Archivio tag: genitori

Sabina Colloredo

Fai un salto

2018, DeA, 224 pagine
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Ho bisogno di cambiare aria, di iniziare qualcosa di nuovo. Ci penso continuamente, da quando c’è stato l’incidente. E non è una fuga dalla realtà, è qualcosa di più profondo. So che adesso tu penserai che sono una grande egoista, ma non ne posso davvero più. Delle amiche, della scuola, dei fidanzati e della palazzina. Non ne posso più di niente.

Virginia ha sedici anni e vive un periodo complicato: dopo la separazione dei suoi genitori suo padre è ancora più assente, troppo concentrato sulla sua nuova relazione e sulla sua nuova vita per poter seguire quella delle figlie. Sua madre è un donna forte che cerca di occuparsi di tutto, ma le ristrettezze economiche, la necessità di trasferirsi in un appartamento più piccolo in periferia e la perdita del lavoro hanno profondamente minato la sua sicurezza.
Virginia si ritrova ad affrontare il peso di questo cambiamento da sola, allontanandosi dalle amiche dell’infanzia cominciano le incomprensioni: Ma non può concentrarsi solo sui suoi problemi: Tea, la sua sorellina di otto anni, ha bisogno di lei in questo momento in cui la loro mamma rischia di arrendersi alle difficoltà.
A complicare ulteriormente le cose ci pensano i nuovi vicini di casa, Paolo e Alain, due ragazzi molto diversi, amici da sempre, che però iniziano ad interessarsi entrambi alla nuova arrivata.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Sarah Crossan, Apple e Rain
Frances Hardinge, Una ragazza senza ricordi

E ascolta anche:
Pink, Beautiful Trauma

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Michael Mohan, Ry Russo-Young

Everything Sucks!

2018, Usa
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Mi sembra di essere stata in silenzio per così tanti anni

Ci troviamo nel 1996, alla Boring High School (il Boring non è solo una licenza poetica). I protagonisti sono un trio di ragazzi un po’ nerd, ma neanche troppo, e un po’ sfigati. Uno di loro, di nome Luke, bravissimo cineasta in fasce che si innamora della schiva Kate, figlia del preside della scuola.  Aiutato dai due amici cerca di fare breccia nel cuore della giovane che però non è sicura del suo orientamento sessuale e inizia una fase di scoperta che seminerà nuovi teen drama ma anche tanto divertimento e nuove avventure. Kate e i ragazzi entrano a fare parte del club audiovisivo scolastico l’AV club che darà battaglia al gruppo di teatro per contendersi il prestigio scolastico che porterà a un brillante epilogo.

L’effetto nostalgia (come in  Stranger Things) è immediato. Ci troviamo immersi in oggetti che hanno costellato la nostra infanzia. Le VHS, i Blockbuster, gli Oasis, Tori Amos, i Cranberries, la musica dance. Ma anche i telefoni di casa divisi con i genitori che cercano di ascoltare le conversazioni, i primi piercing al naso, le fughe ai concerti rock, i primi accenni di internet che dava bella mostra di sé come la prima grande enciclopedia globale, i poster in camera di idoli della tv e delle prime serie televisive (Leonardo di Caprio appena sceso dal Titanic quanto tempo è passato!) ritagliati da pessimi giornali per adolescenti.  E’ la particolarità della coppia di protagonisti, tuttavia, la vera forza della storia che non lascia arenare la serie in un piatto revival. Lui, di origine afroamericana, è stato abbandonato dal padre appassionato di cinema da cui ha ereditato l’interesse per la regia; lei, aspirante camerawoman, ha perduto la mamma ed è stata cresciuta da un dolcissimo padre single che è anche il preside della scuola. Uno è innamorato dell’altra come lo si può essere a quattordici anni, ma l’altra lo vede come amico perché alle prese con la scoperta della propria omosessualità. Sta in quest’ultimo aspetto, nello specifico, la forza della serie: nel ritratto di una giovane donna diversa dalle altre che conquista lo spettatore al primo sguardo e non si lascia dimenticare.

