Archivio tag: grottesco

Brad Silberling

Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi

Usa, 2004
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A volte il mondo può sembrare un luogo ostile e sinistro. Ma credeteci quando diciamo che ci sono più cose buone che cattive. Dovete osservare con attenzione. E quella che magari appare una serie di sfortunati eventi, può, di fatto, essere il primo passo di un viaggio.

Tre ragazzi dall’evocativo cognome “Baudelaire”, Violet, Klaus e Sunny, perdono entrambi i genitori in un incendio che li obbligherà ad essere affidati legalmente ai parenti più prossimi. Eredi di una ragguardevole somma diventeranno oggetto della cupidigia del perfido conte Olaf, l’unico parente prossimo dei ragazzi. Olaf cercherà in ogni maniera di eliminarli e con loro gli altri successivi tutori che si faranno avanti per crescerli e proteggerli. Ma i tre fratelli si distinguono per capacità al di fuori del comune, cosa che darà ad Olaf del filo da torcere.

Il film nonostante i toni fiabeschi, grotteschi e molto gotici conserva un senso dell’umorismo totale. Le scene spassosissime sono rette da un magistrale Jim Carrey che rende il cattivo una creature assurda, quasi buffa, ma estremamente espressiva di quella bramosia che coglie l’uomo davanti ai tesori più preziosi. Il cast è ricchissimo con Meryl Streep, Jude Law e perfino Dustin Hoffman. Gli attori sono messi in risalto dall’evocativa la fotografia di Emmanuel Lubezki e le scenografie realizzate nei teatri di posa hollywoodiani, in grado di trasportare lo spettatore in un mondo cupo e fatato. I colori fanno vivere i contrasti di tutta la storia passando da colori giallo ocra ai tocchi tetri di notti spettrali.  Il regista Brad Silberling sembra porre un interrogativo molto importante per tutto il film: i mostri sono solo i cattivi o anche gli adulti che non ascoltano i ragazzi?. Il conflitto generazionale è profondissimo dei “grandi” che tradiscono i propri figli senza che questi abbiano l’occasione di affermare se stessi. Ancora più grave però è l’incapacità degli adulti, soprattutto quelli di buona volontà, di credere ai propri ragazzi, prenderli sul serio e vederli come portatori di verità; non solo come piccoli adulti in miniatura con diritti e doveri.

La colonna sonora a cura di un Thomas Newman, già apprezzato in American Beauty, regge l’atmosfera calando gli spettatori in un mondo in cui si fondono i grandi della letteratura fantastica e surreale come Alice nel paese delle Meraviglie o il Mago di Oz o le mirabolanti avventure della Fabbrica di cioccolato.

Se ti è piaciuto il film leggi anche i libri da cui sono tratti, una serie di quattordici volumi di cui il film è solo una breve (seppur gustosa sintesi):

Snicket, Lemony,  Un infausto inizio 

Ransom Riggs – La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di cui uscirà il film di Tim Burton il prossimo novembre

Edward Carey – I segreti di Heap House 

Ascolta anche:

The Cranberries – Animal Instinct
Lacuna Coil - Heavens A Lie 

Guarda anche:

Tim Burton – La sposa cadavere
Robert Stromberg – Maleficent
Tim Burton -  Alice in Wonderland 

una serie di sfortunati eventi

Regia: Brad Silberling
Soggetto: Lemony Snicket (romanzi)
Sceneggiatura: Robert Gordon
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Musiche: Thomas Newman
Scenografia: Rick Heinrichs
Cast: Jim Carrey, Emily Browning, Liam Aiken, Jude Law, Timothy Spall, Meryl Streep, Billy Connolly, Catherine O’Hara, Dustin Hoffman

 

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Damian Szifron

Storie Pazzesche

Argentina - Spagna, 2014
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 Il carcere non è poi così male, si mangia, non si paga l’affitto, si gioca a carte…

Per rispetto delle vicende e dei personaggi si prega di ridere con moderazione.

Quando dietro ad un film c’è lo zampino di Pedro Almodovar abbiamo la garanzia di trovare un lavoro spiazzante, che rispecchia la società contemporanea.
Storie pazzesche è un film a episodi – sei – sapientemente diretti e miscelati dal regista Damián Szifron che compone un insieme di storie surreali, ma sempre con un fondo di verità da ricercare in fatti ed atti reali, sublimati in un’atmosfera esagerata, farsesca, kitch e a tratti anche pulp.
Quindi non molto dissimili da quanto ci propinano ogni giorno i mass-media.
Incontriamo nell’ordine:
- il popolino di un ristorante senza pretese, ma dall’agguerrita cuoca;
- una lotta di classe sui generis dalla conclusione… romanticamente scottante;
- l’esplosiva ribellione in risposta ad una sosta vietata;
- la classica immensa somma di denaro che dovrebbe aggiustare tutto;
- quasi moglie e quasi marito. Basta questo.
Questi sono gli episodi 2-6: il migliore è il primo, intitolato “Pasternak”. Semplicemente geniale.
Intendiamoci: non è un film truculento o sanguinario, non è questo il fil rouge che collega le vicende. Il mosaico di storie è tenuto insieme dalla grottesca volontà di voler attuare una perfetta macchinazione di raffinata malvagità unita ad una genuina vendetta anche quando si ha ragione.
Costi quel che costi, il desiderio di rivalsa prende il sopravvento su tutto e tutti.
Detto più semplicemente: è l’innegabile piacere di perdere il controllo il vero protagonista.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
I Tenenbaum – Wes Anderson
Mine Vaganti – Ferzan Ozpetek

