Archivio tag: Giappone

SUNAO KATABUCHI

IN QUESTO ANGOLO DI MONDO

2016, Giappone
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Anche se siamo in guerra le cicale friniscono e le farfalle volano.

Giappone, 1944. Il mondo della piccola Suzu cambia radicalmente quando viene chiesta in sposa da un giovane ufficiale della marina militare in stanza a Kure, una tranquilla cittadina nella periferia di Hiroshima.

Questa nuova vita mette da subito a dura prova il temperamento genuino e solare di Suzu. Oltre alle impegnative responsabilità domestiche e al complicato rapporto con la cognata, gravano sulle sue spalle i devastanti effetti del coinvolgimento del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale.
Il pesante razionamento alimentare, i continui bombardamenti, la perdita di una mano e la morte delle persone a lei più care, piegheranno Suzu senza mai farla cadere.
La sua silenziosa lotta per la sopravvivenza e la sua implacabile determinazione guideranno lei e la sua famiglia verso la rinascita.

Presentando in modo scrupoloso una quotidianità apparentemente insignificante, In questo angolo di mondo racconta l’orrore della guerra da un punto di vista insolito, quello di una popolazione innocente e totalmente impotente.
La pellicola diretta da Sunao Katabuchi è delicata e straziante al tempo stesso; tocca lo spettatore poco a poco, coinvolgendolo profondamente.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Your name – Makoto Shinkai
Pearl Harbor – Michael Bay

… leggi anche..
Hiroshima. Nel paese dei fiori di ciliegio – Fumiyo Kono

… ascolta anche…
Light – Sleeping at Last
A real hero – Collage ft.Eletric Youth

Regia-Sceneggiatura: Sunao Katabuchi
Fotografia: Yuya Kamazawa
Montaggio: Kashiko kimura
Musiche: Kotringo
Durata: 129′

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Hideaki Anno

Neon Genesis Evangelion

Giappone, 1995-1996
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Le persone non sono in grado di comprendere appieno il proprio prossimo. Ciascuno di noi è in parte oscuro persino a se stesso. Riuscire a comprendersi al cento per cento è sempre impossibile. È per questo che le persone si sforzano costantemente nel tentativo di conoscere se stessi e gli altri. Ed è proprio questo a rendere la vita tanto interessante.

Shinji è uno dei ragazzi prescelti per guidare i giganteschi mecha denominati Eva, l’unico strumento di difesa dell’umanità contro gli Angeli, entità comparse in seguito ad un evento catastrofico che ha quasi causato la distruzione del mondo.

A guidare il progetto Eva c’è proprio il padre di Shinji che, però, non dimostra alcun affetto o alcuna stima per il figlio, nemmeno quando questi affronta pericoli potenzialmente mortali a bordo del suo Eva. La sua nuova famiglia diventano, quindi, la sua tutrice il Capitano Misato Katsuragi e, soprattutto, gli altri due piloti con cui condivide l’onere di guidare gli Eva: Rei Ayanami e Asuka Sōryū Langley.

I tre protagonisti sono giovani eroi del tutto reali nel loro desiderio di autoconservazione e nella loro paura di fallire.

Al di là dell’intreccio della trama, la serie è ricca di riferimenti filosofici e religiosi e riflessioni sull’io, sul ruolo che l’individuo ha nella società e sulle tendenze autodistruttive che sembrano indissolubilmente legate alla natura umana.

Su Neon Genesis Evangelion è stato detto tutto e il contrario di tutto. Non si può negare che la serie sia tanto articolata e complessa da dare vita a numerose interpretazioni. Certamente un ruolo chiave viene giocato dalla sofferta ricerca del proprio io che i diversi personaggi affrontano, ciascuno a suo modo, nel corso degli episodi.

Ti è piaciuta questa serie? Allora guarda anche…
The Voices of a Distant Star- Shinkai Makoto
L’attacco dei giganti- Tetsuro Araki
Rogue One. A Star Wars Story- Gareth Edwards

…leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
I doni- Ursula LeGuin
Il domani che verrà- John Marsden

neon-genesis-evangelion

Regia: Hideaki Anno- Kazuya Tsurumaki
Fotografia: Yoichi Kuroda- Yoichi Kurato
Direzione artistica della serie: Hiroshi Kato
Musiche: Shiro Sagisu
Durata: 26 edpisodi

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Shinkai Makoto

The voices of a distant star

Giappone, 2003
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Dove sono? Non capisco!
Ah, è vero! Ormai non faccio più parte di questo mondo.

