Archivio tag: giornalismo

Steven Spielberg

The Post

U.S.A. 2017
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Quanto hanno mentito? Quei tempi devono finire!

Con un cast ed una regia del genere era quasi impossibile non realizzare un film di qualità!
Tom Hanks e Meryl Streep, sotto la prestigiosa guida di Steven Spielberg, interpretano i ruoli di Ben Bradlee e Katharine Graham, rispettivamente direttore ed editore del quotidiano The Washington Post.
La vicenda si svolge nel 1971, anno in cui negli Stati Uniti esplode lo scandalo delle rivelazioni sulla guerra in Vietnam.
I due giganti del cinema riescono a trasmettere in modo impeccabile l’atmosfera ed i fatti di quei giorni: il tentativo della Presidenza Nixon di insabbiare le verità emerse dalle rivelazioni di Daniel Elsberg (dipendente del Pentagono) e la coraggiosa reazione della stampa, non disposta a piegarsi alle pressioni politiche e determinata a far valere ad ogni costo il diritto dei cittadini ad essere informati.

Una lezione magistrale di etica professionale che ha fatto la storia del giornalismo.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Tutti gli uomini del Presidente – Alan J. Pakula
Good night and good luck – George Clooney
Forest Gump – Robert Zemeckis
Platoon – Oliver Stone

Locandina film The Post

Regia: Steven Spielberg
Durata: 118′
Sceneggiatura: Josh Singer

Personaggi ed interpreti:
Ben Bradlee – Tom Hanks
Katharine Graham – Meryl Streep

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Magnum Life

IL FOTOGIORNALISMO CHE HA FATTO LA STORIA
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Vedere la vita; vedere il mondo; essere testimoni oculari di grandi eventi; osservare il volto dei poveri e i gesti dei superbi; vedere cose strane: macchine, eserciti, moltitudini, ombre nella giungla e sulla Luna; vedere l’opera dell’uomo: dipinti, torri e scoperte; vedere cose distanti migliaia di chilometri, cose nascoste dietro muri o dentro stanze, cose pericolose da avvicinare; le donne che gli uomini amano e molti bambini; vedere e gioire nel vedere; vedere ed essere sorpresi; vedere ed “apprendere”.

(Manifesto di Life che apparve nel numero del 23 novembre del 1936)

Life con i suoi contenuti editoriali, ma soprattutto grazie al ruolo affidato alla fotografia, contribuì a creare un’identità e una cultura nazionale americana, dagli anni della grande depressione alla guerra del Vietnam.

Magnum Photos riunì le migliori capacità ed esperienze del mondo della fotografia con il fine di tutelarne il lavoro e permetterne un pieno controllo.

La mostra è un viaggio all’interno di nove reportage pubblicati da Life, storie che ebbero un grande impatto sull’opinione pubblica con immagini che divennero icone del XX secolo.” (Dal sito della mostra Magnum Life)

La guerra civile spagnola, il conflitto in Vietnam, James Dean, le riprese del film Gli spostati con Clark Gable e Marilyn Monroe: questa coinvolgente esposizione dell’opera prodotta dagli artisti dell’agenzia fotografica Magnum segue le vicende di mezzo secolo di storia, rappresentati con una moltitudine di temi, stili e punti di vista.

I toni usati dai differenti fotografi sono variegati e rispecchiano appieno la linea editoriale di una rivista come Life che, ad ogni sua uscita, presentava al lettore approfondimenti sui più disparati argomenti.

Un pregio della mostra, ospitata negli spazi del Museo del Violino di Cremona, è proprio il costante rinvio all’uso che delle fotografie veniva fatto all’interno della rivista.

