Archivio tag: graphic novel

Skottie Young

Odio Favolandia

Bao Publishing,2016
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Benvenuta a Favolandia

Odio favolandia è la coloratissima divertente graphic novel di casa Bao Publishing, creata da Skottie Young (disegnatore del l’universo Marvel).
Narra le vicende imprevedibili di una bambina di nome Gertrude che dopo avere espresso un desiderio, è stata catapultata nel magico mondo incantato di Favolandia.
Per tornare a casa deve trovare una chiave magica che le permetterà di aprire la porta tra i due mondi e ritrovare la via di casa. Ma qualcosa non funziona, la chiave non si trova e resta così intrappolata per anni e anni a Favolandia.

Ne passano ventisette per la precisione di anni, Gertrude, ormai diventata Gert è una donna adulta dentro, ma conserva l’aspetto di una tenera bimba. Gert, fa di tutto per trovare questa chiave magica sua unica possibilità per abbandonare quel luogo bizzarro. Non sopporta proprio di non poter crescere e di restare intrappolata tra le fiabe come un’eterna bambina.

La sua frustrazione crescente la porta a tormentare tutti gli abitanti del luogo: magiche creaturine adorabili, streghe cattive e mostri. Scatenerà anche le ire della Regina Cloudia, che governa tutta Favolandia, che cercherà tra magie e inganni di sbarazzarsi della pestifera mocciosa e riportare il suo regno al suo naturale equilibrio.
Gert,  è intrappolata in un mondo che non gli appartiene: un centrifugato fiabesco con tante citazioni tratte dalle fiabe della tradizione dei fratelli Grimm, Andersen, Italo Calvino, Lewes Carroll e richiami disneyani e Star Wars. Gert non è una vittima delle circostanze: è un concentrato di odio e rabbia con il volto da bambina coccolosa  dalle trecce verdi e il vestitino rosa. Il suo obiettivo è distruggere quel mondo zuccheroso a colpi di ascia da battaglia, con una violenza fatta di smembramenti dalle tinte splatter . E’ cinica e aggressiva oltremodo contro quel mondo colorato tanto sognato da bambina ma che ora, a 30 anni si è trasformato in  un inferno di zucchero.

Un fantasy fiabesco a fumetti, una moderna Alice nel paese delle meraviglie che si scontra con la strega dell’Ovest del regno di Oz. Un mondo dalle tinte pastello  in contrasto con la violenza smodata della piccola protagonista dotata di  un cinismo violento che fa omaggio alla serie animata di fine anni ’90 Happy Tree Friends dove coccolosi animaletti dai colori caramellosi non perdevano occasione per dare sfoggio a cattiverie di ogni tipo.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche:
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò – Lewis Carroll
Il ragazzo dei mondi infiniti – Neil Gaiman
La piccola mercante di sogni – Maxence Fermine
‎Il meraviglioso mago di Oz - L. Frank Baum

Guarda anche:
Coraline e la porta magica
Labyrinth – Dove tutto è possibile
Tideland – Il mondo capovolto

Ascolta anche:
Musica per bambini
Pinguini Tattici Nucleari
Ca
rdiacs

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Tony Sandoval

Doom Boy

Tunuè, 2013
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Chi è Doomboy?
Se lo domandano tutti nella piccola città dove abita D. Nessuno lo sa. Tutti però lo ascoltano, alla radio, su una frequenza trovata per caso, tutti i venerdì verso le cinque. E’ spettacolare la musica di Doomboy.

D, è il protagonista di Doom Boy, la graphic novel di Tony Sandoval, edita in italia dalla case editrice Tunuè. In questo romanzo grafico viene narrata la storia struggente di un adolescente e del sul dolore per la morte improvvisa del suo unico grande amore: Anny che ha lasciato al biondo protagonista un buco immenso al centro del petto colmato solo dal potere della musica.
Nella malinconica vita del protagonista l’unico sollievo è dato dalla sua chitarra, anestetico per la sua sofferenza.
La musica suonata da Doom Boy colpisce al cuore di tutte le persone che sentono la sua musica per caso.
Tony Sandoval in questo piccolo gioiello illustrato narra con eleganza, poesia e delicatezza una vicenda toccante che sa fare emozionare lettori di tutte le età, facendo vibrare corde che sono presenti in ognuno di noi.
L’autore cerca di spiegare attraverso meravigliosi disegni onirici e visionari il dolore della perdita per una persona cara, che prende forma attraverso una moltitudine di mostri da affrontare e domare, che sono reali e presenti nel nostro io interiore.

