Archivio tag: fuga

Twenty One Pilots

Trench

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I am a vulture who feeds on pain

“Io sono un avvoltoio che si nutre di dolore” canta Tyler Joseph in Levitate, ed è questa la chiave di interpretazione dell’album, che ne permea anche la copertina.
Il filo conduttore che lega tutte le canzoni è Clancy, il personaggio protagonista che fugge dalla città immaginaria di Dema, metafora del dolore e della malattia mentale. Infatti il bisogno di fuggire, l’oppressione, il malessere, la rabbia sono elementi ricorrenti in ogni testo delle canzoni.
Se il tema dell’album è molto chiaro e coeso, il genere musicale è quanto di più disparato possa esserci: il pop, il rock, il rap, lo spoken word, il reggae, l’hip-hop, l’elettronica con gli strumenti acustici si alternano e si mischiano, in quello stile che ha reso il duo statunitense così famoso.

Dopo il successo di Blurryface nel 2015 Tyler Joseph e Josh Dun tornano in studio con il loro quinto album, continuando seguendo il loro percorso di disgregazione delle etichette e l’assenza di un vero genere musicale.

Ascolta alcuni brani dell’album:
Jumsuit
Levitate
Nico and the Niners
My blood

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Twenty One Pilots, Stressed Out
Gorillaz, Feel Good Inc

E leggi anche:
S. J. Kincaid, Diabolic

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Marsha Mehran

Caffè Babilonia

Neri Pozza, 2005
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Padre Mahoney non faceva eccezione. Mentre masticava l’ultimo boccone di lavash con carne, sentì un groppo allo stomaco. Era un seme che sarebbe germogliato dopo un mese, cambiando per sempre il corso della sua vita

Iran,1986. Tre sorelle fuggono all’indomani della rivoluzione khomeinista, alla ricerca di libertà. Scappano da un’esistenza ormai minata nella quotidianità da violenza e sopraffazione.
Durante il viaggio verso l’Europa portano con sé – conservandole gelosamente, come preziosi tesori  – numerose ricette della cucina persiana, tramandate in famiglia ed imparate da piccole.

Dopo un’iniziale permanenza a Londra, le ragazze si trasferiscono in un piccolo paese dell’Irlanda, dove realizzano il proprio sogno di aprire un caffè/ristorante di specialità persiane.
L’arrivo delle ragazze scombussola la vita della comunità, dividendola tra incuriositi e diffidenti.
C’è chi si lascia interamente conquistare dalla loro vitalità e chi invece non perde occasione per denigrarle, con cattiveria ed astio ingiustificati. La determinazione delle ragazze le aiuta a superare le difficoltà, fino a quando però i fantasmi del passato sembrano tornare a minacciarle…

“Caffè Babilonia” è un romanzo che parla di profumi e spezie, successi, sconfitte e determinazione.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Pane e acqua di rose – Marsha Mehran
Viaggio di nozze a Teheran – Azadeh Moaveni
Persiana – Sabrina Ghayour

e vedi anche
Persepolis – Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Bagdad Cafè – Percy Adlon

 

 

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