MAGNUM LIFE- Il fotografismo che ha fatto la storia
Cremona- Museo del Violino
Fino all’11 giugno 2017

Per saperne di più:
Sito
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Ti è piaciuta questa mostra? Allora visita anche…
le mostre del Brescia Photo Festival

… guarda anche…
Il sale della terra- Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado

… e leggi anche…
Il mondo di Steve McCurry- A cura di Gianni Riotta

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Jennifer Egan

Il tempo è un bastardo

Minimum fax, 2011, pag. 391
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«Ormai “virale” non lo dice più nessuno», rispose Lulù. «Cioè, magari così, come ogni tanto diciamo ancora “connettersi” o “trasmettere”, quelle vecchie metafore meccaniche che non c’entrano niente con il modo in cui viaggia l’informazione oggi. Ormai l’influenza non si può più descrivere in termini di causa ed effetto: è simultanea. Più veloce della luce, l’hanno proprio misurato. Per cui adesso studiamo fisica delle particelle».

Il tempo è un bastardo è un romanzo fatto di persone, di salti nel tempo e di vite incredibili che s’intrecciano in modo nevrotico ed imprevedibile. Molti personaggi sono alla ricerca di un “io” che sembrano non trovare mai, o se lo trovano diventano davvero sfortunate. Principalmente ambientato a New York vediamo l’incastrarsi di storie che vanno a creare un quadro, intorno ad un panorama musicale dagli anni 70 ad oggi; riportando la genialità e il disagio delle diverse epoche.

Musicisti ormai sul viale del tramonto, un’etichetta discografica asservita alle logiche della comunicazione, e un assaggio delle sfumature sociali e politiche delle diverse epoche che compaiono nel libro: compaiono e scompaiono, sì, con la velocità di un giropagina. Uno stile narrativo molto originale, e in diversi punti davvero apprezzabile, però piuttosto pesante che mette a dura prova l’attenzione del lettore. Questo libro ha vinto il Premio Pulitzer 2011 per la narrativa.

E poi, perchè il tempo è un bastardo? «Riempimi la vita di roba. Documentiamo ogni cazzo di umiliazione. Perchè in fondo la realtà è questa, no? In vent’anni non diventi più bello, specie se nel frattempo ti hanno tolto metà dell’intestino. Il tempo è un bastardo, giusto? Non si dice così?».

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche:
Sofia si veste sempre di nero – Paolo Cognetti
Soffocare – Chuch Palahniuk

… e guarda anche:
Soffocare = Choke – dall’autore di Fight Club

Prendi in prestito questo libro su MediaLibraryOnLine e, se non sai di cosa stiamo parlando, corri nella biblioteca più vicina a casa tua per scoprirlo!

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Aaron Sorkin, HBO

The Newsroom

Usa, 2012
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The Newsroom è ambientato nella redazione giornalistica di una tv all news via cavo, dove lavora Will, famoso anchorman noto per il suo fascino e per il suo spiccato senso diplomatico. Qualcosa cambia quando Will, stremato da un dibattito politico a cui è stato invitato, riversa tutto il suo pensiero sull’America di oggi ai presenti, giovani studenti americani. L’America non è più il paese egemone ma uno dei tanti e la colpa, oltre allo spirito rapace e capitalistico del sogno americano, è proprio della stampa che ha smesso di servire i fatti (e la verità manifesta) per scodinzolare accanto ai partiti e potenti di turno senza distinzione di orientamento politico. Verrà così trascinato in un progetto ambizioso: riportare in primo piano uno spazio di approfondimento politico e un dibattito serrato con i protagonisti di proposte di legge ed emendamenti particolarmente rilevanti (o sconcertanti!). Dietro di lui un team di giornalisti veramente preparati e agguerriti capitanati da MacKenzie McHale, una executive producer,  idealista, affascinante e intelligente quanto svampita.

La serie è stata ideata da Aaron Sorkin, autore di The Social Network, per l’emittente HBO, colosso dei serial tv di qualità, contando all’attivo tre stagioni. Aaron Sorkin negli anni è diventato portavoce di una tv ironica, brillante e ricolma di dialoghi, dove le parole assumono il peso che meritano e dove i personaggi da lui sviluppati si fanno paladini di valori ed ideali più o meno giusti, in una battaglia serrata che incanta ad ogni episodio. The Newsroom attraverso la descrizione della realtà giornalistica riesce ad allargare il suo giro d’azione mettendo in luce i lati controversi del sistema democratico e politico occidentale. Internet verrà mostrato come una rivoluzione senza controllo nei suoi lati ambivalenti, la rivoluzione del digitale che cancella di fatto la carta stampata sembra essere totalmente anarchica e fuori controllo cancellando qualità e lasciando posto al qualunquismo, il gossip e la sua totale inutilità anzi dannosità per la società tutta, il diritto alla privacy e alla riservatezza delle persone, sino a toccare lo scontro culturale e le sue fobie interne. La serie riesce però a mantenere il suo tiro ironico e morbido in tutti i suoi episodi non mancando di farci sorridere e tratteggiare personaggi memorabili, anche attraverso questioni tragiche o dolorose.