Tony Sandoval da voce al dolore, alla musica e alla rabbia adolescente di Doom Boy con dei disegni dai colori delicati ed evanescenti che permettono di alleviare tutto il dolore che Doom Boy si porta dentro senza trovare pace.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche:
Un anno senza te di Luca Vanzella e Giopota
Il blu è un colore caldo di Julie Maroh

Ascolta anche:
La mia vita senza te – Tre allegri ragazzi morti

e guarda anche:
La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche

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Thomas Ott

Cinema Panopticum

2015, Logos, 104 pagine
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Il mio lavoro esorcizza le mie paure, è una terapia, ciò che faccio è liberare i miei timori verso la vita, il mondo, il futuro, le metto su carta per non portarle dentro di me. (Thomas Ott)

Una  bambina entra in un lugubre luna park, ma non ha abbastanza soldi per permettersi nessuna delle attrazioni presenti, finchè non trova l’insegna Cinema Panopticum: dietro un pesante tendone nero le si presenta una spoglia stanzetta arredata solo con cinque schermi, ognuno dei quali le mostrerà una storia al costo di un soldo.
Si aprono così i successivi capitoli, ognuno dedicato ad una delle sequenze inquietanti del Cinema Panopticum: The hotel, in cui uomo in giacca e cravatta entra in un albergo deserto per passare la notte, The champion, in cui wrestler messicano riceve un biglietto da un corvo nero, The experiment, dove un uomo con una vista molto fioca incontra un medico pronto a risolvere il suo problema, The prophet, in cui seguiamo un  visionario che vede ovunque i segnali di una minaccia aliena, ma nessuno gli crede.
Le cinque storie sembrano non avere nulla in comune, ma in realtà sono tutte collegate ,e all’occhio attento del lettore, non sfuggiranno le citazioni che Ott nasconde in bella vista nelle tavole.

In questa Graphic Novel la narrazione è affidata esclusivamente alle immagini: nessuna vignetta ci restituisce i pensieri dei protagonisti, ma l’angoscia che li colpisce è comunque palpabile.
La tecnica utilizzata è quella dello scratchboard, che prevede l’incisione della parte superiore nera della tavola per far affiorare il bianco sottostante.
Grazie alla bravura di Thomas Ott ne risulta un’atmosfera gotica inquietante.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Pam Smy, Thornhill
Edgar Allan Poe, Il corvo
Kafka, La Metamorfosi
Edgar Allan Poe, Il corvo
Brian Selznick, La stanza delle meraviglie

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Pam Smy

Thornhill

Uovonero, 2017, 533 p.
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Sapevo che era troppo bello per durare. Lei è tornata. L’ho capito senza nemmeno vederla. Ho sentito la sua risata risuonare per le scale, il solito bussare a tutte le porte del corridoio mentre tornava alla sua vecchia stanza. Sentire questi suoni mi ha paralizzato. La paura mi ha dato un brivido nel collo e nella schiena, come se quell’antica sensazione mi fosse penetrata nelle ossa.
Non ci credo.
E adesso cosa faccio?

All’inizio degli anni ’80, Thornhill è una casa famiglia.
Qui vive Mary, una ragazza solitaria che ha scelto il silenzio per mascherare il mondo di soprusi e ingiustizia nel quale l’ha trascinata un’altra delle abitanti della struttura.
Mary ha il dono di costruire bellissime bambole ma non riesce ad integrarsi e ad interagire con le altre persone.

Ella si è appena trasferita con il padre in una nuova casa che si affaccia proprio su Thornhill.
Siamo nel 2017 e l’orfanotrofio è ormai chiuso d decenni.
Guardando nel giardino della vecchia casa, però, Ella vede una ragazza che sembra invitarla a raggiungerla.

