Archivio tag: gotico

Haifaa Al-Mansour

Mary Shelley, un amore immortale

2018, Parallel Film, Regno Unito
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Ognuno di noi scrive una storia, una storia di fantasmi. Guardate oltre!

Siamo davanti alla nuova prova cinematografica di Haifaa al-Mansour che dopo l’avvincente La bicicletta verde torna a parlare di donne dalla carica rivoluzionaria.

Mary Shelley era figlia di un filosofo, editore e della protofemminista, Mary Wollstonecraft, autrice del magnifico A Vindication of the Rights of a Woman (La rivendicazione dei diritti della donna). Questa morì di setticemia a pochi giorni dal parto, mentre il padre introdusse Mary al latino, al greco, e le trasferì l’amore per la lettura. La coltissima Mary inizia a scrivere sin da giovanissima ma senza risultati soddisfacenti. Decide di abbandonare le opere classiche per connettersi a quello sentiva proprio: un profondo senso del gotico, dell’orrore, la passione per la meccanica e la scienza e la profonda fame di passione. Inizia così a concepire l’immortale romanzo Frankenstein. Il racconto confinato nella gioventù ha però uno sviluppo dopo la conoscenza del poeta Percy Shelley, la liaison illegittima perché il poeta era sposato, l’incontro con Polidori, Byron e infine la tormentata stesura definitiva del suo Frankestein, o il moderno Prometeo.

Haifaa Al-Mansour prosegue con Mary Shelley la sua ricerca personale sull’esclusione. Sensibile e in prima linea per la causa femminile, il suo sguardo questa volta si rivolge al passato, travalicando l’Europa gotica e vittoriana il cui ambiente esplosivo ha permesso di ritrarre una donna dall’enorme propensione rivoluzionaria. Mary trova la sua voce intima e la mette su carta, firmando la sua arte personalmente cosa più unica che rara all’epoca, superando così i limiti dello spazio e del tempo gettando le basi per quello che sarà il genere del romanzo di fantascienza.  Mary Shelley è un film sulfureo (come i suoi poeti) che racconta di un mito orrorifico e di un figlio ‘mostruoso’ nato da una relazione vulcanica e di un gioco di società. I protagonisti sopraffatti da una morale artificiale e crudele sposano l’immaginazione come unica risorsa per un gruppo di giovani artisti “in collera” che si scopriranno indifesi ed esposti alla distruzione nonostante il lusso sfrenato e le possibilità economiche delle loro famiglie.

Il film prosegue a tratti altalenante con leggere sfumature idealizzazione romantica ma nel complesso restituisce un ritratto pieno e sgargiante della sfortunata e magnifica Mary Shelley. Magnifica Elle Fanning  perfetta nel ruolo della scrittrice inquieta.

Se ti è piaciuto leggi anche:

Lita Judge, Mary e il mostro

Guarda anche:

Jane Campion, Bright star
Julian Jarrold, Becoming Jane

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Regia: Haifaa al-Mansour
Sceneggiatura: Emma Jensen, Haifaa al-Mansour
Fotografia: David Ungaro
Montaggio: Alex Mackie
Effetti speciali: Ken Fitzke
Musiche: Amelia Warner
Cast: Elle Fanning, Douglas Booth, Tom Sturridge, Bel Powley, Stephen Dillane, Ben Hardy, Maisie Williams, Joanne Froggatt

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Paul Torday

La ragazza del ritratto

Elliot, 2010, pag. 275
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Siamo tutti cacciatori: nessuno può separarci dalle nostre origini. La civilizzazione ha sviluppato la parte sociale del nostro cervello e ci ha insegnato a sfruttare altre abilità. Ma sotto quella patina, da qualche parte sul fondo del cervello resta la traccia genetica di un antico cacciatore che teneva agguati ad animali molto grossi, forse uri, forse mammut, forse altri umani. Siamo tutti cacciatori, che ci piaccia o no.

Del corposo romanzo di Paul Torday, autore inglese di discreta fama, possiamo certamente annoverare “La ragazza del ritratto” come la sua opera gotica. Ambietato tra Londra e la Scozia i protagonisti di questa vicenda si scambiano continuamente la narrazione del racconto, parlando in prima persona della loro vita, dal momento in cui Michael Gascogne (il marito) interrompe la routine della loro vita di coppia, “cambiando” o meglio tornando alle origini di sè stesso.

Un romanzo che inizia in sordina, con ritmo tranquillo e pacato, acquista sempre più velocità e cattura nel suo vortice il lettore. I temi trattati sono molti, mascherati da elementi nel contesto della storia, ma in realtà sapientemente utilizzati per sollevare il lettore a pensieri che vanno oltre il racconto in sè.