Noboru Terao e Mikako Nagamine sono due studenti di liceo giapponesi. Ad unirli c’è un’amicizia che si sta trasformando in qualcosa di più profondo.

Mikako viene, tuttavia, arruolata per combattere i Tarsians, alieni che sono comparsi nel sistema solare, minacciando la sicurezza della Terra.

Una volta a bordo della nave spaziale Lysithea può comunicare con Noboru solo con e-mail.
I suoi messaggi, però, ad ogni spostamento attraverso lo spazio della nave che si sta allontanando dalla Terra, impiegano più tempo a raggiungere Noboru. Tanto che, mentre per Mikako trascorrono solo pochi giorni, per Noboru sono passati anni.

Fino all’ultimo salto di otto anni luce.

La Mikako quindicenne si trova, quindi, a lanciare il suo ultimo prezioso messaggio ad un Noboru ormai ventiquattrenne che non ha saputo andare avanti e dimenticare questa ragazza che gli parla dallo spazio.

The voices of a distant star è un brevissimo ma intenso film che parla di come la distanza fisica da una persona amata non possa mai tradursi del tutto in un distacco emotivo.

Ti é piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Quando c’era Marnie- Hiromasa Yonebayashi
Another Earth- Mike Cahill
L’attacco dei giganti- Tetsurō Araki

…e leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
La quinta onda- Rick Yancey
Ogni giorno- David Levithan

the-voices-of-a-distant-star

Regia: Shinkai Makoto
Sceneggiatura: Shinkai Makoto
Musiche: Tenmon
Fotografia: Shinkai Makoto
Durata: 25′

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Pizzicato Five

Romantique 96

Columbia, 1995
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asa wa
kegawa no ‘COAT’ de
anata no jiman no kuruma de
‘HOTEL’ ni kaeru

itsuka
shiroi ‘DRESS’ de
kekkonshiki wo ageru no
anata mo kite ne
————————–

morning
in a fur coat
by your car you’re proud of
go back to the hotel

someday
in a white dress
I’ll hold a wedding
please come

Definire la musica dei nipponici Pizzicato Five (in giapponese ピチカート・ファイヴ, pronuncia Pichikaato Faibu) ha un che di sibillino: i generi si mischiano a piacimento e si reincarnano in note che non ti aspetti, con i synth che volteggiano e beat accomodanti.
Un disco dalla natura certamente e piacevolmente eclettica, arrangiamenti intuitivi pur nella singola spazialità di ogni brano, un piccolo mondo a sé stante ma collegato agli altri.
I Pizzicato Five mescolano la pop music degli anni ’60, la disco music degli anni ’70 e la dance degli anni ’80 con un fascino ironico: un album sorprendentemente rilassato, ma dinamico.
Non appena si schiaccia play si sente nell’aria il profumo della parola “Divertitevi!!”
Un album da esplorare in ogni sua parte, euforico e riflessivo, che trasmette voglia di playful life.
In definitiva un disco gioioso.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Good, Triste, Catwalk

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Gli album dei Pizzicato Five in RBBC
The Ting  Tings – We started nothing
Beastie Boys – Hello Nasty
Ryuichi Sakamoto – Three

… e leggi anche
Kawakami Hiromi – Le donne del signor Nakano
Murakami Haruki – Tokyo Blues : Norwegian Wood
Banana Yoshimoto – Andromeda Heights

… e guarda anche
Takashi Miike – Sukiyaki Western Django
Takashi Miike – Yattaman – Il Film

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Abraham B. Yehoshua

La comparsa

Einaudi 2015, 260 p.
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Sa di tornare a un’orchestra straniera, lontana, dove il suo unico impegno è la musica, mentre lui rimane in un paese che minaccia costantemente se stesso, con una famiglia esigente e un’anziana madre che si ostina a vivere da sola in un vecchio appartamento.

