Archivio tag: green day

Tove Lo

Queen of the clouds

2014, Island Records
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You’re gone and I got to stay high
All the time to keep you off my mind, ooh ooh
High all the time to keep you off my mind, ooh ooh

L’album d’esordio della giovane svedese Tove Lo, nome d’arte di Ebba Tove Elsa Nilsson, è stato pubblicato nel 2014 con buon successo. Il singolo di lancio Habits (Stay high) è stato anche remixato dagli Hippie Sabotage.

L’album, che contiene diciassette tracce nella versione standard e ventiquattro in quella International Blueprint, è diviso in tre capitoli, ognuno dedicato ad una tematica: The sex”, “The love”, “The pain”.
Il filo conduttore dell’album è l’evolversi in negativo di una storia d’amore, di cui il singolo Habits (Stay high) ci preannuncia il tragico epilogo.
Si parte da un’atmosfera positiva e ottimista per poi approdare ai temi più difficili: il naufragio di una relazione e la necessità di distrarsi con mille inutili palliativi come alcol e droga per sopportare il dolore della perdita e la caduta nella depressione.

Ascolta tre brani dell’album:
Habits (Stay high)
Talking body
Timebomb

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Tove Lo, Lady Wood
Aurora, All my demons greating me as a friend
Green day, American idiot

E leggi anche:
Nick Hornby, Un ragazzo
Truman Capote, Colazione da Tiffany 

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Xavier- Laurent Petit

Be safe

Rizzoli, 2011, 239 p.
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Nel momento in cui l’autobus è partito mi è parso di aver già vissuto quel momento, molto tempo prima. Lo stesso autobus, gli stessi sorrisi forzati dietro i finestrini, lo stesso freddo… Non riuscivo a ricordarmi quando e dove, ma dentro ritrovavo quella stessa sensazione di abbandono. Come se una parte di me si fosse appena strappata.

Oskar e Jeremy sono due fratelli legati dalla passione per la musica. Assieme formano una singolare band (sono forse l’unico gruppo rock esistente a non avere un batterista).

Jeremy ha lasciato la scuola non appena compiuti sedici anni e, da allora, cerca, senza successo e sotto lo sguardo deluso del padre, di trovare una propria strada.
La frustrazione lo porta a prendere una decisione avventata: si arruola nell’esercito.

Nonostante gli venga assicurato che la sua sola occupazione sarà costruire ponti, viene dirottato tra le forze speciali come tiratore scelto e, come temuto dalla sua famiglia, viene inviato in Medio Oriente.
La vita nell’esercito è molto più dura e crudele di quanto sia possibile immaginare dall’esterno. Ma le sue mail, inviate in segreto a Oskar, rendono evidente quanto l’esperienza che sta vivendo non faccia per lui.

Da parte sua, Oskar continua a coltivare la passione per la musica, grazie alla presenza di Marka, di cui è innamorato da tempo e il cui fratello è partito con Jeremy.

L’esperienza della guerra sarà una rivelazione non solo per Jeremy e Oskar ma anche per il padre che si troverà a rivivere un momento del suo passato nascosto da decenni a tutti.

“Be safe” è l’espressione usata dai compagni di Jeremy al fronte per salutarsi ed è la stessa frase con cui si concludono tutti i messaggi da lui inviati al fratello. Non potrebbe esserci titolo più adatto per questo romanzo. Sapere che la propria famiglia è al sicuro dalla guerra, dai brutti ricordi o, semplicemente, dalla preoccupazione per chi è lontano, sembra essere ciò che più di tutto lega i personaggi del racconto. Dopo tutto, questo è ciò che dovrebbe accadere in ogni famiglia.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
La notte in cui la guerra si fermò- James Riordan
I luoghi più lontani- Per Petteson

…guarda anche
The Hurt Locker- Kathryn Bigelow

…e ascolta anche
Wake me up when September ends- Green Day
21 Guns- Grren day

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Boskovic

A Temporary Lapse of Heaven

Boskovic, 2015
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Articolo di Elena Stombelli

When I know and I say, can you believe me?
When I know and I dream don’t let me down
When I know and I say, can you believe me?
Can you believe me?
Don’t leave my sound
I’m just in town