Seguendo lo stratagemma narrativo usato da Brian Selnick nei suoi romanzi, Pam Smy ci trascina in una vera e propria discesa agli inferi di due ragazze che, ciascuna a modo suo, devono affrontare la solitudine.
La storia di Ella è narrata attraverso i bellissimi disegni in bianco e nero realizzati dall’autrice. Mary, invece, parla di sé in un diario, compensando, attraverso lo scritto, la propria impossibilità di comunicare con la parola.

Qui puoi vedere il booktrailer di Thornhill.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La casa dei cani fantasma- Allan Stratton
Anya e il suo fantasma- Vera Brosgol
Rosso il sangue- Salla Simukka
Giro di vite- Henry James
Il tesoro dei Marvel- Brian Selznick

…e guarda anche…
It- Andrés Muschietti
Stoker- Chan-Wook Park
The Others- Alejandro Amenábar

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Fabien Toulmé

Non è te che aspettavo

BAO Publishing, 2018
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Quello che doveva essere uno dei giorni più felici della mia vita si era trasformato in un incubo

“Non è te che aspettavo” è la prima pubblicazione scritta dall’ingegnere francese originario di Orléans, Fabien Toulmé. Attraverso parole e immagini ci racconta la sua storia; ovvero, cosa significa diventare papà di una bambina con la trisomia 21, meglio conosciuta da tutti come Sindrome di Down. In questa graphic novel, Toulmè veste i panni da fumettista per raccontare la nascita della sua bambina con trisomia 21 e il duro percorso per riuscire ad accettarla e amarla.

La storia inizia con la notizia di una dolce attesa da parte della signora Toulmè, con lo strascico di emozioni, agitazioni e ansie che contraddistinguono qualsiasi futuro neo-genitore. Nove mesi scorrono veloci attraverso gli occhi di un papà qualunque ( già padre di una bambina sanissima, Louisa che ha 4 anni) che spera solo possa andare tutto per il meglio.
La gravidanza della signora Toulmè procede senza imprevisti e anomalie fino alla nascita della piccola Julia, che agli occhi dell’ansioso Papà Fabien  presenta subito caratteristiche fisiche tipiche dei bambini con la sindrome di down.
I medici, che purtroppo non avevano diagnosticato nessuna anomalia durante i mesi di gravidanza, dopo qualche esame, devono confermare i sospetti di Fabien, che vede così materializzarsi la sua paura più grande: una figlia “disabile” e “diversa” dagli altri bambini. Fabien, inizialmente, non accetta questa bambina speciale, è un papà disperato, spaventato e consapevole di come le persone possono considerare chi è diverso; lui per primo vive da sempre nel pregiudizio.

Con una sincerità disarmante ammette le sue debolezze senza vergogna e con un po’ di cinismo, chiedendosi come mai sia toccata proprio a lui una sorte del genere. Fabien ad un certo punto si rassegna a Julia in maniera passiva, per poi riuscire, gradualmente, grazie al calore della sua famiglia e della dolcezza della piccola Julia, a far crollare tutti i suoi pregiudizi e vedere la sua bambina come un dono che, finalmente, si aspetta.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Wonder
Mio fratello rincorre i dinosauri

…guarda anche…
Quasi Amici
L’ottavo giorno

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Lita Judge

Mary e il mostro

2018, Il Castoro, 311 p.
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SCRIVO

Finché nelle dita si trasmette il dolore
che il mio cuore non riesce più a reggere,

finché le speranze spezzate e il dolore devastante
si fanno un po’ più sopportabili,

finché le parole salvano la mia anima
creando la tua.

Mary e il mostro è un libro che rapisce e incanta.

Tutti conoscono il nome di Mary Shelley, autrice di Frankenstein, ma la protagonista dell’incredibile opera di Lita Judge non è ancora una grande scrittrice.

Mary è un’adolescente dagli occhi grandi e profondi convinta che, nella vita, si debba essere liberi di amare chi si vuole, al di là dei pregiudizi della società.

Per questo, a diciassette anni fugge di casa con il poeta Percy Bysshe Shelley, già sposato con un’altra donna. Per lui, Mary rinuncia a tutto: viene ripudiata dalla sua famiglia, disprezzata da tutti, costretta a vagare da un luogo all’altro senza riposo. Resta aggrappata a quell’idea di amore totalizzante, nonostante si renda presto conto che Shelley è troppo concentrato su se stesso e sulla propria interiorità per legarsi veramente a lei.

