Archivio tag: giustizia

Marco Risi

Fortapasc

Italia, 2009
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Quella pioggia poteva fare pulizia, ma anche la pioggia a Torre Annunziata diventava subito fango.

 

La quotidianità dell’orrore, il trionfo dell’ostentazione, la sciagurata lotta per il potere, i patti scellerati tra camorra e politica. E, sopra tutto, la solitudine di chi non ci sta.

1985. Giancarlo Siani lavora alla redazione di Torre Annunziata del “Mattino” di Napoli. E’ un lavoro che Siani ama e cerca di svolgere nel migliore dei modi: con curiosità, intelligenza, ponendosi domande. E ponendo domande scomode a persone pericolose.
Indaga sugli affari della camorra, dà nomi e cognomi ai boss locali, cerca spiegazioni alle stragi tra famiglie rivali e le rende pubbliche nei suoi articoli.
Il suo appare fin da subito un destino segnato. Muore a 26 anni in un agguato camorristico sotto casa.

Ciò che colpisce di più nella resa di questo film è proprio l’ordinaria atrocità che fa da sfondo agli eventi: strade e vicoli che si trasformano in luoghi di carneficina, sontuosi ricevimenti in cui si svolgono summit camorristici e si decidono omicidi.
L’arroganza dei potenti e la loro ostentazione di ricchezza diventano agli occhi di chi non ci sta emblemi della più becera, crudele, micidiale, miseria umana.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
E io ti seguo – Maurizio Fiume
Gomorra – Matteo Garrone
I cento passi – Marco Tullio Giordana
La mafia uccide solo d’estate – Pif

e leggi anche
L’abusivo – Antonio Franchini
Gomorra – Roberto Saviano
Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia

fortapasc

Regia: Marco Risi
Sceneggiatura: Jim Carrington, Andrea Purgatori
Fotografia: Marco Onorato
Montaggio: Clelio Benevento

Personaggi ed interpreti:
Giancarlo Siani: Libero De Rienzo
Valentino Gionta – Massimiliano Gallo
Rico – Michele Riondino
Sindaco Cassano – Ennio Fantastichini

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Manuela Salvi

E sarà bello morire insieme

Mondadori, 2010
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Oggi sono diventata maggiorenne. Pensando che sto diventando grande mi prende il panico. E’ come se all’improvviso mi rendessi conto di avere davanti un corridoio infinito, pieno di porte. Dietro ognuna di esse c’è una possibilità, ma anche il rischio di errore.

 

Bianca, diciotto anni, si trasferisce da Milano a Palermo con il padre – giudice – all’indomani di un avvenimento tragico che ha messo in crisi la famiglia ed inizia a frequentare il liceo artistico.

Qui incontra Manuel, orfano di padre mafioso, inserito appieno nelle logiche di violenza e potere della cosca cui appartiene. O forse semplicemente ingabbiato in un destino che non condivide fino in fondo, ma dal quale sente di non potersi svincolare.
Dovrebbero avere più elementi di differenza, rispetto a cose in comune. In realtà tra loro si crea fin da subito un’affinità speciale, che sfocia ben presto in attrazione ed innamoramento.

La storia d’amore però non potrà prescindere dal corso della giustizia e ben presto i due si troveranno coinvolti in fronti contrapposti ed in pericolo. Ciascuno di loro dovrà scegliere da che parte stare.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

… vedi anche
La mafia uccide solo d’estate – Pif
I cento passi – Marco Tullio Giordana

e ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro
The dark side of the moon – Pink Floyd

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Nicolai Lilin

Educazione Siberiana

Einaudi, 2009, pag. 343
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C’è chi si gode la vita, c’è chi la soffre, invece noi la combattiamo.

ANTICO DETTO DEGLI URCA SIBERIANI

Il protagonista di questo romanzo è l’autore stesso, chiamato Kolima dalla sua comunità siberiana. Il giovane criminale che qui parla di come si diventa adulti tra i siberiani, ci racconta la sua storia, ma anche il suo stile di vita e la cultura dell’intera comunità. Le tappe fondamentali: il cappello a otto triangoli, il primo coltello, la prima pistola, gli scontri tra criminali, la prigione, la religione, come si trattano i criminali e come ci si comporta: perchè nel modo di vivere siberiano c’è un’educazione. Superficiale è pensare che i criminali non abbiano delle regole, non abbiano personalità definite, o non abbiano tradizioni. Il giovane Kolima, vuole da grande diventare tatuatore, per raccontare le vite della gente, perchè i criminali siberiani hanno la loro storia scritta sulla pelle, con tatuaggi di significato e pregio antico. Così nella realtà occidentale Nicolai è uno scrittore, ma lo sarebbe tanto uguale se fosse un tatuatore in Siberia. Questa “Educazione siberiana” è il primo romanzo di una trilogia ispirata alla sua vita, e dal romanzo ne è stato tratto un film, con buona interpretazione, ma differente finale. Interessante è come s’impara a non assiociare ad un concetto negativo la parola criminale, perchè se stiamo parlando di un criminale che ha ricevuto una sana e completa educazione, non abbiamo davanti una persona malvagia o inaffidabile, ma solo qualcuno che per vivere compie atti illegali. La prima grande consolazione e sicurezza per un siberiano, è quella di aver ricevuto un’educazione e di saper stare al mondo.

Ti è piaciuto questo libro?

Allora leggi anche Trilogia siberiana di Nicolai Lilin

e vedi anche il film

Educazione siberiana di Gabriele Salvatores

Batman di Tim Burton

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