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Laurent Cantet

La classe

Francia, 2008
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Articolo di Stefano Guerini Rocco

Per la strada, ha mai sentito parlare qualcuno così per la strada?

Attraverso una struttura quasi circolare, che ripercorre il corso di un anno scolastico, “La classe – Entres les murs” segue il rapporto di una classe con un giovane professore. Cuore e motore della pellicola è proprio l’insegnante François Bégaudeau, autore del libro da cui è tratto il film e “interprete” di se stesso. Attorno a lui, spesso anche contro di lui, si muovono circa venticinque adolescenti di ogni colore e religione, che con i loro discorsi e le loro battaglie cercano faticosamente di imporre le proprie individualità. In definitiva, di crescere. Tra esercizi alla lavagna, accese discussioni, riunioni e colloqui con i genitori, Cantet ci introduce “dentro le mura” di una scuola del ventesimo arrondissement parigino e con sorprendente sincerità e sensibilità ce ne mostra tutti gli aspetti, evitando luoghi comuni e facile retorica. Riesce a far luce sui meccanismi, anche contraddittori, dell’universo-scuola, sul delicato gioco delle parti che lo regge, sulle spinte emotive che guidano chi lo abita. I ragazzi, presi direttamente dalle aule di scuola, sono continuamente chiamati ad esprimersi con il loro gergo schietto e colorito, che carica il racconto di una inconsueta verità, tanto da rendere labile il confine tra fiction e documentario. È proprio questa adesione al reale che rende “La classe” un film intenso e onesto, capace di parlare con autenticità e franchezza anche a chi troppo spesso è abituato a restare “fuori le mura”.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
La schivata – Abdellatif Kechiche
Diario di un maestro – Vittorio De Seta
I quattrocento colpi – François Truffaut
Monsieur Lazhar – Philippe Falardeau

…e leggi anche
La classe. Entres les murs – François Bégaudeau
Un anno a Pietralata – Albrino Bernardini
Io speriamo che me la cavo. Sessanta temi di bambini napoletani – Marcello D’Orta

La Classe

Regia: Laurent Cantet
Soggetto: François Bégaudeau (dal romanzo omonimo)
Sceneggiatura: François Bégaudeau, Laurent Cantet, Robin Campillo
Fotografia: Pierre Milon
Montaggio: Robin Campillo, Stephanie Leger
Durata: 128′

Interpreti e personaggi
François Bégaudeau: François Marin

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Valentina Colombani

Borderline

Einaudi, 2004, 120 pg
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Borderline è il nome della mia malattia. La malattia che mi porta a raccontare balle, a essere autolesionista e promiscua sessualmente. Io sono Borderline. O pazza. O una stronza scandalosamente viziata. La mia malattia è l’impossibilità di essere normale. E questa è la mia storia.

Mangiare per poi vomitare, ubriacarsi per poi fissare il nulla, impasticcarsi per scappare da tutto e tutti.
Si, fuggire come inseguendo se stessa.
Prostituirsi per poi fingere di innamorarsi, spendere denaro per salvarsi, vivere senza fiato per non smarrirsi nei sogni.
No, i sogni sfumano nella voragine creata da lei stessa.
Valentina è borderline o un qualsiasi altro termine: cannibale di sé e cannibalizzata a sua volta da una malattia che porta non si sa dove, ma al tempo stesso oppone alla vita momenti di deriva verso la luce.
[…] Accenditi una sigaretta e pensa all’oceano… solo un pochino di dolore, il giusto per arrivare fino a sera […]

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La ragazza interrotta – Susanna Kaysen
George e Sam – Charlotte Moore

… e ascolta anche
Sally – Vasco Rossi
Lithium – Evanescence
Alterazione Celebrale – Punkreas

… e guarda anche
A Beautiful Mind di Ron Howard
Adele H. – Una storia d’amore di François Truffaut

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Philippe Falardeau

Monsieur Lazhar

Canada, 2011
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Martine Lachance era sicuramente scoraggiata dalla vita. L’ultima cosa che ha fatto è dare un calcio alla sedia per poter scomparire. A volte mi chiedo se ci abbia voluto trasmettere un messaggio violento. Quando noi siamo violenti ci mettono in castigo. Ma noi non possiamo mettere Martine Lachance in castigo, perché lei è morta.

Simon e Alice restano immobili di fronte all’aula, durante una ricreazione come mille altre.
Dall’altra parte di una porta chiusa dall’interno oscilla, appeso a una trave, il corpo inanimato della loro professoressa Martine, la gola stretta in un nodo.
Scuola, insegnanti e genitori cercheranno di ricondurre una classe sconvolta a una normalità di facciata, ma sarà solo l’arrivo del nuovo docente Bachir Lazhar, un cuore tenero ridotto in cenere da eventi terribili, a permettere ai bimbi di raccontare, urlare e piangere un dolore insopprimibile, per ricominciare finalmente quella vita da bambini che gli spetta di diritto.
Monsieur Lazhar è un piccolo capolavoro di delicatezza e sentimento, in cui la dolcezza degli sguardi e degli scambi tra insegnante e ragazzi racconta emozioni profondissime e una comprensione reciproca della sofferenza, vera poichè condivisa; mondi apparentemente lontanissimi s’incontrano in un abbraccio commosso e mai stucchevole che, se non potrà cancellare il passato, permetterà almeno a tante crisalidi di farsi splendide farfalle.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Re della terra selvaggia – Benh Zeitlin
La classe – Laurent Cantet
Il primo uomo – Gianni Amelio
Gli anni in tasca – Francois Truffaut

Locandina di Monsieur Lazhar, un film di Philippe Falardeau
 
Regia: Philippe Falardeau
Sceneggiatura: Philippe Falardeau
Fotografia: Ronald Plante
Musiche: Martin Léon
Durata: 94′
 
Interpreti e personaggi
Mohamed Saïd Fellag: Bachir Lazhar
Sophie Nelisse: Alice L’Écuyer
Emilien Néron: Simon
Danielle Proulx: Madame Vaillancourt
Brigitte Poupart: Claire Lajoie

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