Archivio tag: Giorgio Gaber

Gabriel Axel

Il pranzo di Babette

Danimarca, 1987
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Così ora sarete povera per il resto dei vostri giorni…
Un artista non è mai povero.

Le stelle sono venute più vicine.
Forse verranno più vicine ogni sera.

Il pranzo di Babette fa parte di quella ristretta cerchia di lungometraggi la cui visione stimola cerebralmente lo spettatore a pensare ed al pensiero.
Basterebbe questo per giustificare la vincita del Premio Oscar come miglior film straniero nel 1988.
Siamo in un piccolo paese adagiato lungo la costa della Danimarca. I giorni si svolgono gli uni appresso gli altri, senza cambi di marcia, monotoni, austeri, senza qualsivoglia novità informale a spezzare la routine: qui vivono Filippa e Martina, sorelle, cresciute dal padre verso una vita religiosa rigida, senza piaceri. Sono solo due esempi degli abitanti che troveremo in questo borgo costiero.
Babette, rinomata cuoca d’oltralpe, giungerà e risveglierà la comunità da quel torpore quasi auto inflitto e farà riscoprire l’arte ad esempio oppure l’amore oppure la bellezza dello stare assieme.
Riuscirà a farlo attraverso il cibo, metafora materica della famosa “corrispondenza d’amorosi sensi”: il pranzo diventa un’allegoria, grazie alle portate che paiono saziare i bisogni temporali e concreti ed al vino che mesce l’umore all’allegrezza, tutti gli attriti della comunità paiono attenuati e assai meno importanti.
In definitiva non si tratta di un film, ma quasi di una favola dalla veloce lentezza tipica dell’atmosfera dei paesi nordici, che lascia spiazzati per la sottile conclusione, benché plausibile avendo a che fare con gli umani.

Per gli appassionati ecco il menu del pranzo: brodo di tartaruga, blinis demidoff, quaglie en sarcophage, insalata mista, formaggi misti, savarin, frutta mista, caffè con tartufi al rum, friandises (pinolate, frollini, amaretti).
Vini: Amontillado bianco ambra, Clos de Vougeot, champagne Veuve Clicquot.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
Lasse Hallstrom – Buon compleanno Mr. Grape
Mangia prega ama – Ryan Murphy
Damian Szifron – Storie Pazzesche

… e leggi anche
Karen Blixen – Il pranzo di Babette
Cristiano Cavina – La pizza per autodidatti
Elizabeth Gilbert – Mangia prega ama
Allegra Alacevich – A pranzo con Babette

…e ascolta anche
Wolfgang Amadeus Mozart – Là ci darem la mano
Giorgio Gaber – Barbera e champagne
Francesco De Gregori – Dammi da mangiare

babette

Regia : Gabriel Axel
Sceneggiatura : Gabriel Axel
Fotografia : Henning Kristiansen
Musica : Per Norgard
Durata: 103′

Interpreti e personaggi principali:
Stéphane Audran : Babette Harsant
Vibeke Hastrup : Martine giovane
Brigitte Federspiel : Martine vecchia
Hanne Stensgaard : Filippa giovane
Bodil Kjer : Filippa vecchia
Preben Lerdorff Rye : Il Capitano
Bibi Andersson : La signora Svedese
Bendt Rothe : Il vecchio Nielsen

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Giorgio Gaber

Barbera e champagne

1996, Duck records
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Io ho sentito molte ballate
quella di Tom Dooley
quella di Davy Crocket
e sarebbe piaciuto anche a me
scriverne una così
invece invece niente
ho fatto una ballata
per uno che sta a Milano
al Giambellino
il Cerutti Cerutti Gino

Descrivere in poche parole il talento eclettico di Gaber è quasi impossibile: dall’invenzione del nuovo genere “Teatro-Canzone” si può comprendere come ogni sua canzone abbia una valenza tanto musicale quando visiva, legata alla straordinaria mimica ed espressività fisica del suo autore.
Ci sono però degli elementi costanti in tutte le canzoni scritte in quarant’anni di attività artistica di Gaber: l’ironia tagliente, l’intelligenza, l’onestà di rimanere sempre fedele al proprio pensiero.

L’atmosfera di questa raccolta è permeata da personaggi comici: dal cantante che non trova la giusta intonazione all’inizio de La Balilla e poi si dimentica le parole del testo, all’antieroe per eccellenza, quel Cerutti che non solo non riesce a rubare la Lambretta, ma non riesce nemmeno ad essere un galeotto perchè gli condonano la pena e alla fine diventa un mito da bar pur non avendo fatto nulla.Oppure la tracotanza del Truccamotori, che si finge un grande esperto di auto ma in realtà ne capisce ben poco.

Ascolta tre canzoni dell’album:
La Balilla
La ballata del Cerutti
Il Truccamotori

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Cochi e Renato, Nebbia in Val Padana
Giorgio Gaber,  Lo shampoo
Francesco Salvi, In gita col Salvi

E leggi anche:
Davide Barzi- Sergio Gerasi, G&G
Giorgio Gaber, La libertà non è star sopra un albero: antologia ragionata

E guarda anche:
Storie del signor G

 

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Sabba & Gli Incensurabili

Nessuno si senta offeso

Bulbartworks, 2012
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E allora dimmi:
A che serve avere un’opinione stabile?
Una vita bene o male a prescindere ce l’ho!
E allora dimmi: A che serve amarti intensamente?
Se non puoi fidarti della gente, e neanche di te?

Accomodatevi. Accomodatevi, sedete e guardate le canzoni.
Si, perché avendo a che fare con Nessuno si senta offeso appena schiacciato play vi troverete in compagnia di dieci storie, dieci piccole e preziose rappresentazione di vita, dieci racconti dal sound patinato di rock-blues con tratti swing.
Con fare quasi da piacioni, Sabba e Gli Incensurabili raccontano storie di tutti i giorni, amori frivoli, verità che fanno male, sfiga che ci vede benissimo, controsensi parodiati.
Ne L’Emarginato parole e musica disegnano la falsa idea che si ha di un paese ambito come trofeo (davvero notevole la chitarra!) ed in Eva si gigioneggia sulla situazione di chi non passa più dalla porta (… corna, esatto…): un pezzo blueseggiante che si fa beffe della situazione.
Vera perla è la cover di Via con Me di Paolo Conte: un’atmosfera tesa, quasi alienata prende inizialmente il sopravvento sulla musica, personaggi vagano negli spazi come a chiedersi “Cosa c’è la fuori?”, immagini che dicono e non dicono, lasciano intravedere solo ciò che vogliono.
A metà strada fra Giorgio Gaber e gli Smash Mouth, Nessuno si senta offeso è sia una sana provocazione che dileggia tutto ciò che ci circonda, riportandolo al suo vero livello di importanza, ma anche una scanzonata prova di inventiva artistica unita ad uno spirito estremamente ironico.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Via Con Me (Paolo Conte cover), L’Emarginato, Eva

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Baustelle – Fantasma
Fabrizio Moro – L’Inizio
Il Cile – Siamo Morti a Vent’anni

… e leggi anche
Porcodighel – Alessandro Canale

… e guarda anche
Terapia e Pallottole – Harold Ramis

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