La regia è creativa e ben costruita, forse i dialoghi e alcune sensazioni andavano approfondite ma il racconto è molto umano e divertente.  Tutto questo vale 10 episodi da 30 minuti l’uno da guardarsi tutto di un fiato.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Lukas Moodysson Fucking Amal 

Matt e Ross Duffer Stranger Things 1 e 2

Leggi anche:

E.Galiano, Eppure cadiamo felici 

Ascolta anche l’intera discografia di Tori Amos in particolare:

Tori Amos Collections: Tales of a Librarian che contiene Silent All these Years a cui si ispira l’intera serie

everything_sucks

Genere: Commedia drammatica

Ideatore:  Ben York Jones, Michael Mohan

Regia: Michael Mohan, Ry Russo-Young

Cast: Jahi Di’Allo Winston, Peyton Kennedy, Patch Darragh, Claudine Mboligikpelani Nako, Quinn Liebling,  Elijah Stevenson, Sydney Sweeney, Abi Brittle, Nicole McCullough, Zachary Ray Sherman

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Anna Boden

It’s a kind of a funny story – 5 giorni fuori

USA, 2010
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“Chi non è impegnato a vivere,
è impegnato a morire”

Non è facile chiedere aiuto. Non è facile guardare al di là del proprio dolore quando ci si sente sopraffatti dalla vita. Non è necessario un evento traumatico – visibile – per farci sprofondare nella depressione, per privarci della volontà di vivere, per spingerci alla resa.

Craig ha sedici anni, buoni risultati a scuola, una famiglia nella media, qualche problema con le ragazze: tutto nella norma, sembrerebbe. Tuttavia, non è così. E lo capiamo subito, dalle prime inquadrature del film, quando lo vediamo sporgersi pericolosamente dall’orlo di un ponte, annichilito ed intenzionato a porre fine alla propria vita.
Viene dissuaso dal gesto estremo, ma l’impulso suicida resta in lui e – fortunatamente – lo spaventa molto. Tanto da spingerlo a chiedere aiuto. Si reca al più vicino Pronto Soccorso e chiede di essere ricoverato. Il reparto psichiatrico per adolescenti è chiuso per ristrutturazione e Craig finisce in quello per adulti, dove incontrerà diversi personaggi speciali, che lo aiuteranno ad apprezzare gli aspetti positivi della vita e a ritrovare la determinazione a farcela.

“5 giorni fuori” ha il grande merito di trattare un tema difficile con i toni della commedia, senza banalizzare, ma mantenendo un taglio positivo.
Il film è tratto dal libro Mi ammazzo, per il resto tutto ok di Ned Vizzini. Si tratta di un romanzo con numerosi spunti autobiografici: lo stesso autore, infatti, ha sofferto di depressione e da ragazzo si è rivolto ad un centro psichiatrico per ricevere sostegno.
Purtroppo però Ned Vizzini non ce l’ha fatta. Nel 2013 – a trentadue anni – si è suicidato gettandosi da una finestra della sua abitazione a New York. Segno che a volte la vita non va come vorremmo. Forse, se avesse avuto ancora la forza di chiedere aiuto, ce l’avrebbe fatta, proprio come Craig.
Perché c’è sempre una soluzione per ogni problema, sempre.