L’autrice racconta l’intera vita di Mary Shelley con testi brevi ma carichi di emozione e immagini profondamente evocative. Lascia senza parole il racconto della genesi del famosissimo mostro da lei creato. Una Creatura che incarna il bene e il male di ciascuno di noi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Frankenstein- Mary Shelley
Cime tempestose- Emily Bronte
Jane Eyre- Charlotte Bronte

…e guarda anche…
Bright star- Jane Campion
Becoming Jane- Julian Jarrold
Anna Karenina- Joe Wright
Jane Eyre- Carey Fukunaga

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Luca Vanzella, Giopota

Un anno senza te

BAO Publishing, 2017
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 L’emofene è come un fischio continuo. O meglio, una nota costante di fondo, ma è un sentimento. Un sentimento che è lì, sotto tutte le altre emozioni, ma che a volte, nel silenzio della noia, in una pausa di contemplazione, tra le sincopi della vita quotidiana, ecco che torna a farsi sentire. Emofene è qualcosa di distante e lontano che non puoi dimenticare. Tu sei il mio emofene.

Antonio, il protagonista della graphic novel della Bao Publishing, è uno studente universitario che vive a Bologna, dove frequenta la facoltà di Storia Medioevale: è appena stato lasciato da Tancredi, dopo una relazione durata pochi mesi, ma abbastanza per spezzargli il cuore. “Un anno senza te” ci racconta i dodici lunghi mesi dopo la rottura con Tancredi, in cui Antonio deve affrontare disperazione, rabbia, insicurezza sostenuto da amici e coinquilini che cercheranno in tutti i modi di risvegliarlo dal suo stato di abbandono e apatia spingendolo verso nuove avventure. Mesi tormentati per crescere e imparare a lasciarsi il passato alle spalle e non restare aggrappato alla nostalgia del ricordo di chi, ormai, è solo un passato pronto a diventare remoto. Lo scenario che appare tavola dopo tavola è quello di una Bologna riconoscibilissima nella sua architettura, ma arricchita di elementi surreali e magici: nevicate improbabili di teneri conigli bianchi, fari che regolano il flusso di dirigibili volanti e feste di capodanno non convenzionali.
Antonio combatte i propri demoni, ed elaborare il vuoto lasciato da Tancredi, con i suoi tempi e a piccoli passi, cercando di guardare al futuro prossimo portando a termine la tesi di laurea e cercando di capire il suo posto nel mondo.

Questa storia si rivolge a tutte le persone che sono state scottate dalla fine di una relazione (qualunque sia) e che hanno ceduto alla malinconia degli amori persi più del previsto, ma che alla fine si sono rialzati.

Luca Vanzella e Giopota con questa dolce-amara graphic novel ci coccolano quando siamo tristi e ci accompagnano nelle nostre piccole grandi storie d’amore che finiscono, o che non abbiamo dimenticato ancora.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche Il blu è un colore caldo di Julie Maroh

Ascolta anche La mia vita senza te – Tre allegri ragazzi morti

e guarda anche La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche

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Giorgio Salati e Christian Corna

Brina e la Banda del Sole Felino

Tunuè, 2017
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Le stelle sono tornate a brillare negli occhi di Brina. Ora si sente una vera gatta. Ha capito a cosa servono le vibrisse. E l’olfatto sviluppato. A cosa servono gli occhi che vedono nel buio. E a cosa servono istinto, sensi e riflessi da tigre.
Servono a ritrovare chi ci ama.

Di fronte alle pagine fitte di un romanzo, l’occhio istintivamente si posiziona sulla riga successiva, bramoso quanto il lettore di vedere cosa accade di lì a poco: e le parole si susseguono quasi senza pause.
Una graphic novel invece – quando ben realizzata – si presta meravigliosamente a veicolare pensieri e riflessioni profonde: poche parole, ricercate, e disegni che ne arricchiscono l’impatto. Una bella formula, che consente di rallentare i tempi di lettura, lasciando sedimentare considerazioni ed emozioni.

