Archivio tag: garage

Nude Beach

77

Don Giovanni Records, 2014
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Aprite la confezione del nuovo disco dei Nude Beach da New York – Chuck Betz, Jim Shelton, Ryan Naideau – e vi trovate per le mani un piccolo poster (questo, e vediamo chi riconoscete) che è come una parata: al centro Elvis, in grande, e tutt’intorno un’infinità di volti più o meno noti dell’iconografia pop.
Pure questo album è un’icona, sin dal titolo 77 – come il primo dei Talking Heads, come l’anno che segna uno snodo chiave per il rock’n'roll – ed è una corposa raccolta di brani formidabili, power-pop ora sfrenato ed elettrico, ora raccolto e pensieroso. Una vera festa per chiunque abbia a cuore le melodie eterne dei Big Star e del giovane Tom Petty.
La magia di 77 sta nel prendere come riferimento quelle icone del passato e farle suonare vive e accese come quasi mai prima. Musica tanto bella che viene il magone a pensare a tutte quelle anime tristi che chiuderanno l’anno senza aver ballato mai una volta cose stellari come Yesterday, Can’t Get Enough, I Can’t Keep The Tears From Falling o I Found Out; senza aver mai sentito tra i capelli il vento di Used To It, See My Way e Geoffrey’s Tune; senza essersi mai stretti a qualcuno mentre lo stereo suonava Yesterday, It’s So Hard o If We Only Had The Time.
Voi non fate lo stesso errore, perché questo 77 è una di quelle esperienze che rendono la vita una cosa bella da sentire.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
September Gurls – Big Star
Even The Losers – Tom Petty & The Heartbreakers
Sparky’s Dream – Teenage Fanclub
Gun – Uncle Tupelo

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The Black Keys

Attack & Release

V2 Cooperative Music, 2008
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Attack & Release è il quinto studio album dei Black Keys e ha l’aspetto di un’istantanea di una cosa piccola che sta per esplodere: dopo questo, arriveranno album milionari e singoli spettacolari come Tighten Up, Lonely Boy e Fever, che faranno ballare folle oceaniche per mesi e mesi.
In Attack & Release, invece, il duo dell’Ohio suona ancora rauco e loud, e la produzione affidata a Danger Mouse non è invadente come a volte sarà in seguito: le chitarre di Dan Auerbach tagliano il giusto e la sua voce effettata ghigna d’ironia e vibra di soul, mentre Patrick Carney batte sui tamburi con precisione e intensità.
Più di tutto brillano le canzoni, un viaggio per gli anni ’70 lungo quaranta minuti: ci sono i riff cafoni di due gran singoli come I Got Mine e Same Old Thing, le sparate garage-r’n'r di Strange Times e Remember When (Side B), ma c’è tempo pure di perdersi tra le paludi di Psychotic Girl e Lies e godersi l’epica progressione di Things Ain’t Like They Used To Be – che par di stare in qualche classico perduto del cinema Blaxploitation.
Di certo, dopo questo disco, le cose non saranno più quelle di prima per i Black Keys, ma questi undici brani potrebbero essere la migliore introduzione a uno dei più divertenti e imprevedibili fenomeni commerciali degli ultimi anni. Alla faccia della critica più modaiola e noiosa.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Blue Orchid – White Stripes
What Is And What Should Never Be – Led Zeppelin
Black Mold – The Jon Spencer Blues Explosion

…e guarda anche
Jackie Browne – Quentin Tarantino
Django Unchained – Quentin Tarantino

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Sleater-Kinney

The Woods

Sub Pop, 2005
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Show me your riffs.
Un fantastico slogan per una maglietta indossata da Corin Tucker ai concerti delle Sleater-Kinney, contro il machismo imperante nel dorato mondo dell’indie-rock americano, ma anche la descrizione perfetta di The Woods, album definitivo del trio di Olympia.
In dieci canzoni pazzesche, il vibrato da battaglia di Corin e le armonie di Carrie Brownstein, le loro chitarre al vetriolo e il drumming fuori controllo di Janet Weiss centrifugano quarant’anni di rock con la foga e l’ironia del garage più lercio: The Fox ed Entertain guariscono dall’artrite il rock degli anni ’70, annegandolo nel frastuono gioioso di urla e distorsioni, che toccano l’apice negli undici minuti della psichedelia devastante di Let’s Call It Love; perfino le melodie pop di Wilderness, What’s Mine Is Yours e Jumpers, il folk di Modern Girl o il surf di Rollercoaster vengono investite da un’energia che esalta. Night Light, poi, è la chiusa dilatata perfetta per accompagnarci fuori da uno dei più grandi album del decennio.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Entertain, The Fox, Jumpers, Modern Girl
 
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Jon Spencer Blues Explosion – Black Mold
PJ Harvey – Sheela-Na-Gig
Bikini Kill – Rebel Girl
Fugazi – Turnover
The Gits – Second Skin

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