Ti è piaciuto questo film?
Allora vedi anche Il lato positivo – David O. Russell
… leggi anche Mi ammazzo, per il resto tutto ok – Ned Vizzini
Mi chiamo Chuck – Aaron Karo
ed ascolta anche Under Pressure – Queen, David Bowie

5 giorni fuori

Regia: Anna Boden, Ryan Fleck
Sceneggiatura: Anna Boden, Ryan Fleck
Fotografia: Andrij Parek
Durata: 101′

Interpreti e personaggi
Zach Galifianakis – Bobby
Keir Gilchrist – Craig

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Mark Cartier

Lift me up

Usa, 2015
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La grande responsabilità di essere vulnerabili

Emma si trova in una situazione complicata. Appena morta la madre è costretta a vivere con il patrigno John, un perfetto sconosciuto ai suoi occhi mentre il padre biologico è completamente assente assorbito da un vita trafficata. John vuole essere un padre per Emma e cerca di mettere da parte il lutto che lo affligge pur di avvicinarsi alla ragazza. L’una l’opposto dell’altro scopriranno quanto le proprie passioni possano avvicinare le persone aiutandole a mostrare chi sono veramente, una fra tutte la danza di cui Emma è una promettente stella nascente.

Questo piccolo film è distribuito sulla piattaforma Netflix italia diretto da Mark Cartier ed è un vero gioiello di dolcezza e sincerità. Ci mostra come il bene, soprattutto quello delle persone che amiamo, ci risulti scontato e in qualche modo dovuto. Niente è più fragile della fortuna di essere amati e troppo spesso anteponiamo i nostri legami biologici a quelli che nascono per casuale circolazione di sentimenti. La sincerità si intravede negli interstizi della figura dell’amico di Emma quando la supporta (e sopporta la superficialità) nella triste divergenza  con le compagne di liceo – snob e meschine-  ma avendo il coraggio di rimproverarla nel momento esatto del suo declino più rapido senza, tuttavia, compatirla. John nella sua marziale e ferma condotta cela quell’amore sincero che sprona restituendo alle persone che gli sono vicino la fiducia necessaria per esprimere se stessi e provare a superare gli ostacoli che la vita ci pone di fronte. Siamo di fronte a protagonisti dal fortissimo carattere con passioni e idee che li guidano nonostante le avversità. Emma riuscirà, infatti, a trovare un legame profondo con la danza che prima praticava come una piacevole routine e solo affrontando il dolore ne scoprirà il valore profondo e le enormi possibilità che l’arte può offrire.

Un film piacevole carico di tensione emotiva e ottimi attori in esordio.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Stephen Daldry, Molto forte incredibilmente vicino

Leggi anche:

Tra le infinite cose, Julia Pierpont

Ascolta anche:

Lady Gaga, The fame monster

lift-me-up

Regia: Mark Cartier
Distribuzione: Marvista, Netflix
Genere: Drammatico
Sceneggiatura: Mark Cartier, Aviv Rubinstien
Cast: Todd Cahoon, Sarah Frangenberg, Shane Harper

 

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Manuela Salvi

E sarà bello morire insieme

Mondadori, 2010
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Oggi sono diventata maggiorenne. Pensando che sto diventando grande mi prende il panico. E’ come se all’improvviso mi rendessi conto di avere davanti un corridoio infinito, pieno di porte. Dietro ognuna di esse c’è una possibilità, ma anche il rischio di errore.

 

Bianca, diciotto anni, si trasferisce da Milano a Palermo con il padre – giudice – all’indomani di un avvenimento tragico che ha messo in crisi la famiglia ed inizia a frequentare il liceo artistico.

Qui incontra Manuel, orfano di padre mafioso, inserito appieno nelle logiche di violenza e potere della cosca cui appartiene. O forse semplicemente ingabbiato in un destino che non condivide fino in fondo, ma dal quale sente di non potersi svincolare.
Dovrebbero avere più elementi di differenza, rispetto a cose in comune. In realtà tra loro si crea fin da subito un’affinità speciale, che sfocia ben presto in attrazione ed innamoramento.

La storia d’amore però non potrà prescindere dal corso della giustizia e ben presto i due si troveranno coinvolti in fronti contrapposti ed in pericolo. Ciascuno di loro dovrà scegliere da che parte stare.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

… vedi anche
La mafia uccide solo d’estate – Pif
I cento passi – Marco Tullio Giordana

e ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro
The dark side of the moon – Pink Floyd

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Domenico Starnone

Lacci

Einaudi, 2014, 133 pg
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Nessun accenno alla vicenda dei lacci, Sandro e Anna quasi certamente non gliel’avevano riferita. Ma io sapevo che quell’allacciare e slacciare ci aveva ravvicinati, o forse ci aveva portati ad una distanza che, da quando erano nati, non era mai stata così breve.