Noga, una suonatrice d’arpa sulla quarantina che vive in Olanda, deve tornare a Gerusalemme, sua città natale, per curare l’appartamento dei genitori mentre la madre soggiorna per qualche mese in una casa di riposo. Il periodo in patria è l’occasione per ripensare alla propria vita e per ritrovare i luoghi e le suggestioni dell’adolescenza. Visto che, per ingannare il tempo, Noga ha accettato di essere ingaggiata come comparsa in vari telefilm e documentari, questo lavoro temporaneo le permette di conoscere alcuni personaggi bizzarri, ma amichevoli e ricchi di umanità. Anche i rapporti con i condòmini ultra ortodossi sono tutto sommato sereni, a parte i bambini che le si intrufolano in casa per vedere di nascosto la televisione. Nel frattempo, la nostalgia per l’amato strumento si fa sentire, perché a Gerusalemme Noga non riesce a trovare arpe su cui esercitarsi. Ma verrà il momento di rientrare in Olanda e tornare all’orchestra dove la donna lavora.
Scritto da uno dei più noti autori israeliani contemporanei, il romanzo tratteggia con grande sensibilità una figura femminile decisamente gradevole e delinea con affetto una città e una nazione ricche di storia e di cultura, anche se piene di contraddizioni.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
Qualcuno con cui correre – David Grossmann
Il violoncellista di Sarajevo – Steven Galloway
Anonimo veneziano – Giuseppe Berto

… e guarda anche
Una settimana e un giorno – Asaph Polonsky

… e ascolta anche
La Mer – Claude Debussy

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Hokusai, Hiroshige, Utamaro- Luoghi e volti del Giappone che ha conquistato l’Occidente

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“I suoi disegni; le onde sono come artigli che si aggrappano alla nave e riesco quasi a sentirli.”

Vincent Van Gogh su Hokusai

Katsushika Hokusai (1760‐1849), Utagawa Hiroshige (1797‐1858) e Kitagawa Utamaro (1753‐1806) nelle loro opere, conosciute in tutto il mondo, raccontano la vita quotidiana e la natura del Giappone del loro tempo. Paesaggi maestosi, insetti e fiori o piccoli episodi della vita di tutti i giorni trovano spazio nelle loro incredibili silografie.

Fino al 29 gennaio, Palazzo Reale a Milano ospita una raccolta davvero unica dei loro lavori, provenienti dall’Honolulu Museum of Art, valorizzata da un allestimento incredibilmente ben curato e strutturato in cinque sezioni (Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige; Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai; Rivali di “natura”: Hokusai e Hiroshige; Utamaro: bellezza e sensualità; I Manga: Hokusai insegna).

Le opere raccolte danno vita ad un’esposizione di grande fascino sia per chi già conosce i tre maestri, sia per chi si avvicina per la prima volta all’arte nipponica.

Per maggiori informazioni:
Sito
Pagina Facebook
Instagram (profilo a cui è legato il concorso #followthewave)

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Kawakami Hiromi

Le donne del signor Nakano

Einaudi 2014, 228 p.
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Quando arriviamo alla stazione Takeo stacca la sua mano dalla mia e mi dice: – Ci vediamo – . Rimango a guardarlo fino a quando supera i tornelli, ma non si volta indietro nemmeno una volta.

In un quartiere periferico di Tokyo si trova uno strano negozio che vende oggetti usati: vestiti, stoviglie, arredi di altre vite che si offrono a nuovi proprietari. Dirige la bottega il signor Nakano, un uomo minuto, vestito sempre nello stesso modo e sempre impegnato in qualche avventura sentimentale. Aiutano il proprietario due ragazzi: il taciturno Takeo e la graziosa Hitomi, ultima arruolata nella bizzarra truppa. E proprio Hitomi descrive le vicende e le figure che ruotano intorno a questo microcosmo: il rapporto fra Nakano e la sognante sorella Masayo, i clienti che si aggirano nei locali e il legame indefinibile che si crea fra Hitomi stessa e Takeo. Di fatto non succede niente di speciale, si tratta di vite comuni, ma Hiromi Kawakami le descrive con una grazia e un’ironia così sottili, da fare amare immediatamente i personaggi e i luoghi in cui si dipana il racconto. Delicatezza e malinconia pervadono una storia dal sapore inconfondibilmente giapponese.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
La cartella del professore – Kawakami Hiromi
Ricordi di un vicolo cieco – Banana Yoshimoto
Tokyo blues – Norwegian Wood – Murakami Haruki
Hotel Iris – Ogawa Yoko

