Archivio tag: Gabriele Salvatores

Margherita Oggero

L’ora di pietra

Mondadori 2011, 270 p.
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Poi è successa una cosa dentro di me, cioè che mi sono sentita forte e non mi sono più lasciata spingere in un angolo. Doveva essermi cambiato lo sguardo o non so cos’altro, comunque hanno abbastanza smesso di tormentarmi.

Imma guarda dalla finestra di un palazzo la vita che si svolge in strada: ha poco più di tredici anni ed è salita al Nord dal suo paese vicino a Napoli perché deve nascondersi. Imprigionata in un appartamento poco accogliente, ospite di una lontana parente che la lascia sola tutto il giorno e non è entusiasta di doverla tenere con sé, torna col pensiero alla famiglia lontana, ai profumi della sua terra e a tutto quello che ha lasciato. Ma una ragazzina intelligente e curiosa non può restare chiusa in eterno: un giorno, Imma riesce a sgattaiolare fuori dal condominio e inizia a perlustrare la città, arrivando a un mercato rionale dove conosce un giovane e simpatico venditore di libri che le consiglierà storie bellissime e le offrirà qualche piacevole conversazione.
Un po’ alla volta, a capitoli alterni, scopriamo la storia della famiglia di Imma e di un mondo ancora prigioniero della malavita e di tradizioni antiche, mentre vediamo ciò che sta accadendo oggi alla protagonista. E abbiamo anche la conferma che i libri possono darci, insieme al conforto, il coraggio di ribellarci alla violenza.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Io non ho paura – Niccolò Ammaniti
Ciò che inferno non è – Alessandro d’Avenia
L’abusivo – Antonio Franchini

… e guarda anche…
La mafia uccide solo d’estate – Pif
Io non ho paura – Gabriele Salvatores

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Imarhan

Imarhan

City Slang, 2016
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E’ amaro partire
accompagnato dai suoni che ti mancheranno,
al centro di un mondo senza coloro che ti vogliono bene
Questo tuo mondo è veloce e competitivo,
Attenzione a chi ti insegue.
Ti renderà ansioso.

a cura di Claudio D’Errico

Oggi proponiamo di fare insieme un viaggio particolare, tra i popoli del Sahara.
Come una moderna tribù Tuareg ci sposteremo idealmente tra spazi vuoti ed assolati nelle vaste lande del deserto algerino.
Grazie all’album omonimo di debutto della band Imarhan ci cambiamo d’abito e veniamo accolti dai Tuareg, ascoltando insieme musica coinvolgente e moderna, che mescola suoni e colori in tinta blues.
Se ci si lascia trasportare dalle canzoni dell’album, sembra di cogliere un “blues del deserto”. E’ forte la tentazione di chiudere gli occhi ed immaginare quell’ambiente così lontano, ma in realtà così vicino ed affascinante.
Questo album merita a nostro avviso un ascolto non solo per la sua qualità, ma anche perchè mostra come la musica di un mondo culturalmente così diverso dal nostro possa essere rielaborata in una forma più accessibile ad un pubblico vasto, facendo apprezzare così in luoghi nuovi sonorità tipiche.
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Emaar – Tinariwen
e guarda anche Marrakech Express – Gabriele Salvatores

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Nicolai Lilin

Spy Story Love Story

Einaudi 2016, 248 p.
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Se in quegli anni non perse totalmente la ragione fu grazie alle regole che gli aveva insegnato il suo vecchio maestro. E fuori dalla violenza trovò un solo conforto: la letteratura.

Un killer russo stanco dopo venticinque anni di mattanze chiede al suo spietato datore di lavoro di potersi ritirare a vita privata. Il capo, che da boss della malavita si è rifatto una verginità come rispettato e potente uomo politico, accetta, a patto che Alëša svolga il suo ultimo compito in Italia, dove dovrà uccidere una donna. L’impresa finale sarà seguita da Ivan, il giovane designato a succedere ad Alëša. Dalla Mosca violentissima degli anni Novanta alla Milano di oggi, attraverso i ricordi di Alëša e poi di Ivan vediamo scorrere vite segnate da un destino di brutalità e squallore, dove per sopravvivere non si può avere pietà per nessuno e non ci si può fidare di nessuno. Solo i libri hanno fornito al protagonista un sostegno e un’oasi di pace in mezzo alle efferatezze che ha compiuto e che ha visto commettere. Ma nemmeno il delinquente più accorto può vivere in perenne tensione senza che la sua mente mostri segni di cedimento. Con ritmo incalzante e immagini cruente, Lilin ci descrive il deserto morale della Russia recente e la ferocia, ma anche la solitudine, cui può giungere l’animo umano.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche …
Educazione siberiana – Nicolai Lilin
La regina dei ladri – Edgar Wallace
Le lacrime dell’assassino – Anne-Laure Bondoux
Dexter il vendicatore – Jeff Lindsay

…e guarda anche
Educazione siberiana – Gabriele Salvatores
John Wick – Chad Stahelski, David Leitch

… e ascolta anche
Shootenanny! – Eels

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Casino Royale

Sempre più vicini

Black Out, 1995
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1995 punto è l’anno astrale
E questo è l’equipaggio che continua a cercare
Come fare, come comunicare
Come ti dico dico, devi decodificare il mio messaggio
Che, verso il 2000 resta “pronti al peggio”
E io! e io trasmetto dal secondo medioevo
Bip, bip, capitan Kirk, sono qui, riportami su!
Forme di intelligenza non ne vedo più
Random! Ora ti sto cercando
Se senti il mio messaggio allora sei al mio fianco!

