolta anche …
Jimmy Grimble Soundtrack
Ligabue – Una vita da mediano
Francesco De Gregori – La leva calcistica del ’68
883 – La dura legge del gol

jimmy_grimble

Regia : John Hay
Soggetto : Simon Mayle
Fotografia : John De Borman
Musica : Simon Boswell
Durata: 105’

Interpreti e personaggi principali:
Jimmy Grimble : Lewis McKenzie
Donna : Gina McKee
Johnny Two Dogs : Ben Miller
Eric Wirral : Robert Carlyle
Harry : Ray Winstone

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Per Petterson

Fuori a rubar cavalli

Guanda, 2010, 244 pg
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Era il 1942. Mio padre capitò in questo bosco scendendo dal Nord in cerca di un posto sicuro dove dormire che fosse vicino al confine per quando doveva andare in Svezia con documenti, lettere e talvolta filmati per la Resistenza e tornare poi a missione compiuta e tracce cancellate, un luogo che potesse usare più volte.
 
Andiamo fuori a rubar cavalli.

I tronchi sanno essere più morbidi dei fatti della vita.
Trond, quindici anni, trascorre un’intera estate con il padre: giorni magnifici passati a tagliare alberi, a cavalcare, creando un legame padre-figlio intenso fino all’animo, immersi nella natura selvaggia. Natura che al tempo stesso protegge, ma riserva anche amare sorprese: Jon, l’amico fraterno, è colpito da un tragico evento e la stessa famiglia di Trond subisce l’abbandono da parte del padre. Che le due situazioni siano legate?
Per Petterson alterna emozioni commoventi ed essenziali ad esaltazioni del carattere dei ragazzi che saranno … : solo a loro spetterà decidere come comportarsi al mondo.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La strada – Cormac McCarthy
 
… e ascolta anche
Father to Son – Queen
Raggio di Sole – Francesco De Gregori 
 
… e guarda anche
Into the Wild – Sean Penn

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Marta Sui Tubi

C’è Gente Che Deve Dormire

Eclectic Circus, 2005
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Non si può afferrare la musica dei Marta Sui Tubi, quella sensazione al mercurio che un attimo prima ti accarezza, con l’acustica di Carmelo a tessere arpeggi da sogno, e quello dopo ti inchioda al muro tra le urla di Giovanni, lingualunga che mente ma non sa ingannare.
Animi instabili, imprevedibili, eccitanti ed eccitati.
Via Dante è un’improbabile tarantella acustica hard, con tanto di cameo di Bobby Solo; Perché Non Pesi Niente scandaglia fondali di folk mediterraneo tra accordi aperti luminosi e un ritornello che infiamma; L’Amaro Amore è uno scioglilingua funk stravolto da accelerazioni brucianti.
Vera poesia, però, è quella che sgorga dai momenti più pensosi: Cenere e L’Abbandono sono due perle passate direttamente dal cuore alle dita fino alle corde, La Tua Argenteria è una ballata memorabile che potrebbe aver scritto Eddie Vedder, fosse nato nel nostro Paese.
Tradizione e modernità che convivono in un suono originalissimo ed esplosivo, una risata in faccia all’apatia e alla noia.
 
Ascolta cinque brani tratti dall’album
Perchè non pesi niente, L’abbandono, Cenere, La tua argenteria, Via Dante
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Pearl Jam – Off He Goes
Violent Femmes – Kiss Off
Francesco De Gregori, Lucio Dalla – Ma come fanno i marinai
Edda – Semper Biot

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