… e guarda anche
Lost in Translation – Sofia Coppola

… e ascolta anche
Asadoya Yunta – Sakamoto Ryuichi

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Makoto Shinkai

Il giardino delle parole

Nexo Digital, 2013, Giappone
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Prima di iniziare le superiori, due mesi fa, non avevo mai vissuto un’esperienza simile. La mia uniforme scolastica inumidita dagli ombrelli, l’odore della naftalina sul vestito di chissà chi, il calore del corpo di qualcuno che mi sfiora, il soffio dell’aria condizionata sul volto… Quand’ero piccolo il cielo mi sembrava molto più vicino: per questo mi piace la pioggia, perché porta con sé l’odore del cielo. Nelle mattine piovose non cambio treno, e scendo a questa fermata

Takao è una matricola con molte ambizioni ma non ama il liceo e ha pochissimi amici. Ogni giorno di pioggia decide di non prendere il treno per recarsi a scuola e si rifugia in un giardino periferico del parco cittadino, un luogo incantato in cui riesce a dedicarsi alla sua più grande passione: disegnare scarpe. Takao pur di realizzare la sua specializzazione artigianale lavora part-time, tenta di stare a galla nei test finali e abita da solo – la madre e il fratello si sono trasferiti dai rispettivi compagni.  Recarsi al parco però non è solo un rifugio solitario, lentamente si trasformerà nell’unica occasione per incontrare la bellissima  e misteriosa Yukino anche lei in cerca di una disperata fuga dalla realtà.

Il giardino delle parole è un film breve, intenso, sognante ma soprattutto simbolico. Il giardino è un Eden dimenticato dal tempo che offre una cornice sognante (quasi mitologica) in cui Takao e Yukino trovano riparo senza mai dirci cosa gli spinga reciprocamente l’uno verso l’altra. Lui intraprendente, sognante e con una voglia matta di crescere e diventare adulto.  Yukino è, invece, disillusa, distaccata e non si aspetta nulla dalla realtà se non amarezza. Il giardino diventa così  il riflesso di un tempo sospeso in cui rigenerarsi e coltivare nuove speranze. La cosa che Yukino imparerà è che la passione per la vita e per i propri sogni non ha età e necessita di straordinaria cura (verso se stessi e i propri sogni) e Takao imparerà che per crescere bisogna attraversare il tempo, la pioggia delle avversità e abitare la propria età senza per questo sentirsi in trappola, semmai profondamente connessi con la bellezza che nella gioventù è estrema e tormentata. Le parole sono fondamentali e rivelano attraverso la poesia suggestioni che apparentemente scivolano nello scorrere del tempo ma in realtà ci segnano inconsciamente

Tutti noi abbiamo bisogno di un giardino, delle parole e della passione, ecco che il film diventa riflesso di quei bisogni che sono dentro ognuno di noi.

Se ti è piaciuto guarda anche:
Ponyo sulla scogliera – Hayao Miyazaki
Wolf Childer, Mamoru Hosoda

Ascolta anche:
Family Tree, Kings of Leon

Leggi anche:
Noi siamo grandi come la vita, Dallaria Ava

Il_giardino_delle_parole_(film)

Regia e sceneggiatura: Makoto Shinkai
Casa di distribuzione: Nexo Digital
Musiche: Shinakai, Daisuke Hakashiwa

 

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Andrea Destro

Hokuto No Ken – Ken il Guerriero

Iacobelli, 2010, 125 pg
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Siamo alla fine del Ventesimo Secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia la razza umana era sopravvissuta…

Ho colpito un tuo punto segreto di pressione.
Ti restano 10 secondi di vita.

Ken il Guerriero.
A buon diritto il manga che ha segnato la fine degli anni ’80 in Italia e non solo.
Ideato da Buronson e Tetsuo Hara, arrivò in Italia nel 1987 e da allora è stato continuamente replicato ed è divenuto un cult.
Ma chi è Ken? È uno dei sopravvissuti all’olocausto atomico, belloccio (un misto fra Mel Gibson e Sylvester Stallone): ma questo è niente. È l’ultimo discendente della Divina Scuola di Hokuto, arte marziale dalle potentissime e micidiali mosse e difende i deboli come nella migliore tradizione giapponese, intrisa di onore e di simbolismi legati al bushido.
Il libro di Andrea Destro non si limita a raccontare la vicenda: analizza i 152 episodi della serie televisiva, i film derivati, i prequel, i sequel. Descrive accuratamente i molti personaggi della saga: chi sono, il loro peso nelle vicende, le loro caratteristiche morali e di combattimento.
In altre parole: siamo di fronte ad una piccola bibbia di un fenomeno che non si è mai fermato. Una piacevole scoperta per chi non lo conosce oppure un ripercorrere appassionato di ricordi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Ken il guerriero – Buronson & Tetsuo Hara
Ken il guerriero – Buronson & Tetsuo Hara (La Trilogia)
Le bizzarre avventure di JoJo – Hirohiko Araki