Luca Boskovic è un artista di origini vicentine con una grande passione per i Beatles, i Deep Purple, i Pink Floyd e gli Who.
Nel suo album di debutto “A Temporary Lapse of Heaven”, si riflette la predilezione per le sonorità dei suoi gruppi di riferimento e l’artista ci catapulta nelle atmosfere musicali degli anni ’60 e ’70.
Bastano pochi minuti di ascolto, per avere la percezione di essere stati sbalzati indietro nel tempo e quasi ci si vede attraversare la strada sulle strisce pedonali di Abbey Road, rincorrendo i mitici Beatles.
L’album è composto da 11 tracce a cui si aggiunge la versione radiofonica del singolo “Just in Town”. I brani sono stati accuratamente selezionati tra i tanti composti nel corso di anni di scrittura.
Boskovic ha deciso che questo album sarebbe stata una sua creatura in tutti gli aspetti. Si è infatti preso carico di tutto il processo creativo, rivestendo il ruolo di autore della musica, dei testi, degli arrangiamenti ed anche della grafica dell’intero disco.
“A Temporary Lapse of Heaven” si apre con l’atmosfera allegra e spensierata di “Just in Town”. Il brano, scelto come primo singolo estratto, è allegro, leggero ed affronta il tema dell’amore e della felicità sprigionata da questo sentimento.
E’ un pezzo dalle sonorità rock-pop, nel quale la chitarra elettrica e la batteria dominano. Se potessimo fare un paragone, potrebbe ricordare i Green Day nella loro versione più leggera e pop che si incontrano con i Beatles nel loro periodo d’oro.
L’ascolto dell’album procede con “Everyday”, una canzone più lenta nella quale i pensieri di Boskovic sono accompagnati dalle note intime di una chitarra classica, sulle quali la voce dell’artista è morbidamente adagiata.
In alcuni brani di “A Temporary Lapse of Heaven” dominano la chitarra classica e ed il pianoforte mentre in altri quella elettrica e la batteria, il che rende l’opera morbida ma mai monotona o piatta.
I testi sono molto semplici ed immediati e spaziano dall’amore, trattato nelle sue varie sfaccettature, alla natura ed il rapporto dell’uomo con la stessa ma anche lo scorrere del tempo.
Temi profondi e che fanno riflettere, ma anche tematiche più leggere che parlano di amicizia, musica e quotidianità.
“ A Temporary Lapse of Heaven” è un disco di debutto ma che riflette maturità, sicuramente frutto degli anni di esperienza cantautorale dell’artista vicentino.
Le sonorità brit-pop con sfumature rock, sono arricchite da pennellate di r’n’b a rendere il complesso ancora più caldo e coinvolgente.
Boskovic debutta con l’album perfetto per i nostalgici dell’atmosfera di libertà, creatività e trasgressione tipica degli anni ’70.

Ascolta l’album
Boskovic – A Temporary Lapse of Heaven

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Tommy – The Who
The Dark Side of The Moon – Pink Floyd
Machine Head – Deep Purple

…e leggi anche:
Il libro bianco dei Beatles : La storia e le storie di tutte le canzoni – Franco Zanetti

…e guarda anche:
Let it be : Un giorno con i Beatles – Michael Lindsay Hogg

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Green Day

American Idiot

Reprise Records, 2004
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Non c’è niente di male con l’essere un perdente,
tutto dipende da quanto bravo sei nell’esserlo.

L’Album segue due differenti tematiche: una è l’attacco rivolto all’”idiota americano”, che crede ciecamente a qualsiasi cosa i media gli vogliano far credere.
L’altro tema trattato nell’album è  la solitudine di un ragazzo ribelle, pieno di rabbia e sogni, che cade vittima di alcolismo e dipendenze.
Quest’opera è stata ideata come un concept album, in cui il protagonista, Jimmy che attraverso le prima due canzoni (American Idiot e Jesus of Suburbia) esprime il disagio per la sua vita in periferia e la sua volontà di scappare. La terza canzone, Holiday, esprime il suo disinteresse per il resto del mondo e in Boulevard of Broken Dreams Jimmy si rende conto che non troverà nell’alcool  la soluzione alla sua solitudine. In Are We the Waiting, Jimmy si aliena dalla realtà creando il suo alter ego St. Jimmy e sprofondando nella droga (Give Me Novacaine). She’s a Rebel e Extraordinary Girl, raccontano l’incontro e l’amore con una ragazza speciale, ma la storia è destinata a naufragare (Letterbomb) a causa delle dipendenze di Jimmy, che si sente sempre più solo e vorrebbe solo dimenticare tutto (Wake Me Up When September Ends). Decide quindi di liberarsi di St. Jimmy e pensa di tornare a casa,(Homecoming). Il finale però è aperto, non sappiamo se Jimmy tornerà o meno da sua madre, la canzone che chiude l’album, Whatsername, esprime solo la sofferenza e la solitudine del protagonista, che non riesce nemmeno a ricordare il nome della ragazza che ha tanto amato