Senza svelare il finale davvero imprevedibile, possiamo sottolineare come sia interessante la visione del protagonista della vita da “società elitaria”, della contaminazione delle razze, come appaia per certi versi relativamente importante seguire le regole. Si tratta poi di una malattia molto grave, la schizofrenia, la si descrive nei sintomi e nella sua storia conosciuta fino all’incirca ai giorni nostri. Un romanzo avvincente nella trama, e profondo nel suo messaggio.

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Pesca al salmone nello Yemen

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Brad Silberling

Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi

Usa, 2004
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A volte il mondo può sembrare un luogo ostile e sinistro. Ma credeteci quando diciamo che ci sono più cose buone che cattive. Dovete osservare con attenzione. E quella che magari appare una serie di sfortunati eventi, può, di fatto, essere il primo passo di un viaggio.

Tre ragazzi dall’evocativo cognome “Baudelaire”, Violet, Klaus e Sunny, perdono entrambi i genitori in un incendio che li obbligherà ad essere affidati legalmente ai parenti più prossimi. Eredi di una ragguardevole somma diventeranno oggetto della cupidigia del perfido conte Olaf, l’unico parente prossimo dei ragazzi. Olaf cercherà in ogni maniera di eliminarli e con loro gli altri successivi tutori che si faranno avanti per crescerli e proteggerli. Ma i tre fratelli si distinguono per capacità al di fuori del comune, cosa che darà ad Olaf del filo da torcere.

Il film nonostante i toni fiabeschi, grotteschi e molto gotici conserva un senso dell’umorismo totale. Le scene spassosissime sono rette da un magistrale Jim Carrey che rende il cattivo una creature assurda, quasi buffa, ma estremamente espressiva di quella bramosia che coglie l’uomo davanti ai tesori più preziosi. Il cast è ricchissimo con Meryl Streep, Jude Law e perfino Dustin Hoffman. Gli attori sono messi in risalto dall’evocativa la fotografia di Emmanuel Lubezki e le scenografie realizzate nei teatri di posa hollywoodiani, in grado di trasportare lo spettatore in un mondo cupo e fatato. I colori fanno vivere i contrasti di tutta la storia passando da colori giallo ocra ai tocchi tetri di notti spettrali.  Il regista Brad Silberling sembra porre un interrogativo molto importante per tutto il film: i mostri sono solo i cattivi o anche gli adulti che non ascoltano i ragazzi?. Il conflitto generazionale è profondissimo dei “grandi” che tradiscono i propri figli senza che questi abbiano l’occasione di affermare se stessi. Ancora più grave però è l’incapacità degli adulti, soprattutto quelli di buona volontà, di credere ai propri ragazzi, prenderli sul serio e vederli come portatori di verità; non solo come piccoli adulti in miniatura con diritti e doveri.

La colonna sonora a cura di un Thomas Newman, già apprezzato in American Beauty, regge l’atmosfera calando gli spettatori in un mondo in cui si fondono i grandi della letteratura fantastica e surreale come Alice nel paese delle Meraviglie o il Mago di Oz o le mirabolanti avventure della Fabbrica di cioccolato.

Se ti è piaciuto il film leggi anche i libri da cui sono tratti, una serie di quattordici volumi di cui il film è solo una breve (seppur gustosa sintesi):

Snicket, Lemony,  Un infausto inizio 

Ransom Riggs – La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di cui uscirà il film di Tim Burton il prossimo novembre

Edward Carey – I segreti di Heap House 

Ascolta anche:

The Cranberries – Animal Instinct
Lacuna Coil - Heavens A Lie 

Guarda anche:

Tim Burton – La sposa cadavere
Robert Stromberg – Maleficent
Tim Burton -  Alice in Wonderland 

una serie di sfortunati eventi

Regia: Brad Silberling
Soggetto: Lemony Snicket (romanzi)
Sceneggiatura: Robert Gordon
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Musiche: Thomas Newman
Scenografia: Rick Heinrichs
Cast: Jim Carrey, Emily Browning, Liam Aiken, Jude Law, Timothy Spall, Meryl Streep, Billy Connolly, Catherine O’Hara, Dustin Hoffman

 

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Stuart Beattie

I, Frankenstein

Lakeshore Entertainment, 2014
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Non abbiamo chiesto noi la vita che ci è stata donata, ma ognuno di noi ha il diritto di difenderla.
Io ho lottato per difendere la mia e quando le forze dell’oscurità faranno ritorno, sappiate che io sarò là fuori e lotterò per difendere la vostra vita.Io che ho fatto discendere un esercito di demoni,
io figlio di mio padre,
io Frankenstein.