Guarda anche:

The Social Network, Aaron Sorkin e David Fincher

The-newsroom-locandina

 

Titolo Originale: The Newsroom
Genere: Drammatico, Politico
Formato: Serial TV
Stagioni: 3
Autore: Aaron Sorkin
Cast: Jeff Daniels, Emily Mortimer , Sam Waterston, Alison Pill, Dev Patel, John Gallagher Jr, Olivia Munn

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Pif

La mafia uccide solo d’estate

Italia, 2013
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Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo. La seconda che avrei dovuto insegnargli a distinguerla

Una cronaca impietosa della Palermo degli anni Ottanta e Novanta, quando il clan dei corleonesi, capeggiato da Totò Riina, decide di dare vita alla seconda grande guerra di mafia, sterminando le cosche rivali e decimando con violenza inaudita ogni figura dello Stato impegnata nella lotta a Cosa Nostra. Sono anni in cui l’aria a Palermo – ed in Italia – è davvero pesante, in cui le commistioni tra mafia e politica diventano sempre più sfacciate, scandalosamente note.
Arturo, alle cui orecchie fin da bambino giungono quotidianamente gli echi di tutto ciò, guarda agli eventi con gli occhi ingenui di chi stenta a capire, di chi non ne percepisce il significato: assorbe con innocente spirito acritico l’omertà strisciante, l’indifferenza, la paura. Finchè le stragi di Capaci e Via D’Amelio irrompono con una devastante onda d’urto nelle coscienze dei palermitani, dando voce al dolore collettivo, straziante durante i funerali delle vittime dello Stato.
Pif riesce a raccontare tutto questo in modo toccante, ma al tempo stesso meravigliosamente garbato, mantenendo un equilibrio perfetto tra tensione emotiva e sorriso.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Tano da morire – Roberta Torre
Il divo – Paolo Sorrentino
I cento passi – Marco Tullio Giordana
Cento giorni a Palermo – Giuseppe Ferrara

…leggi anche…
L’albero Falcone – Sandra Amurri
Quarant’anni di mafia – Saverio Lodato
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

…e ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro

Locandina del film "La mafia uccide solo d'estate"

Regia: Pif (Piefrancesco Diliberto)
Sceneggiatura: Michele Astori, Pif, Marco Martani
Fotografia: Roberto Forza
Montaggio: Cristiano Travaglioli
Musiche: Santi Pulvirenti
Durata: 90′

Pif: Arturo
Cristiana Capotondi: Flora
Claudio Gioè: Francesco
Ninni Bruschetta: Fra Giacinto

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Massimo Gramellini

Fai bei sogni

Longanesi, 2012, 209 pp.
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Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare una vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l’assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.

 
Quanto il dolore nascosto ma mai sopito può influenzare le nostre vite? Quanto è difficile farsi una ragione della perdita della madre quando si hanno solo 9 anni? Tema alquanto delicato, che Massimo Gramellini riesce a giostrare con un tocco d’artista, con malinconia e ironia mischiati al punto giusto da dare un libro da leggere in un solo fiato.
“Fai bei sogni” diceva sempre la madre. E Fai bei sogni è un libro dedicato a chi nella vita ha perso qualcosa e non vuole farsene una ragione per paura di scoprire la verità. Una verità che anche l’autore del libro scopre solo a 40 anni.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Tu non sei più qui – Sofia Gallo
 
…ascolta anche Ho messo via – Luciano Ligabue

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