Ascolta tre canzoni del cd
American Idiot
Boulevard Of Broken Dreams
Wake me up when september ends

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Who,Tommy
Husker Dü, Zen Arcade

E leggi anche:
Donna Tartt, Il Cardellino

 

 

 

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Weezer

Everything Will Be Alright In The End

Republic, 2014
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so open your arms
and let me come in

Già la copertina – tenera e terribile, da vero fumettone – e il titolo del nono disco dei Weezer hanno il sapore del ritorno a casa. Alla fine Rivers Cuomo e compagni hanno ripreso a fare quel che gli riusciva meglio, un power-pop adolescenziale che alla metà degli anni ’90 li aveva portati a pubblicare almeno un paio di album – l’omonimo con la copertina blu e Pinkerton – indimenticabili per chiunque abbia avuto almeno una volta sedici anni.
Nelle tredici canzoni di Everything Will Be Alright In The End c’è davvero tutto quel che dovrebbe esserci: le chitarre che pescano tanto dall’indie-rock quanto dagli anni ’70 più tamarri; le melodie assassine, i crescendo piazzati dove fanno più male, i ritornelli e i cori perfetti; i testi che invariabilmente si concentrano su sfighe amorose e rapporti problematici, filtrati dagli occhiali di nerd quarantenni per cui il tempo sembra non passare mai.
E così, dall’apertura strepitosa di Ain’t Got Nobody e Back To The Shack, passando per il fantastico singolo Lonely Girl – provate a non cantarle con il sorriso stampato in faccia, se ci riuscite – e il malinconico ballo a due voci Go Away, con Bethany Cosentino dei Best Coast, il disco va a spegnersi sulla speranza di Foolish Father e l’ambiziosa suite in tre parti che in otto minuti racchiude tutto l’universo Weezer, tra chitarre scintillanti e una gioia evidente nell’esecuzione.
Everything Will Be Alright In The End, insomma, non cambierà di una virgola il mondo musicale di oggi né quello di domani, ma grazie a canzoni belle e bellissime è un conforto per chiunque si senta solo al mondo e stia cercando qualcuno da abbracciare. Male che vada, qui troverà una melodia.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Almost Ready – Dinosaur Jr.
Breakin’ Up – Tony Molina
Jesus Of Suburbia – Green Day
Cannonball – The Breeders

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Billie Joe Armstrong - Norah Jones

Foreverly

Reprise Records, 2013
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All these many years I’ve loved you
No one has ever known
No one has ever known but you alone
I’ve kept it locked inside my heart
And smiled through all my tears
My darling, I have loved you, oh, so many years

Talvolta, la musica si ricorda di essere nata per unire mente e cuore, essere e avere, tralasciando tutti gli aspetti commerciali di vendita. E Foreverly è uno di questo casi: uno splendido omaggio alla tradizione americana, ed in particolare un omaggio agli Everly Brothers, che con la loro musica alla fine degli anni ’50 influenzarono non solo Folk e Country, ma tutti i generi successivi a partire dal Rock.
Ma un album del genere ha bisogno di una voce che lo caratterizzi … e qua ne abbiamo due.
E che voci.
Billie Joe Armstrong ti spiazza, abituati come siamo a vederlo satanasso esagitato assieme ai suoi Green Day, a darci dentro di punk-pop e chitarra elettrica: eppure sembra avere un lato nascosto terribilmente dolce. E Norah Jones? Beh, lei è un angelo prestato alla musica, una voce che rapisce e purifica: c’è poco da dire, sfuma le note in emozioni.
Billie Joe+Norah rileggono le canzoni intrecciando vocalizzi inaspettati, i due si completano a vicenda, trasmettendo il sapore e la voglia di riscoperta del genere “Americana”, pure semplicità ed essenzialità di sentimenti.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Long Time Gone, Silver Haired Daddy of Mine, Oh So Many Years

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Norah Jones – Sunrise
Green Day – Basket Case
Jamie Cullum – I’m All Over It

… e leggi anche
Mariano De Simone – Old-time, hard times. Canzoniere della country music

… e guarda anche
Quando l’amore brucia l’anima (Walk The Line) – James Mangold

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Nick Hornby

Tutto per una ragazza

Guanda, 2008, 274 pp.
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Il fatto e’ che si arriva ad un punto in cui i fatti non contano piu’ e, pur sapendo tutto, non si sa niente, perche’ non si conoscono le emozioni. E’ questo il problema delle storie, no? I fatti possiamo anche raccontarli in dieci secondi, volendo, ma i fatti non sono niente.