Il film si basa sulla storia ben nota del dottor Victor Frankenstein che riesce a superare il confine tra vita e morte. Ma in questo film, il grande scienziato si spaventa per ciò che è riuscito ad ottenere e cerca inutilmente di uccidere la sua creatura, la quale si vendica assassinando la moglie di Frankenstein. Poco dopo anche lo scienziato muore mentre cerca di seguire il mostro a cui ha dato vita. La Creatura, pur non sentendosi minimamente in debito con lo scienziato, decide comunque di seppellirlo nel cimitero di famiglia, ma qui viene attaccato da alcuni demoni; riesce ad ucciderne uno, ma si salva grazie all’intervento di due guardiano gargoyle.
Questi lo portano dalla loro regina Leonor, che gli da un nome, Adam, e gli spiega che è in atto una battaglia secolare tra i demoni e i gargoyle, discendenti dell’Arcangelo Michele, per salvare l’umanità. Leonor chiede ad Adam di unirsi a loro, ma il mostro preferisce non immischiarsi.
I demoni però continuano a cercarlo, perché il loro principe Naberius, vuole scoprire il segreto che gli ha dato vita. Sentendosi braccato Adam decide di uscire allo scoperto e di combattere per recuperare il diario del Dottor Victor Frankenstein, l’unica testimonianza che potrà dargli una spiegazione su come è nato.
In questa guerra millenaria tra il Bene  e il Male che si dipana itra il gotico e la fantascienza, Adam, creatura unica nel suo genere, dovrà capire quale sia lo scopo della sua vita.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche:
Len Wiseman, Underworld
Mel Brooks, Frankenstein Junior

E leggi anche;
Kevin Grevioux  I, Frankenstein
Kevin Grevioux , The Pale Horsemen
Mary Shelley, Frankenstein

E ascolta anche:
8mm, Scream Where My Heart Should Be
Maker, Misgiving

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Scheda Film
Titolo originale: I, Frankenstein
Paese di produzione: Stati Uniti d’America, Australia
Anno: 2014
Durata: 93 min
Genere: azione, fantastico, fantascienza, orrore
Regia: Stuart Beattie
Soggetto: Kevin Grevioux (graphic novel), Mary Shelley (personaggio)
Sceneggiatura: Stuart Beattie
Casa di produzione: Lakeshore Entertainment, Hopscotch Features
Fotografia: Ross Emery
Montaggio: Marcus D’Arcy
Effetti speciali: Brenden Barry Brown
Musiche: Reinhold Heil, Johnny Klimek
Scenografia:Michelle McGahey
Costumi: Cappi Ireland

Interpreti e personaggi
Aaron Eckhart: Adam Frankenstein/La Creatura
Yvonne Strahovski: Terra
Bill Nighy: Naberius
Jai Courtney: Gideon
Miranda Otto: Leonore
Caitlin Stasey: Keziah
Kevin Grevioux: Dekar
Aden Young: Dott. Victor Frankenstein
Virginie Le Brun: Elizabeth Lavensa Frankstein
Socratis Otto: Zuriel
Samantha Reed: Eve
Deniz Akdeniz: Barachel
Chris Pang: Levi
Goran D. Kleut: Rekem
Angela Kennedy: Demon
Steve Mouzakis: Helek
Mahesh Jadu: Ophir

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FESTIVALETTERATURA

Festivaletteratura 2015

DAL 9 AL 13 SETTEMBRE A MANTOVA
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Grandi novità per questa diciannovesima edizione di Festivaletteratura a Mantova; che si conferma come ogni anno la migliore kermesse mantovana letteraria di richiamo internazionale; e contemporaneamente si rinnova nella sua veste digitale, attraverso un nuovo sito, ed offrendo un OPAC dedicato al suo ormai nutrito archivio. Le particolarità di quest’anno riguardano la scrittura, sia dal punto di vista calligrafico con laboratori ed eventi dedicati tenuti da Ewan Clayton, fino a degli help-desk di scrittura corsiva in piazza Erbe, per quelli che non si ricordano come si tiene in mano una penna; e poi da un punto di vista più astratto con il cantiere letterario prototipi.

Gli eventi numerati sono 260, ma oltre a questi, un altro centinaio sono laterali e collegati al Festival. Grande punto di forza sono anche i gruppi di lettura e la collaborazione con le biblioteche del territorio, da sempre strumento naturale per diffondere universi letterari sconosciuti. L’edizione Duemilaquindici vedrà quindi le terribili ed oscure meraviglie del gotico italiano: una raccolta di libri sia cartacei che digitali realizzata sotto la guida di Luca Scarlini.

Tra i più di Duecento autori presenti dal prossimo 9 al 13 settembre a Mantova ricordiamo certamente: Mario Vargas Llosa, Pupi Avati, Andrea Vitali, Zerocalcare, Antonia Arslan, Melania Mazzucco, Paolo Nori, Mauro Covacich, Richard Ford, Kevin Brooks, Michele Mari, Kazuo Ishiguro, e davvero tantissimi altri nomi imperdibili del panorama letterario vivente.

Per conoscere nel dettaglio tutti i nomi degli autori presenti QUI, per scaricare dal sito ufficiale il programma delle cinque giornate QUI, mentre per conoscere i luoghi dove si svolgeranno gli eventi cliccate QUI.

 

 

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