… e leggi anche …
Vite brevi di idioti – Ermanno Cavazzoni
Christopher Moore – Un lavoro sporco

… e ascolta anche …
Storie Pazzesche (Relatos Salvajes) – Theme Song
Fly Me To The Moon – Bobby Womack
Titanium – David Guetta ft. Sia
Rapsodia Húngara nº 2 – Franz Liszt

STORIE-PAZZESCHE-Locandina-Poster-2014

Regia : Damián Szifron
Sceneggiatura : Damián Szifron
Fotografia : Javier Julia
Musica : Gustavo Santaolalla
Durata: 122’

Interpreti e personaggi principali:
Ricardo Darín : Simon Fisher
Leonardo Sbaraglia : Diego
Darío Grandinetti : Salgado
Erica Rivas : Romina
Julieta Zylberberg : Moza
María Onetto : Helena
Oscar Martínez : Mauricio
Rita Cortese : Cocinera
Nancy Dupláa : Victoria
Osmar Núñez : Abogado

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Christopher Moore

Un lavoro sporco

Elliot, 2007, 443 pg
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E accanto al letto c’era un uomo di colore molto alto, vestito di verde menta.
” E lei cosa ci fa qui? ”
” Può vedermi? ”
” Certo che la vedo. Cosa ci fa in camera di mia moglie? ”
” Questo non va bene ” disse Verde Menta.

La maestria unica di Christopher Moore nel dipanare vicende (ir)reali condite con humor nero e da lampi di commedia che ancor prima di farti lasciare andare ad una risata ti colpiscono per il modo in cui sono costruite, attraverso dialoghi dal finale non scontato, che portano ad una conclusione inaspettata.
Charlie è il cosiddetto maschio beta: vita tranquilla, normale, regolare, senza particolari ambizioni. Quando perde la sua amata Rachel, vede persone e cose che non dovrebbe vedere, legge e riceve messaggi che non dovrebbe ricevere e leggere. Ma soprattutto “qualcuno, l’ha scelto per una missione: più precisamente, qualcuna con tanto di falce e sudario nero che vuole essere sostituita o aiutata”.
Ma questo è tutto e niente: personaggi che si intrecciano in inseguimenti, in una girandola di situazioni spinose, fatti e fattacci in un crescendo incredibilmente wagneriano, comico e lugubre al tempo stesso. Paragonato a Vonnegut per come intesse le parole, Moore non lascia nulla di intentato lasciandoci solo il compito di divorare le pagine.
Nel minor tempo possibile, naturalmente.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Demoni, istruzioni per l’uso. Commedia degli orrori – Christopher Moore
Vite brevi di idioti – Ermanno Cavazzoni

… e ascolta anche
Festa Festa – Crookers ft Fabri Fibra & Dargen D’Amico
Don’t Worry Be Happy – Bobby McFerrin

… e guarda anche
Beetlejuice – Tim Burton
L’armata delle tenebre – Sam Raimi

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Etgar Keret

All’improvviso bussano alla porta

Feltrinelli, 2012
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Articolo di Silvia Ranzetti

“Sta’ a sentire” cerco di ragionare. “Sta’ a sentire tu” brontola lui puntandomi addosso la pistola. “O una storia o una pallottola in mezzo agli occhi.” Capisco di non avere scelta. Il tizio fa sul serio. “Due persone sono sedute in una stanza,” attacco, “improvvisamente bussano alla porta.” L’uomo con la barba si alza. Lì per lì penso che sia preso dalla storia ma non è così. Ha sentito un rumore. Qualcuno bussa davvero alla porta.