Le giornate di Sam, sedicenne inglese, sono occupate dalla passione per lo skateboard. I suoi dialoghi immaginari, quotidiani,  con il poster di Tony Hawk, skater statunitense, sono davvero imperdibili e spassosi! Spensierato e ancora un po’ disorientato di fronte alla vita, Sam abita a Londra con una madre giovanissima e vede solo saltuariamente il padre, uomo disattento e superficiale. Si innamora di Alicia, sua coetanea, e vive con lei una breve passione. Ma una disattenzione costa cara ai ragazzi e Sam si trova all’improvviso padre, quando ancora non si sente adulto. Impara molto presto che la vita è fatta anche di imprevisti e che un evento inaspettato può di colpo stravolgere ogni previsione e progetto.
Nick Hornby si conferma un maestro assoluto nel descrivere sogni, pensieri, incertezze dei ragazzi, riuscendo a raccontare con tono fresco, leggero e partecipe le loro storie.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Un ragazzo – Nick Hornby
La banda dei brocchi – Jonathan Coe
Occupation: Skateboarder – Tony Hawk 

…guarda anche
About a boy – Paul e Chris Weitz
Paranoid park – Gus Van Sant

…e ascolta anche
American Idiot – Green Day

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Weezer

Weezer

Geffen, 1994
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Un giorno di primavera, il vento caldo che entra dalla finestra aperta a mettere scompiglio tra fogli, capelli, pensieri.
Questo è l’omonimo esordio dei Weezer, quartetto d’improbabilissimi rocker capeggiati dal formidabile nerd songwriter Rivers Cuomo.
Canzoni che, a quasi vent’anni dall’uscita, non hanno perso un grammo di freschezza; dieci piccoli grandi capolavori power-pop che rielaborano le lezioni alt-rock di Pixies e Nirvana in una micidiale sequenza di melodie killer, che alla solarità dei suoni contrappongono testi incentrati su paranoie da successo e voglia di cose semplici e banali, amori storti e famiglie problematiche.
Indimenticabile sin dai singoli: Buddy Holly, che fa rivivere Happy Days e l’occhialuto genio di Lubbock in un colpo solo; la pigra Say It Ain’t So, chitarra in levare nella strofa e ritornello esplosivo; il vorticare a occhi chiusi di Undone.
E poi la grandiosa apertura di My Name Is Jonas dove a un certo punto, fra le chitarre, s’insinua anche un’armonica impazzita; i punk-pop sparati di No One Else e Surf Wax America; l’abbraccio emo di The World Has Turned And Left Me Here e gli otto minuti dolci ed epici di Only In Dreams.
Un vero miracolo di pop chitarristico, da ascoltare e ascoltare e ascoltare fino a non desiderare altro.
 

 
Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche
Gigantic – Pixies
Sliver – Nirvana
When I Come Around – Green Day
Holiday – The Get Up Kids
 
…e leggi anche
Generazione X – Douglas Coupland
 
…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

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Green Day

Dookie

Reprise, 1994
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Avere vent’anni nella California di metà anni ‘90, la voglia di fare piazza pulita della flanella grunge con una sfilza di melodie radiose: questo è Dookie, l’album che ha dato ai Green Day la fama mondiale e a noi brani leggendari che ancora non abbiamo smesso di ballare.
La voce cristallina di Billie Joe sputa parole che sono puro distillato di attitudine slacker da Generazione X: instabilità emotiva, sesso (soli o diversamente accompagnati), insicurezze nascoste sotto strati di autoironia.
La musica pesca a piene mani dai dischi dell’Inghilterra punk del settantasette (Buzzcocks e Jam) e la aggiorna agli anni storti del college rock, in un frullato ipervitaminico di quattordici brani da antologia che hanno apici nei singoli-killer Basket Case, Longview (un basso fumato rotola per una strofa che letteralmente esplode nel ritornello), Welcome To Paradise (un bridge da capogiro), nell’elettricità pensierosa di When I Come Around e nella travolgente emotività di She.
Lasciate perdere le lagnanze dei tristi puristi del punk e dei turisti del r’n'r: Dookie è la colonna sonora perfetta per sfasciare una festa alcolica qualsiasi a colpi di air guitar.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Basket Case, She, When I Come Around, Longview
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
The Descendents – Bikeage
The Buzzcocks – Promises
The Replacements – Color Me Impressed
The Jam – In The City
The Queers – Teenage Bonehead

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