…e ascolta anche
Spectra – Ken Il Guerriero
TOM★CAT – Tough Boy
TOM★CAT – Love Song
Spectra – Ken Il Guerriero (Live @ Mantova Comics & Games)

… e guarda anche
Ken il guerriero – Serie Televisiva
Ken il guerriero
Ken il guerriero – La Leggenda di Hokuto
Ken il guerriero – La Trilogia
La serie di Mad Max

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James Mangold

Wolverine, L’immortale

Usa, 2013
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 L’eternità può essere una maledizione. Le perdite che hai subito. Un uomo può non avere più nulla per cui vivere, non avere più uno scopo

Dopo essere stato costretto ad uccidere la donna di cui era innamorato Logan, distrutto dal dolore e dal rimorso, si rintana sui monti finché una strana ragazza giapponese di nome Yukio, una mutante col potere di predire il futuro, lo scova per portargli un messaggio urgente: il ricco giapponese Yashida sta morendo e prima di esalare l’ultimo respiro vorrebbe ringraziare Logan per avergli salvato la vita durante la guerra, quando fu lanciata la bomba atomica di Nagasaki. Una volta giunto al suo capezzale a Tokyo però il vecchio fa a Logan una proposta sconcertante: scambiare la sua immortalità in cambio di una vita normale, in cui l’X-Man non sia continuamente flagellato dal dolore di dire addio alle persone che ama. Qui Logan conisce anche Mariko, la nipote di Yashida, e Viper, la sua dottoressa. Il giorno dopo Yashida muore e durante il funerale, nel tentativo di salvare Mariko da un rapimento orchestrato dalla Yakuza, Logan scopre di aver perso il suo potere di autoguarigione. Decide quindi di scappare con Mariko, ma riuscirà a proteggerla senza il suo superpotere? E per quale motivo non riesce più a rigenerarsi velocemente come prima?

Se il primo spin-off degli X-Men dedicato al personaggio di Wolverine si era concentrato maggiormente sui motivi che hanno portato alla creazione della sua straordinaria conformazione ossea di adamantio, questo secondo film si rivolge al potere originale del suo gene mutante che consente a Logan di auto rigenerarsi, rimarginare velocemente le ferite e di non invecchiare.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche:
Brett Ratner, X-Men – Conflitto finale
Gavin Hood, X-Men le origini – Wolverine

… e leggi anche :
Paul Jenkins, Bill Jemas, Wolverine. Origini
Sally Green, Half Bad

 

locandinapg4

Titolo originale: The Wolverine
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti, Giappone, Australia
Anno: 2013
Durata: 126 min- 138 min (versione estesa)
Genere: Supereroi, azione, avventura, fantasy
Regia: James Mangold
Soggetto: Chris Claremont, Frank Miller
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie, Mark Bomback, Scott Frank
Produttore: Lauren Shuler Donner, Hugh Jackman, Hutch Parker, John Palermo
Casa di produzione: 20th Century Fox
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Fotografia: Amir Mokri
Musiche: Marco Beltrami

Interpreti e personaggi:
Hugh Jackman: Logan/Wolverine
Rila Fukushima: Yukio
Tao Okamoto: Mariko Yashida
Will Yun Lee: Kenuichio Harada
Svetlana Khodchenkova: Viper/Madame Hydra
Hiroyuki Sanada: Shingen Yashida
Haruhiko Yamanouchi: Ichirō Yashida/Silver Samurai
Brian Tee: Noburo Mori
Famke Janssen: Jean Grey
Ian McKellen: Erik Lehnsherr/Magneto
Patrick Stewart: Charles Xavier/Professor X
Lynn Collins: Kayla Silver Fox

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