Prima o poi tutti noi dobbiamo fare i conti con l’aspetto grottesco della nostra routine quotidiana; si tratta di un momento delicato ed è fondamentale gestirne l’impatto con lucidità.
Con la raccolta di racconti E all’improvviso bussano alla porta, Etgar Keret, israeliano, classe ’67, ci sottopone un’esercitazione, una simulazione dello scontro con l’assurdo che suona al nostro citofono. Il libro si presenta come una sequenza di gag, di aneddoti macabri ed esilaranti al tempo stesso nei quali si muovono personaggi imbatuttisi in situazioni altamente inverosimili: nel primo racconto, che dà il titolo all’opera, leggiamo di un narratore costretto a raccontare una storia a un gruppo di uomini che lo tengono in ostaggio; in Cheesus Christ un uomo che entra in un fast food per ordinare un hamburger senza formaggio scatena involontariamente una serie di reazioni di incalcolabile portata; in Che cosa abbiamo in tasca ci scorre davanti agli occhi un elenco infinito di oggetti che il protagonista porta sempre con sé perché ognuno di essi è “una piccola occasione per non rovinare tutto”, un salvagente per ogni improbabile situazione di emergenza. Partendo da quest’ultimo racconto, l’autore e il giornalista Dov Alfon hanno ideato un omonimo cortometraggio definendolo “storyvid” ovvero un corrispettivo letterario del videoclip musicale. Il video è stato presentato al Sundance Film Festival 2013.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora guarda anche
What do we have in our pocket (cortometraggio)Goran Dukic
Wristcutters – a love story (tratto dal racconto Kneller’s Happy Campers di Keret) – Goran Dukic
 
…e leggi anche
Disastri – Daniil Charms
La schiuma dei giorni – Boris Vian

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a cura di Lucio D'Arcangelo

Racconti fantastici argentini

Mondadori, 1999, 220 p.
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Il futuro non vive, non esiste per Cosimo Schmitz, il fabbro, non gli dà gioia nè timore. In assenza del futuro anche il passato impallidisce, perchè la memoria serve appena; ma come è intenso, totale, eterno il presente, non distratto da visioni o immagini di ciò che deve venire, nè dal pensiero che presto tutto sarà passato!

Questo raccolta comprende diciannove racconti di autori argentini, composti tra gli anni Quaranta e Sessanta ed accomunati dalla vena fantastica. In ogni racconto il fantastico assume una forma del tutto particolare, spaziando dal mistero al sogno, dall’enigma all’orrore, dall’ironia al grottesco. I racconti sono brevi e permeati dalla solitudine dei protagonisti, alle prese con un evento inspiegabile ed irreale, soprannaturale, che sconvolge la vita quotidiana e mette in crisi ogni equilibrio. Un uomo  che decide di sottoporsi ad un trattamento di “chirurgia psichica di estirpazione”, una scimmia che impara a parlare e muore subito dopo, un cataclisma cosmico che altera le normali regole della fisica, un attore defunto imprigionato nei propri film: ecco solo alcune delle affascinanti storie raccolte in questo libro!

Ti è piaciuto questo libro, allora leggi anche:
Molto dopo mezzanotte – Ray Bradury
Racconti del terrore – Edgar Allan Poe

ed ascolta anche Libertango – Astor Piazzola

 

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Wes Anderson

I Tenenbaum

Usa, 2001
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Ogni famiglia ha la sua pecora nera, in questa lo sono tutti

Nessuno dei membri della famiglia Tenenbaum è mai diventato davvero adulto.
Royal non è certo quel che si possa definire un padre modello; le sue frequenti scappatelle hanno mandato a rotoli il matrimonio con la bella Etheline e i tre figli, ex bimbi prodigio, hanno ereditato tutta la sua incostanza.
Chas, persa la moglie in un incidente, è ossessionato per la sicurezza dei figlioletti Ari e Uzi.
Richie ha abbandonato il tennis il giorno in cui la sorellastra Margot, amata in segreto, ha sposato un noiosissimo psicanalista.
Ma quando Etheline vorrebbe risposarsi con l’amico di sempre Henry Sherman, Royal, cacciato a calci dalla porta, rientra dalla finestra, fingendosi malato terminale per ritrovare l’affetto della moglie e dei figli: in una girandola di corse a perdifiato per New York con nipotini mai conosciuti, urla e litigi, scrittori spesso in acido, mentine camuffate da medicinali e improbabili killer a pagamento travestiti da domestici, il piano non si rivelerà un orologio svizzero, ma toglierà polvere e spigoli a sentimenti necessari e puri.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Rushmore – Wes Anderson
Little Miss Sunshine – Jonathan Dayton, Valerie Faris
Me, You And Everyone We Know – Miranda July
 
…e ascolta anche
Wes Anderson – I Cani
Stephanie Says – The Velvet Underground
Judy Is a Punk – The Ramones
Me And Julio Down By The Schoolyard – Paul Simon
 
Locandina di I Tenenbaum, film di Wes Anderson
Regia: Wes Anderson
Soggetto: Wes Anderson, Owen Wilson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Owen Wilson
Fotografia: Robert Yeoman
Musiche: Mark Mothersbaugh
Durata: 109′
 
Interpreti e personaggi principali:
Gene Hackman: Royal Tenenbaum
Anjelica Huston: Etheline Tenenbaum
Gwyneth Paltrow: Margot Tenenbaum
Ben Stiller: Chas Tenenbaum
Luke Wilson: Richie Tenenbaum
Owen Wilson: Eli Cash
Danny Glover: Henry Sherman
Bill Murray: Raleigh St. Clair

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