Torno sulla base del pianeta Royale
Sincronizzo tutto sopra il ritmo in levare
Durante questi anni ho visto poco la casa
Ed alcuni di noi si sono persi per strada
Teen – teenager, rock – rockstar
La vita che accompagna la tua musica
La musica accompagna la mia vita
Questa sfida non e’ ancora finita

Rolling Stone Italia inserisce Sempre più vicini nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, alla posizione 34.
Non si può che essere d’accordo: nella metà degli anno ’90 i Casino Royale hanno gettato le basi per molta, moltissima musica che ascoltiamo tuttora e che abbiamo ascoltato, anticipando e influenzando gran parte della scena musicale italiana.
Questo disco quasi non trova paragoni talmente fa sua la prerogativa della musica: essere lingua universale.
Una miriade di generi sapientemente miscelati passano da una canzone all’altra in un continuum sonoro spaventosamente entusiasmante: reggae velato di elettronica, ska sfumato di trip-hop, rock steady venato di nu-jazz.
Ma. C’è un ma. Non solo musica, ma anche la voce è importante…e allora il ma si vaporizza.
Giuliano Palma e Alioscia Bisceglia sono le voci perfette da accoppiare alle note intessute dal gruppo.
Giuliano dall’avvolgente tono dal sapor di lentezza cadenzata e melodica in contrasto con la sincopata metrica di Alioscia buttata quasi a caso e quindi perfetta al primo colpo.
In definitiva i Casino Royale hanno viaggiato nello spazio-tempo del prima, del durante e del dopo della musica, incuranti di aver creato un piccolo grande capolavoro.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Sempre più vicino, Anno Zero, Pronti al peggio

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale
Bluvertigo – Metallo non Metallo
P. J. Harvey – To Bring You My Love
The Smashing Pumpkins – Mellon Collie And The Infinite Sadness

… e leggi anche
Banana Yoshimoto – Andromeda Heights
Jonathan Coe – La banda dei brocchi
David Foster Wallace – Infinite Jest

… e guarda anche
Fulvio Ottaviano – Cresceranno i carciofi a Mimongo
Gabriele Salvatores – Nirvana
Clint Eastwood – Million Dollar Baby

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Gabriele Salvatores

Come Dio comanda

Rai Cinema, Colorado Film, anno 2008
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In un paese immaginario del nord est italiano Rino, padre di Cristiano figlio adolescente, cerca tutti i giorni lavoro come manovale per poter mantenere il ragazzo ed impedire ai servizi sociali di portarglielo via. Rino è un padre autoritario e spesso violento, e anche piuttosto incline all’ideologia nazista, ma in fondo un padre costante e presente.

Il miglior amico di Rino, vuoi per vicinanza, vuoi per necessità è Quattro formaggi; un ragazzo affetto da una forte demenza dovuta ad un pericoloso incidente sul lavoro, di cui Rino si prende cura, quasi fosse suo fratello maggiore. L’incidente di Quattro formaggi è avvenuto durante un lavoro “clandestino”, non riconosciuto e non assicurato, per cui si trova a vivere con il poco che riesce a racimolare dal lavoro che insieme a Rino raccolgono giorno per giorno dai cantieri della zona.

Succede che Quattro formaggi, nutrendo un’insana passione per la pornostar Ramona, scambia una ragazzina amica di Cristiano per quest’ultima, e una sera di pioggia in motorino la insegue. Ci sarà un incidente, la ragazzina morirà battendo la testa e Quattro formaggi chiederà aiuto a Rino… convinto che gli sia mandato da Dio stesso. L’evoluzione degli eventi porteranno Cristiano a salvare il padre in coma, e a capire poi che non sarà lui il colpevole di questa faccenda, potendosi così riconciliare con la figura del padre: severa, autoritaria, spietata e violenta a volte, ma comunque sempre onesta.

Un film molto drammatico, in cui compaiono, forse amplificate ma reali, le paure e le sensazioni di un adolescente, messo alla prova dai gesti forti del padre che ama, ma di cui ancora non capisce tutte le profondità. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, e quando è uscito nel 2008 ha ottenuto due nomination per il David di Donatello, venne girato in Italia tra le province di Udine e Pordenone.

Ti è piaciuto questo film? Guarda

Io non ho paura di Gabriele Salvatores

… e leggi anche …
Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti (disponibile anche in versione digitale)

Acciaio di Silvia Avallone

locandina

Regia: Gabriele Salvatores
Soggetto: Niccolò Ammaniti
Fotografia: Italo Petriccione
Musica: Mokadelic
Durata: 103 minuti

Interpreti e personaggi principali:
Rino: Filippo Timi
Cristiano: Alvaro Caleca
Quattro formaggi: Elio Germano

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