Vanda, Aldo, Sandro e Anna sono i quattro protagonisti di questo romanzo. Una famiglia, una storia di relazioni intrecciate, o meglio “allacciate” come fanno i lacci per le scarpe. Inizialmente sembra che appena tornati dalla consueta vacanza al mare, una coppia di coniugi sulla settantina, ritrovino l’appartamento a soqquadro, probabilmente per un tentativo di furto; e l’anziano vicino di casa ha sentito nulla o poco più, forse ha intravisto una coppia: uomo e donna suonare al citofono la sera prima.

Certamente questo romanzo non è un giallo, la sera stessa del ritorno a casa, dopo la denuncia ai carabinieri dell’effrazione e del probabile rapimento del gatto, Aldo il padre, protagista di questa famiglia ritrova sistemando -durante la notte insonne- tutte le lettere che la moglie, anni prima gli aveva inviato, in un’epoca lontana e diversa in cui lui aveva abbandonato sia lei che i figli per ritrovare la propria libertà e felicità con Lidia, l’amante.

Lettere che raccontano una storia e una famiglia: il momento del massimo allontanamento e della più stretta vicinanza, ma attenzione, senza separarsi mai, perchè in una famiglia esistono questi lacci invisibili che uniscono le persone, che le legano per sempre, in relazioni che cambiano, maturano, fioriscono e a volte si rinchiudono.

Un finale a sorpresa, e molto bello, in cui i figli poi, sveleranno il lato della famiglia visto da loro: le conseguenze delle scelte del padre, e del carattere della madre attraverso le loro esistenze. In una famiglia ci sono sempre dei “lacci” che ci legano volenti o nolenti agli altri componenti, e sono queste relazioni il fulcro del nostro mondo.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
La ferocia di Nicola Lagioia
Boccamurata di Simonetta Agnello Hornby
La cena di Herman Koch

e vedi anche
Carnage di Roman Polanski

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Joyce Carol Oates

Due o tre cose che avrei dovuto dirti

Mondadori, 2016
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E all’improvviso, tutto svaniva: provava solo dolore. Una sensazione che era stata lei a causare, che era lei a controllare: un segreto di cui nessuno era al corrente. Una sensazione di immediata felicità. 

Tre sono le protagoniste di questo romanzo. Una è sullo sfondo, un motore silente e catalizzatore delle emozioni che attraverseranno le altre due amiche, intimamente legate e al contempo profondamente distanti. Siamo al liceo e la crudeltà che serpeggia dentro quelle pareti rende satura la vita e le aspettative di tutti gli studenti che lo popolano. Messaggi minatori, bullismo, omofobia, problemi del comportamento alimentare, autolesionismo, in poche parole: segreti. Segreti che tutti conoscono e di cui nessuno vuole parlare, segreti abitati e abitanti. E Tinni non regge, abbandona tutte le sue amiche, anche Merissa e Nadia. Questa trinità umana ci accompagna come un vortice pagina dopo pagina attraverso un affresco spietato e doloroso di una realtà sempre più alienata ma carica di speranza, come in procinto di riscattarsi.

Tinni, Merissa e Nadia sono le protagoniste di questo coro plurale fatto di personalità già molto delineate, nonostante la giovanissima età. Tinni è dolorosamente consapevole della propria malattia, Merissa del fallimento famigliare dei propri genitori e per questo è in grado di perdonarli ma non conosce il prezzo di quel sacrificio, Nadia cerca di arginare un crescente disagio dovuto alla percezione del proprio corpo rifugiandosi in emozioni scorciatoia ben sapendo che prima o poi dovrà affrontarsi. Sullo sfondo abbiamo una società immobile e immatura, nulla che non appaia meschino e ottuso rispetto alla bellezza tragica di queste ragazze e della loro età irripetibile. Gli adulti sono uno scherzo del destino, la competizione è una legge biblica irrevocabile, la scuola un incidente in cui si è incappati per accumulare nozioni e fuggire indenni dai messaggi anonimi, dai bulli, dalle insinuazioni, dagli scherzi, dalla seduzione obbligatoria.