Proprio questo accade leggendo “Brina e la Banda del Sole Felino”. Vi si racconta di una gattina domestica, che scappa di casa durante una vacanza con i padroni in montagna. Durante la fuga incontra una banda di gatti randagi, capeggiata da Vespucci, severo leader del gruppo. Brina riscopre così la sua vera natura felina, assapora l’ebbrezza della libertà, la brama di indipendenza. Intanto la giovane coppia di padroni si dispera per la sua scomparsa: in gioco ci sono sentimenti molto forti, che li spingono a non smettere di cercarla.

Giorgio Salati e Christian Cornia confezionano un piccolo gioiellino, ricorrendo ad un linguaggio e ad illustrazioni davvero incantevoli per parlare di istinto, amore, emancipazione, scoperta di sé.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Silverwood Lake – Simona Binni
La casa – Paco Roca

e vedi anche Gli Aristogatti – Wolfgang Reitherman

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Paco Roca

La casa

Tunué, 2016 - pg. 166
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Più mi faccio vecchio più sento che l’unico tema della letteratura – e probabilmente di tutto il resto – è il passare del Tempo. E  La casa, libro che un ragazzo ha voluto scrivere per la morte del padre, è anche l’opera che ha permesso a Paco Roca di disegnare il Tempo che se ne va, o che se ne è andato, o che se ne andrà.

Fernando Marías‬

Si tratta di una splendida graphic novel che proviene dalla penna di Paco Roca, tre fratelli tornano dopo un anno nella casa del padre, la seconda casa, quella in cui hanno passato le vacanze da bambini fino a diventare ragazzi. In un continuo andare e tornare tra tempo attuale e ricordi, la storia si snoda raccontando dei drammi e dei sentimenti della vita comune.

La morte del padre, è un momento di crescita inevitabile di ognuno di noi, ma l’inclinazione e il carattere che abbiamo acquisito nel tempo, ci permettono di affrontare questi ostacoli come sempre -in fondo- ci costringe la vita.

Meraviglia le tavole, la descrizione del fare azioni quotidiane, il racconto di immagini del familiare: il cavatappi e il tovagliolo abbandonati sul tavolo della cucina dopo il pranzo, i ricordi dei racconti del padre, il giardino alla sera da innaffiare. Splendido e poetico, un libro che nasce da una perdita, da un’esperienza del disegnatore, che però si ritrova nelle paure e nell’insicurezza atavica di tutti noi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Dimentica il mio nome di Zerocalcare

Lo trovi anche in biblioteca QUI

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Manuele Fior

Cinquemila chilometri al secondo

Coconino Press 2010, 143 p.
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“Voglio tornare a casa”. “Ma certo, il tempo di chiamarti un taxi e…” “Voglio ritornare in Italia”.

In una calda giornata estiva Lucia e sua madre traslocano in una casa di ringhiera. La nuova arrivata suscita l’interesse di Piero e Nicola, che vivono nello stesso complesso. Fra i tre adolescenti nasce un’amicizia che, per Lucia e Piero, diventa amore. Ma la vita li allontanerà: Lucia andrà in Norvegia dove troverà un compagno, Piero partirà per una campagna archeologica in Egitto. Nicola, il personaggio più sfumato ma sempre presente nella storia, rimarrà in Italia, nella stessa casa che ha visto crescere l’amicizia fra i tre. Anni, amori e figli dopo Lucia e Piero si ritrovano in Italia: emozione, imbarazzo, incomprensione sono i sentimenti che si affastellano durante l’incontro. Si rivedranno? E Nicola?
Lucia e Piero partono, tornano, intrecciano e sciolgono legami con una fluidità che è un po’ una cifra generazionale, come sembra suggerire l’autore. Gli acquerelli eleganti di Manuele Fior evidenziano luoghi e situazioni con una sapiente alternanza di tinte calde e fredde e con sottili richiami all’arte e all’architettura del Novecento.

Ti è piaciuto? Allora leggi anche…
Le variazioni d’Orsay – Manuele Fior
Il gusto del cloro – Bastien Vives

…e ascolta anche
Dieci ragazze – Lucio Battisti

… e guarda anche
Il grande freddo – Lawrence Kasdan

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