Joyce Carol Oates è un gigante della narrativa. Attraverso i suoi personaggi si incontra l’adolescenza nella sua essenza più profonda, senza alcun compromesso, e proprio per questo vivificante. Come in ogni suo romanzo, mai consolatorio o bonario, ci muoviamo attraverso dei nemici che obbligano i protagonisti a rivelarsi per quello che sono nella loro più intima natura. Fedele allo stile del suo romanzo più famoso e curato, Ragazze Cattive da cui è tratto il film FoxFire del 2012 , le protagoniste sono sole contro un mondo ostile e intrecciano nell’amicizia e nella femminilità le premesse per la propria sopravvivenza – o conseguente disfatta.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche:

Joyce Carol Oates – Ragazze cattive
Joyce Carol Oates – Figli randagi

Ascolta anche:

The Cure - Wild Mood Swings ( in particolare This is a Lie)

Guarda anche:

Foxfire - Laurent Cantet 

 

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Jillian Schlesinger

Maidentrip

USA, 2013
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Sono nata su una barca in Nuova Zelanda. Ho vissuto i miei primi cinque anni in barca. E da allora ho sempre voluto tornare a quella vita.

Le hanno affibbiato i giudizi più disparati: pazza, egocentrica, coraggiosa. Hanno cercato in tutti i modi di impedirle di partire per il viaggio che fin da bambina aveva sognato: il giro del mondo in barca a vela, in solitaria.

Senza alcun appoggio o equipaggi a supporto, l’olandese Laura Dekker alla fine ce l’ha fatta ed è partita per un viaggio assolutamente emozionante ed incredibile, durato due anni.
In un’epoca in cui ogni luogo pare immediatamente raggiungibile e si sta forse perdendo il piacere della scoperta, Laura a sedici anni ha realizzato il proprio sogno.

Guardando il bellissimo e coinvolgente documentario da lei stessa realizzato con ore ed ore di riprese dalla barca, viene da chiedersi se questo “andar per mare”, sprezzante dei pericoli, sia più voglia di avventura o drammatico desiderio di libertà.
Laura infatti nei propri appunti di viaggio racconta, con lucidità da adulto, le grandi difficoltà nel rapporto con i genitori, ed in particolare con l’amatissimo padre, che pur standole sempre accanto, le ha per lungo tempo rovinato la vita a causa di una forte depressione.

Il documentario dura un’ora ed occorre per forza ricorrere ai sottotitoli in italiano in quanto mai doppiato. Nonostante questa scomodità, il coinvolgimento è totale: amerete Laura, la sua pazzia, la sua incredibile forza, la sua determinazione.

E forse riconoscerete in tutto questo anche la sua meravigliosa, dolcissima fragilità.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Into the wild – Sean Penn
I diari della motocicletta – Walter Salles
Moby Dick – John Houston

e leggi anche
One girl one dream – Laura Dekker
I balenieri di Quintay  Francisco Coloane
Nelle terre estreme – Jon Krakauer
Moby Dick – Herman Melville

maidentrip

Regista: Jillian Schlesinger
Fotografia: Hillary Spera
Musiche: Ben Solee
Montaggio: Penelope Falk
Sceneggiatura: Laura Dekker, Penelope Falk, Jillian Schlesinger

Interpresti e personaggi:
Laura Dekker: se stessa

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Gabriele Salvatores

Come Dio comanda

Rai Cinema, Colorado Film, anno 2008
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In un paese immaginario del nord est italiano Rino, padre di Cristiano figlio adolescente, cerca tutti i giorni lavoro come manovale per poter mantenere il ragazzo ed impedire ai servizi sociali di portarglielo via. Rino è un padre autoritario e spesso violento, e anche piuttosto incline all’ideologia nazista, ma in fondo un padre costante e presente.

Il miglior amico di Rino, vuoi per vicinanza, vuoi per necessità è Quattro formaggi; un ragazzo affetto da una forte demenza dovuta ad un pericoloso incidente sul lavoro, di cui Rino si prende cura, quasi fosse suo fratello maggiore. L’incidente di Quattro formaggi è avvenuto durante un lavoro “clandestino”, non riconosciuto e non assicurato, per cui si trova a vivere con il poco che riesce a racimolare dal lavoro che insieme a Rino raccolgono giorno per giorno dai cantieri della zona.

Succede che Quattro formaggi, nutrendo un’insana passione per la pornostar Ramona, scambia una ragazzina amica di Cristiano per quest’ultima, e una sera di pioggia in motorino la insegue. Ci sarà un incidente, la ragazzina morirà battendo la testa e Quattro formaggi chiederà aiuto a Rino… convinto che gli sia mandato da Dio stesso. L’evoluzione degli eventi porteranno Cristiano a salvare il padre in coma, e a capire poi che non sarà lui il colpevole di questa faccenda, potendosi così riconciliare con la figura del padre: severa, autoritaria, spietata e violenta a volte, ma comunque sempre onesta.

Un film molto drammatico, in cui compaiono, forse amplificate ma reali, le paure e le sensazioni di un adolescente, messo alla prova dai gesti forti del padre che ama, ma di cui ancora non capisce tutte le profondità. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, e quando è uscito nel 2008 ha ottenuto due nomination per il David di Donatello, venne girato in Italia tra le province di Udine e Pordenone.

Ti è piaciuto questo film? Guarda

Io non ho paura di Gabriele Salvatores

… e leggi anche …
Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti (disponibile anche in versione digitale)

Acciaio di Silvia Avallone

locandina

Regia: Gabriele Salvatores
Soggetto: Niccolò Ammaniti
Fotografia: Italo Petriccione
Musica: Mokadelic
Durata: 103 minuti

Interpreti e personaggi principali:
Rino: Filippo Timi
Cristiano: Alvaro Caleca
Quattro formaggi: Elio Germano

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Ivano De Matteo

I nostri ragazzi

Italia, 2014
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Comunque vada le nostre vite sono rovinate. Le loro vite sono distrutte.

Ci sono volte in cui tra genitori e figli si crea un rapporto di quasi totale estraneita’. Non sempre questo è dovuto a situazioni familiari particolarmente difficili o drammatiche. Semplicemente il percorso di crescita di genitori e figli nei rispettivi ruoli avviene per binari paralleli, anche solo per noia, anche solo per abitudine, anche solo per superficialita’.

Cosi’ un figlio puo’ trovarsi un giorno a compiere azioni vili e violente solo per spezzare la monotonia di una vita piatta, ed un genitore puo’ improvvisamente piombare nella consapevolezza del proprio fallimento.

“I nostri ragazzi” e’ un film duro e coraggioso. Ben recitato da tutti i protagonisti, primo fra tutti Alessandro Gassman.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche
La cena – Herman Koch
Ho ucciso Bambi – Carla Cucchiarelli

e vedi anche Arancia meccanica – Stanley Kubrick

i nostri ragazzi extratime

Regia: Ivano De Matteo
Durata: 92′
Sceneggiatura: Valentina Ferlan, Ivano De Matteo
Musiche: Francesco Cerasi
Montaggio: Consuelo Catucci
Costumi: Valentina Taviani

Interpreti e personaggi:
Alessandro Gassman: Massimo
Giovanna Mezzogiorno: Clara
Luigi Lo Cascio: Paolo
Barbara Bobulova: Sofia

 

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